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Spyware: quanto sono sicuri i dispositivi Apple?

Una nuova indagine è entrata nel merito della questione

Una recente indagine di The Guardian ha cercato di fare luce su quanto la tecnologia di Apple sia preparata ad affrontare gli Spyware di NSO Group. Stando ai risultati della ricerca, condotti da Amnesty International, gli Spyware del gruppo israeliano sarebbero perfettamente in grado di penetrare le difese messe in atto dal gigante di Cupertino, anche usando l’ultima versione del sistema operativo iOS.

Apple e Spyware: quanto sono sicuri gli iPhone?

La ricerca indica un problema sul quale gli esperti di sicurezza mettono in guardia da anni: nonostante la sua reputazione di prodotto estremamente sicuro e a prova di hacker, la chiusura di Apple verso le terze parti e la paura della “pubblicità negativa” potrebbe aver danneggiato la capacità della compagnia di fornire sicurezza verso gli ultimi ritrovati in termini di Spyware.

Con il supporto tecnico di Amnesty International, il progetto ha avuto come scopo primario quello di indagare su un elenco di decine di migliaia di numeri di telefoni cellulari, collegati sia a telefoni Apple che Android. Sebbene sia stato possibile testare solo una frazione dei telefoni che erano stati selezionati come possibili portatori di spyware, i risultati suggeriscono che i software di sorveglianza di NSO Group non vengono scoraggiati dai progressi in materia di sicurezza posti in essere da Apple.

Spyware NSO: quanto sono sicuri i dispositivi Apple?

La maggior parte degli esperti, infatti concorda sul fatto che la più grande vulnerabilità dell’iPhone è anche una delle sue funzionalità più popolari: iMessage, in cui Apple sta investendo molte risorse dall’inizio di quest’anno. Una funzionalità che dovrebbe proteggere gli iPhone da intromissioni esterne è BlastDoor, il cui scopo sarebbe individuare i messaggi sospetti prima che si rivelino dannosi.

Ma anche questa rete di sicurezza non sembra essere abbastanza. Stando a quanto dichiarato da Bill Marczak, ricercatore presso l’università di Toronto, Pegasus Projekt sarebbe perfettamente in grado di penetrare le difese di iMessage, motivo per il quale gli spyware NSO, potrebbero sicuramente fare lo stesso, essendo questi ultimi più avanzati.

Il problema sarebbe che le funzionalità di sicurezza di cui si vanta Apple sono un’arma a doppio taglio. iMessage, infatti è crittografato end-to-end, il che significa rilevare un attacco spyware è molto difficile e dal punto di vista dell’attaccante, è praticamente un sogno ad occhi aperti. Il tutto viene ovviamente complicato dal fatto che gli esperti di sicurezza sono fortemente limitati nel lavorare sui dispositivi Apple, visto le politiche della compagnia che non vede di buon occhio gli interventi esterni.

La risposta di Apple

Dal canto suo, il colosso della tecnologia ha risposto negando fermamente quanto emerso nello studio. Nello specifico il portavoce della compagnia ha dichiarato che: “Apple condanna tutti gli attacchi informatici contro giornalisti, attivisti per i diritti umani e altri che cercano di rendere il mondo un posto migliore. Per oltre un decennio, Apple ha guidato l’industria nell’innovazione della sicurezza e, di conseguenza, gli esperti concordano che l’iPhone è il dispositivo mobile più sicuro sul mercato“.

Per quanto riguarda i casi presi in considerazione dalla ricerca di Amnesty International si tratterebbe, secondo Apple, di attacchi mirati a specifici individui, quindi forti di un budget di milioni di dollari e, in quanto tali, difficili da individuare e isolare in qualunque caso, non soltanto sui dispostivi dell’azienda.

Il portavoce ha continuato spiegando che, sebbene questo genere di hacking sia un problema di primaria importanza tanto per Apple quanto per il mondo della tecnologia in quanto tale, non costituisce un rischio per i normali utenti iPhone, i quali con ogni probabilità non saranno mai oggetto di casi simili.

Infine la compagnia ha anche specificato che la prossima versione del sistema operativo iOS implementerà un sistema di sicurezza ancora più sofisticato, anche se al momento non è ancora chiaro quali provvedimenti Apple metterà in atto.

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