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Bonus 200 euro, serve un modulo. Ecco chi deve presentarlo

Occorre un’autodichiarazione per poter fruire della misura

Tempo di bonus, e di relativi dubbi e polemiche sui bonus medesimi.

Vi abbiamo dato conto del bonus psicologo, firmato dal ministro Speranza, dopo lo stop a inizio anno. Sta poi facendo molto discutere il Superbonus 110% per gli interventi edilizi: i 33,3 miliardi di euro stanziati dal governo, infatti, sono già esauriti. I fondi avrebbero dovuto coprire le richieste sino a fine anno, mentre alla data del 31 maggio scorso il totale delle richieste ammontava già a 33,7 miliardi. Una cifra, dunque, superiore alla dotazione complessiva.

E c’è il bonus 200 euro, che vi abbiamo descritto in un altro articolo, destinato a lavoratori e pensionati. Vedremo più nel dettaglio chi ne ha diritto. Ma la notizia è che la misura non viene esattamente elargita in modo autonomo: occorre presentare una domanda, e ci sono determinate condizioni da soddisfare per poterne fruire.

Partiamo subito da questo punto, per poi riconsiderare cosa sia il bonus e per quali fasce della popolazione è stato pensato.

mario draghi

Bonus 200 euro: ecco il modulo

I lavori dipendenti dovranno dunque compilare un modulo di autocertificazione per avere diritto al bonus 200 euro.

È tutto spiegato nell’articolo 31 del cosiddetto Decreto aiuti, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 maggio scorso. Dove si legge che “tale indennità è riconosciuta in via automatica dal datore di lavoro nel cedolino di luglio previa dichiarazione del lavoratore di non essere titolare delle prestazioni di cui all’articolo 32, commi 1 e 18”.

Ciò significa che il versamento della somma è sì automatico. Ma solo se in precedenza il lavoratore ha dichiarato di non aver già ricevuto il bonus perché in famiglia ha qualcuno che percepisce reddito (o pensione) di cittadinanza.

Inoltre il bonus 200 euro è una misura una tantum, anche per chi abbia più rapporti di lavoro.

I dati da inserire nel modulo

Il modulo di autocertificazione deve contenere i dati anagrafici e il codice fiscale del richiedente, ma anche il nome del datore di lavoro.

Tre saranno i requisiti da dichiarare: un reddito inferiore ai 35mila euro lordi e l’esonero contributivo dello 0,8% nel primo quadrimestre del 2022 per almeno una mensilità. In più, quello di non aver fatto richiesta del medesimo bonus con altri datori di lavoro, e di non essere titolare di trattamento pensionistico o di reddito di cittadinanza. In questi ultimi due casi, infatti, il bonus 200 euro verrà erogato dall’Inps.

I dubbi dei consulenti del lavoro

I consulenti del lavoro muovono dubbi sulla fluidità dell’operazione. Specie su eventuali disguidi derivati dal fatto che si può chiedere il bonus solo se non si hanno pensioni o reddito di cittadinanza.

“Appare evidente che tale profilo potrà assumere particolari profili di criticità ove il rapporto di lavoro dovesse nel frattempo essere cessato, in quanto il recupero dell’istituto verrà effettuato nei confronti del datore di lavoro. Per cui sarà poi quest’ultimo a dover recuperare l’indebito nei confronti dell’ex dipendente.”

I consulenti del lavoro hanno intanto approntato un fac simile di domanda. Anche se per ora non si sa quando, né a chi, i datori di lavoro dovranno inviare le autodichiarazioni.

Il bonus 200 euro

Ricordiamo che il bonus 200 euro è una misura una tantum pensata per contrastare l’inflazione. L’agevolazione riguarda tutti i lavoratori, autonomi e dipendenti, e i pensionati con un reddito fino a 35mila euro.

Il bonus 200 euro, che dovrebbe coinvolgere circa 30 milioni di italiani, è stato finanziato con 6,3 miliardi di euro.

La somma è stata ricavata in parte dall’aumento della tassa sugli extraprofitti delle imprese energetiche, che passa dal 10 al 25%.

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Il Decreto aiuti

Il bonus 200 euro fa parte del Decreto aiuti. Il cui stanziamento complessivo è di 14 miliardi di euro, derivati anche dai risparmi del bilancio pubblico.

Nella conferenza stampa dello scorso 2 maggio, il presidente del Consiglio Mario Draghi aveva detto che “i provvedimenti di oggi affrontano il caro-vita, l’accelerazione dei prezzi dipende in larghissima misura dai prezzi dell’energia. E questo significa che si tratta di una situazione temporanea che va affrontata con strumenti eccezionali”.

Il Decreto aiuti prevede anche, tra le altre cose, la proroga di tre mesi per il bonus sociale e quella (sino all’8 luglio) del taglio alle accise sui carburanti.

Nel Decreto, poi, ci sono due misure a favore degli enti locali. Una per ammortizzare gli aumenti delle tariffe energetiche, l’altra per i Comuni che accolgono profughi provenienti dall’Ucraina.

Mario Draghi ha dichiarato che il Decreto “si estende in molte aree: approviamo liberalizzazioni, riforme nel settore delle energie rinnovabili, che ci permettono di accelerare la transizione ecologica, di fare quello scatto negli investimenti nelle rinnovabili, che contribuiranno a renderci più indipendenti dal gas russo”.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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