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L’evoluzione di TikTok

Nel giro di un anno TikTok si è evoluta da App di intrattenimento a forum culturale

Nel corso dell’ultimo anno l’App di TikTok ha riscosso un successo incredibile in tutto il mondo, Italia inclusa. Tra il 2020 e il 2021, infatti, la piattaforma è cresciuta del 388%, arrivando a toccare il record di oltre 8 milioni di utenti. Un dato che sembra addirittura sottostimato, dato che “nella rilevazione non sono inclusi i minori, che portano la cifra a 10 milioni“. Un numero da capogiro, se pensiamo che l’App cinese è riuscita a conquistare così tanti utenti in poco più di un anno. Ma la cosa che più ci stupisce non è tanto la crescita esponenziale di TikTok, quanto la sua inaspettata evoluzione.

Nel 2019, quando la piattaforma è letteralmente esplosa, non era altro che l’ennesimo strumento di intrattenimento della Generazione Z, che si divertiva a dilettarsi a sfidare gli amici in balletti sincronizzati e challenge pericolose. Ma nel giro di pochi mesi la piattaforma ha completamente rivoluzionato la sua natura, trasformandosi in un vero e proprio forum di attivismo culturale e politico. Complice l’emergenza Covid-19, che ha costretto scuole, musei e istituzioni di ogni genere a rivedere le modalità di interazione con gli utenti. E, nonostante non se lo aspettassero in molti, TikTok si è rivelata uno strumento ideale per accendere conversazioni sugli eventi politici globali, promuovere collezioni permanenti e persino commentare i vaccini anti Covid-19.

2019: TikTok si apre all’attivismo con Feroza Aziz

Sappiamo bene che, almeno fino allo scorso anno, l’App di TikTok era frequentata per lo più da giovani e giovanissimi tra i 15 e i 24 anni. Non c’è da stupirsi, quindi, che sia stata una 17enne americana di origini afghane ad aprire la piattaforma all’attivismo politico e culturale. Stiamo parlando di Feroza Aziz, una delle figure più incredibili della storia di TikTok degli ultimi due anni. Nel Novembre 2019, infatti, la giovane pubblicò un video tutorial di make-up per avere la possibilità di denunciare – senza essere censurata – la tragedia degli Uigiri, una minoranza etnica di religione islamica. In quel periodo, infatti, in Cina questi musulmani erano sottoposti a vere e proprie deportazioni, ma la stampa riportava davvero poche notizie al riguardo.

Feroza Aziz ha avuto allora l’idea di utilizzare TikTok per denunciare l’accaduto, cercando di veicolare l’attenzione della Gen Z su un fatto tanto importante e increscioso. “Per prima cosa prendete un piegaciglia, questo è ovvio, dopodiché potete mettere giù lo strumento e utilizzare il telefono che avete tra le mani in questo momento per fare una ricerca su ciò che sta accadendo in Cina“. Così la 17enne recitava nel suo video. “Hanno messo su dei campi di concentramento dove spediscono i Musulmani, li separano dalle famiglie, li rapiscono, li stuprano, li costringono a mangiare maiale, li uccidono. È un nuovo Olocausto ma nessuno ne parla“.

Nel giro di poche ore il contenuto di Feroza raggiunse milioni di visualizzazioni. Dal canto suo, l’App di TikTok le bloccò l’account, per poi restituirglielo e scusarsi dell’accaduto. Il responsabile della sicurezza Eric Han dichiarò che il blocco era dovuto al fatto che la ragazza aveva mostrato una foto di Osama Bin Laden nel video. E, chiaramente, la policy dell’App impedisce di condividere immagini legate al terrorismo. Una giustificazione che non funzionò moltissimo, ma poco conta. Quello che importa, infatti, è che Ferora Aziz dimostrò al mondo intero che la Gen Z ha a cuore importanti tematiche politiche e sociali. E da qual momento, l’App di TikTok cominciò a cambiare. La Aziz fu, a suo modo, l’anno zero dell’attivismo sulla piattaforma.

2020: l’App di TikTok fa spazio alla cultura con gli Uffizi

È con una punta di orgoglio che scriviamo che è stata una delle più grandi istituzioni museali italiane a portare per la prima volta contenuti culturali su TikTok. Stiamo parlando delle Gallerie degli Uffizi, che nell’ultimo anno si sono contraddistinte per un’incredibile propensione al digitale. Il Direttore Eike Schmidt, infatti, sembra molto attento alle tendenze del momento. Non a caso, a Luglio dello scorso anno scelse di invitare Chiara Ferragni per supportare la riapertura del museo dopo il primo lockdown, ottenendo un risultato davvero incredibile. Migliaia di visitatori, tra cui tanti giovanissimi, scelsero gli Uffizi come meta di viaggio, a dimostrazione che il digitale può essere di supporto alla cultura.

Accanto a questa iniziativa, Schmidt scelse di affiancare l’apertura di un profilo TikTok del museo. L’idea era quella di condividere contenuti culturali in una forma del tutto innovativa, così da attrarre gli utenti della Gen Z. L’account @uffizigalleries, infatti, è il luogo in cui le tele e le statue delle Gallerie prendono vita grazie agli effetti speciali dell’App. Nei video di TikTok gli Uffizi escono dal concetto di istituzione della cultura per acquisire un tono più leggero e divertente, proprio come è caratteristico dell’App. E siamo certi che sia stata proprio questa intuizione a permettere all’account di guadagnare oltre 80 mila follower in tutto il mondo.

Il Bacco di Caravaggio che si siede al bar delle Gallerie è solo l’ultima delle trovate geniali dell’account TikTok degli Uffizi. E nonostante il NYT abbia definito questi contenuti “irriverenti“, è indubbio che la strategia di Schmidt abbia funzionato. Per tutto il 2020 la struttura ha visto crescere costantemente le visite degli Under 25. In particolare, sono cresciuti del 134% i visitatori nella fascia di età tra i 19 e i 25 anni. A dimostrazione che i canali scelti dalla struttura sono davvero quelli giusti, soprattutto se consideriamo i volti a cui il museo si è legato.

Dopo Chiara Ferragni, lo scorso Giugno è stata Martina Socrate a coinvolgere gli utenti con una diretta sull’App di TikTok. Dalle sale della Galleria delle Statue e delle Pitture la creator ha intrattenuto oltre 60mila persone, permettendo all’account @uffizigalleries di imporsi come il museo d’arte più seguito al mondo sulla piattaforma. Un successo incredibile, è evidente. E così, sono stati proprio gli Uffizi a contribuire all’evoluzione di TikTok, dimostrando che anche l’arte può essere tema di interesse per i giovanissimi. Ammesso che venga declinata nelle modalità giuste per la piattaforma.

2021: i vaccini diventano un trend sulla piattaforma

Nell’evoluzione dell’App di TikTok non potevamo certo non considerare una delle ultime tendenze sulla piattaforma, che ha seguito da vicino le vicende delle vaccinazioni, soprattutto negli Stati Uniti. D’altronde, la pandemia è diventata virale praticamente su ogni social network, e TikTok non è stato da meno. Anzi, la vaccinazione ha scatenato una sorta di competizione tra gli utenti: Johnson&Johnson vs Pfizer vs Moderna. “Solo le persone sexy ricevono Pfizer. Se hai avuto Moderna, non so cosa dirti. Questo messaggio arriva dalla Pfizer Gang“. Così recita un video condiviso sulla piattaforma.

Nel giro di poche settimane sull’App si è aperta una vera e propria rivalità tra vaccini. E così TikTok si è trovato ad accogliere non solo i video della cosidetta “Pfizer Gang”, ma anche quelli di utenti che ritengono che Moderna sia la migliore soluzione perchè la cantante country Dolly Parton ne ha supportato la ricerca con una donazione da 1 milione di dollari. Ma per quanto ci faccia sorridere che gli Americani siano riusciti ad innescare una “guerra” tra vaccini, quello che conta è che l’App di TikTok ha contribuito a veicolare il messaggio dell’importanza di vaccinarsi.

La maggior parte delle persone della mia età è molto progressista nel processo di pensiero ed è semplicemente entusiasta di riprendersi la propria vita, ed essendo così vicini all’estate, tutti sono così entusiasti di iniziare a viaggiare e rimettere in carreggiata le loro vite“. Così ha commentato Lena Daniels, un utente di 22 anni che ha avuto la sua prima dose di Pfizer il 6 Aprile. Chiaramente, al pari di altri migliaia di utenti, anche Lena ha mostrato su TikTok il cerotto post vaccinazione, dichiarandosi chiaramente una del team Pfizer. Ma l’obiettivo non è stato chiaramente quello di vincere chissà quale battaglia. L’intento era chiaramente quello di tranquillizzare i più scettici. E magari convincerli a vaccinarsi.

E nonostante i contenuti condivisi dagli utenti non alimentassero in alcun modo la disinformazione, l’App di TikTok ha scelto comunque di inserire un banner per fornire informazioni utili sul virus e sui vaccini ai suoi utenti. Un’azione che dimostra quanto davvero si sia evoluta la piattaforma nel corso dei mesi. In fondo, i giovani statunitensi sono stati i primi a dimostrare l’entusiamo per un vaccino che ci sta lentamente riportando alla normalità. E questo non ha nulla a che fare con i video di intrattenimento che spopolavano sul social quasi un anno fa. Questa è la realtà. E TikTok non fa altro che mostrarla a quante più persone possibili. Un’evoluzione enorme, che ci ha davvero lasciati senza parole.

Chiara Crescenzi

Editor compulsiva, amante delle serie tv e del cibo spazzatura. Condivido la mia vita con un Bulldog Inglese, fonte di ispirazione delle cose che scrivo.

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