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Time to Question, i nuovi documentari che raccontano il futuro del Pianeta secondo i giovani

I documentari sono disponibili in esclusiva su ARTE

Si chiama Time to Question e sono i nuovi documentari, disponibili su ARTE, che raccontano il futuro del Pianeta dal punto di vista dei giovani. Si tratta della mega inchiesta che ha coinvolto 400.000 giovani europei tra i 18 e i 35 anni e raccolto 40 milioni di risposte.

Ora si è trasformata in una serie di 5 cortometraggi firmati da giovani cineasti under 35 e una trasmissione speciale per capire come i giovani affrontano le questioni ambientali, climatiche, politiche e legate alla società. Di seguito ve li riportiamo tutti e cinque.

Time To Question, il punto di vista dei giovani

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Dall’abbattimento degli stereotipi del legame tra ricchezza e ambientalismo, all’incapacità dei governi di gestire la crisi ambientale. Dalle abitudini alimentari al ruolo delle donne nella lotta contro le disuguaglianze. Questo è ciò di cui parlano i giovani europei nel sondaggio Time to Question analizzato in 5 cortometraggi disponibili su ARTE.

Ecologia è roba per ricchi? – Lo scopo del documentario contribuisce ad abbattere lo stereotipo che lega comportamenti sostenibili e classi più abbienti: il 77% degli europei non è d’accordo sul fatto che essere green sia prerogativa dei ricchi. Tra l’altro, emerge che i più precari sono due volte più toccati dai problemi ambientali e che il 75% di loro compra bio.

Dovremmo smettere di mangiare carne? – Per il bene del clima è necessario cambiare abitudini. Circa il 93% dei partecipanti francesi e tedeschi pensa che l’allevamento industriale sia un problema. Dovremmo quindi smettere mangiare carne? Il 56% degli europei dice di no (per l’Italia: 52%), mentre i tedeschi votano sì nel 61% dei casi.

Le donne salveranno il pianeta? – Esiste una connessione tra ambientalismo, diritti e genere: dal sondaggio emerge come le donne siano più radicali riguardo alla protezione dell’ambiente, affermando nel 65% dei casi che il problema sia da affrontare con massima urgenza, contro il 55% degli uomini. Anche su altri temi di natura sociale le donne si rivelano più sensibili. Ad esempio, il razzismo è grave per il 70% delle donne e, il 67% dei casi, si dichiara coinvolta  sulle questioni di genere.

Emergenza climatica, urgenza democratica? – I giovani sono diffidenti nei confronti di governi e istituzioni, non si fidano in particolare della loro capacità di affrontare l’emergenza climatica. Infatti il 63% pensa che il governo non faccia abbastanza per l’ambiente e l’82% chiede di imporre pratiche ecologiste.

Il mondo di domani sarà (per forza) peggiore?  – In questo episodio viene messo in luce il pessimismo degli intervistati rispetto ad un possibile collasso della società civile, così come la conosciamo. Il 94% afferma che il cambiamento climatico porterà a cambiare la società e il 67% ritiene la decrescita sia una possibile o l’unica soluzione.

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Veronica Ronnie Lorenzini

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