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Qualcomm e la rivoluzione del 5G: il punto della situazione

Inutile dirlo: il traffico dati si è moltiplicato a dismisura negli ultimi anni, un aumento che non accenna certo a fermarsi e che verrà ulteriormente spinto dall'ormai dilagante diffusione dei video in Full HD e dei servizi di streaming. Ecco perché Qualcomm sta lavorando alacremente per trasformare il 5G in una realtà e rispondere così alle crescenti esigenze della popolazione mondiale.

La vita di mezzo: il Gigabit LTE

Ad illustrarmi lo stato dell'arte sono stati, qualche giorno fa, Fabio Iaione, Country Manager per l'Italia, ed Emiliano Sottani, Director Product Marketing, che hanno innanzitutto spiegato l'importanza della tecnologia Gigabit LTE, l'evoluzione del più classico 4G.  A dimostrare l'impegno di Qualcomm nel settore ci sono prodotti come il modem X16 – inserito all'interno dei processori Snapdragon 835 – e il più recente x20, abbinato al nuovo chipset 845 e progettato per garantire grandi velocità anche quando la rete è congestionata.

Gli smartphone che hanno adottato queste soluzioni sono al momento molto pochi ma il numero è destinato a crescere nel corso del 2018. Pensate che, al momento, sono già 38 gli operatori con una rete Gigabit LTE, quindi tutto ciò che ci serve è un dispositivo compatibile con questa tecnologia.

L'importanza del 5G

Quanto fatto fino ad ora serve a porre le basi per il 5G, un'evoluzione ormai necessaria.  Pensate che, stando ad uno studio condotto in collaborazione con Nokia, l'86% dei possessori di uno smartphone vorrebbe una connessione più veloce e reattiva.

Il 5G però non aprirà le porte solo ad una navigazione stabile e potente sui nostri smartphone o a nuovi piani dati illimitati creati dagli operatori telefonici. Questa tecnologia influenzerà infatti molti altri settori, come l'automotive, il turismo e l'Internet of Things, consentendoci di raccogliere e trasmettere milioni di dati in tempo reale.

Qualcomm Snapdragon X50: il chip del futuro

Naturalmente per farlo serviranno prodotti in grado di gestire tutto questo, prodotti come il nuovo Snapdragon X50, che sarà compatibile con il 5G, ma anche con 4G, 3G e 2G.

Questo chip sarà sfrutterà due spettri: il primo viene chiamato sub-6GHz e sfrutta le frequenze 3,4-3,6 GHz, mentre il secondo è stato nominato mmWave, ossia millimiterWave, e lavora su frequenze dedicamente più alte (tra i 24.25-27-5 GHz e i 27.5-29.5 GHz). Quest'ultimo tornerà particolarmente utile in zone che risultano spesso congestionate come stadi, centro commerciali o luoghi che ospitano fiere con grande affluenza.

Naturalmente dovremo attendere ancora un po' prima di usare l'X50 ma la sperimentazione è già in corso. A dimostrarlo è, tra l'altro, la nuova partnership di Qualcomm con ZTE e Wind Tre, che consente di avviare i primi test sul campo sulla frequenza a 3,7 GHz.

Non so voi, ma io non vedo l'ora di provare questo 5G!

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Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.
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