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Cresce la richiesta di coperture assicurative contro attacchi informatici

La conferma arriva da ASSITECA

Il rischio legato agli attacchi informatici aumenta in misura considerevole. Per far fronte a questo tipo di minaccia, sempre più rilevante, molte imprese si affidano a coperture assicurative ad hoc. La conferma arriva da ASSITECA, il più grande Gruppo Italiano nella gestione dei rischi d’impresa e nel brokeraggio assicurativo. Le richieste per coperture assicurative pensate per tutelarsi contro gli attacchi informatici sono in netta crescita.

Gli attacchi informatici sono in netta crescita

Secondo il Rapporto Clusit 2021, a livello globale, si registra una crescita degli attacchi informatici del 12% nell’ultimo anno. La pandemia e lo smart working hanno messo a dura prova la sicurezza informatica con notevoli danni economici. Ipotizzando una crescita stabile degli attacchi informatici intorno al 15% annuo, si stima una perdita di 20-25 miliardi di euro all’anno per l’Italia. Per difendersi, le aziende puntano ad attivare coperture assicurative specifiche.

Il commento di ASSITECA

Vittorio Veronesi, Responsabile della Divisione Tecnica di ASSITECA, sottolinea: “Prima della pandemia le aziende clienti che avevano sottoscritto una polizza sul cyber risk erano circa il 3% del nostro portafoglio, oggi sono il 10%. Le richieste di copertura che ci sono pervenute nell’arco degli ultimi 12 mesi, da Nord a Sud dalle piccole come dalle grandi imprese, sono cresciute di oltre il 300%”

Gli investimenti in ICT Security non sono sufficienti. Secondo i dati relativi al 2020, infatti, i danni generati dal cyber crime sono stimabili in circa 945 miliardi di dollari. Per ogni dollaro investito in sicurezza informatica (in totale si stimano 145 miliardi di investimenti a livello globale, solo 1,5 miliardi in Italia) si registrano 7 dollari di perdite.

Continua Veronesi: “Per affrontare la questione in modo strategico, il primo passo da compiere è un assessment organizzativo sulla cyber security che consenta di mappare l’esposizione ai rischi e di predisporre un piano di business continuity”

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