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I Segmenti auto: quali sono e cosa vogliono dire? | Auto For Dummies
Spesso nel mondo dell'auto si parla di "Segmenti". Ma cosa vogliono dire? Ecco quanti sono e cosa significano


Bentornati ad Auto For Dummies, la rubrica che tutto il mondo ci invidia.
Il nostro scopo è spiegare in maniera semplice i segreti del mondo dell’auto, ed oggi rispondiamo ad una domanda piuttosto frequente: cosa sono i segmenti auto?

Spesso infatti quando un amico o un’amica mi chiede consiglio per una nuova auto e chiedo il segmento che aveva in mente, lui/lei puntualmente cade dal pero. “Cosa vuol dire segmento? Non so che segmento voglio”
Oggi quindi spieghiamo questa semplice distinzione, usata per tutti i modelli di auto in vendita nel mondo.
Dalle più piccole ed economiche alle più lussuose e mastodontiche, oggi le mettiamo in fila tutte.
Pronti? Cominciamo!

Come suddividere le auto: i segmenti auto europei

I segmenti auto sono nati in tempi relativamente recenti, per riuscire ad omologare sotto un unica dicitura le automobili in vendita.
Fino a qualche anno fa infatti in ogni Paese c’erano diciture differenti.
Un’auto delle dimensioni di una FIAT Punto, ad esempio, era definita “utilitaria” in Italia, “supermini” in Inghilterra e “Sub-Compact” in America.
Il desiderio di uniformare questa definizione ha portato alla menzione da parte della Commissione Europea di una divisione per Segmenti.
In ogni Segmento, auto dalle dimensioni diverse, dalle più piccole alle più grandi: questa divisione è contenuta in una sentenza portata alla Commissione Europea durante un processo del 1999 riguardante sovrapposizione dei prodotti di Hyundai e Kia.

Questa divisione però non è mai stata trasformata in legge.
Nonostante quindi questo tipo di divisione sia molto diffuso per la sua comodità ed immediatezza di comprensione, non è fatto obbligo in tutti i Paesi dell’Unione (e non solo) usare questo sistema.
La divisione in segmenti auto poi non tiene conto del livello di equipaggiamenti o di prestazioni di un’auto, quindi non si tratta di compartimenti stagni.
In ogni caso, avere bene a mente queste categorie fa capire meglio il mercato dell’auto, le auto protagoniste e le caratteristiche salienti di ogni Segmento.
Vediamo allora nel dettaglio i vari segmenti auto e come si compongono.

Il Segmento A: le citycar o “superutilitarie”

Partiamo dal primo segmento auto, il più diffuso e il più piccino di tutti, il Segmento A.
All’interno di questa categoria si inseriscono le vetture più piccine, che non superano i 3,80 m di lunghezza e destinate principalmente alla città.

In inglese queste auto sono infatti definite “city-car”, mentre le vetuste distinzioni italiane le denominavano “superutilitarie”.
Queste sono destinate ad un’utilizzo quotidiano in contesti perlopiù urbani e lavorativi, dotate di carrozzeria a 3 o 5 porte e motori piccoli ed economi.
La trazione è quasi sempre anteriore, con alcune eccezioni che utilizzano la trazione integrale (FIAT Panda e Suzuki Ignis, ad esempio) o posteriore, come Renault Twingo e Smart, che hanno motore e trazione dietro.

FIAT Panda 2012 w Cross

Del segmento A fa parte L’auto più diffusa in Italia, FIAT Panda, la citycar per eccellenza.
Piccola, facile da parcheggiare e pratica, è lei LA Segmento A in Italia.
Ma insieme a rivali più o meno dirette come Volkswagen up!, Toyota Aygo, Hyundai i10 e simili, nel Segmento A trovano posto anche auto più piccole come Smart ForTwo e Toyota iQ, o auto più glamour e curate come MINI 3 porte o FIAT 500.

Di solito, le auto del segmento A sono semplici anche dal punto di vista meccanico, prediligendo piccoli motori a benzina e cambi manuali.
Negli ultimi anni però si stanno facendo largo anche qui motorizzazioni turbo, cambi automatici.
Non mancano anche versioni sportive di auto di questa categoria, come Abarth 500, Volkswagen Up! GTI o la potentissima MINI JCW GP da 306 CV.
Realizzare un’auto di questo segmento però è molto costoso e i ricavi sono molto bassi per le Case, motivo per il quale molti competitor stanno progressivamente uscendo dalla partita, o decidono di puntare su versioni elettriche.
Secondo molti esperti infatti il futuro del Segmento A è elettrico, essendo auto destinate ad un utilizzo prettamente urbano, e con le motorizzazioni elettriche è possibile offrire più spazio interno in spazi ristretti grazie alle componenti molto compatte.
Esempio di questo è il debutto in versione esclusivamente elettrica della nuova FIAT 500.

Segmenti auto Citroen c1

I prezzi? La media sta tra i 10 e i 15 mila euro, con la più economica da listino, Citroen C1, offerta a 9500 euro, fino ad arrivare agli oltre 50 mila della MINI GP.

Il Segmento B: le “utilitarie” o piccole

Il secondo dei segmenti auto che incontriamo è il Segmento B.
Questa categoria è sovrapponibile a quelle che una volta si chiamavano “utilitarie”.
Automobili che non superano i 4,10 metri di lunghezza, ma che offrono più spazio, confort e dotazioni rispetto alle più piccole Segmento A.

Automobili come FIAT Punto, la più famosa in Italia, Volkswagen Polo, Renault Clio, Ford Fiesta, Peugeot 208: tutte queste auto fanno parte del Segmento B.
Auto quindi con 3 o 5 porte, ampio portellone posteriore e tanto spazio per cose e persone.
La trazione è quasi sempre demandata alle ruote anteriori, con rarissime eccezioni di trazione integrale, come Suzuki Swift o l’estrema Toyota GR Yaris.

Questa è una delle categorie principe del mercato dell’auto, tanto che riveste da sola il 22% del mercato italiano del 2020.
Questo perchè, in Italia come in Europa, le auto con queste dimensioni sono in grado di offrire 4 posti comodi, con la possibilità di accogliere 5 persone all’occorrenza, un buon bagagliaio ed un livello di prestazioni e confort adeguateida essere usate a 360 gradi. Grazie alle loro dimensioni poi sono adatte anche alle città europee, più strette e congestionate rispetto alle omologhe americane o asiatiche.

Negli ultimi anni poi questo segmento auto ha compiuto un vero e proprio salto di qualità.
Ormai tutte le Segmento B hanno varie motorizzazioni turbo in gamma, tanta tecnologia per intrattenimento e sicurezza e uno spazio paragonabile alle berline di una decina di anni fa.
Come motori, fino a pochi anni fa si assisteva ad un uso intensivo di motorizzazioni diesel.

Segmenti auto Ford Fiesta ST

Con la nascita di motori turbo benzina parche ed economiche, queste ultime sono diventate la norma, senza dimenticare le motorizzazioni a gas e le sempre più diffuse ibride.
Questo segmento, chiamato nei paesi anglosassoni “supermini”, è poi uno dei più floridi per la nascita di compatte sportive.
Auto come Ford Fiesta ST, Volkswagen Polo GTI, o la prossima Hyundai i20 N sono tutte Segmento B “vitaminizzate”, conosciute anche come Hot Hatch.
Vi rimando ad un  nostro articolo dove vi parliamo delle migliori sportive economiche: lì troverete pane per i vostri denti!

Infine, se le Segmento A sono pressochè uguali tra loro come forma e tipo di carrozzeria, nel Segmento B cominciamo a trovare un po’ di varietà.
Ci sono infatti auto come Lancia Ypsilon che seppur faccia parte del Segmento B ha dimensioni molto compatte, quasi da… Panda.
Stessa cosa vale per Suzuki Swift, che con i suoi 3,84 metri è una delle Segmento B più corte.
Infine, nonostante queste siano ormai fuori moda, non mancano delle familiari derivate dalle auto di Segmento B.
Nonostante le loro dimensioni siano decisamente superiori ai 4 metri e 20, vengono considerate “Wagon di Segmento B”, come Skoda Fabia Combi o Dacia Logan MCV.

I prezzi? La più economica è Dacia Sandero che parte da soli 7.950 euro, mentre la più costosa della lista è Toyota GR Yaris, la bomba da 260 CV con un listino fissato ad oltre 40 mila euro.
La media comunque si aggira tra i 18 e i 25 mila euro.

Il Segmento C: le compatte

Dovessimo scegliere solo uno tra i segmenti auto, forse sceglieremmo il Segmento C.
Automobili compatte ma già decisamente spaziose, con lunghezza compresa tra 4,20 e 4,50 metri, tanta praticità e tante dotazioni, sia dal punto di vista dei motori che da quello tecnologico.

Segmenti auto Volkswagen Golf

La regina di questo Segmento auto è senza dubbio Volkswagen Golf, l’auto più venduta della storia.
La seconda nella classifica di  vendite mondiale è, guardacaso, un’altra Segmento C, Toyota Corolla.
In tutto il mondo infatti la capacità delle auto di Segmento C di offrire spazio e praticità senza eccedere con le dimensioni è premiata da vendite a dir poco fantastiche.
La prassi vuole che le auto di Segmento C siano ancora una volta auto a due volumi con 3 o 5 porte, portellone posteriore, praticità e comodità.

Skoda Octavia berlina posteriore

Qui però ci sono diverse interpretazioni sul tema.
All’interno del Segmento C rientrano anche auto a tre volumi (ovvero con la coda ben visibile al posteriore) come FIAT Tipo 4 porte, Skoda Octavia o Audi A3 Sedan, tute auto che superano i 4,50 metri ma che rientrano all’interno del Segmento C.
Stesso discorso per le Station Wagon basate sulle auto questa categoria, come Ford Focus SW, Renault Mègane Sporter e così via.

In ogni caso, le queste berline compatte, conosciute anche semplicemente come compatte, sono tra le più gettonate in Italia tra le famiglie, che vedono nella loro capacità di offrire spazio e praticità in ingombri contenuti la perfetta prima auto di casa.
Capitolo motori. Se fino a una manciata di anni fa il motore prediletto era quello diesel, oggi motorizzazioni turbo a benzina, a gas (GPL o metano) e ibride sono molto popolari.
Negli ultimi anni poi c’è stata una diffusione trasversale del cambio automatico in questa fascia, mentre l’impostazione meccanica si è un po’ appiattita.
Se fino a qualche anno fa c’era BMW Serie 1 che rappresentava l’unica Segmento C a trazione posteriore, oggi la stragrande maggioranza delle auto di questa categoria è a trazione anteriore, con la presenza, bisogna dirlo, di diversi allestimenti a trazione integrale su tante pretendenti.

Segmenti Auto Honda Civic type r

Non mancano poi le versioni sportive, che qui trovano terreno fertile.
Alcune delle auto sportive migliori di sempre vengono da questo Segmento, tra cui alcune leggende come Volkswagen Golf GTI, Ford Focus RS o Renault Mègane RS.
Quasi tutte le Segmento C hanno la propria versione pepata, dalle più “tiepide” come Mazda 3 SkyActiv-X fino a vere e proprie bombe come Honda Civic Type-R o Audi RS3.

Segmenti auto Mercedes A45 AMG

I prezzi sono molto variabili, perchè qui incontriamo per la prima volta la lotta tra auto “generaliste” e “Premium”. Le auto “generaliste” sono realizzate da Case con grandi numeri di vendita come Ford, Toyota o FIAT e che puntano alla sostanza e alla praticità.
I prodotti “Premium” invece, come quelli di BMW, Mercedes, Volvo, Audi e così via hanno dotazioni e finiture più curati e ricercati e motori più potenti, con di conseguenza prezzi più alti.
Di norma, comunque, per le Segmento C “generaliste” siamo tra i 23 e i 30 mila euro di listino, con le Premium comprese tra i 28 e i 45/50 mila euro.
La più economica di questo segmento è Skoda Scala, con un prezzo di partenza di 20.000 euro. La più costosa? Mercedes A45 AMG, capace di 421 CV ma anche di 63 mila euro!

Il Segmento D: le berline medie

Alziamo la lettera, e anche l’asticella di prezzi e contenuti.
Siamo arrivati alla lettera D, che prefigura il segmento di berline e Station Wagon di medie dimensioni.
Le auto di Segmento D infatti hanno dimensioni comprese tra i 4,60 e i 4,80 metri, con alcune contendenti che arrivano a sfiorare i 5 metri (su questo punto ci arriviamo in seguito).
Con il segmento D finiscono anche le due volumi: le auto del Segmento D infatti sono tutte berline a tre volumi con la coda, oppure station Wagon.

nuova BMW Serie 3 2019

La migliore interprete di questo segmento in quanto a vendite in Italia è BMW Serie 3, seguita a ruota dalle rivali tedesche Audi A4 e Mercedes Classe C.
Se fino a qualche anno fa le Segmento D generaliste erano parecchie, negli ultimi tempi questa categoria è diventata quasi esclusivamente monopolio di Case Premium, soprattutto tedesche.
Il segmento auto delle berline medie è infatti pregno di sole auto premium: le tre “tedesche”, Volvo S/V60, Alfa Romeo Giulia, Jaguar XE, Lexus IS.
Fanno parte del Segmento D anche le cosiddette “coupè a 4 porte” come Audi A5 Sportback, Peugeot 508 o BMW Serie 4 Gran Coupè.
Le rivali generaliste con dimensioni inferiori a 4,7 metri non sono più disponibili, e le varie Ford Mondeo, Volkswagen Passat, Skoda Superb o Opel Insignia sono decisamente più grandi, con dimensioni che superano di slancio i 4,8 metri.

In questo segmento auto quindi più che le dimensioni è preso in considerazione il prezzo e il livello di finiture e features. Le berline “medie” perciò sono tutte premium, e se la vedono con le “generaliste” di dimensioni più generose, che alla qualità e alla potenza rispondono con spazio e confort.
La differenza si vede anche nella impostazione meccanica: le “premium” hanno tendenzialmente trazione posteriore o integrale, mentre le generaliste puntano su auto a trazione anteriore, o ovviamente integrale.
Le potenze infine raramente scendono sotto i 150 CV.
Nonostante il periodo negativo, inoltre, il motore principe di questa categoria è ancora il diesel, vista la natura da viaggiatrici di queste auto.

segmenti auto mercedes C63 AMG

Per la prima volta nel nostro viaggio tra i segmenti auto, poi, vediamo motori con più di 4 cilindri: le berline ed SW della “triade” tedesca infatti offrono anche motori benzina e diesel a 6 cilindri, da oltre 250 CV.
E ogni tanto si vede anche qualche V8
Qui c’è un tripudio di versioni ad alte prestazioni, qui c’è l’imbarazzo della scelta.
Ci sono le sportive “tiepide” come Opel Insignia GSI o BMW M340i, oppure le bombe come Mercedes C63 S AMG, dotata di un 4.0 V8 da 510 CV, o l’italianissima Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio.

I prezzi quindi sono decisamente commisurati al livello raggiunto: la più economica è Peugeot 508, che con il 1.5 diesel da 130 CV parte da circa 31 mila euro.
La media del segmento però si attesta intorno ai 40 mila euro di listino per le “generaliste”, e a oltre 50 per le Premium… La più costosa?  Mercedes-AMG C 63 S, che con il suo V8 supera di slancio i 100 mila euro!

Il Segmento E: le berline grandi

Ci stiamo avvicinando al segmento delle vere auto di lusso con le auto del Segmento E.
Queste sono a tutti gli effetti berline di rappresentanza: opulente, ricche, fatte benissimo e spinte da motori molto potenti.
Le carrozzerie sono berline a tre volumi e station wagon, con dimensioni superiori ai 4,80 metri e inferiori ai 5 metri.
Per questo, ormai, la presenza di berline di marchi non premium è ridotto al lumicino.

Oltre alle splendide berline tedesche BMW Serie 5, Mercedes Classe E e Audi A6, infatti, trovano posto Jaguar XF, Lexus ES e GS, Volvo S/V90, Maserati Ghibli e… Kia Stinger.
La sola berlina coreana è la rappresentante delle “generaliste” tra le berline Premium.
Fino a qualche anno fa, però, tra Lancia Thesis, Citroen C6 e Peugeot 807 e poche altre, i tentativi di rivaleggiare con le tedesche non mancavano.

Le rivali rimaste comunque tengono fede al livello. I prezzi di listino sono tutti superiori ai 50 mila euro (con pochissime eccezioni), la trazione è quasi sempre posteriore e spesso i motori hanno 6 o più cilindri.
Anzi, non mancano i motori ad 8 cilindri, come quelli che troviamo sotto al cofano delle versioni ad altissime prestazioni di queste berline: BMW M5, Audi RS6, Mercedes E63 AMG.

Anche qui il diesel la fa da padrone, e lo spazio è adatto anche alle famiglie più numerose.
A patto che siano facoltose: la più economica è Jaguar XF, il cui prezzo di partenza è fissato a 47 mila euro, con Kia Stinger poco più su a 48.500 euro.
La media per una Segmento E ben accessoriata è tra i 50 e gli 80 mila euro per una versione turbodiesel da 250/300 CV.
La più costosa? Maserati Ghibli Trofeo: il suo V8 da 580 CV le garantisce un prezzo di oltre 135 mila euro.

Il Segmento F: le ammiraglie

Siamo arrivati alla fine dei segmenti auto propriamente detti con il Segmento F, il più lussuoso e inarrivabile.
All’interno di questo segmento infatti troviamo tutte le auto più lussuose e tecnologiche del mondo, le cosiddette ammiraglie.

Corpi vettura da oltre 5 metri, tecnologia all’avanguardia in ogni auto della lista, pelle, legno, materiali pregiati.
Qui siamo al top dell’automobilismo mondiale, ed infatti entrano in gioco anche marchi di livello assoluto.
Tra le berline di rappresentanza infatti troviamo le “solite” BMW Serie 7, Audi A8 e Sua Maestà Mercedes Classe S, ma anche Jaguar XJ, Maserati Quattroporte, Lexus LS, Bentley Flying Spur, Porsche Panamera, fino ad arrivare alle regali Rolls-Royce Ghost e Phanthom.

Non c’è un vero e proprio tetto di spesa. La “base di partenza” è infatti di circa 100 mila euro per le versioni “base” (per quanto anche queste siano incredibilmente accessoriate), e per alcune il limite è il cielo, con cifre che arrivano agevolmente a 200, 300, anche 400 mila euro.
La base meccanica a parte pochissime eccezioni è a trazione posteriore o integrale, con motori a 4, 6, 8 e persino 12 cilindri.
Le potenze? Le più “calme” dispongono di 250 CV, mentre al top si sfonda facilmente oltre quota 600.
La più potente infatti è Porsche Panamera Turbo S e-Hybrid, che coniuga un motore V8 benzina ad uno elettrico per arrivare ad oltre 680 CV.

Questo è il livello più alto, il top: le tecnologie che tutti oggi conosciamo hanno debuttato qui. ABS, Cruise Control Adattivo, visione notturna, sedili elettrici: tutto ha debuttato qui.
E chissà che tra parcheggio automatico tramite telecomando, airbag per la testa dei passeggeri posteriori e fari OLED non si trovi anche oggi il futuro dell’auto in questa generazione di automobili.

Le sportive: ci sono anche loro, tutte insieme appassionatamente

Abbiamo finito con i segmenti auto tradizionali, ma rimangono ancora delle categorie “dimenticate” da questa nomenclatura.
Per queste auto si è ovviato creando delle categorie ad hoc che le sappiano accogliere, cominciando dalle sportive.

Stiamo parlando di prodotti di nicchia, che antepongono le emozioni e la guida a praticità e spazio.
Per questo meritano una categoria a parte, tutta per loro, che esula dagli altri segmenti auto.
Di questa categoria però non fanno parte le versioni sportive di automobili di altri segmenti, che come abbiamo visto “partecipano” ai segmenti auto tradizionali.

In questa categoria troviamo invece le coupè, le auto sportive e le supercar da sogno, di tutte le forme, potenze e prezzi.
In questa categoria quindi rientrano sia le sportive più economiche come Toyota GT86, Audi TT o Porsche 718 Cayman, sia le coupè comode e stilose, sia le vere e proprie supercar.

All’interno della dicitura “sportive” c’è poi una suddivisione che gli appassionati fanno da decenni.
Da una parte abbiamo le coupè “tranquille”, ovvero le auto derivate da berline o compatte come appunto Audi A5, Mercedes Classe C coupè o Lexus RC.
Poi abbiamo le piccole sportive, dedicate ad apprezzare la guida in purezza come Alpine A110, Subaru BRZ o la già citata Audi TT.
Ci sono poi le Gran Turismo, auto con motori davvero potenti ma ancora comode e curate, come Ferrari Roma, Mercedes-AMG GT, Jaguar F-Type o BMW M8.

Arriviamo poi alle vere e proprie supercar: auto con motori potentissimi, spesso in posizione centrale, capaci di accelerazioni 0-100 ben sotto i 4 secondi e tempi sul giro in pista da capogiro.
Auto come Ferrari F8 Tributo, McLaren 720S, Porsche 911 GT3 RS, Lamborghini Huracàn.

C’è poi un ultima categoria, le Hypercar. Qui l’obiettivo è andare il più veloce possibile, senza scuse o altre distrazioni.
Che voglia dire andare forte in pista, come McLaren Senna o Porsche 918 Hybrid, o sul dritto come Bugatti Chiron, o in entrambe le occasioni, come Lamborghini Aventador o Ferrari SF90 Stradale.

I prezzi?
Toyota GT86 è la più economica con i suoi 31 mila euro, ma per una sportiva con diverse centinaia di cavalli si parla di cifre anche a 5 zeri.
Fino ad arrivare anche a 6 zeri.

Le cabrio: vento tra i capelli dai 15 ai 350 mila euro

Un altro dei segmenti auto “unificati” è quello delle cabrio, o meglio “convertibili“.
In questa categoria vanno a fare parte tutte le automobili dotate di tetto retrattile, che esso sia in tela o in metallo.
Questa ampiezza di inclusione fa si che nella stessa categoria facciano parte la diffusissima FIAT 500C e la assurda Aston Martin DB11 Volante.

Che siano sportive o cabrio “da passeggio”, che siano dedicate alla guida sportiva come Mazda MX-5 o paciose auto da riviera francese come Mercedes Classe S Cabrio, che abbiano 2 o 4 posti, sempre qui trovano posto.
Di conseguenza, si passa dai 70 CV e 15.000 euro di listino di FIAT 500C ai quasi 800 e oltre un milione di euro di Pagani Huayra Roadster.
Una bella lista di auto, molto eterogenea ma sempre con un unico denominatore comune: la guida col vento fra i capelli.

Le MPV: le monovolume, ormai un po’ dimenticate

C’è poi un altro segmento che “raggruppa” tutto sotto un unica categoria, quelli degli MPV.
MPV è una sigla che significa “Multi-Purpose Vehicle”, che in italiano possiamo definire come monovolume.
Se era da un po’ che non sentivate questa parola, non vi biasimiamo: ormai i cari vecchi monovolume sono una vera e propria nicchia di mercato.

Per chi però cerca spazio, praticità, bassi costi di gestione ed una bella guida sono una ottima scelta. E molti oggi sono pure belli!
Se però durante gli anni 2000 i monovolume erano di ogni tipo, forma, marca e dimensione, oggi sono diventati merce rara.
Per questo, la categoria “monovolume” non fa più tante distinzioni.
Dentro quelli piccoli, quelli grandi, quelli derivati dai veicoli commerciali e quelli giganti.
Per questo ad oggi all’interno della fascia “monovolume” troviamo prodotti super pratici come Dacia Lodgy o Peugeot Rifter. Troviamo derivati dei veicoli commerciali come Peugeot Traveller.
Troviamo anche grandi monovolume come Ford S-Max, Volkswagen Sharan o Renault Espace.

Non mancano poi quelli che sono forse i monovolume migliori di sempre per guida, finiture e cura nei dettagli, ovvero BMW Serie 2 Active Tourer e Mercedes Classe B.
I motori sono di solito sempre diesel per il massimo potere di portare cose con sè, e con potenze tra i 100 e i 200 CV.
I prezzi? Si parte da poco più di 10 mila euro con Dacia Dokker, fino ad arrivare a quota 50 mila con Mercedes B250e ibrido plug-in.

Per i SUV ci sono segmenti auto personalizzati!

Riesco a leggere la vostra perplessità: e i SUV?
Ecco, i SUV tradizionalmente erano declinati in un unico segmento auto, il Segmento J, poi chiamato semplicemente SUV. Qui trovavano posto sia i fuoristrada che i SUV veri e propri, con interni di pregio e tanta potenza.
Dopo però l’ampliamento pazzesco del mercato delle auto a ruote alte questa definizione ormai andava stretta.

Visto il successo di SUV e crossover, quindi, sono state create 5 categorie specifiche che vi elenchiamo qui sotto.
Queste prendono spunto dalle divisione in segmenti auto, ma con dimensioni e caratteristiche un po’ diverse.
Le caratteristiche poi sono sempre le stesse: corpo vettura alto, seduta alta e capacità di affrontare le strade bianche. A volte anche con la trazione integrale.

  • B-SUV: questi sono i SUV e crossover più piccini. Le dimensioni infatti vanno dai 4 metri fino ai 4 metri e 30, andando a congiungere i “tradizionali” Segmenti B e C.
    All’interno della categoria “B-SUV”, si fanno poi distinzioni tra i B-SUV “piccoli” e quelli “grandi”.
    Della prima categoria fanno parte Volkswagen T-Cross, Skoda Kamiq, Renault Captur e Hyundai Kona, ad esempio. Della seconda invece Volkswagen T-Roc, Audi Q2, Jeep Renegade, MINI Countryman.

  • C-SUV: questi sono i SUV che fino a qualche anno fa andavano per la maggiore, con dimensioni superiori ai 4 metri e mezzo. Dentro questa grande famiglia fa parte il capostipite del movimento dei SUV, Nissan Qashqai, e molti altri. Sia generaliste SEAT Ateca, Hyundai Tucson, Volkswagen Tiguan, Jeep Compass, Peugeot 3008 o Premium come Audi Q3, BMW X1, Mercedes GLA.

  • D-SUV: qui troviamo i SUV con dimensioni superiori ai 4,7 metri, con 5 o 7 posti e tanto spazio a disposizione.
    Tra i D-SUV annoveriamo auto generaliste come Renault Koleos, Hyundai Santa Fe, Jeep Cherokee, Citroen C5 Aircross, e Premium come Alfa Romeo Stelvio, BMW X3, Audi Q5 o Jaguar E-Pace.

  • Big SUV: sono i SUV più grandi e costosi. Le dimensioni superano agevolmente i 5 metri, e includono “piccoli” come BMW X5, Jaguar F-Pace, Porsche Cayenne o VW Touareg ma anche i mega SUV come BMW X7, Bentley Bentayga o Audi Q7.
  • SUV Coupè: come per le auto coupè, anche i SUV coupè sono inseriti solo per la loro “capacità” di avere il tetto discendente. Troviamo quindi SUV coupè piccoli come Audi Q3 o l’ancor più piccolo Renault Arkana, o SUV potenti ed opulenti come BMW X6, Porsche Cayenne Coupè, Lamborghini Urus.Auto vendute suzuki jimny
  • Fuoristrada: tutto quello che ha le ruote alte ma non è un SUV.
    Tradizionalmente, vengono considerati fuoristrada le auto che hanno ancora un telaio a longheroni, diverso dalla scocca portante di tutti gli altri SUV.
    Un esempio? Suzuki Jimny, SsangYong Rexton, Mercedes Classe G. Una nicchia di mercato, ma amatissima dagli appassionati di off-road.
    Tradizionalmente sono inseriti qui anche i pick-up, nonostante questi non siano (almeno in Italia) omologati come autovetture, bensì come semplici autocarri.

Dalla A alla E e ritorno, il viaggio tra i segmenti auto

Con quest’ultima disamina del mondo dei SUV abbiamo finito il nostro viaggio tra i segmenti auto.
Il mondo dell’auto è un mondo pieno di sfaccettature, di compromessi e di scelte.
Avere dei punti fissi quindi è importante per sapersi districare al meglio in mezzo ai 487 modelli e oltre 10 mila allestimenti presenti sul listino italiano.
Saper dare un senso ai vari segmenti auto, da A a F fino ad arrivare a sportive e SUV, è quindi fondamentale per capire e scegliere al meglio la propria auto.
Siamo riusciti a spiegarvi tutto al meglio? Speriamo proprio di si!
Non perdetevi quindi la prossima puntata di Auto for Dummies che sarà un po’ più tecnica di questa. Alla prossima!

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Giulio Verdiraimo

Ho 22 anni, studio Ingegneria e sono malato di auto. Di ogni tipo, forma, dimensione. Basta che abbia quattro ruote e riesce ad emozionarmi, meglio se analogiche! Al contempo, amo molto la tecnologia, la musica rock e i viaggi, soprattutto culinari!
                   










 
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