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Venezia 78: conclusa la migliore edizione degli ultimi anni

Tutti i film di Venezia 78 che non dovete perdervi.

Dopo 11 giorni di grande cinema, cala il sipario su Venezia 78, che nonostante le inevitabili limitazioni per l’attuale situazione sanitaria si è rivelata una delle migliori edizioni della Mostra del Cinema degli ultimi anni. Tante le opere di qualità che abbiamo potuto ammirare sul grande schermo, che hanno affrontato con profondità ed efficacia le tematiche più disparate, alcune delle quali sempre più urgenti e attuali.

Non è un caso infatti che l’ambito Leone d’Oro di Venezia 78 sia finito nelle mani di Audrey Diwan grazie al suo struggente 12 settimane, che a partire da una terribile storia vera fa luce sulle incredibili e inaccettabili difficoltà che una donna doveva affrontare per interrompere la gravidanza nella Francia degli anni ’60, spingendoci al tempo stesso a riflettere sulla situazione attuale, migliorata ma non abbastanza. Il tema dell’interruzione di gravidanza ricorre anche in Scene da un matrimonio, unica serie televisiva presentata a Venezia 78. A partire dalla solida base dell’omonimo capolavoro di Ingmar Bergman, Hagai Levi aggiorna l’eterna riflessione sulla fragilità della coppia ai giorni nostri, mostrandoci la dissoluzione di un matrimonio proprio a partire da un aborto, con Jessica Chastain e Oscar Isaac che ci regalano due sublimi prove attoriali.

Le riflessioni sui problemi delle donne a Venezia 78

Madres paralelas

Le gioie e i dolori della maternità sono al centro anche di Madres paralelas, film di Pedro Almodóvar che ha avuto l’onore di aprire Venezia 78 ed è stato premiato con la prestigiosa Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, andata alla sontuosa Penélope Cruz. La star spagnola è al centro di un’intricata trama che parte dalle contemporanee maternità di due donne agli antipodi per riflettere sulla necessità di scavare fra le pagine della storia e delle nostre radici per cercare la verità.

Per restare ai film premiati, è doveroso inoltre citare un’altra struggente riflessione sul ruolo di madre, cioè The Lost Daughter, grazie a cui Maggie Gyllenhaal ha conquistato il premio per la migliore sceneggiatura, basata sul romanzo di Elena Ferrante La figlia oscura. Olivia Colman interpreta una donna di mezza età impegnata in una vacanza solitaria in Grecia, che cambia completamente la sua prospettiva nel momento in cui assiste alla scomparsa e al ritrovamento di una bambina.

Ancora donne protagoniste in Spencer, dramma di Pablo Larraín incentrato sull’iconica figura di Lady Diana ed esaltato dalla notevole prova di Kristen Stewart, come del thriller di Ana Lily Amirpour Mona Lisa and the Blood Moon, in cui una ragazza telepatica e una spogliarellista uniscono le forze per una bizzarra avventura nei meandri di New Orleans. Calda accoglienza anche per Halloween Kills, nuovo capitolo della saga horror in cui tre generazioni di donne si oppongono a Michael Myers, The Last Duel di Ridley Scott, che fonde epica medievale e riflessione sulla donna attraverso uno stupro raccontato da tre punti di vista diversi, e Ultima notte a Soho, thriller di Edgar Wright in cui si intrecciano le storie e i turbamenti di una ragazza nella Londra di oggi e di un’aspirante cantante nella Swinging London degli anni ’60.

L’Italia a Venezia 78

Ultima notte a Soho

A rendere Venezia 78 un’edizione degna di nota della Mostra del Cinema è stata anche l’Italia, grazie a diverse opere che hanno riscosso attenzione e consensi. Su tutti, spicca È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino, in cui il regista napoletano mette il suo inconfondibile stile visionario al servizio di un racconto autobiografico, che affronta gioie e dolori della sua adolescenza, come la tragica scomparsa dei genitori, l’era di Diego Armando Maradona a Napoli e l’abnegazione del suo giovane alter ego Fabietto Schisa nell’intraprendere la carriera di regista. Proprio da Venezia 78 potrebbe partire la corsa di Sorrentino verso gli Oscar, in compagnia dell’altro film Netflix Il potere del cane, western di Jane Campion che mette alla berlina la mascolinità tossica.

Durante Venezia 78 hanno visto la luce anche i nuovi progetti di talentuosi registi italiani, cioè Freaks Out di Gabriele Mainetti, alla sua opera seconda dopo Lo chiamavano Jeeg Robot, e America Latina, terzo film dei fratelli D’Innocenzo. In entrambi i casi si tratta di opere estremamente ambiziose, che non scendono a compromessi e fortemente connotate dalla romanità. Freaks Out fonde Steven Spielberg, Federico Fellini e il neorealismo italiano in una sorprendente avventura nella Roma occupata del 1943, mentre America Latina si addentra nella provincia laziale di oggi per un thriller psicologico con un formidabile Elio Germano che evidenzia la fragilità dell’uomo nella società contemporanea.

Completano la cerchia dei nostri rappresentanti Il buco di Michelangelo Frammartino, ricostruzione della missione di un gruppo di speleologi nell’inesplorato Abisso di Bifurto, e Qui rido io di Mario Martone, in cui Toni Servillo interpreta l’attore e commediografo Eduardo Scarpetta.

Gli altri titoli da non perdere

È stata la mano di Dio

Fra gli altri film da non perdere, non può ovviamente mancare Dune, nuovo maestoso adattamento del ciclo di Frank Herbert firmato da Denis Villeneuve, che dà nuovamente lustro alla fantascienza cinematografica. Ma inserite nella vostra watchlist anche Il collezionista di carte, nuova escursione di Paul Schrader negli abissi della società con protagonista Oscar Isaac, lo spassoso viaggio nel dietro le quinte del cinema Competencia oficial, in cui Penélope Cruz, Antonio Banderas e Oscar Martínez si sfidano continuamente in bravura, e Un autre monde di Stéphane Brizé, appassionante dramma sul mondo del lavoro che pone interrogativi etici e umani su problematiche sempre più frequenti e devastanti.

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