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Recensione Warhammer: Chaosbane – Fermiamo il Caos a suon di click


L’universo di Warhammer, sia nella sua versione fantasy sia fantascientifica, ha ispirato tantissimi titoli dei più disparati generi, come strategici in tempo reale (i più vicini alla controparte fisica) e sparatutto. Uno di quelli poco sfruttati, invece, è stato l’hack ‘n’ slash: nell’estate del 2018 è uscito Warhammer 40K: Inquisitor Martyr, ma mancava ancora un rappresentante del mondo Fantasy Battles. A colmare questa lacuna è arrivato Warhammer: Chaosbane, action-RPG Diablo-like sviluppato da EKO Software, che ci porta nel Vecchio Mondo durante il periodo della Grande Guerra contro il Caos, e di cui vi andrò a parlare in questa recensione.

Recensione Warhammer: Chaosbane – Il caos dilaga

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Siamo nel 2301 e divampa la guerra contro le forze del Prescelto del Caos Asavar Kul. Praag, una delle più grandi città del regno di Kislev, è stata conquistata e i suoi abitanti sono stati sacrificati agli Dei Oscuri. La situazione sembra critica, fino a quando non interviene Magnus, un nobile del sud che è riuscito a organizzare una resistenza contro gli invasori e a unire i Conti Elettori per combattere la minaccia comune. Dopo aver sconfitto Kul in battaglia e aver ottenuto la vittoria, Magnus torna nella città imperiale di Nuln, dove verrà eletto imperatore. Mentre si sta ancora celebrando, però, un’incantatrice lo attacca, scagliandogli contro una maledizione, che solo noi (ovviamente) potremo spezzare. Ma chi andremo a interpretare? Abbiamo la possibilità di scegliere tra uno dei quattro eroi della battaglia di Kislev, ossia il soldato imperiale Konrad Vollen, il principe e mago degli Alti Elfi Elontir, il nano Bragi Axebiter e l’elfa silvana Elessa. Il nostro compito sarà metterci alle calcagna dell’incantatrice per salvare Magnus, la cui vita è appesa a un filo, ma questo compito non sarà facile. Per risalire all’attentatrice, infatti, dovremo affrontare ancora una volta le orde del Caos, viaggiando da una città all’altra e nel frattempo aiutando le sventurate vittime di Cultisti e creature demoniache.

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Una build su misura

Dopo aver avviato la partita, ci verrà chiesto di scegliere con quale eroe giocare. Come potete immaginare, il soldato Vollen e il nano Axebiter saranno i personaggi focalizzati sul corpo a corpo, mentre l’elfa Elessa e il mago Elontir utilizzeranno degli attacchi a distanza, rispettivamente con arco e magie. Per quanto mi riguarda, ho optato per l’arciera per la mia prima run del gioco e devo dire che, nonostante un inizio un po’ lento, le abilità sbloccate una volta salita di livello mi hanno dato non poche soddisfazioni.

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Warhammer: Chaosbane, infatti, è un Action RPG, il che significa che potrete personalizzare la build del vostro personaggio. Avrete a disposizione un certo numero di punti spendibili per inserire in una raggiera fino a 12 abilità tra le 170 disponibili. Queste saranno divise in Base, Avanzate, Divine e Passive e avranno tre livelli di padroneggiamento. Nel caso di Elessa, ad esempio, potremo lanciare delle frecce che rimbalzano da un nemico all’altro, evocare degli spiriti della foresta che ci affiancheranno nella battaglia o piazzare delle trappole che bloccheranno i nemici. Insomma, ce ne sono davvero per tutti i gusti e per tutti gli approcci. Il sistema a punti non vi permetterà di attivare la versione più avanzata di tutti gli attacchi, quindi dovrete ponderare bene quali scegliere per equilibrare al meglio la vostra build. Alcune delle abilità verranno rese disponibili salendo di livello, altre invece dovranno essere sbloccate tramite l’Albero delle Abilità Divine.

Durante le nostre avventure, infatti, raccoglieremo le corone d’oro e anche dei Frammenti, divisi in quattro tipologie. Sia le monete sia i frammenti dovranno essere spesi proprio per avanzare tra i rami dell’albero delle abilità e accedere così a poteri sempre più devastanti. Con le corone, inoltre, acquisteremo la nostra resurrezione in caso di morte in battaglia, in modo da non dover ricominciare tutto il livello.

Gli attacchi si differenziano anche tra quelli che consumano energia e quelli che la producono. Nell’interfaccia, accanto alla sfera rossa della vita, infatti, ne è presente un’altra dorata, che indica proprio la quantità di energia disponibile per le abilità speciali. Questa potrà essere ricaricata utilizzando alcuni attacchi base o, nel caso di Elessa, passando sopra la piccola lucciola che ci sarà sempre accanto. Dovrete saper dosare bene l’utilizzo degli attacchi speciali, perché ritrovarvi senza energia mentre siete circondati da un’orda di nemici potrebbe portare alla vostra prematura dipartita.

Ultima ma non meno importante è la Sete di sangue, un potentissimo attacco che falcerà gli avversari in un soffio. Per utilizzarlo, dovrete raccogliere delle sfere che i nemici a volte lasceranno a terra quando li ucciderete, fino a quando l’apposito indicatore non sarà completamente pieno. Potrete così scatenare per una decina di secondi i vostri fenomenali poteri cosmici e ripulire in modo veloce ed efficace la zona.

Come ogni RPG che si rispetti, non può passare in secondo piano l’equipaggiamento. Potremo scegliere diverse parti, come elmo, armatura e stivali, oltre ovviamente alle armi (anche se saranno strettamente legate al personaggio, per intenderci il nano non potrà utilizzare l’arco e viceversa). Troveremo tutto nelle mappe, alcuni pezzi saranno all’interno di bauli, altri verranno lasciati come loot dai nemici. Gli oggetti avranno dei valori che andranno a influenzare attacco o difesa e ci assegneranno anche dei bonus particolari, ancora più efficaci completando un set. In base al colore, potremo identificare la rarità del drop, dal comune all’eroico. Molto utile l’indicazione direttamente nell’inventario delle differenze di statistiche degli oggetti rispetto a quello equipaggiato, vi consentirà di valutare più facilmente quale utilizzare. Purtroppo non potremo portare con noi tutto quello che troveremo, in quanto avremo un limite di peso. Per aggirarlo, avremo a nostra disposizione un baule in cui depositare tutto ciò che non ci serve.

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In alternativa, possiamo donare gli oggetti inutilizzati alla Gilda dei Collezionisti. Non esiste, infatti, un mercante cui vendere il frutto delle nostre imprese, bensì c’è solo un rappresentante di questa associazione che raccoglierà molto volentieri ciò che per noi è superfluo. In base all’ammontare delle nostre donazioni, crescerà la nostra reputazione e ogni volta che riempiremo la barra, riceveremo in cambio una serie di ricompense. Un altro servizio offerto dalla gilda è la conversione dei frammenti da un colore all’altro, in modo da riuscire ad equilibrarne il numero e sbloccare nuove abilità.

Non solo main quest

La storia principale del gioco è divisa in quattro capitoli, ognuno di essi ambientato in un luogo diverso dell’universo di Warhammer Fantasy. La struttura rimane sempre la stessa, infatti abbiamo sempre un’area centrale che fa da hub in cui scegliere l’attività da avviare. Tutti i capitoli hanno delle prime missioni di “riscaldamento”, in cui affronteremo dei semplici minion per poi scontrarci con dei mini boss, fino ad arrivare a quello finale, la cui battaglia è divisa in tre fasi. Sono presenti circa 70 diversi tipi di nemici, specifici delle varie aree del gioco e repliche dei modellini del gioco da tavolo.

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Oltre alla storia principale (che io ho completato in poco meno di 10 ore), ci sono altre tre modalità di gioco, sbloccabili però solamente procedendo nella campagna e portandola a termine:

  • Spedizioni: combattete le orde di nemici e sopravvivete in livelli generati casualmente;
  • Boss Rush: riaffrontate gli scontri con i boss in una sfida a tempo, cercando di battere il record;
  • Caccia alle reliquie: missioni acquistabili con le corone dalla Gilda dei Collezionisti, anche qui affronterete i nemici in dei livelli generati proceduralmente, ma in più dovrete recuperare degli oggetti, che saranno di valore maggiore in base al livello di difficoltà prescelto.

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Tutte queste modalità potranno essere affrontate in solitaria o in cooperativa, sia locale sia online. Per quanto riguarda l’online, il gioco trova automaticamente dei compagni di avventura e lo fa anche abbastanza velocemente, inoltre non ho riscontrato problemi di connessione (lag o perdita del segnale). Se voleste invece giocare in locale, vi basterà assegnare la periferica d’input prescelta ai vari giocatori nell’apposita schermata.

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Da un punto di vista tecnico, il titolo si è comportato molto bene: gli FPS si sono sempre mantenuti stabili intorno ai 150 e non ho visto alcun tipo di rallentamento. Mi è capitato di trovare qualche bug, per lo più nemici che si incastravano o rimanevano sospesi in aria (riuscendo comunque in qualche modo a colpirmi), ma niente che andasse a minare l’esperienza.

Potrete giocare sia con mouse e tastiera sia con il controller. Io ho scelto la seconda opzione, principalmente per questione di comodità nel movimento. I tasti del controller sono sufficienti per gestire tutte le abilità, che potrete assegnare come preferirete.

Minion, mini-boss, boss. Ripeti.

Prima di raccontarvi quelle che sono le mie impressioni sull’esperienza con Warhammer: Chaosbane, voglio fare una piccola premessa: sono una completa neofita del mondo creato da Games Workshop. Prima di questo Action RPG, infatti, avevo passato qualche ora in compagnia dei titoli della serie Vermintide, ma nulla di più.

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Le ambientazioni sono esteticamente ben realizzate, ma i livelli iniziano ben presto ad annoiare. La mappa cambia ad ogni capitolo, ma all’interno dello stesso rimane sempre uguale, approcciata semplicemente da direzioni diverse. Anche la struttura della missione non varia molto, con uno svolgimento che tende a ripetersi aggiungendo piccolissime differenze che però quasi non si fanno notare. Nonostante siano presenti tanti tipi di nemici, esclusi alcuni che richiederanno più attenzione, ci ritroveremo semplicemente a utilizzare attacchi ad ampio raggio per eliminarli il più velocemente possibile. Le battaglie con i boss a più fasi risultano più interessanti, grazie ai cambiamenti di pattern (anche se non eccessivi) nelle varie fasi del combattimento.

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Le abilità migliori sono, a mio parere, quelle che si sbloccano da metà del gioco e infatti è lì che ho iniziato a trovare gli scontri più entusiasmanti. Abbattere gruppi di nemici armata semplicemente di arco non è esattamente il massimo, e infatti secondo me Chaosbane è uno di quei titoli che diverte di più se giocato con un gruppo di amici. L’avventura in solitaria, dopo un po’, ha iniziato a essere monotona e ammetto di aver abusato del roll di Elessa per saltare velocemente le zone piene di minion e arrivare così al cuore delle quest.

La trama è intrigante e in parte è raccontata da alcune cutscene disegnate con uno stile grafico curato. Da recluta di Warhammer, però, ho avuto la sensazione che tutto fosse spiegato un po’ troppo velocemente, quasi dando per scontato che il giocatore sapesse tutto sul Vecchio Mondo. Proprio per questo, a mio parere Chaosbane sarà apprezzato maggiormente dai fan della serie, che riconosceranno eventi, luoghi e personaggi. È proprio a loro, dunque, che vado a consigliare l’acquisto del titolo, ma anche gli appassionati del genere hack ‘n’ slash potranno passare dei momenti divertenti, anche grazie alla modalità cooperativa e alle attività dell’endgame.

Warhammer: Chaosbane

Pro Pros Icon
  • Tante abilità
  • Build personalizzabile in ogni momento
  • Coop online e locale
  • Bel design dei boss
Contro Cons Icon
  • Un po' monotono, soprattutto giocato in solitaria
  • I neofiti di Warhammer potrebbero sentirsi spaesati

Silvia Maddalena

Appassionata di videogiochi, cinema e serie TV, passo il mio tempo tra Temeria, la Zona Contaminata, Rapture e tanti altri bei luoghi lontani armata di mouse e tastiera.