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Le migliori storie d’amore nei film
Dopo i videogiochi e le serie tv, ecco quali sono le nostre storie d'amore preferite nelle pellicole cinematografiche


Il nostro piccolo viaggio è iniziato con i videogiochi, poi siamo passati alle serie tv ed ora non potevamo che terminare con le migliori storie d’amore nei film. Ammetto che siamo passati dalla padella alla brace: è stato difficile prendere una decisione prima, figuriamoci ora.

Il cinema è ancora più vasto e ci sono pellicole di ogni genere. In quasi ognuna di queste vi è una storia intensa, passionale, che di certo vi ha rapito il cuore. Noi, come ben sapete, prendiamo questa decisione per il vostro bene.

Ora bando alle ciance e andiamo a scoprire quali sono – secondo noi – le migliori storie d’amore nei film.

All’interno dell’articolo sono presenti spoiler riguardanti i film.

Migliori storie d’amore nei film: il Signore degli Anelli, oltre la guerra

Di film ne ho visti a bizzeffe – e di sicuro devo vederne anche di più. Se però penso alla parola amore, la prima coppia che mi viene in mente si trova in un film che parla di tutt’altro. Permettetemi di introdurvi una della storie migliori in assoluto, almeno secondo il mio umile parere.

In una terra lontana, chiamata Contea, vivevano degli Hobbit. Un giorno ad uno di loro, il caro Frodo Baggins, venne affidato un compito di estrema importanza: portare l’Unico Anello, creato dal potente Sauron, a Gran Burrone dagli Elfi.

Il nostro Frodo, insieme al suo amico di fiducia Sam, i suoi congiunti Pipino e Marry e in seguito ad eventi poco piacevoli, arriva a Gran Burrone. Qui incontrano un gruppo di persone particolari. Alcuni sono Elfi, altri Nani e altri semplici ma valorosi Uomini.

Fu così che durante una riunione in cui avrebbero dovuto decidere cosa fare di questo potente anello, il piccolo Hobbit si alza in piedi e dice: “Lo porterò io. Porterò io l’anello a Mordor.” Una creaturina come lui e che non conosceva la strada, però, non poteva raggiungere quel luogo oscuro da solo.

Sapete, gli Hobbit somigliano agli uomini ma sono molto più piccoli: diciamo che la loro corporatura è simile a quella dei bambini e la loro altezza non supera il metro e venti.

Quindi alcune di quelle persone decisero di unirsi al piccoletto e di formare La Compagnia dell’Anello. Legolas l’elfo, Gimli il nano, Gandalf il Grigio, Marry, Pipino, Sam, Frodo e due uomini: Boromir di Gondor e Aragorn. Il gruppo parte verso il Monte Fato, per distruggere l’anello.

Aragorn ed Arwen, un amore eterno

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Ora, la storia è lunga e presumo che tutti conosciate come va a finire – se non lo sapete mettete in pausa l’articolo, andate a vedere l’intera trilogia e poi tornate qui.

Arwen e Aragorn. Un elfo donna e un uomo, un amore apparentemente impossibile eppure così vero. Sapete cosa trovo di emozionante nella storia tra i due? Il fatto che la loro relazione, nonostante sembri superficiale, in realtà è parte integrante dei libri e dei film.

Per farla breve, la trilogia si basa sul portare l’anello a Mordor e sulle varie vicende che i protagonisti devono affrontare. Quella tra Arwen e Aragorn è una storia d’amore presente in ogni momento, anche se effettivamente non se ne parla così spesso.

I due si sono incontrati quando Aragorn aveva appena vent’anni, a Gran Burrone. Arwen invece ne aveva 2700, a quel tempo. Lui si innamorò a prima vista di lei, la giovane elfa invece ricambiò dopo trent’anni, quando i due si incontrarono di nuovo.

Lì, sulla collina di Cerin Amroth si giurarono eterna fedeltà. E così fu, davvero. Entrambi sono sempre stati fedeli l’uno verso l’altra, sempre presenti nei pensieri e nel cuore. Nemmeno di fronte ad una bellezza come Éowyn l’uomo ha ceduto.

Quel giorno  Aragorn promise ad Arwen che l’avrebbe sposata ma solo un Re è degno di sposare la figlia di Elrond. Il valoroso guerriero, quindi, decise di reclamare la sua eredità di Re dei regni del Nord e del Sud.

Una storia così ti entra dentro, in qualche modo. Una storia come quella narrata ne Il Signore degli Anelli, indubbiamente lascia qualcosa al lettore o allo spettatore e l’aggiunta di una storia simile, lo rende completo ed unico.

Ogni volta che l’uomo si sente in bilico, perso o impotente, è lei a dargli forza, a ricordargli che può farcela. Una storia come questa è più che unica, è rara.

La scena finale, quella in cui Aragorn viene finalmente incoronato Re e vede lei, mi fa capire una cosa: non importa quante persone siano lì ad acclamare il nuovo Re, non importa l’essere effettivamente Re, ciò che conta è che lei sia lì con lui. Tutto lì attorno a lui scompare, perché c’è Arwen e tutto va finalmente bene. C’è una frase che l’elfa dice all’amato e che mai abbandonerà la mente:

Preferirei dividere una sola vita con te che affrontare tutte le ere di questo mondo da sola.

Ghost e un amore che va oltre ogni cosa

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A volte l’amore si rivela un sentimento così potente da andare oltre la vita. Una delle pellicole che tratta questo argomento e che ho preferito in assoluto è Ghost – grazie mamma per queste coppie strappalacrime e film drammatici.

Ghost è un film degli anni ’90 e ha come protagonista Sam Wheat, un impiegato di banca che vive a New York. La sua ragazza si chiama Molly Jensen ed è un’artista dal carattere molto fragile. I due, un giorno, decidono di andare a convivere e si trasferiscono in un loft in città.

Una sera, dopo essere stati insieme a teatro, la dolce coppia viene improvvisamente pedinata da un ladro mentre ritorna verso casa. Sam cerca di difendere la ragazza e di sventare la rapina bloccando il ladro, ma viene colpito da un colpo di pistola: l’uomo purtroppo non ce la fa.

Mentre Molly chiama aiuto, Sam si ritrova stranamente accanto a lei sotto forma di fantasma. Il ragazzo viene chiamato da Dio per accedere in Paradiso ma lui non può abbandonare la sua amata. Decide quindi di rimanere al suo fianco per proteggerla e scoprire chi si nasconde dietro il suo omicidio.

Ormai è risaputo: se non abbiamo almeno una coppia che è destinata a finire tragicamente, non siamo contenti. Molly e Sam si amano, hanno deciso di andare a convivere e passare la vita insieme. Improvvisamente però, un evento drammatico piomba nella loro vita, cambiando i loro piani.

Jerry Zucker avrebbe potuto decidere di tagliare il personaggio di Sam e di farlo semplicemente morire. E invece no, il caro regista ha ben pensato di farci esaurire ogni fazzoletto esistente sulla terra permettendo al ragazzo di rimanere, anche se come fantasma, accanto alla sua amata.

Sceglie di mettere in attesa il Paradiso per stare accanto a Molly e proteggerla.

Non è la fine

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Credo che vivere in prima persona un evento simile, non sia un’esperienza facile. Quando si perde la persona che si ama, in un certo senso si perde una parte di noi stessi, una parte che non si potrà mai recuperare. Lo vediamo in Molly, vediamo come la donna fatica ad andare avanti nonostante ci provi intensamente.

Dall’altra parte abbiamo Sam che non può fare nulla, non può toccarla, né baciarla o parlarle. Non può guardarla negli occhi e dirle che la ama. Lui, in effetti, non c’è mai riuscito. Non ha mai detto alla donna che la amava, forse per paura o perché “tanto c’è tempo per farlo, il momento giusto arriverà”.

Questo è forse uno dei primi messaggi che il film mi ha trasmesso. Il caro e vecchio Carpe Diem, cogliere il momento. Non abbiamo bisogno della situazione perfetta ed è inutile dire tanto accadrà. Basta attendere, basta dire “più tardi”. Esprimiamo ora i nostri sentimenti, facciamo accadere ora quella determinata cosa.

Non ha senso aspettare, la vita è già fin troppo breve sotto certi punti di vista. Viverla al massimo è ciò che dobbiamo fare.

Sam, in un certo senso, cerca di fare questo. Magari in vita ha trascurato alcune cose ed ora, ha deciso di dare loro la giusta importanza. Lui però ha sempre amato Molly, più di qualsiasi altra cosa. Credo che se ci fosse questa possibilità, non tutti sceglierebbero di rimanere nel limbo per stare accanto alla persona che amano.

La ragazza la sente la presenza dell’amato, anche se non vuole crederci ed è convinta che le parole della sensitiva, Oda Mae Brown, siano prive di significato.

Ci troviamo dinnanzi ad un amore forte che supera davvero ogni limite e che, per un ultimo intenso istante, ottiene il suo lieto fine. Quando Molly riesce a vedere Sam per un’ultima volta e i due riescono a toccarsi di nuovo, credo che il cuore di ogni donna si sia sciolto. L’uomo, finalmente, riesce a dirle che la ama. Lei lo saluta con un semplice ciao perché sa che la loro storia non finisce lì.

Migliori storie d’amore nei film: Orgoglio e Pregiudizio, l’amore letterario

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Fin da sempre l’amore è stato oggetto di opere letterarie, film, canzoni e quant’altro. La prossima storia è una di quelle che ha catturato il cuore della mia migliore amica e anche il mio. Sia il libro che l’adattamento cinematografico ci hanno fatto sognare ad occhi aperti.

La pellicola è del 2005 e, come suggerisce il titolo, è ispirato all’omonima opera della scrittrice inglese Jane Austen. Ci troviamo in Inghilterra, verso la fine del Settecento e il signor Bennet vive nella sua casa di campagna con la moglie e cinque figlie: Jane, Elizabeth, Mary, Kitty e Lydia. La vita procede in tranquillità ma la signora Bennet, come ogni madre, è preoccupata per il futuro delle figlie.

La donna vuole che trovino un marito benestante e che possa prendersi cura di loro. Un giorno, accanto la loro casa, arriva un giovane ricco e di bell’aspetto di nome Charles Bingley insieme alla sorella Caroline e un suo amico, il signor Darcy. Bingley si innamora a prima vista di Jane, che lo ricambia.

La sorella Elizabeth, invece, prova interesse nei confronti di Darcy e viene ricambiata. La situazione però degenera tempestivamente dopo che la giovane sente una particolare frase pronunciata dal ragazzo al suo amico Bingley. Dopodiché la giovane prova solo antipatia e risentimento nei suoi confronti.

In seguito ad alcuni eventi ed incomprensioni, tra i due potrebbe nascere qualcosa di davvero speciale.

Un amore in crescita

La prima cosa che ho apprezzato – e la mia migliore amica conferma la mia versione – è il fatto che il film sia molto fedele al libro, cosa non scontata. L’elemento che salta subito all’occhio, e sicuramente è ciò che mi ha fatto amare questa coppia, è l‘evoluzione del loro rapporto.

All’inizio è molto ambiguo: lui la considera come una ragazza dalla bellezza accettabile, lei invece, è convinta che sia l’uomo peggiore sulla faccia della terra. In seguito Darcy inizia a mostrare interesse sincero nei confronti di Elizabeth confronti, il modo in cui la guarda o le parla sono differenti dal solito e la giovane inizia a notarlo. Però è un po’ testarda, sta sulle sue e non vuole cedere.

Nonostante tutto, lui si è preoccupato della famiglia Bennet e li ha aiutati a risolvere i loro problemi, rimanendo comunque in disparte e senza prendersi alcun merito. Lei alla fine comincia a vederlo sotto una luce diversa e si rende conto del tipo di uomo che è in realtà.

Lo rivaluta e, finalmente, riesce a capire che è l’uomo giusto per lei. Comprende che Darcy in realtà è uomo pieno di qualità, buono e dolce. La cosa interessante è che lo fa senza mai perdere la dignità, portando avanti i suoi valori e senza perderli di vista nemmeno per un istante.

Si può parlare del loro come un amore prettamente platonico. Non c’è il lato fisico, a malapena si scambiano un bacio ma è comunque un amore potente, che cresce sempre di più fino a far capire ad entrambi qual è il loro destino. O meglio, chi è il loro destino.

È un po’ come il costruire una casa. Prima della costruzione vera e propria, c’è bisogno di fondamenta solide. Senza di esse, al primo ostacolo o problema, la casa crolla. E questo è un po’ il loro rapporto, hanno costruito le fondamenta del loro amore per poi realizzare la casa ossia il loro rapporto più concreto, passionale, che poi vedrà il matrimonio e la vera unione fisica.

Il Fantasma dell’Opera e il lato oscuro dell’amore

Phantom-of-the-Opera-Tech-PrincessLa prossima coppia, secondo alcuni punti di vista, può essere considerata come un triangolo amoroso di quelli che riescono a tormentarti per il resto della vita. Sto parlando di Christine e Raoul da Il Fantasma dell’Opera, con la piacevole partecipazione del Fantasma.

Il film a cui faccio riferimento è quello del 2004 diretto da Joel Schumacher. Si tratta dell’adattamento cinematografico dell’omonimo musical teatrale composto da Andrew Lloyd Webber (che si occupa della colonna sonora del film) ed è ispirato al romanzo di Gaston Leroux.

La storia ha inizio nel 1870, al Teatro dell’Opera di Parigi. Il teatro viene acquistato da due nuovi proprietari che però non hanno nessuna esperienza in questo campo. Durante le prove di Hannibal, l’insegnante del corpo di ballo Madame Giry, presenta i nuovi acquirenti a Christine Daaé, una ballerina che in realtà è una cantante di grande talento.

In seguito il cast fa la conoscenza di Raoul, il giovane visconte, vecchio amico d’infanzia di Christine e primo amore infantile della giovane. Le prove continuano: Carlotta Giudicelli, cantante e protagonista dell’opera, sta per cantare quando, improvvisamente, cade un fondale dal soffitto sfiorando la donna.

Lei si dimette dalla produzione e una lettera cade a terra, dal nulla. Madame Giry la legge e dice a tutti che è stata scritta dal Fantasma dell’Opera. I nuovi proprietari si apprestano a sostituire Carlotta e scelgono Christine, che durante la serata canta divinamente conquistando anche l’approvazione del Fantasma.

Successivamente, in seguito ad eventi pericolosi e sulla scia di note musicali, la giovane Christine dovrà scegliere: l’oscurità con il Fantasma, oppure la luce con Raoul.

Un triangolo amoroso

Non è stato semplice scegliere, soprattutto perché si tratta di due amori completamente diversi. Il Fantasma è incantato da Christine, ama la sua voce e dice di amare la giovane ragazza. Fa il possibile affinché lei possa diventare la protagonista del Teatro, purtroppo solo cose violente.

È il suo Angelo della Musica, un angelo che però si rivela oscuro, tenebroso. Nel corso della pellicola veniamo a conoscenza di ciò che è successo a questo ragazzo, di come sia diventato così e di tutto quello che ha passato nel corso della sua infanzia. Il Teatro è il suo luogo sicuro, dove può scrivere e in cui è diventato il genio musicale che è.

A volte però, il genio si trasforma in pazzia.

Raoul invece è tutta un’altra storia. È stato il primo amore d’infanzia di Christine e quando la rivede, dopo anni, si rende conto che quell’amore innocente non se n’è mai andato e anzi, si è evoluto. È incantato dalla ragazza, dalla sua forza e la ama profondamente. Nella scena sul tetto, in cui i due confessano il loro amore sulle note di All I Ask of You, vediamo quanto Raoul significhi per la ragazza.

Lui è luce, libertà, è un mondo senza più notti buie.

La coppia vincente, secondo me, è proprio questa: Christine e Raoul. Per anni ho avuto difficoltà nell’inquadrare i sentimenti della giovane, perché non riuscivo mai a capire chi dei due preferisse. Poi sono arrivata alla conclusione che Christine si sente solo in colpa nei confronti del Fantasma, è triste per lui. Sappiamo però che pietà non equivale ad amore.

Lui però la ama, nonostante si tratti di un personaggio contorto, di un assassino in fin dei conti. Christine, ad un certo punto, prova addirittura terrore nei confronti del Fantasma. Il ragazzo però non ha mai ricevuto amore nella sua vita e non sa come funzionino i rapporti sociali.

L’amore di Raoul invece è più puro, genuino e le fa bene. È disposto a portarla in capo al mondo pur di vederla felice. Vuole proteggerla e guidarla, amarla ogni giorno della sua vita e farle capire che i suoi sentimenti sono sinceri. Nonostante mi dispiaccia per il Fantasma, che non riesce ad ottenere amore nemmeno dall’unica persona che abbia mai amato, ritengo che la relazione tra Christine e Raoul sia decisamente più sana.

Ammetto però di aver sempre trovato interessante il personaggio del Fantasma e che il suo amore nei confronti della giovane è sempre stato intenso. Anche dopo la morte della ragazza, anni dopo, troviamo la rosa del Fantasma sulla sua tomba.

I ponti di Madison County, la passione che arde

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La nostra ultima coppia si trova in un film del 1995, consigliatomi da mio fratello. Inutile dire che sono rimasta a bocca aperta quando mi suggerì di guardare questa pellicola. Non ho letto trama, né visto trailer o foto: mi è bastato leggere i nomi dei protagonisti principali per convincermi.

Il film in questione si chiama I Ponti di Madison County, diretto ed interpretato dal grande Clint Eastwood insieme a Meryl Streep e anch’esso ispirato ad un romanzo di Robert James Waller. La pellicola è ambientata nell’Iowa e narra l’intensa storia d’amore tra Francesca, una casalinga di quarantacinque anni e Robert, un fotografo freelance di cinquantadue.

La storia è narrata attraverso i tre diari scritti dalla donna e lasciati in eredità ai suoi due figli, le uniche persone alle quali vuole raccontare questo tradimento nei confronti del loro padre, sperando che riescano a capire cosa la donna ha provato realmente.

Robert e Francesca si conoscono per caso, quando il marito e i due figli di lei sono fuori città per circa cinque giorni. Improvvisamente, mentre la donna si appresta a terminare le faccende di casa, parcheggia di fronte la sua casa un camioncino e da lì scende un uomo affascinante, che le chiede indicazioni per raggiungere un ponte da fotografare per il National Geographic.

La donna non è molto brava a dare indicazioni, quindi si offre di accompagnarlo. In quel momento scatta qualcosa e si crea immediatamente una forte alchimia tra i due. Purtroppo però, tra cinque giorni Robert deve tornare a casa e Francesca deve decidere cosa fare della sua vita.

Il colpo di fulmine

Una storia breve, da un punto di vista concreto. Una storia della durata di quattro o cinque giorni a malapena ma che non ha nulla da invidiare alle altre. Non ero sicura di voler mettere una storia durata così poco (avevo pensato al famoso Titanic, ad esempio) ma dopo aver visto questa pellicola mi sono ricreduta completamente.

Quella tra Robert e Francesca non è una storia ordinaria, banale o che si vede ogni singolo giorno. È qualcosa di abbastanza complicato da spiegare a parole ma forse è proprio questo il bello: il fatto che sia difficile da spiegare, spiega – perdonate il gioco di parole – quanto sia intensa questa relazione.

All’inizio vediamo la donna affascinata da Robert, la tipica attrazione fisica. Poi però questa attrazione si fa più intensa perché inizia a conoscerlo. La sua gentilezza, il modo in cui parla o si rivolge a lei: nessuno si è mai comportato così con Francesca, nemmeno suo marito.

Lui è nettamente più sicuro di lei e riesce, in così poco tempo, a trasmetterle così tanto. Lei riscopre il piacere di essere donna, si ricorda di essere una donna e non solo la casalinga di casa che deve servire gli altri. Riscopre il suo lato sensuale, torna ad essere sicura di sé. Ovviamente non mancheranno, in questi pochi giorni, fiumi di dubbi da parte della donna.

Dopo aver passato la sua intera vita nell’insicurezza e vedendo che il tempo a disposizione sua e di Robert sta per terminare, la donna è avvolta da un fiume di dubbi ed incertezze. Crede che per lui questo suo modo di fare sia routine, che in ogni Paese in cui vada faccia così con ogni donna che trova sul suo cammino.

Lui per un attimo cancella quei dubbi e le spiega che tutto ciò che ha fatto nel corso della sua vita è servito per farlo arrivare lì, nell’Iowa, da lei. Lo strazio però non termina qui. Credevo che lei avrebbe accettato, che sarebbe partita con lui ma il dovere di madre, di donna di casa è più forte. Ancora una volta mette gli altri davanti a lei e questo non è affatto giusto.

È triste e doloroso vedere come abbia dovuto abbandonare l’unica persona in grado di averla fatta sentire sé stessa in quarant’anni. Ancora più doloroso è il momento in cui Francesca si rende conto di aver perso il treno.

Anni dopo, quando decide di ricontattarlo perché suo marito è ormai morto, la donna scopre che anche Robert è deceduto e che non ha colto l’attimo. L’uomo, prima di morire, ha lasciato tutto ciò che aveva alla donna perché non ha mai smesso di amarla nemmeno un secondo, in tutti questi anni.

Tutto ciò che le rimane di Robert è uno scatolone colmo di lettere ed oggetti che l’uomo ha spedito alla donna, prima di morire. È una storia speciale e intensa. Lo dice anche Robert a Francesca: “Questo genere di certezza si ha soltanto una volta nella vita”.

 

 

 

 


Veronica Ronnie Lorenzini

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Videogiochi, serie tv ad ogni ora del giorno, film e una tazza di thé caldo: ripetere, se necessario.
                   










 
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