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Google: in arrivo un motore di ricerca con censura per Cina?

La Cina è un paese ricco di bellezza e cultura ma, purtroppo, anche di censura. L’informazione non è infatti completamente libera, così come la ricerca. Proprio per questo Google ha deciso di impegnarsi per creare un motore di ricerca completamente nuovo e censurato, così da essere in linea con lo Stato ma, allo stesso tempo, […]


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La Cina è un paese ricco di bellezza e cultura ma, purtroppo, anche di censura. L’informazione non è infatti completamente libera, così come la ricerca. Proprio per questo Google ha deciso di impegnarsi per creare un motore di ricerca completamente nuovo e censurato, così da essere in linea con lo Stato ma, allo stesso tempo, fornire qualche mezzo in più alla popolazione.

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Il nuovo motore di ricerca Google

Secondo le poche informazioni trapelate fino ad ora, il nuovo motore di ricerca di Google sarebbe un’app per dispositivi Android, capace di riconoscere termini di ricerca soggetti a censura per poi bloccare le ricerche inerenti a quell’ambito.

Oltre a questo innovativo motore censurato, secondo alcune fonti la società sarebbe anche al lavoro su una seconda app. Il fine di quest’ultima sarebbe quello di aggregare le notizie, sempre rispettando tutte le leggi e le censure vigenti in Cina.

Il progetto della società, denominato "Dragonfly", potrebbe permetterle di ritornare sul mercato cinese, dal quale è assente dal 2010, ma non vi sono ancora certezze a riguardo.

I problemi etici

Stando a quanto riportato dal New York Times e The Intercept, Google avrebbe già mostrato le potenzialità dei suoi nuovi servizi ad alcuni funzionari del governo cinese. Un dettaglio simile non costituirebbe però la prova dell'approvazione o del lancio delle due app che, anzi, potrebbero essere bloccate a causa di problemi puramente etici.

I nuovi progetti della società sarebbero infatti completamente in contraddizione con i presupposti etici alla sua base, soprattutto stando alle dichiarazioni di Sergey Brin, ovvero il suo co-fondatore.

Brin è infatti nato in Unione Sovietica e, proprio per queste origini, ha già affermato in passato quanto la censura in Cina lo coinvolga molto di più rispetto a persone nate in paese non totalitari.

Ad intervenire sono anche state diverse organizzazioni cinesi, come la comunità cinese per i diritti umani, la China Reseracher di Amnesty International e l'organizazione GreatFire.

Quest'ultima in particolare, tramite i suoi esperti, ha dichiarato: "La conseguente repressione della libertà di parola si farà sentire in tutto il mondo".

Cosa pensate di questi nuovi progetti messi in cantiere da Google?


Maria Elena Sirio

Videogiocatrice dall'infanzia, innamorata del fantasy e dell'avventura (ma, soprattutto, di Nathan Drake), con una passione per il disegno, il cinema e le serie tv, che tenta di conciliare tutti questi interessi con la facoltà di Biotecnologie.