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Attenzione alle app non ufficiali di Squid Game: contengono virus

La controversa serie al centro di un nuovo caso

A essere un po’ superstiziosi, si potrebbe iniziare a pensare a Squid Game come a una serie maledetta.

L’ultimo caso riguarda alcune app non ufficiali della serie rilasciate per Android, che contengono virus. Ma facciamo un passo indietro prima di analizzare la notizia.

Molti di voi lettori avranno seguito la dura polemica che sta accompagnando il controverso k-drama. Controverso e fortunatissimo, dal momento che farà guadagnare a Netflix 900 milioni di dollari, nonostante il costo della produzione si aggiri attorno ai 21 milioni.

Nessuna serie della piattaforma Netflix ha mai avuto così tanti spettatori: oltre 111 milioni. Ma nessuna serie prima di Squid Game ha mai acceso una discussione così infuocata.

Il primo allarme è stato dato nelle scuole del Regno Unito. A cui nei giorni scorsi hanno fatto eco quelle di altri Paesi, tra cui l’Italia. In sintesi, l’accusa è che la serie sia diseducativa. E che addirittura bambini e ragazzini imitino (anche in classe) le violenze viste su Netflix.

C’è chi chiede che la serie vanga interrotta, chi ha addirittura istituito raccolte di firme, ed è recente la petizione online creata sulla piattaforma Change.org.

Senza divagare oltre, occorre semplicemente ricordare che ogni genitore ha la possibilità di adoperare il parental control per vietare la visione di contenuti inadatti a giovani e giovanissimi. Oppure, come suggeriscono i pedagogisti, gli adulti potrebbero vedere Squid Game con i figli, per circoscriverne e neutralizzarne il contenuto violento.

Al di là di questa complessa questione morale, adesso Squid Game è al centro di un problema se vogliamo molto più concreto. Vediamo di cosa si tratta.

squid game

Le app non ufficiali di Squid Game

Sulla scia del sorprendente successo del k-drama (ossia del dramma coreano), ultimamente sono state rilasciate svariate app non ufficiali che in qualche modo riguardano Squid Game.

Si va da giochi a sfondi basati sulla serie di Netflix. Sono addirittura più di 200 le applicazioni che hanno invaso gli store per Android e iOS.

Il fatto è che, proprio sfruttando la grande popolarità della serie, alcuni malintenzionati hanno fatto circolare malware “travestiti” da giochi o sfondi per il desktop o lo smartphone. E diverse migliaia di fan di Squid Game hanno scaricato il virus.

Vediamo quali sono le app incriminate.

Virus nelle app non ufficiali di Squid Game

Tra le app non ufficiali di Squid Game, la più dannosa contiene un virus solo per gli utenti Android.

Prima che fosse rimossa da Play Store, l’applicazione è stata scaricata più di 5.000 volte. Il primo ad accorgersi della natura malevola dell’app è stato un ricercatore che si occupa della sicurezza di Android, che online si cela sotto il nickname @ReBensk.

Successivamente l’app è stata analizzata da Lukas Stefanko, che si occupa proprio di intercettare i malware su Android. Tutti e due sono riusciti non solo a risalire all’applicazione corrotta, ma anche a chi ha introdotto il malware. E cioè un collettivo, ben noto ai professionisti del settore, che produce software corrotti per Android. E che nell’ambiente è noto come Joker.

A cosa va incontro chi ha scaricato l’app

L’app in questione garantiva la possibilità di scaricare sfondi a tema con Squid Game.

Gli oltre 5.000 utenti Android che hanno scaricato l’app possono ora andare incontro a frodi pubblicitarie o essere iscritti a servizi SMS che prosciugano il credito con sorprendente velocità.

I ricercatori hanno affermato che, dopo che in passato i produttori di malware avevano già sfruttato la popolarità di giochi come Fortnite e Pokemon, Google ha alzato il livello di attenzione, e oggi è più lesto nell’individuare le app dannose. Il controllo è duplice: prima che l’applicazione venga caricata su Play Store, e successivamente.

Tuttavia, come sempre accade in questi casi, a un aumento delle misure di controllo va di pari passo la capacità di chi produce malware di escogitare sempre nuovi modi per aggirare le protezioni.

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Le parole di Lukas Stefanko

Lukas Stefanko ha poi fornito una dichiarazione complessiva su alcune delle oltre 200 app non ufficiali di Squid Game presenti su Play Store.

Stefanko cita ad esempio “Squid Games-The Game”, una sorta di gioco simile a quello che in Italia si chiama “Uno, due, tre, stella”. E che, tanto per dare la misura di quanto sia di tendenza ogni cosa che riguardi più o meno direttamente Squid Game, è stata scaricata un milione di volte in dieci giorni.

Tuttavia, spiega Stefanko, questa non era un’applicazione dannosa. Conteneva solo una quantità abnorme di pubblicità in-app.

Nei suoi tweet Stefanko spiega poi che la grande attenzione verso le app non ufficiali di Squid Game può derivare anche dal fatto che a oggi manca ancora il videogioco ufficiale della serie.

Infine, il tecnico dà un consiglio apparentemente ovvio, ma che evidentemente occorre ripetere: quello di tenersi alla larga dalle app non ufficiali: “Starei attento a scaricare app non ufficiali. Se proprio dovessi decidere di installarne una, consiglierei agli utenti di leggere le recensioni di altri che potrebbero avvertire del codice malevolo in agguato”.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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