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Immatricolazione auto: cos’è e come funziona | Auto For Dummies

Scopriamo insieme cos'è l'immatricolazione, come funziona, quali sono i tempi, quanto costa e molto altro

L’immatricolazione auto è uno dei requisiti fondamentali che ogni macchina deve avere per circolare. Ma sapete tutto su di essa? Cos’è, come funziona, le procedure, i tempi e i costi? Se la risposta è no, questo è il posto giusto per scoprire di più. Benvenuti ad Auto for Dummies, la rubrica originale di Tech Princess che spiega il mondo delle automobili in maniera chiara e semplice. E dopo le presentazioni, partiamo subito alla scoperta dell’immatricolazione.

Immatricolazione auto: cos’è e quando è nata in Italia

L’immatricolazione auto è la procedura alla base dell’automobilismo, in quanto è il requisito che viene richiesto a tutte le macchine del mondo per circolare. L’immatricolazione consta principalmente nell’assegnare ad ogni esemplare di veicolo un codice identificativo, ovvero la targa. Non vengono infatti immatricolate solo le auto, ma anche moto, scooter, camion, furgoni, rimorchi, trattori e macchine movimento terra. Insomma, tutto ciò che ha accesso su strada deve essere riconoscibile.

Perché? Il motivo è presto detto: la riconoscibilità. Senza targa o un tipo di contrassegno unico per ogni veicolo, gli utenti della strada non sono univocamente distinguibili, e quindi sono portati a comportarsi senza grande attenzione. La presenza di un dispositivo così semplice consente alle forze dell’ordine di identificare in un attimo ed eventualmente multare i trasgressori.

C’è poi un altro vantaggio pratico: così è più facile riconoscere la propria auto da tutte le altre. Immaginate non ci fosse e vi trovaste in un parcheggio piene di macchine tutte uguali! L’immatricolazione infine è il segno indiscutibile della capacità di un veicolo di circolare sulle strade. Se una vettura ha una targa (vera), può senza dubbio circolare su strada.

Lancia Lambda 1927

Queste problematiche non nascono certo con la motorizzazione di massa e con lo sviluppo della società moderna. Trovano infatti il loro inizio fin dagli albori dell’automobile. Nei primi anni di vita delle prime “autonomobili” non erano presenti né Codici della Strada né tantomeno multe o sanzioni. L’automobile era una tecnologia totalmente nuova, e spesso le auto pioniere erano costruite a mano da artigiani e “visionari”, senza una regolamentazione né omologazione statale. Con la diffusione delle prime vetture nei Paesi europei e nord-americani, però, il problema di regolare e riconoscere i singoli esemplari diventò d’attualità.

Superata la Prima Guerra Mondiale, che pose un temporaneo freno alla diffusione dell’auto, la domanda di regolamentazioni e riconoscimenti è sempre più forte. Questo desiderio si concretizzò poi il 24 aprile 1926 a Parigi, dove si tenne una conferenza internazionale che portò alla nascita di due accordi internazionali, la Convenzione internazionale relativa alla circolazione stradale e la Convenzione internazionale relativa alla circolazione automobilistica. 

Proprio in questa occasione si parlò per la prima volta di concetti innovativi quale la patente di guida, i segnali stradali, nonché l’immatricolazione dei veicoli presso il Governo centrale dei vari Paesi. Proprio in questo contesto diventò obbligatoria la targa, un dispositivo “atto a rendere riconoscibile ciascun veicolo a motore”. Per identificare il veicolo dal 1926 erano quindi richiesti dei requisiti fondamentali: una targa univoca, un contrassegno di identificazione, il nome del costruttore autorizzato e verificato, il numero di telaio e il numero del motore.

La nascita dell’immatricolazione auto in Italia

Nonostante la convenzione internazionale arrivò “solo” nel 1926, in Italia il problema del riconoscimento degli automobili (chiamati al maschile agli albori della motorizzazione) era già stato in parte risolto. Dal 1897 infatti gli automobili erano dotati di una targa che riportava il nome del proprietario e il numero di licenza di condurre. Dal 1901 poi, tramite un Regio Decreto, fu disposta la realizzazione di una targa, a cura e spese del proprietario, recante il nome per esteso della provincia e il numero di licenza rilasciata dalla prefettura. La forma delle prime targhe era quindi “TORINO – 427”. Non a caso questa è la targa presente sulla FIAT 3 1/2 HP presente al Museo dell’Automobile di Torino, una delle 4 auto rimaste al mondo dotate di targa italiana “novecentesca”.

Immatricolazione auto FIAT 3 1-2 HP

Dal 1905 poi venne sostituito il nome per esteso della provincia, sostituito da un numero identificativo in rosso, unico per ogni provincia (la provincia di Ancona, ad esempio, era rappresentata dal numero 2). Una numerazione “moderna” si vide solo nel 1927, subito dopo la Convenzione internazionale di Parigi. Le Province ora erano rappresentata da una sigla letterale, preceduta da un numero progressivo da 1 a 999 999. Questo sistema arrivò fino al 1951, quando venne introdotto il classico sistema di numerazione con sigla di provincia e codice alfanumerico.

FIAT Punto 1994

La rivoluzione arrivò nel 1994, con il debutto dell’ormai classica numerazione alfanumerica AA 000 AA che continua ancora oggi. C’è una piccola curiosità su di essa. Questo sistema di numerazione eliminò l’indicazione della provincia: un colpo al cuore per gli automobilisti italiani. All’epoca poi anche le targhe bianche introdotte nel 1985 non erano molto amate, considerate brutte e facilmente rovinabili.

In più, la rimozione dell’indicazione della provincia fu un duro colpo per tutti, abituati da 100 anni a quella parte a riconoscere nelle targhe la provincia di provenienza. Come risolvere il problema? Ma all’italiana, che domande: in pochi mesi nacquero e si diffusero tantissimo delle bande blu laterali da incollare sulla targa, che includevano anche la provincia di residenza.

Questo fatto, unito alla scarsa qualità delle targhe stesse, portò la Motorizzazione a rivedere le targhe per il 1999. Dalla numerazione BB 000 HH, infatti, debuttò un nuovo formato, quello a cui siamo abituati oggi. Il bianco diventò più pulito, le lettere più spesse e comparvero due bande blu ai lati della targa. Da una parte troviamo la dicitura “I” (Italia) sormontata dal cerchio con le stelle dell’Unione Europea. Dall’altra invece ricomparve la sigla della provincia, ora prevista per legge. Al di sopra di questa poi è presente un cerchio dorato, dentro al quale è possibile inserire le ultime due cifre dell’anno di costruzione dell’auto (2020 ad esempio diventa 20).

Per le targhe odierne, vengono utilizzati tutti i numeri arabi e 22 lettere dell’alfabeto inglese. Si escludono infatti la I, la O, la Q e la U, perché possono confondersi con altre lettere o numeri. Inoltre, negli anni si sono “saltate” delle combinazioni di lettere come EE, già identificativa degli Escursionisti Esteri, mentre altre combinazioni sono già state “dedicate” ad utilizzi particolari. Le combinazioni con la lettera Z (ZA, ZB, …) sono dedicate alle auto con targa quadrata, le combinazioni con la Y (YA, YB,…) dedicate alle macchine della Polizia Locale mentre le combinazioni con la X (XA, XB,…) sono dedicate ai rimorchi, ai carrelli e a tutto ciò che si traina.

In cosa consiste l’immatricolazione auto?

Abbiamo quindi analizzato la storia dell’immatricolazione. Alla fine di questa guida vi svelerò un trucco per stupire tutti i vostri amici, prima però riflettiamo su cos’è materialmente l’immatricolazione auto e quali passaggi prevede.

L’inserimento di un’auto nei pubblici registri è una procedura abbastanza semplice. L’automobile appena acquistata e mai immatricolata deve essere riconoscibile sia su strada che “burocraticamente”. Come detto infatti la targa non è solo un dispositivo di individuazione su strada, bensì è il riferimento sul quale poi sono stilati documenti fondamentali come libretto di circolazione, assicurazione, bollo, certificato di proprietà e così via.

L’immatricolazione auto quindi è la vera e propria nascita di una macchina, la seconda dopo l’uscita dalla fabbrica ma in realtà la più importante. Senza di essa infatti non potete andare da nessuna parte! Ma in cosa consiste? In poche parole, l’immatricolazione comprende principalmente l’atto di assegnare ad un’esemplare di automobile una targa univoca. Il numero di targa è legato direttamente al numero di telaio del veicolo, ed è quindi unico per ogni auto circolante su strada.

Per quanto riguarda regole, procedure e diversi tipi di immatricolazione adesso andiamo nel profondo della questione.

Quali vetture possono essere immatricolate?

Non proprio tutte tutte. Per essere immatricolata, una vettura deve essere omologata secondo le severe leggi italiane. Deve quindi essere un’auto prodotta da un Costruttore autorizzato e riconosciuto dal Ministero dei Trasporti. Inoltre, in Italia le leggi sono particolarmente rigide, come già sanno gli appassionati. Per questo dopo l’immatricolazione ogni macchina non potrà ricevere modifiche di nessun tipo: cerchi più grandi, scarichi più rumorosi, e così via. Persino il colore della carrozzeria deve rimanere lo stesso segnato sul libretto di circolazione.

Quindi un qualsiasi veicolo immatricolato in Italia deve essere in perfetto ordine, prodotto da produttori certificati che hanno sottoposto il modello a rigidi test di conformità, sicurezza ed emissioni. Quasi tutte le Case mondiali effettuano questi test autonomamente e quindi rendono facilissimo superare lo “sbarramento” dell’immatricolazione auto. Ovviamente però è molto più difficile omologare ed immatricolare un’auto che avete costruito nel vostro giardino…

L’immatricolazione di un’auto nuova

Passiamo allora alla pratica: come si fa l’immatricolazione auto quando questa è nuova? Il vostro ruolo in veste di acquirente sarà pressoché nullo. Tutto quello che dovrete fare sarà acquistare l’auto, firmare il contratto di vendita, compilare un modulo e avere dei documenti validi. Tutto molto semplice, no?

Sarà infatti il concessionario a cui vi siete rivolti a sbrigare tutte le faccende burocratiche. Il vostro compito è semplicemente quello di consegnare al venditore un documento di identità valido, il codice fiscale e il modulo TT2120, ovvero il modulo del passaggio di proprietà. Questo modulo assicura la veridicità dei vostri dati e delega il venditore a completare la procedura per voi.

Venditore auto con cliente

Una volta avuti tutti i dati e firmato il contratto di vendita, il venditore andrà allo Sportello Automatico dell’Automobilista presente nella vostra città o provincia. Qui consegnerà tutti tutti i dati e i documenti richiesti per procedere alla domanda di immatricolazione. Al contempo, il venditore invierà al PRA, il pubblico Registro Automobilistico, una copia del contratto di vendita per far redigere il certificato di proprietà.

Una volta fatto questo, bisognerà solamente attendere che venga assegnato il numero di targa, che queste vengano stampate insieme al libretto di circolazione et voilà, ecco fatto! La macchina adesso è vostra, con la targa intestata a voi (o alla vostra società) e un numero di targa unico. I tempi? Di solito si parla di tempistiche molto veloci: da 3-4 giorni a circa una settimana è il lasso di tempo canonico. 

Se poi per qualche motivo doveste volere una targa personalizzata, in Italia non è consentito modificare la targa a proprio piacimento come ad esempio in Germania o in Inghilterra. Quello che potete fare è però attendere che venga “prodotto” il numero di targa che vi interessa e richiedere di farvelo assegnare: all’ufficio dedito all’immatricolazione non cambia nulla, ma in più voi avrete una targa più o meno personalizzata.

Immatricolazione auto Ferrari Valentino Rossi

Un esempio? La Ferrari 458 Italia di Valentino Rossi. Anche per il Dottore non è stato possibile creare una targa personalizzata ad hoc. Ciò che però è stato fatto è aspettare che uscisse una combinazione delle tre cifre e delle due lettere finali (quelle che cambiano più velocemente) perfetto per lui, ovvero 046 VR. In questo modo, anche la Ferrari del campione di Tavullia è riconoscibile al primo sguardo grazie alla targa, nonostante in Italia non sia possibile personalizzarle da zero. Se vi piace l’idea e avete una combinazione preferita di queste 5 cifre, provate a chiedere di aspettare una targa particolare: potreste essere accontentati!

Immatricolazione di auto estere: requisiti e procedure

Mettiamo invece caso vogliate acquistare un’automobile dall’estero, nuova o usata che sia. Per alcuni sembrerà una situazioni molto circoscritta, mentre invece l’acquisto di auto dall’estero è decisamente più comune di quanto si pensa. Molti infatti cercando un modello particolare o una motorizzazione introvabile in Italia si affidano all’acquisto fuori dall’Italia, in Germania o Polonia ad esempio. Per effettuare l’immatricolazione di auto estere è necessario differenziare i due casi: macchina nuova o macchina usata. 

BMW Serie 3 con targa tedesca

In caso di acquisto di auto nuova già targata nel Paese di provenienza è consentito circolare con la targa del Paese per un anno. Spesso però in alcuni Paesi come Germania o Francia esiste una targa “temporanea”. Questa permette al possessore di recarsi legalmente nel proprio Paese senza l’uso di bisarche o rimorchi. Una volta scaduta la targa temporanea (dalla durata tra uno e sei mesi) o passato l’anno di “buono”, bisogna procedere con l’immatricolazione italiana. L’immatricolazione di automobili importate va curata direttamente dal richiedente (ovvero voi che avete acquistato la macchina), da un importatore professionista oppure un’agenzia di pratiche auto.

bisarca auto

Sarà necessario quindi presentare tutti i documenti “canonici”, ovvero carta d’identità e codice fiscale. A questi dovrà essere aggiunto anche l’atto di vendita originale, con apposta firma del venditore e autenticato presso un notaio. Ma non è finita qui: serve anche il certificato di conformità europeo. Questo certificato attesta che l’auto che avete comprato è omologata secondo la legge comunitaria. In alternativa, è sufficiente una dichiarazione di immatricolazione e omologazione da parte della Casa costruttrice.

Tutti questi documenti sono necessari anche per l’automobile usata acquistata fuori confine. A questi però va solo aggiunta la carta di circolazione del Paese di provenienza. Questo serve per attestare che l’auto fosse in regola dal punto di vista meccanico e legale alla circolazione, nonché per sostituire la carta di circolazione del Paese d’origine con l’attuale libretto italiano.  

Le tempistiche variano a seconda delle situazioni e delle vendite, ma in generale possiamo indicare un tempo medio di una o due settimane sia per l’immatricolazione di auto nuove che per quelle usate provenienti dall’estero.

Quanto costa l’immatricolazione

Abbiamo quindi parlato di tutti i tipi di immatricolazione e della sua storia. Manca ancora un punto fondamentale: quanto costa immatricolare un’auto in Italia?

Il prezzo è variabile a seconda del tipo di auto e della regione di residenza, ma in generale comprende questi costi fissi. Ci sono infatti da versare 27 euro all’ACI, 32 euro per l’iscrizione al PRA e altri 32€ per il rilascio della carta di circolazione. Ci sono poi altri 10,20 euro per i diritti di trasporto. A questi 101,20 euro si devono infine aggiungere i costi di IPT e targhe.

Sede ACI

L’Imposta Provinciale di Trascrizione (o IPT) varia a seconda della provincia di residenza e della potenza del motore. Si parte da un minimo di 151 euro per le auto con potenza inferiore a 51 kW (72 CV). Dopo questa soglia, si sale di circa 4 euro per ogni kW eccedente, con un costo variabile a seconda della provincia. Supponendo l’acquisto di un’auto media da 120 CV, il costo dell’IPT in provincia di Milano sarà di circa 400 euro. In totale, il costo per l’immatricolazione di una macchina da 120 CV è di circa 500 euro: non pochi, ma inevitabili. 

Come capire l’età di un’auto dalla targa

Come promesso, alla fine della nostra lectio magistralis sul mondo dell’immatricolazione auto c’è spazio per una piccola sorpresa. Sono sicuro che ognuno di voi conosce almeno un amico in grado di riconoscere l’anno di produzione di una macchina solo leggendo la sua targa. Come fa? È uno stalker che spia tutte le auto del mondo? Un pazzo? No, semplicemente ha letto questo piccolo trucco.

Questo trucchetto sull’immatricolazione funziona solo su automobili italiane, nello specifico su quelle prodotte dopo il 1994. In quell’anno, come ci siamo già detti, è stato introdotto il sistema alfanumerico formato da due lettere, tre numeri e poi altre due lettere. Il funzionamento di questo sistema è il seguente.

Alfa Romeo Giulietta con targa EX

Le prime due lettere sono le più importanti: formata una coppia, la “tripla” di numeri e la seconda coppia di lettere continua a scorrere fino ad arrivare a 999 ZZ. Una volta esauriti tutti i numeri e le lettere, si scala alla coppia di lettere successiva, AB, e così via. Quindi, da un’auto AA ad una AB o AC sono passate numerosissime immatricolazioni.

Ora: il numero di auto vendute ogni anno in Italia è pressoché stabile ormai da diversi decenni, ed essendo il numero di targa collegato al numero di vetture vendute ed immatricolate ha creato una regoletta molto semplice. Ogni 4 anni, si cambia la prima lettera. Infatti, dal 1994 al 1998 si è passati da AA a BA. Dal 1998 al 2002 si è passati da BA a CA, e così via. In questo modo, leggendo una targa è possibile capire a grandi linee quando è stata prodotta la macchina su cui è montata. Ogni 4 anni-4 anni e mezzo cambia la prima lettera, ed in un anno si usano quindi dalle 6 alle 7 lettere.

Se ad esempio avete una vettura targata EX come l’Alfa Romeo Giulietta in foto, molto probabilmente è stata immatricolata proprio alla fine del periodo “E”, ovvero a fine 2014. La lettera F infatti ha inaugurato la frequenza del “cambio” ogni 5 anni, causato dalle scarse vendite dell’ultimo decennio. L’ultima lettera “nata” infine è stata la G, vista per la prima volta all’inizio del 2020, comprovando il cambio di “letteraggio” ogni 5 anni. Provate con le vostre auto di casa e verificate se il gioco funziona: potrete farvi offrire una birra se indovinate l’anno delle macchine del vostro gruppo di amici solo dalla targa!

L’immatricolazione auto, semplice ma insostituibile

Si chiude qui il nostro viaggio nella storia e nei segreti dell’immatricolazione. Scommetto che non vi eravate mai fermati a pensare a tutte queste cose guardando una targa. Un oggetto a cui siamo così abituati ma che senza il quale tutto il mondo dell’automobilismo forse non esisterebbe. Scommetto che guarderete con più attenzione le targhe delle altre macchine la prossima volta che uscirete, vero? Noi ci vediamo alla prossima puntata di Auto For Dummies: ogni venerdì, stesso posto, stessa ora. Non mancate!

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Giulio Verdiraimo

Ho 22 anni, studio Ingegneria e sono malato di auto. Di ogni tipo, forma, dimensione. Basta che abbia quattro ruote e riesce ad emozionarmi, meglio se analogiche! Al contempo, amo molto la tecnologia, la musica rock e i viaggi, soprattutto culinari!

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