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Come funziona e perché usare Nextdoor, il social privato per il tuo quartiere

Abbiamo chiesto a Amedeo Galano, Head of Community di Nextdoor per l'Italia, di raccontarci questa piattaforma

Internet è spesso descritto come uno strumento in grado di farci scoprire luoghi e persone anche molto lontani da noi. Ma in realtà il Web ha anche il potere di connetterci con una dimensione molto più vicina, ovvero il nostro quartiere. È proprio questo il concetto alla base della piattaforma Nextdoor, un social network privato per sé stessi e il proprio vicinato. Ma di cosa si tratta esattamente, e come funziona Nextdoor? Quali sono i vantaggi dell’utilizzare questo social? Per rispondere a questa ed altre domande, abbiamo incontrato Amedeo Galano, Head of Community di Nextdoor per l’Italia.

Come funziona Nextdoor

Nata negli Stati Uniti nel 2008, la piattaforma ha lo scopo di dare, ai vari quartieri, uno spazio esclusivo in cui crescere e interagire come comunità. Le attività riguardanti una certa zona, infatti, sono limitate agli utenti locali, per favorire la connessione tra le persone e gli esercizi commerciali vicini tra loro.

Nextdoor

Se questi tipi di gruppi social nascono già in qualche modo spontaneamente su altre piattaforme, tipo Facebook, Nextdoor punta ad essere lo strumento definitivo per plasmare l’estensione digitale del proprio quartiere. Sia dal sito web che dall’app è possibile, infatti:

  • pubblicare post e annunci e interagire con i post di altri
  • scambiare messaggi con i propri vicini
  • creare e condividere eventi
  • vendere e regalare oggetti
  • confrontarsi con altre persone sulla sicurezza del quartiere e fare segnalazioni alle autorità competenti
  • interfacciarsi con le istituzioni locali

Al momento dell’iscrizione si dovrà utilizzare il nome vero e verificare il proprio indirizzo attraverso la geo-localizzazione. Queste informazioni sono però utilizzate solo per la verifica e l’assegnazione al giusto quartiere, e nessun dato anagrafico viene condiviso o venduto a terze parti. Nextdoor non profila neanche l’età e il sesso dei propri utenti.

A questo proposito, Amedeo ci dice “Non vendiamo dati, non vendiamo i tuoi interessi […] e questa è una cosa unica, che ci rende non solo GDPR-compliant [conforme al Regolamento generale sulla protezione dei dati europeo], ma è proprio parte della nostra policy. Tu sei in un quartiere privato, sarebbe un controsenso mettere in vendita quello che scrivi o quello che fai nel tuo quartiere, perché è tuo.

Continua, spiegando qual è invece il modello di business dell’azienda, almeno in America: “Quello che però facciamo è chiaramente darti l’opportunità di vedere delle inserzioni che sono rilevanti in base a te o a dati terzi […] non è la persona, ma l’advertisement, a pagarci“.

In Italia, però, l’azienda non è comunque ancora in attivo: per ora si sta concentrando sul raccogliere finanziamenti (l’ultimo round di funding, da 141 milioni, porta i soldi raccolti in totale a più di 400 milioni) e sul crescere e costruire, senza pensare subito al profitto e assicurandosi di soddisfare le esigenze dei consumatori.

“[Questo approccio] ci dà l’opportunità di fermarci un attimo a pensare a quello che l’italiano ha bisogno […] Quello che stiamo facendo noi è localizzare il prodotto, di conseguenza tanti investimenti sono andati nella crescita. Adesso mi piacerebbe […] cambiamenti anche nel prodotto [stesso], e stanno arrivando.

Nextdoor in Italia

Dal suo arrivo in Italia nell’autunno del 2018, il social network ha trovato, nel Belpaese, un terreno molto fertile per quanto riguarda questo modello di comunità digitale, soprattutto in città come Milano e Bologna. Questo ha portato ad una crescita organica e naturale della piattaforma, senza bisogno per ora di campagne di marketing particolarmente spinte.

Ha aiutato molto anche la presenza dei cosiddetti ‘ambasciatori’, scelti tra gli utenti più attivi e volenterosi per aiutare a diffondere l’applicazione tra vicini e altre zone. Queste figure fungono da leader, in grado di raccogliere assieme le persone del quartiere e tirare fuori il meglio di loro, sia dentro il quartiere che nel suo rapporto con le altre zone.

Mappa Nextdoor demo

Per conquistare la fiducia degli italiani, nonostante l’origine statunitense, l’app si è affidata ad un team PR italiano, in grado di relazionarsi al meglio con il contesto socio-culturale locale. Per quanto riguarda i numeri di iscritti, sempre per una questione di riservatezza e privacy, Nextdoor non ci ha rivelato le cifre esatte. Facendo però l’esempio di Milano, ci ha rivelato il numero di quartieri mappati (circa 550), con più del 90% di questi lanciati. Con ‘lanciato‘ si intende un quartiere utilizzato da almeno 10 persone, ma la media è molto più alta: nel centro parliamo circa di 150 utenti a quartiere, con picchi anche di 600 unità.

Per quanto riguarda invece la diffusione regionale, il Nord “vince” rispetto al Sud, ma per una minore necessità da parte di quest’ultimo di un servizio di questo tipo. Al Sud, infatti, le comunità locali sono tendenzialmente già più vicine e radicate, ed è meno necessaria, come al Nord, una piattaforma specifica per riunire i quartieri. Questo non vuol dire, però, che anche le città meridionali non possano beneficiare di questo strumento, che permette di risparmiare tempo e creare una sinergia unica tra i vicini di casa.

Il futuro digitale dei quartieri e della piattaforma

Ma quali sono le prospettive future per la piattaforma? Le idee sono molte e diverse, ma c’è comunque una certezza: qualunque tipo di progresso avverrà di pari passo con la crescita delle realtà locali. L’idea è quella, infatti, oltre di connettere a livello social i vari vicinati, di far riscoprire le piccole e medie imprese del quartiere. Questo è al momento già possibile, da parte degli esercenti commerciali, organizzando eventi e rendendosi più visibili ai potenziali clienti. In futuro questo tipo di advertising potrebbe però evolversi, con promozioni esclusive e sconti.

Nextdoor smartphone computer

Non escludo che in futuro potremo pensare a soluzioni alternative, potrebbe essere ad esempio il bar di quartiere che ha l’opportunità di mettere uno sconto. Abbiamo testato adesso in America queste tipo di promozioni, dove ad esempio un locale dice ‘Oggi c’è un’offerta per il caffè a 5$’, e poi pagherà [la piattaforma] magari ogni volta che questa offerta viene riscattata. Personalmente questo [tipo di soluzione] offline mi piace molto[…], perché il piccolo café non può competere con la catena come McDonald’s in advertising, mentre può farlo a livello locale. Questa cosa rafforza anche il core brand di Nextdoor, lo fa essere percepito meglio a livello locale.”

A questa prospettiva si uniscono anche possibili miglioramenti della piattaforma. Se infatti la “chiusura” dei vari quartieri al solo vicinato è in linea con il focus locale, a volte, soprattutto per gruppi tematici ed eventi, questa dimensione va un po’ stretta, e nasce la necessità di coinvolgere anche persone da quartieri vicini. Ecco perché Nextdoor è già pronta a lanciare, nel prossimo mese, i gruppi di interesse, ovvero contenitori di discussioni e contenuti meno limitati geograficamente, ma comunque ben separati dalla bacheca del quartiere.

Un altro passo verso il futuro è un coinvolgimento ancora maggiore delle istituzioni. Se già ora, per i vari quartieri, è già presente una sezione dedicata, l’obiettivo è quello di espandere la possibilità per i cittadini di mettersi in contatto, direttamente dall’app, con gli enti pubblici e le forze dell’ordine locali, al fine di segnalare eventuali disagi e necessità. Inoltre non si esclude in futuro, anche la possibilità, da parte degli enti pubblici di segnalare a ogni singolo quartiere eventuali avvertimenti (lavori pubblici, interruzione di servizi, emergenze localizzate).

Diventa anche tu un vicino digitale

Ora che sapete come funziona Nextdoor, e avete un’idea della sua utilità e delle sue prospettive future, potreste volervi anche voi unire a questa interessante e innovativa piattaforma. Come già spiegato all’inizio dell’articolo, la procedura di iscrizione è molto semplice, e richiede pochi minuti. È possibile iscriversi sia dal sito ufficiale che dall’applicazione, disponibile sia per Android che per iOS. Non avete quindi più scuse per non provare anche voi a partecipare più attivamente alla vita digitale del vostro quartiere, e chissà, magari stringere nuovi legami ed amicizie.

‎Nextdoor. L'app del quartiere
‎Nextdoor. L'app del quartiere
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Giovanni Natalini

Chi mi conosce mi definisce come una persona 'entusiasta' e 'appassionata': scienza, tecnologia, ma anche fumetti, podcast, meme, Youtube e videogiochi. A tempo perso, sto finendo una laurea magistrale in Ingegneria Elettronica.
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