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Nicobo, il gatto robot di Panasonic con il vizio della flatulenza

Per affrontare l'isolamento Panasonic ha ideato Nicobo, un tenero gatto robot

Il distanziamento sociale e l’isolamento dovuti all’emergenza Covid-19 non hanno di certo fatto bene a nessuno. In questo senso, gli animali domestici sono stati una vera e propria salvezza per tutti noi. Laddove il contatto fisico fuori dalle mura domestiche è stato vietato perchè pericoloso, la vicinanza dei nostri amici a quattro zampe è stata salvifica. E deve essere stato proprio questo ad aver convinto gli ingegneri di Panasonic a realizzare Nicobo, un tenero gatto robot in grado di scodinzolare, parlare e mostrare dichiaratamente i suoi piccoli problemi di flatulenza.

Ebbene sì, avete letto bene. Il gattino è stato progettato per comportarsi come un vero e proprio felino, con tanto di difetti e debolezze che faranno sorridere i proprietari. E senza tralasciare tutti quegli atteggiamenti caratteristici dei nostri amici a quattro zampe: quando vi avvicinate per accarezzarlo, ad esempio, il robot scodinzola platealmente, e quando ha bisogno di attenzioni sbatte le palpebere con insistenza. Insomma, Nicobo è a tutti gli effetti un animale da compagnia, nonostante si lasci andare a qualche peto di troppo.

Nicobo, il gatto robot che aiuta a sconfiggere l’isolamento

Sviluppato in collaborazione con i ricercatori di robotica della Toyohashi University of Technology Michio Oka Laboratory, Nicobo è un gatto robot dall’aspetto davvero curioso. A prima vista, non sembrerebbe affatto un felino sinuoso, quanto piuttosto una ciotola rovesciata e ricoperta da un calzino di lana. Eppure, nonostante questo, le sue movenze lo fanno risultare a tutti gli effetti un gatto. Il che si deve senza dubbio alla lunga coda scodinzolante e ai piccoli occhi espressivi.

Data la sua particolare conformazione, però, il pet-robot di Panasonic non può muoversi, ma soltanto ruotare su se stesso alzando ed abbassando la testa per interagire con il suo proprietario. E per garantire questa interazione, al suo interno è dotato di una videocamera per il riconoscimento dei volti e di microfoni direzionali multipli per ascoltare le voci e muoversi per rivolgersi verso chi sta parlando. Infine, non potevano certo mancare sensori tattili disseminati lungo tutto il corpo del gatto per permettergli di reagire quando viene accarezzato. E neppure un sensore della luce, che permetterà così al felino di schiacciare un pisolino quando più conviene.

Nicobo Panasonic

Non aspettatevi quindi un gattino robot che corra per casa, salti sulle mensole o giochi per tutta la giornata, perchè Nicobo non è affatto così. Panasonic, infatti, lo ha pensato con un solo obiettivo: tenere compagnia. E questo sa farlo alla perfezione. Vi basterà accarezzarlo dolcemente per vederlo scodinzolare e sentirvi appagati, ma dovrete anche sopportare le sue giornate no, quando i problemi di flatulenza del piccolo robot si faranno sentire forti e chiari. Ma i peti non sono tra le sue uniche abilitò, diciamo così.

Questo grazioso pet-robot, infatti, è anche in grado di parlare il katakoto, ossia il linguaggio dei bambini (così viene definito in Giappone). Certo, questo non significa affatto che avrete modo di intavolare una conversazione con il vostro animale domestico robotico, ma senza dubbio sentirlo parlare vi aiuterà a sentirvi meno soli. Come tutte le caratteristiche di Nicobo, anche questa è pensata per aiutarci a sconfiggere l’isolamento. E siamo abbastanza certi che funzioni.

Il crowfounding di successo di Panasonic

La storia del successo di Nicobo è piuttosto eclatante. Panasonic ha realizzato solo 320 pezzi di questo incredibile gatto robot, che sono letteralmente andati a ruba nel corso della campagna di crowfounding. Nonostante il prezzo di oltre 300 € – 360 $, per l’esattezza -, tutti i pezzi sono stati acquistati nel giro di sei ore. Una vendita incredibile, che dimostra quanto ci sia bisogno di avere compagnia in casa dopo un lunghissimo anno di distanziamento sociale.

Proprio per questo Panasonic sta pensando di avviare una produzione vera e propria del suo pet-robot, con l’obiettivo di lanciarlo sul mercato non appena possibile. D’altronde, il prezzo non sembra aver fermato gli acquirenti. Anzi, i proprietari dovranno anche essere disposti a spendere 10 $ al mese per gli aggiornamenti del software tramite smartphone. Una cifra irrisoria, che tutti sembrerebbero disposti a pagare per l’amato Nicobo. A questo punto ci viene da riflettere su una cosa: quanto siamo disposti a spendere per avere compagnia in tempi di pandemia? A voi la risposta.

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Chiara Crescenzi

Editor compulsiva, amante delle serie tv e del cibo spazzatura. Condivido la mia vita con un Bulldog Inglese, fonte di ispirazione delle cose che scrivo.

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