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Ferrari 296 GTB, la prima sportiva di Maranello con un V6: con il sistema ibrido arriva a 830 CV

Ferrari 296 GTB, la prima con un V6: con l'ibrido arriva a 830 CV

Dopo soli tre anni, il regno delle F8 Tributo è finito, e con lei saluta il motore V8 sulle Ferrari a motore centrale. Debutta infatti un po’ a sorpresa la Ferrari 296 GTB, la nuova berlinetta della Casa di Maranello. Sotto un’estetica con rimandi al passato e novità, batte un nuovo cuore: per la prima volta su una Ferrari autentica troviamo un V6 3.0 molto sofisticato, capace di oltre 650 CV. Ad aiutarlo c’è anche un sistema plug-in hybrid, che porta la potenza totale a ben 830 CV. Scopriamo tutto quello che c’è da sapere su questa nuovissima Ferrari.

Addio V8, benvenuto V6: Ferrari 296 GTB è la prima vera Ferrari a 6 cilindri

Il secondo nome della berlinetta Ferrari che la 296 GTB va a sostituire era un chiaro segno di questo passo epocale. La F8 Tributo è infatti nata come un tributo appunto, un saluto al motore V8 sulle berlinette, ovvero le Ferrari a motore centrale “medie” nella gamma del Cavallino. A causa delle sempre più stringenti emissioni e la necessità di fare spazio ad un modulo elettrico sempre più importante, il 3.9 V8 non poteva più rimanere a lungo in gamma, ed il suo momento di salutare è arrivato.

In realtà, per qualche tempo la F8 Tributo rimarrà in gamma, con la nuova 296 GTB che si andrà a posizionare un gradino sopra alla “sorellina” con motore V8, anche grazie alla maggiore potenza che vedremo in seguito. Ferrari 296 GTB fa ritornare un motore a sei cilindri nella “famiglia” Ferrari, dopo l’abbandono di questo propulsore nel 1973. Se vogliamo poi essere precisi, questa è la prima Ferrari autentica a motore V6. La prima (e ultima) Ferrari con motore a sei cilindri è stata infatti la Dino 206/246. Questa piccola sportiva era infatti venduta con il marchio Dino, che raggruppava le baby Ferrari, più economiche e abbordabili.

Ferrari 296 GTB Dino

Il nome di questa famiglia di vetture arrivava proprio dal motore che montavano, il V6 Dino. Il suo nome si deve al figlio di Enzo Ferrari, Alfredino, morto giovanissimo a soli 24 anni nel 1956, che partecipò attivamente allo sviluppo di questo motore e che, dopo la sua morte, il padre gli dedicò. Dopo la splendida 246 GT, il motore V6 Ferrari-Dino trovò spazio su FIAT Dino e Lancia Stratos, ma mai sotto una vera Ferrari stradale con il Cavallino sulla carrozzeria. Le uniche eccezioni sono le monoposto Ferrari di Formula 1, che dal 2014 utilizzano un 1.6 V6 ibrido che è stato fondamentale per la progettazione di questo nuovo motore, ed oggi la nuova 296 GTB.

La meccanica di Ferrari 296 GTB: 830 CV, trazione posteriore e fino a 25 km in elettrico

E la vera star di questa nuova Ferrari 296 GTB è senza dubbio il propulsore, o meglio la power-unit. Da qui deriva il nome della vettura, con il codice che riprende la cilindrata esatta (2.992 cm3) e il numero di cilindri (6), a cui segue il mitico acronimo GTB, Gran Turismo Berlinetta, e attorno al quale si costruisce questa nuova, adrenalinica Ferrari.

Ferrari 296 GTB motore 120°

Il cuore pulsante “a succo di dinosauro” è un inedito 3.0 6 cilindri a V con angolo di 120°, molto ampio e inedito in tutti i prodotti realizzati o curati da Ferrari. Non deriva infatti né dal precedente V6 Maserati, dotato di una V a 60°, né dal V6 Alfa Romeo, con angolo di 90°, e neppure dal nuovo Nettuno, sviluppato interamente dalla Casa del Tridente (anch’esso con V a 90°). Si tratta di un motore totalmente nuovo, che unisce il know-how acquisito con il V8 Biturbo introdotto con la 488 GTB, e dalla Formula 1. Con questi due progetti condivide la posizione dei due turbo, all’interno della V del motore, per un ritardo di risposta dei turbocompressori ridotto all’osso.

Il nuovo V6 eroga, da solo, ben 663 CV a ben 8.000 giri, e ha una linea rossa posta a ben 8.500 giri. La potenza rapportata alla cilindrata regala a Ferrari 296 GTB un rapporto potenza/cilindrata di ben 221 CV/l: questo la rende l’auto di serie con la maggiore potenza specifica mai prodotta, superando il 2.0 turbo della Mercedes A45 S da 421 CV. Ma non c’è solo potenza bruta. Il nuovo motore V6 è considerato da Ferrari un “mini V12”, sia per il lavoro di smorzamento degli attriti ripreso dagli enormi 6.3 a 12 cilindri, sia per il sound. Componente fondamentale per la teatralità di ogni Ferrari, questo motore da 8.500 giri combina il suono rude e maschio dei turbo ai bassi regimi con le sonorità, ad altissima frequenza e inconfondibili, di un V12 Ferrari.

Sistema ibrido, cambio, differenziale: tutto ciò che rende la 296 GTB incredibilmente veloce

Ma non c’è solo il motore termico in questa Ferrari. La 296 GTB è infatti dotata di un modulo ibrido plug-in derivato da quello della SF90 Stradale, rispetto alla quale però utilizza un solo motore anzichè due. Entrambi sono stati sviluppati a partire dalla power unit Ferrari di Formula 1, ed infatti il loro nome è MGU-K, ovvero il nome del motore elettrico nel gergo della Classe Regina. Posizionato tra motore e cambio, l’MGU-K di 296 GTB offre ben 167 CV e 315 Nm.

Insieme, la potenza di questa Ferrari “media” è impressionante: 830 CV e 740 Nm di coppia. La trazione è esclusivamente posteriore, al contrario della integrale SF90 Stradale, e il cambio è il nuovo doppia frizione a 8 rapporti visto sulla Roma e sulla Portofino M. All’interno del cambio c’è poi un attuatore TMA, traducibile come “Attuatore di transizione“, formato da una speciale frizione tridisco. Il suo compito è quello di disaccoppiare l’unità termica e quella elettrica a seconda della modalità di guida e del carico selezionato.

Ferrari 296 GTB volante

La batteria invece è, com’è ovvio immaginare, molto compatta. Si tratta di un pacco batterie alleggerito agli ioni di litio dalla capacità di 7,4 kWh. Quando completamente carico, permette alla 296 GTB di percorrere circa 25 km in modalità a zero emissioni, esattamente quanto la SF90 Stradale. Nelle modalità intermedie, invece, il sistema lavora all’unisono con il motore termico per garantire spinta ed efficienza. Oltre al classico Manettino sul volante, che permette di gestire la risposta del motore e dei sistemi di controllo di stabilità, come SF90 Stradale anche 296 GTB ha un altro selettore, chiamato eManettino. Questo permette di selezionare quattro modalità per il sistema ibrido: eDrive, Hybrid, Performance e Qualify. In modalità Qualify, tutte le richieste di efficienza vanno a farsi benedire, e il sistema eroga tutti gli 830 CV di potenza.

E le prestazioni sono di livello assoluto, come potrete aspettarvi. Quando liberate tutti gli 830 CV, Ferrari 296 GTB copre l’accelerazione 0-100 km/h in 2,9 secondi, lo 0-200 km/h in soli 7,3 secondi, e supera di slancio i 330 km/h. A Fiorano, la pista di prova di proprietà Ferrari, la 296 GTB ha girato in 1:21, meglio della 812 Superfast, della F8 Tributo e a 2 secondi dalla SF90 Tributo. Alla faccia del mantra “meno cilindri=meno prestazioni”.

L’attenzione al piacere di guida: 100 kg meno della SF90, aerodinamica attiva e tanto altro

Nonostante la potenza davvero incredibile, seconda solo agli 840 CV della 812 GTO e ai 1000 della SF90, Ferrari 296 GTB è un Cavallino tutto da guidare. L’impegno dei tecnici di Maranello è stato infatti quello di contenere al massimo i pesi, e garantire una guidabilità eccellente. Il primo e principale ambito dove si sono mossi è, ovviamente, il peso. Come la SF90, anche la 296 GTB è basata sulla piattaforma delle precedenti 488 e F8 Tributo. Ma nonostante la presenza del modulo ibrido è riuscita ad abbassare drasticamente il suo peso. Rispetto alla “sorellona”, infatti, 296 GTB ferma la bilancia a 1.470 kg a secco, ben 100 kg in meno della SF90. Il merito va al motore V6, più compatto e leggero, che ha permesso alla 296 GTB di essere sensibilmente più corta della SF90.

Ferrari 296 GTB posteriore

È infatti lunga 4,56 metri, ben 15 cm meno della Hypercar da 1000 CV, mentre è larga 1,96 m e alta solo 1,16 m. Anche il passo è più corto, fermandosi a soli 2,70 metri, sorprendentemente 50 mm in meno della precedente F8 Tributo. Questo accorgimento punta a migliorare l’agilità, la risposta agli input e la sensazione di compattezza dell’intera automobile. In Ferrari poi hanno lavorato su ulteriori componenti per massimizzare il piacere di guida. La 296 GTB adotta di serie il sistema brake-by-wire, che riduce il peso dell’impianto frenante, e le pinze freni “Aero” della SF90. Debutta poi un nuovo sistema inedito, il 6-way Chassis Dynamic Sensor (6w-CDS). Si tratta di un sensore di controllo del telaio, che è stato studiato per sfruttare al meglio l’aderenza degli pneumatici posteriore e i loro limiti.

Inoltre, il servosterzo è elettrico e gli ammortizzatori sono magnetoreologici a controllo elettronico, denominati SCM-Frs. La maggiore novità è però la presenza di un’aerodinamica molto sofisticata. Le componenti più calde della meccanica sono posizionate il più in alto possibile, per permettere una miglior dissipazione del calore. Inoltre, sono presenti tre radiatori: uno per il V6, uno per il cambio e uno per il motore elettrico. Il fondo poi è piatto, con l’aria che viene convogliata verso il diffusore posteriore, e in coda è presente un alettone posteriore attivo. Questo però non è usato, come in precedenza, per migliorare i flussi, ma piuttosto per generare carico aerodinamico. Nella modalità High Downforce, Ferrari 296 GTB è in grado di generare fino a 360 kg a 250 km/h con il pacchetto Assetto Fiorano, di cui parleremo tra poco.

Va a scuola dalla SF90: fuori e dentro, Ferrari 296 GTB richiama la sorella più grande e il glorioso passato

La cura aerodinamica ha poi portato ad una novità in coda. La classica linea discendente e morbida delle Berlinette coupè è stata sostituita da un lunotto separato dalla coda, come sulle Spider di Maranello. Questo permette una gestione migliore dei flussi, e inoltre da a Ferrari 296 GTB un’estetica molto personale.

Ferrari 296 GTB estetica aggressiva

Rispetto alla precedente (e, ricordiamo, ancora in listino) F8 Tributo, la 296 GTB segna un cambio di passo netto. Sono tanti infatti i rimandi alla hypercar SF90. Basti guardare il frontale: aggressivo, cattivo, sottile e affilato, con i fari anteriori full LED e le superfici scavate riprese proprio dalla SF90. Lateralmente, invece, si notano gli stilemi tipici di una berlinetta a motore centrale, con le spalle larghe, l’abitacolo al centro e le grosse prese d’aria laterali. In coda, l’abbandono della linea “unica” tra abitacolo, lunotto e coda regala una presenza diversa alla 296 GTB.

I passaruota sono molto più massicci e prominenti, regalando un aspetto all’altezza dei passaruota che rimanda ad alcune Ferrari del passato. Guardandola da davanti, le gobbe dei passaruota posteriori e la forma della presa d’aria ricordano quelle della incredibile Ferrari 250 LM del 1963. Le proporzioni e il taglio posteriore è poi evidentissima la parentela con la piccola 206/246 Dino, l’ultima Ferrari con motore V6.

Ferrari 296 GTB estetica

Meno riuscito, secondo me, il posteriore. Un po’ troppo carico e “barocco”, riprende i fari minimal e sdoppiati di SF90, e sfoggia un enorme scarico centrale cromato che potrebbe sembrare un po’ fuori posto. In generale, comunque, non si può parlare di una brutta auto, anzi. Regala fin dal primo sguardo molte emozioni, tanto timore reverenziale e quel sapore retrò con i passaruota posteriori così bombati.

Ferrari 296 GTB interni

All’interno, invece, 296 GTB segue le ultime tendenze del mondo Ferrari, con la presenza del quadro strumenti completamente digitale, ma non abbandona la filosofia, nata con la 458, di “guidatore al centro”. Per il passeggero infatti sono disponibili solo due piccoli schermi dove poter controllare alcuni parametri e l’intrattenimento. Non ci sono però schermi dell’infotainment, plance centrali o comandi: tutto è intorno al volante, a portata di dito.

Se non vi dovesse bastare, ecco l’estrema Ferrari 296 GTB Assetto Fiorano

Se poi non foste ancora sazi di tutte queste prestazioni e tecnologia e voleste ancora qualcosa in più, Ferrari ha pensato anche a voi. Per i palati più esigenti infatti arriva, dopo il debutto sulla SF90 Stradale, la versione Assetto Fiorano. Dedicata alla pista di prova di cui abbiamo parlato poco fa, l’Assetto Fiorano aggiunge soluzioni aerodinamiche ancora più spinte e un’opera di alleggerimento ancora più importante.

Ferrari 296 GTB Assetto Fiorano

Ad esempio, molte componenti della vettura, come i pannelli porta, sono state totalmente riprogettate, in modo da risparmiare circa 12 kg. Poi è possibile optare per i finestrini in Lexan, per un taglio sul peso di altri 15 kg, e diverse appendici aerodinamiche, come lo splitter anteriore, sono maggiorate e realizzate in fibra di carbonio. Ci sono poi degli accorgimenti tecnici aggiuntivi, come l’adozione di pneumatici Michelin Pilot Sport Cup 2R, dedicati all’uso più smodato in pista, e degli ammortizzatori Multimatic. Questi, a dispetto del nome, sono ammortizzatori non regolabili, derivati dalle Rosse che corrono il Ferrari Challenge.

Il prezzo? Ferrari 296 GTB sfiora i 270.000 euro

Chiudiamo questa carrellata di cavalli, newton metri, 0-100 e soluzioni tecniche con il prezzo, anche lui stellare. Ferrari 296 GTB parte infatti da ben 269.000 euro, che ovviamente possono crescere in un attimo attingendo dalla lista degli optional. La versione più estrema Assetto Fiorano, invece, supera la soglia dei 300.000 euro, partendo da ben 302.000. Un prezzo esorbitante, come da tradizione Ferrari, ma che dietro ha un vero salto nel futuro per tecnologia, potenza e prestazioni.

Ferrari 296 GTB forse non sarà la Ferrari più elegante e senza tempo mai prodotta a Maranello, ma è senza dubbio una delle più innovative. Porta al debutto un motore tutto nuovo, e ricorre alla tecnologia ibrida senza snaturare il suo essere. La sua rivale diretta è la nuova McLaren Artura, anche lei ibrida, anche lei V6, ma con soli 680 CV, in attesa di altre rivali dirette da Porsche e Lamborghini. Le prime Ferrari 296 GTB verranno consegnate nei primi mesi del 2022, e non vediamo davvero l’ora di poterla anche solo ammirare dal vivo. E voi? Cosa ne pensate? Vi piace questa nuova, incredibile Ferrari? Fatecelo sapere qui sotto nei commenti!

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Giulio Verdiraimo

Ho 22 anni, studio Ingegneria e sono malato di auto. Di ogni tipo, forma, dimensione. Basta che abbia quattro ruote e riesce ad emozionarmi, meglio se analogiche! Al contempo, amo molto la tecnologia, la musica rock e i viaggi, soprattutto culinari!

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