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The Umbrella Academy: Perché guardarla?
È una delle serie Netflix di maggior successo ed è tempo che la recuperiate


The Umbrella Academy è uno dei prodotti più particolari tra i diversi originali Netflix. Una serie televisiva che ha travolto il mondo a febbraio 2019, diventando uno dei maggiori successi della piattaforma. Nel corso di pochi giorni ha raccolto un gran numero di appassionati, tra chi già conosceva i personaggi dal fumetto e chi invece li ha scoperti direttamente nello show. Ma perché dovreste guardare The Umbrella Academy se ancora non l’avete fatto? Scopriamolo insieme.

The Umbrella Academy, di cosa parla la serie Netflix?

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Christos Kalohoridis/Netflix

Tutto parte il 1 ottobre 1989 quando 43 donne in giro per il mondo improvvisamente partoriscono in contemporanea. In ognuno di questi casi non ci sono stati segni che anticipavano l’evento in alcun modo. L’eccentrico miliardario Reginald Hargreeves cerca quindi di adottare tutti questi figli, ma riesce nell’impresa solo con sette di questi. Compreso che ciascuno di essi (o quasi) ha delle abilità speciali e per questo li addestra per diventare una squadra di supereroi a difesa della Terra. Appunto, la Umbrella Academy.

Trent’anni più tardi questa famiglia disfunzionale si è separata e ciascuno ha preso la propria strada. La morte del padre adottivo però porta a una reunion del team. A sorpresa, al redivivo gruppo si aggiunge anche Numero Cinque, sparito ancora adolescente. Quest’ultimo svela di aver viaggiato in lungo e in largo nel tempo e che è tornato per una missione importante: prevenire l’Apocalisse che avverrà di lì a pochi giorni.

A partire da questo incipit e da tanti altri piccoli dettagli sul passato degli Hargreeves che piano piano emergeranno nel corso dello show, si sviluppa un’elaborata vicenda. Cinque infatti è a conoscenza solo dell’arrivo della fine del mondo, ma non delle ragioni per cui ciò avverrà. Gli indizi che ha a disposizione sono pochi, ma la posta in gioco è altissima per cui dovrà riunire le forze con i fratelli adottivi per cercare di mettere insieme i pezzi del puzzle e trovare la soluzione all’arcano.

Lo spettatore è quindi guidato lungo un fittissimo intreccio, finemente costruito. In un ottimo esempio di coralità, lo show presenta tante diverse linee narrative, che si intersecano fra loro. Passato, presente e futuro (e anche oltre) giocano tutti un ruolo importante nella soluzione del mistero, che mantiene alto l’interesse degli spettatori.

The Umbrella Academy, i membri di una famiglia affollata

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Courtesy of Netflix

La vera forza di The Umbrella Academy però non sta nella sua storia, ma nei suoi personaggi. Ognuno dei membri della famiglia Hargreeves è una miscela unica e originale, caratterizzata da luci e ombre in maniera mai banale. Ciascuno degli ex-supereroi contribuisce a creare un affresco che il pubblico può ammirare e questo è ancora più valido nella seconda stagione, che mette più in luce alcuni degli eroi.

A colpire non è solamente la caratterizzazione degli Hargreeves singoli, ma soprattutto le relazioni che intercorrono tra di loro. Il senso di esclusione che Vanya (l’unica senza poteri del gruppo) prova nei confronti dei fratelli, il desiderio di rivalsa di Diego relegato letteralmente al ruolo di Numero Due, il peso della responsabilità sulle ampie spalle di Luther… Tutti elementi che lo show non manca di sottolineare ed esplorare.

A questo si accompagna una visione trasversale sul genere supereroistico. The Umbrella Academy ci porta alla scoperta del futuro di tutti quei giovani eroi, vissuti sotto l’occhio dei riflettori e con traumi pesanti da affrontare, morte di compagni compresa. Tutti ne emergono sconvolti in un modo o nell’altro ed è proprio questa varietà di reazioni ad affascinare. Uno sguardo metatestuale meno acido di quello di un The Boys, che ci mostra un lato più malinconico e triste delle conseguenze della vita da supereroi.

La coralità della serie non si limita comunque ai soli protagonisti. Lo show concede spazio e spessore anche a diversi personaggi più o meno secondari, partendo da Reginald Hargreeves e i suoi curiosi assistenti Pogo e Grace fino ad arrivare ai ‘villain’ (termine quanto mai riduttivo) Handler, Hazel e Cha-Cha.

Un gusto estetico elaborato e weird

umbrella academy perche guardarlaAbbiamo analizzato quasi tutti gli ingredienti che rendono The Umbrella Academy un mix affascinante ed esplosivo. Una delle ultime aggiunte è l’estetica bizzarra che lo show adotta, mutuata direttamente dalle pagine del fumetto. Fedele alla visione di quest’ultimo (sebbene non pedissequamente aderente nello svolgimento dei fatti). questa serie punta a sorprendere in ogni scena, con aggiunte sempre più curiose.

I viaggi nel tempo di Numero Cinque ad esempio lo hanno portato ad avere l’aspetto di un bambino, ma mente e comportamenti sono da uomo vissuto. E ancora, uno dei principali alleati della squadra è uno scimpanzé parlante ed estremamente saggio. E come dimenticare poi le bizzarre (e inquietanti) maschere indossate da Hazel e Cha-Cha?

Tutto ciò viene poi inserito in sequenze estremamente elaborate e studiate dal punto di vista tecnico. Fin dai primi momenti The Umbrella Academy ha voluto alzare l’asticella, presentando scene costruite proprio per regalare qualcosa di nuovo nel medium, riuscendo nel proprio intento. Uno degli esempi più memorabili è il ballo solitario e al contempo di gruppo sulle note di I Think We’re Alone Now, che ha conquistato tantissimi fan e critici nella prima stagione. Lo show è ricco di momenti di questo tipo e sono forse la ragione migliore per vederla.

E voi cosa ne pensate? Avete già seguito le avventure della famiglia Hargreeves su Netflix? Siete curiosi di scoprire come proseguiranno?

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Mattia Chiappani

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Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.
                   










 
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