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Siri, Apple dice addio alla voce femminile preimpostata a favore dell’inclusività

Saranno inserite anche due nuove voci per la lingua inglese

L’ultimo aggiornamento alla beta di iOS 14.5 introduce alcuni importanti cambiamenti per Siri, l’assistente vocale di Apple. Siri non avrà più la voce femminile preimpostata, ma sarà chiesto agli utenti di scegliere la voce preferita durante l’installazione dell’aggiornamento pubblico.

Apple sempre più verso l’inclusività: Siri non avrà più una voce femminile come impostazione predefinita

Secondo TechCrunch, la mossa fa parte di uno sforzo più ampio di Apple per rendere l’assistente vocale più inclusivo. Oltre a consentire agli utenti di scegliere la voce di Siri, tra maschile e femminile, la beta aggiunge anche due nuovi toni di voce per la lingua inglese. Secondo quanto riferito, le due nuove opzioni sono state create per far sì che Siri sembri ancora più “umana/o”. Ci saranno quindi frasi più fluide e sarà in grado di generare risposte in tempo reale.

Siri Apple

“Siamo entusiasti di presentare due nuove voci di Siri per chi parla inglese e l’opzione per gli utenti Siri di selezionare la voce che desiderano quando configurano il proprio dispositivo.”, ha detto Apple in una dichiarazione a TechCrunch. “Questa è frutto del continuo impegno di Apple per la diversità e l’inclusività e per proporre prodotti e servizi progettati per riflettere meglio la diversità del mondo in cui viviamo”.

La possibilità di scegliere un Siri “più adatto” agli utenti è il primo passo per un assistente con cui interagire in modo naturale. Il cammino è ancora lungo, però. Al momento, infatti, Siri come gli altri assistenti Alexa e Google, spesso inciampa quando si tratta di pronunciare i nomi dei propri contatti. Rendendo di conseguenza inaffidabili funzioni come i messaggi e le chiamate.

Gli assistenti vocali alimentano il sessismo?

Questo cambiamento affronta anche il sessismo intrinseco che era inizialmente integrato con gli assistenti intelligenti. Per anni, Apple, Amazon e Google sono state criticate per non aver previsto i pregiudizi di genere impliciti nel rendere le assistenti femminili per impostazione predefinita. (Nonostante Siri nel Regno Unito sia “maschio” – così c’è scritto nel menu – come impostazione predefinita).

Un rapporto delle Nazioni Unite del 2019 ha rilevato che gli assistenti vocali hanno rafforzato gli stereotipi di genere. Ad esempio che le donne tendano a essere più sottomesse e accomodanti nei casi di abuso verbale. Un rapporto Quartz del 2017 ha approfondito il modo in cui ogni assistente digitale codificato come donna rispondeva alle molestie sessuali. I risultati sono stati poco positivi, per non dire altro. Quando veniva detto un insulto pesante – che non ripeteremo -, Alexa all’epoca rispondeva con un mite “Bene, grazie per il feedback”.

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Source
Gizmodo

Sara Grigolin

Amo le serie tv, i libri, la musica e sono malata di tecnologia. Soprattutto se è dotata di led RGB.

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