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Hacker etici, ecco la nazionale italiana di cybersecurity

I giovani pronti a scendere in campo all’European Cybersecurity Challenge

Se la gloriosa estate sportiva ha reso noi italiani insaziabili di vittorie, all’inizio dell’autunno gli hacker etici – scopriremo nelle prossime righe chi sono – ci daranno un’altra possibilità di fare il tifo per la nostra Nazionale.

Capiamo che questa affermazione ha bisogno di qualche parola di spiegazione.

Dunque: nei mesi estivi c’è stato un trionfo dei colori azzurri nello sport internazionale. Basti pensare prima al successo al Campionato europeo di calcio, poi alla pioggia di ori alle Olimpiadi e Paralimpiadi di Tokyo.

Infine, la doppia prestigiosa vittoria al Campionato europeo di pallavolo, sia femminile che – ultimo in ordine di tempo – maschile.

Usciamo dall’ambito sportivo, per scoprire che si è formata un’altra Nazionale piena di talenti. Si tratta di quella degli hacker etici, che difenderanno (è proprio il caso di dirlo) i nostri colori all’European Cybersecurity Challenge. La manifestazione, giunta alla sua sesta edizione, si terrà a Praga da martedì 28 settembre a venerdì 1 ottobre.

Scopriamo chi sono gli hacker etici, come è composta la nostra Nazionale e cosa accadrà nella capitale della Repubblica Ceca.

hacker etici

Chi sono gli hacker etici

Prima di addentrarci nella più curiosa delle nostre Nazionali, occorre dare una definizione di hacker etico, anche se già la locuzione stessa (un ossimoro, direbbero gli appassionati di figure retoriche) dice già molto.

Chiariamo intanto un equivoco: il termine hacker oggi si associa, negativamente, a chi abusa delle proprie conoscenze informatiche per penetrare in un sistema informatico, allo scopo di manomettere o sottrarre dati. Negli ultimi mesi in Italia abbiamo purtroppo avuto diversi esempi di offensive hacker, la più clamorosa delle quali ha preso di mira la Regione Lazio.

In realtà l’hacker è semplicemente qualcuno che mette le proprie avanzate conoscenze informatiche per esplorare i sistemi programmabili, allo scopo di renderli più efficienti (per esempio più veloci e più sicuri) ed estenderne l’utilizzo.

L’hacker etico è dunque, proprio al contrario di ciò che possiamo immaginare, un professionista che spende le proprie competenze per prevenire gli attacchi degli hacker “cattivi” (spesso identificati col nome di cracker).

Il team italiano

Si chiamerà TeamItaly il gruppo di hacker etici che rappresenterà il nostro Paese all’European Cybersecurity Challenge di Praga. Si tratta di una manifestazione che ha lo scopo di decretare, attraverso una serie di gare, la miglior squadra di hacker d’Europa.

È evidente che, al di là dell’aspetto competitivo e di quello ludico, il torneo che si svolgerà nella capitale della Repubblica Ceca ha un importante significato, oggi che si è costretti a dare sempre più importanza alla cybersicurezza.

Ce ne siamo più volte accorti noi italiani nelle scorse settimane: oltre alla già citata Regione Lazio, hanno subito offensive informatiche anche l’Agenzia Regionale della Sanità Toscana e l’ospedale San Giovani di Roma.

Il ritiro a Torino

Sono dieci, sono giovani, si stanno già allenando e hanno sponsor autorevoli.

Andiamo con ordine. La nostra Nazionale di hacker etici è rappresentata da dieci giovani informatici e altrettante riserve (una panchina lunga, si direbbe nel calcio). Sono stati scelti alla luce di due competizioni nazionali che si sono svolte nella prima parte dell’anno, CyberChallenge.It, la scuola di formazione italiana per i giovani hacker etici, e Olicyber, le Olimpiadi nazionali della cybersecurity.

Ecco dunque che, come ogni Nazionale che si rispetti, anche quella dei venti hacker etici si trova in ritiro. Dove? A Torino, nientemeno che nel centro internazionale di formazione dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) delle Nazioni Unite.

TeamItaly è sponsorizzato da aizoOn, Blu5 Group, Gruppo Bv Tech, Eni, Exprivia, InTheCyber Group e Kpmg.

cybersicurezza

Chi sono i ragazzi di TeamItaly

La nostra Nazionale di hacker etici è composta da venti ragazzi tra i 16 e i 25 anni.

Andando più nel dettaglio, rappresentano la categoria junior (fino a 20 anni) Gianluca Altomani, Vincenzo Bonforte, Carlo Collodel, Davide De Bona, Mario Del Gaudio, Lorenzo Leonardini, Antonio Napolitano, Aleandro Prudenzano, Lorenzo Rossi, Matteo Schiff.

Compongono la categoria senior (20-25 anni) Armando Bellante, Andra Biondo (capitano degli Azzurri), Riccardo Bonafede, Marco Bonelli, Qian Matteo Chen, Lorenzo Demeio, Michele Lizzit, Giulia Martino, Kien Tuong Truong e Riccardo Zanotto.

Allenatore di TeamItaly è Mario Polino, coordinatore Gaspare Ferraro.

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L’European Cybersecurity Challenge

I nostri giovani hacker etici andranno a Praga con l’auspicio di migliorare la prestazione dello scorso anno. E migliorarla vorrebbe dire laurearsi campioni europei, visto il secondo posto dell’edizione 2020.

Dovranno mettersi alla prova in una serie di gare di Capture the flag (Ctf): una sorta di rubabandiera digitale, in cui ogni squadra deve attaccare le infrastrutture avversarie e proteggere le proprie.

È una competizione su cui il governo punta molto: il direttore dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, Roberto Baldoni, ha tenuto un discorso (da remoto) durante la conferenza stampa di presentazione della Nazionale. E il ministero dell’Istruzione ha incluso CyberChallenge.It e a Olicyber tra le competizioni d’eccellenza italiane per il triennio 2020-2023.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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