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Lo sviluppo dei videogiochi in Italia: il censimento di IIDEA

Il punto sullo stato di salute dei nostri game developer: numeri ancora piccoli ma buone possibilità di crescita

Martedì 18 maggio IIDEA ha presentato il quinto censimento degli sviluppatori italiani di videogiochi.

Il report sui game developer nostrani è stato condotto in collaborazione con IDG Consulting, e ha prodotto un fitto documento di ottantacinque pagine, ricco di dati interessanti.

Scopriamo insieme i principali, che ci aiutano a capire l’attuale stato di salute dell’industria del gaming in Italia.

Il censimento sugli sviluppatori di videogiochi italiani

Il quinto censimento sui game developer comprende sia un’analisi quantitativa che una qualitativa. L’obiettivo è stato quello di fornire un quadro completo sugli attuali numeri ma anche sulle potenzialità del comparto, soprattutto in un’ottica di eventuale attrazione degli investimenti stranieri nel nostro Paese.

La rilevazione quantitativa è stata condotta tramite un questionario compilato online nel periodo dal 24 febbraio all’1 aprile 2021: hanno risposto aziende e liberi professionisti che operano nel settore dello sviluppo di videogiochi in Italia. I partecipanti hanno fornito le loro risposte su quindici macroaree d’indagine.

Sono state registrate 160 risposte valide, con un aumento del 26% rispetto a quelle registrate nel 2018. Il 73% dei partecipanti è costituito da imprese collettive, il 18% da liberi professionisti e il 9% da altre forme organizzative.

videogiochi italiani

I risultati del censimento

Ecco i principali risultati del quinto censimento.

Il primo dato è che le imprese italiane che sviluppano videogiochi crescono: il 73% degli studi di sviluppo operano sul mercato da oltre 4 anni. È inoltre in crescita il numero delle imprese con oltre 500mila euro di fatturato annuo e con più 20 dipendenti. Un terzo delle società rientra nelle PMI (cioè ha almeno 10 dipendenti) e un quinto ne ha più di 20. Nel censimento del 2018 solo il 17% erano PMI.

Aumentano poi i lavoratori del comparto: i professionisti impiegati nella produzione di videogiochi italiani sono più di 1600, contro i 1100 del 2018.

Negli ultimi 2 anni il 35% delle imprese hanno assunto nuovo personale, il 59% pianifica di farlo nei prossimi due anni. E il 79% degli addetti è under 36.

Il 94% del fatturato si genera sul mercato internazionale: il 60% in Europa e  il 25% nel Nord America. L’Italia copre appena il 6% del giro d’affari.

Anche se il 93% delle imprese ricorre a capitale proprio per finanziare l’attività, dallo scorso censimento cresce il ricorso ai finanziamenti pubblici (24% contro il 6% del 2018) e alle banche (18%, nel 2018 era il 6).

I game developer e la pandemia

I problemi legati alla diffusione del Covid-19 si sono fatti sentire anche nel settore della produzione di videogiochi italiani.

Le aziende e i professionisti interpellati nel censimento hanno lamentato soprattutto ritardi nella chiusura dei contratti con editori, investitori e partner, oltre che nell’esecuzione dei progetti.

Il lavoro da remoto non ha inciso positivamente sul business, anche se quasi il 70% delle stesse dichiara che continuerà ad avvalersi dello smart working anche in futuro.

IIDEA

Le dichiarazioni di IIDEA

La rilevazione di quest’anno ci restituisce segnali positivi di crescita per le imprese e l’occupazione nel settore e ci dimostra la grande flessibilità e capacità di adattamento che ha avuto l’industria locale rispetto alla pandemia Covid-19”.

Sono parole di ha Luisa Bixio, vicepresidente di IIDEA. “Per sostenere la crescita del settore in Italia e rafforzare la sua competitività internazionale, è importante che vengano disegnate e messe in atto delle politiche di sostegno a 360 gradi in direzioni diverse e complementari come: supportare lo sviluppo di nuove proprietà intellettuali, rendere l’Italia più attrattiva per gli investitori e per i talenti nazionali e internazionali, investire nell’internazionalizzazione del settore e consolidare e rafforzare il know-how delle imprese italiane.

“Siamo ancora piccoli come industria” prosegue Luisa Bixio. “Se guardiamo fuori dall’Italia ci accorgiamo che potremmo essere dieci volte più grandi sia come impatto occupazionale che di business. Sono fermamente convinta che gli sviluppatori italiani sono bravi come e forse di più degli altri dei Paesi europei. Lo dimostra il fatto che siamo cresciuti anche in condizioni non facili. Quella che è mancata è la corretta percezione del videogioco”.

Anche se, aggiungiamo noi, la crescita dei finanziamenti pubblici e del ricorso agli istituti bancari è forse il segnale di una crescita della fiducia nei confronti del settore.

IIDEA e IDG Consulting

Il quinto censimento sui game developer segue quelli del 2011, 2014, 2016 e 2018.

A condurlo è stata IIDEA (Italian Interactive Digital Entertainment Association), l’associazione di categoria dell’industria dei videogiochi italiani.

IIDEA dal 2002 è membro dell’Associazione di categoria europea ISFE (Interactive Software Federation of Europe) con sede a Bruxelles e dal 2005 è membro del Board of Directors dell’ISFE.

Per il censimento, IIDEA ha istituito una partnership con IDG Consulting, società di ricerca e consulenza nota a livello internazionale.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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