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La prima foto del razzo cinese in caduta libera che potrebbe colpire l’Italia

L'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope, immortala il razzo cinese Lunga marcia 5B

Arriva la prima foto del razzo cinese in caduta libera verso la Terra dopo aver portato in orbita il primo modulo della stazione spaziale cinese Tianhe-1. A scattarla l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope installato a a Ceccano, in provincia di Frosinone.

La prima foto del razzo cinese

Arriva dall’Italia la prima foto del razzo cinese che ormai da qualche giorno sta facendo parlare di sé. Stiamo parlando del “Lunga marcia 5B“, in caduta incontrollata verso il nostro pianeta dopo aver compiuto la sua missione, quella di portare in orbito il primo tassello della stazione spaziale cinese.

La foto è stata catturata grazie ad uno dei telescopi robotici del progetto Virtual Telescope di Ceccano.

 “Lo strumento ha puntato il razzo e lo ha inseguito tra le stelle, mentre si spostava assai rapidamente: l’impresa – osserva Masi – è riuscita proprio grazie alle avanzate tecnologie implementate sugli strumenti completamente automatizzati del Virtual Telescope Project, in questo una struttura unica al mondo”. 

Il razzo cinese colpirà l’Italia?

Ieri sera si è tenuta la prima riunione del tavolo tecnico al Dipartimento della Protezione Civile, riunione a cui hanno preso parte l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana), un membro dell’ufficio del Consigliere militare della Presidenza del Consiglio e rappresentanti di Vigili del fuoco, Coi, Ministero degli Esteri, Enac, Enav, Ispra e la Commissione Speciale di Protezione civile della Conferenza delle Regioni. 

Al momento non è stata ancora esclusa la possibilità che uno o più frammenti possano colpire il nostro Paese, con i territori a sud di Roma che, secondo l’Inaf (Istituto Nazionale di Astrofisica), sembrano più a rischio. Prima però di far scattare l’allarme generale dovremo attendere ancora un po’. Al momento i calcoli sono ancora imprecisi ma con il passare delle ore dovrebbero diventare più accurati, sia per quanto riguarda il possibile luogo dell’impatto che per la data e l’orario. Il margine di incertezza attualmente è stato ridotto a poco più di 9 ore con la finestra di rientro compresa tra le 19:50 italiane di sabato 8 maggio e le 5:15 italiane di domenica 9 maggio.

La Cina ha affermato che il rischio di danni è davvero contenuto: “La gran parte dei componenti saranno distrutti dall’ablazione durante il rientro nell’atmosfera e la probabilità di causare danni alle attività o alle persone a terra è estremamente bassa”. ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin.
A fare eco Wang Yanan, direttore della rivista Aerospace Knowledge: “La maggior parte dei detriti brucerà durante il rientro, lasciando solo una piccolissima porzione che potrebbe cadere sulla Terra, potenzialmente su aree lontane dalle attività umane o nell’oceano”.

Dal canto suo invece il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti continua a monitorare la posizione del razzo con il 18esimo Space Control Squadron, situato in California, che invia aggiornamenti quotidiani sulla posizione di Lunga marcia 5B dal 4 maggio.

AGGIORNAMENTO DELL’8/05/2021

L’ultimo aggiornamento ricevuto dalla Protezione Civile segnala che il razzo cinese dovrebbe rientrare sulla Terra alle 2:24 del 9 maggio, con un margine di incertezza di 6 ore.

Sono tre le traiettorie possibili che potrebbero coinvolgere il nostro Paese con dieci Regioni a rischio: Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Il suggerimento è quello di stare all’interno degli edifici, lontani da porte vetrate e finestre. Attenzione anche ai tetti e a solai poiché i frammenti potrebbero causare danni anche a quest’ultimi.

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Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.

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