fbpx
piano Colao copertina

La rinascita tecnologica di Colao
Ecco quali sono le proposte tecnologiche per la ripartenza dell'Italia contenute nel piano Colao


L’Italia deve ripartire, e ci servono delle idee”.  È sostanzialmente stata questa la richiesta fatta dal governo al comitato di esperti guidato da Vittorio Colao, ex-dirigente Vodafone. Si tratta dello stesso gruppo che un po’ di tempo fa aveva definito i rischi di riapertura per i vari tipi di aziende e che ora ha consegnato il testo “Iniziative per il rilancio – Italia 2020-2022“, subito ribattezzato piano Colao. Al suo interno ci sono, come previsto, indicazioni su dove e come intervenire all’interno di diversi settori e ambiti. In molte di queste proposte è coinvolta la tecnologia in quanto mezzo di innovazione, rinascitaottimizzazione. Abbiamo quindi deciso di andare ad approfondire quelle che secondo noi sono le idee più interessanti e tech.

La tecnologia al centro del Piano Colao

Il piano Colao è diviso in diverse sezioni, ognuna con la sua lista di proposte: Imprese e Lavoro; Infrastrutture e Ambiente; Turismo, Arte e Cultura; Pubblica Amministrazione; Istruzione, Ricerca e Competenze; Individui e Famiglie. Vediamo quindi per ognuna di queste quali rivoluzione e investimenti tecnologici sono stati proposti dal comitato di esperti.

Imprese e Lavoro

La sezione “Imprese e Lavoro” è probabilmente quella dove la tecnologia gioca un ruolo più determinante nel progetto di rilancio, in primo luogo con lo Smart Working (o lavoro agile). Se infatti questa modalità di lavoro prima della pandemia era abbastanza marginale, soprattutto nelle PMI (Piccole e Medie Imprese) e nelle PA (Pubbliche Amministazioni), durante la fase di confinamento a casa si è rivelata, nonostante alcune difficoltà implementative, fondamentale. Secondo il piano, quindi, il suo utilizzo dovrà essere promosso potenziato, legislativamente ed economicamente, sia per la fase attuale  di convivenza con il virus che per il lungo termine.

Il lavoro agile dovrà essere configurato in modo da essere al servizio delle imprese e, soprattutto, del lavoratore. Dovrà essere quindi prevista l’adozione di un codice etico che tenga conto delle situazioni domestiche, del rispetto degli orari di lavoro e della flessibilità individuale.

Pagamenti elettronici e innovazione

Un altro punto importante per le imprese riguarda l’incentivazione dei pagamenti elettronici. Si tratta di un argomento che è stato già ampiamente discusso anche in fase pre-COVID-19 per favorire la lotta all’evasione e l’affioramento dell’economia sommersa. Due battaglie che ora più che mai sono importanti per far ripartire il paese. Nel documento viene proposto di spingere a livello europeo la messa fuori corso di banconote di grande taglio, un’accordo con i sistemi bancari e di pagamento per ridurre le commissioni e un vero e proprio obbligo di POS con gravi sanzioni in caso di inadempimento.

Troviamo infine delle indicazioni per quanto riguarda l’innovazione tecnologica, sia nelle aziende consolidate che nelle start-up. In entrambi i casi di parla di detrazioni fiscali che favoriscano gli investimenti, nella ricerca e sviluppo per le prime e da investitori esterni per le seconde.

Infrastrutture e Ambiente

Un’altra sezione in cui il contributo tecnologico è fondamentale è quella dedicata alle infrastrutture e l’ambiente. In primo luogo si parla delle infrastrutture di produzionedistribuzione dell’energia. La pandemia ha infatti rallentato i progetti di decarbonizzazione e transizione energetica, che invece è importante far ripartire sia per una questione ecologica che economica. Oltre ad incentivare la tra transizione sia per il pubblico, con fondi e normative, che per le imprese, tramite strumenti fiscali come la carbon taxsi parla anche di investimenti verso tecnologie energetiche emergenti, come lo sfruttamento del moto ondoso e la produzione di idrogeno ‘verde’.

Fibra e 5G

Forse ancora più centrale a livello di infrastrutture è poi la rete Internet, sia senza fili che cablata. Per il primo tipo si parla di spingere in maniera ancora più forte sul 5G, il cui sviluppo, secondo il piano Colao, è limitato sia dai limiti di esposizione troppo bassi (circa tre volte inferiori rispetto alla media europea, che comunque rimane ben sotto la soglia di rischio) che dalle opposizioni locali. Entrambi questi ostacoli andrebbero superati alzando i limiti e impedendo l’opponibilità locale se questi limiti sono rispettati.

Per quanto riguarda invece la rete cablata parliamo invece di fibra ottica. La sua installazione è stata molto accelerata negli ultimi anni grazie a iniziative come quella di Open Fiber. Il piano richiede però una pianificazione a lungo termine per ‘chiudere il gap di copertura’ anche nelle aree ad oggi non toccate. La fibra è poi considerata centrale anche per il cablaggio degli edifici pubblici, come scuole, strutture socio-sanitarieamministrazioni locali. In questi luoghi la banda larga favorirebbe anche la digitalizzazione dei servizi (punto che vedremo meglio più avanti).

In ultimo, il piano sottolinea come la pandemia abbia reso ancora più evidente il Digital Divide, ovvero il divario tecnologico e informatico tra le diverse fasce della popolazione. Per porvi rimedio sono propositi dei sussidi statali per favorire l’accesso alla banda larga alle famiglie meno abbienti. Per evitare un servizio di ‘serie B’, è anche consigliato di puntare a soluzioni FTTH (Fiber To The Home) piuttosto che FTTC (Cabinet).

Turismo, Arte e Cultura

La parte dedicata al turismo, l’arte e la cultura parla soprattutto di agevolazioni fiscali, riorganizzazione delle strutture turistiche e promozione del potenziale inespresso. Anche in questa sezione, però, possiamo trovare un punto tecnologicamente interessante, riguardante il potenziamento delle competenze di artigianato specialistico.

In questo punto si propone infatti di salvaguardare, attraverso un rinnovamento, tutte quelle competenze artigianali artistiche che caratterizzano il territorio italiano. Questo risultato può essere raggiunto incoraggiando i master universitari a includere stage in aziende storiche, promuovendo un archivio digitale sulle competenze artigianali e modernizzando i processi di formazioni in modo da includere anche competenze informatiche e di utilizzo della stampa 3D.

Pubblica Amministrazione

La Pubblica Amministrazione è stata già citata sia per lo smart working che per il cablaggio degli edifici pubblici. Si tratta però di un settore talmente vasto da aver meritato un sezione a sé stante.

La PA ha già iniziato un suo percorso di digitalizzazione, attraverso strumenti e piattaforme come PagoPA, lo SPID, la CIE e l’app iO. Il piano Colao propone di incentivare l’utilizzo di queste tecnologie anche attraverso un supporto ministeriale nei confronti delle singole amministrazioni locali. Ci sono però altri aspetti che però devono ancora essere digitalizzati: in primis le gare d’appalto, per cui il piano propone una transizione verso tecnologie telematiche (eProcurement).

È poi indicato come fondamentale il passaggio al cloud della PA per favorire l’interoperabilità tra le varie amministrazioni a livello di banche dati. Questo passaggio dovrebbe essere affiancato dall’introduzione di un’unità specializzata nell’acquisto dei servizi di cloud e telecomunicazione che gestisca il rapporto con i fornitori dei suddetti servizi.

Chiudono la corposa sezione dedicata alla pubblica amministrazione con delle indicazioni per il rafforzamento della cyberdifesa, attraverso investimenti in personale e in infrastrutture,  ed un piano per il Digital Health nazionale, ovvero un ecosistema Digitale della Salute che permetta la condivisione sicura dei dati dei pazienti tra i vari enti sanitari.

Istruzione, Ricerca e Competenze

La parte dedicata all’istruzione, alla ricerca e all’acquisizione di competenze è dedicata tendenzialmente sul come andrebbero riformati i vari corsi di studio di alto livello, sulla sinergia tra scuoleimprese e sulla gestione della ricerca. Questa sezione però inquadra anche uno dei grossi problemi della formazione italiana: una generale arretratezza in skill digitali STEM, capacità di problem solvingcompetenze finanziarie. Per riempire queste lacune nel testo viene proposto il lancio di un programma didattico sperimentale per gli istituti superiori da erogare attraverso una piattaforma digitale.

Un’altra proposta particolarmente interessante riguarda il lancio di una piattaforma digitale di education-to-employent su scala nazionale. Si tratterebbe di un servizio che, attraverso corsi digitali sviluppati da aziende, università ed enti di ricerca, permette di ottenere le conoscenze e le competenze richieste per determinate professioni. La piattaforma sarebbe utile in particolar modo a chi è disoccupato per acquisire le competenze al reinserimento nel mondo del lavoro.

Individui e Famiglie

Nell’ultima sezione del piano Colao, dedicata agli individui e alle famiglie, il focus è posto principalmente sul supporto sociale, economico, psicologico sanitario di questi soggetti. Le proposte spaziano dall’incentivare le iniziative di cittadinanza attiva al supporto delle donne sul posto di lavoro con strumenti con il congedo di paternità e una maggior presenza femminile ai livelli decisionali. Il testo continua citando il supporto alle persone con disabilità, la lotta alle violenza sulle donne e il contrasto alla povertà alimentare e all’abbandono scolastico minorile.

Il futuro dell’Italia

Come abbiamo visto, il piano Colao contiene proposte e idee in qualche modo già presenti anche prima dell’attuale crisi dovuta al COVID-19. Il fatto che però quanto proposto non sia una novità non è di per sé un male, anzi. Molti questi di suggerimenti sono già stati largamente dibattuti, ponderati e valutati dagli esperti, che hanno quindi già un’idea abbastanza concreta di come attuarli. In molti casi ciò che mancava era la volontà politica di attuare questi provvedimenti. Volontà che, dato il clima emergenziale e la necessità di ripartire, potrebbe essere invece  presente in questo momento.

Lo stesso comitato non si aspetta che il piano venga accettato in toto (men che meno ora che la maggioranza e l’opposizione si sono divise sul testo a seguito della sua pubblicazione) ma, come ha detto lo stesso Colao, “Su 102 idee, io mi accontento se il governo ne fa sue almeno una quarantina.
Nelle condizioni critiche in cui ci troviamo, sarebbe già una gran cosa.“.

E se anche solo una parte di questo diventasse una realtà, forse tutto il male non sarebbe venuto solo per nuocere.

Per gli interessati, vi rimandiamo al testo completo disponibile sul sito ufficiale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.


Giovanni Natalini

author-publish-post-icon
Ingegnere Elettronico prestato a tempo indeterminato alla comunicazione. Mi entusiasmo facilmente e mi interessa un po' di tutto: scienza, tecnologia, ma anche fumetti, podcast, meme, Youtube e videogiochi.
                   










 
Sì, iscrivimi alla newsletter!
close-link