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A2A, alle colonnine elettriche si paga 6 volte di più. È davvero questo il futuro della mobilità elettrica a Milano?

L'abbonamento di A2A per la ricarica delle auto elettriche sale a sorpresa del 600%.

Le auto elettriche si stanno diffondendo sempre di più. Vendite che triplicano i volumi, sempre più modelli in arrivo, e una spinta importante che arriva da Governi nazionali e locali. Ma la notizia di questi giorni è davvero eclatante, e rischia di distruggere tutti gli sforzi fatti. A2A, la multi-utility milanese impegnata nella produzione e distribuzione di energia elettrica nonché uno dei più importanti player nella fornitura di energia e colonnine per la ricarica di macchine elettriche, ha aumentato di 6 volte il costo mensile della sua tariffa Flat A2A E-moving.

Da 5 euro al mese, si è passati a 30 euro mensili, il 600% in più. A questo punto, nonostante la spinta dei governi di mezzo mondo, quale sarà il futuro della mobilità elettrica? Cerchiamo di vederci chiaro.

Colonnine A2A, la tariffa Flat E-Moving sale del 600% dopo un anno fortissimo per le elettriche

Partiamo subito dalla notizia del giorno. Tramite una semplice comunicazione sulla nuova app e via e-mail, la società italiana A2A ha comunicato ai suoi clienti la cessazione unilaterale del contratto relativo alla tariffa Flat A2A E-moving. Questa tariffa, che consente in tutta Milano e in Lombardia la ricarica illimitata delle proprie auto elettriche dalle colonnine A2A, era fissata a 15,10 euro ogni tre mesi. Il costo mensile per ricaricare la propria macchina ammontava quindi a poco più di 5 euro.

tariffa flat emoving a2a applicazione

L’ultima news A2A preannuncia che questa tariffa, alla scadenza del contratto stipulato, non sarà più sottoscrivibile. L’unica possibilità è sottoscrivere la nuova E-moving Flat. I termini del servizio sono gli stessi, con ricarica illimitata su tutte le colonnine A2A. Quello che è cambiato è proprio il costo. Da 5 euro mensili si è passati a ben 30 euro al mese, per un rincaro del 600%. Un prezzo che segue a ruota gli aumenti di altri player come Enel X, ma che cozza fortemente contro le promesse di transizione ad una mobilità sostenibile di governi, Case automobilistiche ed enti locali.

La tariffa Flat A2A alle stelle: la risposta dell’azienda

Abbiamo chiesto ad A2A una spiegazione per questa crescita del 600% della sua tariffa Flat E-moving, senza però avere una risposta dall’azienda al momento in cui scriviamo.

La posizione del Comune di Milano ai rincari di A2A

Abbiamo inoltre chiesto l’opinione del Comune di Milano riguardo a tutta questa faccenda della tariffa Flat A2A, e non solo. Da anni ormai il Comune meneghino spinge con forza, insieme a Regione Lombardia, sulla mobilità elettrica. Milano è la città italiana con più colonnine, nel 2020 se ne contavano oltre 400, e sono in continua espansione. Da sempre poi si Regione Lombardia che il Comune di Milano hanno messo in campo incentivi davvero importanti per l’acquisto di auto elettriche.

Solo l’anno scorso, tra incentivi statali, incentivi regionali e comunali, un milanese residente in città poteva ricevere uno sconto fino a 19.600 mila euro o il 60% del prezzo di listino. Un impegno che dimostra attivamente l’importanza che per il Comune e per la Regione riveste la mobilità elettrica. Quale sarà allora la loro posizione rispetto a questo aumento? Anche il Comune di Milano, dopo due giorni di attesa, non si è reso disponibile a commentare la vicenda.

Non è solo una questione economica, ma una preoccupazione per il futuro.

Spesso ci chiediamo quale sia il futuro della mobilità. Per molti la mobilità del futuro è elettrica: zero emissioni locali, libertà di utilizzo nei centri urbani, piacere di guida e accelerazioni fulminee. I grandi problemi dell’auto elettrica però sono principalmente due: il prezzo d’acquisto e l’autonomia.

Per il primo, l’intervento del Governo con lo stanziamento degli incentivi che arrivano fino a 10 mila euro sta aiutando la diffusione delle vetture a zero emissioni. Gli enti locali come la Regione Lombardia aggiungono poi ulteriori agevolazioni arrivando a sconti di oltre 16 mila euro.

Questi aiuti concreti hanno portato ad un aumento esponenziale delle vendite. Sono state infatti quasi 33 mila le macchine elettriche vendute nel 2020, triplicando in un solo anno il parco circolante italiano, che ora conta circa 55 mila veicoli. Numeri di questo genere fanno ben sperare per il futuro della mobilità, ma si scontrano con l’attuale realtà della vita “elettrica”, e con la paura di come questa possa diventare.

Il far west delle ricariche elettriche: i prezzi sulle montagne russe

Per superare il secondo muro, lo stato e l’uso della rete di ricarica, la strada è ancora lunga. Le colonnine elettriche sono poco diffuse sul territorio, spesso concentrate tutte negli stessi luoghi lasciando intere zone prive di stazioni di ricarica, veloci e non. Inoltre i disservizi legati alle colonnine sono all’ordine del giorno, rendendo indispensabile il possesso di un garage e di una presa o di una wallbox domestica per essere certi di avere l’auto carica ogni giorno. Una soluzione che elimina dall’equazione tutti coloro che abitano in appartamenti o condomini senza box, o che lavorano in aziende senza stazioni di ricarica, ovvero al momento gran parte della popolazione italiana.

Ma molte di queste problematiche sono spesso causate dalla giovane età della mobilità a zero emissioni, che può solo migliorare con il diffondersi di questa tecnologia. Il vero problema legato alla mobilità elettrica è la questione economica con annessa gestione dei contratti che ruotano attorno alle colonnine di ricarica, partendo proprio dalla tariffa flat A2A.

aumento tariffa flat a2a rimodulazione contratto

Il rincaro messo in campo da A2A rappresenta una preoccupazione, ma non tanto dal punto di vista economico. Se infatti fa impressione leggere +600% sull’abbonamento mensile Flat E-moving, i 30 euro al mese per un numero illimitato di ricariche all’auto sono ancora una cifra poco impegnativa, nonchè inferiore a quella che mediamente un proprietario di auto termica spende in carburante ogni mese. Il problema è piuttosto etico, e preoccupa guardando al futuro. A2A ha aumentato la sua tariffa di ricarica da un giorno all’altro, comunicandolo ai clienti tramite una fredda mail e tramite un messaggio sull’app (tra l’altro nascosto e difficile da ritrovare), e tanti saluti.

L’azienda milanese non è però la sola ad aver fatto la parte della cattiva. Altre aziende nel campo dell’energia come Enel X o Ionity, nonché Tesla con i suoi Supercharger, da qualche mese a questa parte hanno attuato rincari più o meno importanti sulle loro tariffe, soprattutto su quelle a consumo. Dai prezzi convenienti di un paio di anni fa di meno di 10 euro a ricarica, siamo arrivati a tariffe al consumo che toccano un costo di circa 40 centesimi al kW per la ricarica “lenta” da 22 kW, e di ben 0,79 euro al kW per le ricariche fast.

A2A Enel X Ionity
Tariffa flat in abbonamento E-Moving Flat 30 euro al mese, ricariche illimitate Flat Small: 25 euro al mese per 70 kW

Flat Large: 45 euro al mese per 145 kW

Una volta esauriti, si passa alla tariffa a consumo

Non più presente
Tariffa a consumo 0,40 € al kW + 2 € fissi a ricarica 0,40 € al kWh in punti di ricarica a corrente alternata (fino a 22 kW)

0,50 € al kWh in punti di ricarica a corrente diretta fino a 50 kW

0,79 € al kW in punti di ricarica fast da oltre 50 kWh

0,79 euro al kWh in punti di ricarica fast fino a 350 kWh

Auto elettriche: costi di gestione sempre maggiori

Oggi ricaricare una Renault Zoe, l’elettrica più venduta in Italia, dalla colonnina può costare fino a 41 euro se non si ha una tariffa a canone fisso. Il tutto per una media reale di 350 km di autonomia sul parco circolante elettrico attuale. Analizzando tutti i costi di gestione è facilissimo arrivare al punto in cui la gestione di un’auto elettrica risulti più esosa di quella di un’auto termica.

Infatti, con un’auto diesel o benzina di pari segmento e pari listino con un pieno da 60/70 euro si possono fare 800, 900 km, anche 1000 se si è attenti. Invece con il 99% del parco circolante elettrico è un risultato eccellente riuscire a superare i 250 km di autonomia reale, tra guida in città e autostrada. Per non parlare delle auto a gas, che abbattono drasticamente i costi a livelli irraggiungibili dalle automobili elettriche. Con 41 euro si fanno in media 250 km in un contesto misto, mentre con un’auto tradizionale e un pieno di 50 litri di diesel da 65 euro si fanno in media 850 km. Facendo questi calcoli reali, è quasi impossibile vedere il tanto decantato risparmio economico promesso da Governi e Regioni per convincerci alla transizione elettrica.

E non parliamo solo di costo economico, ma anche di tempo. Le auto elettriche costringono a soste ben più lunghe rispetto al minuto necessario per fare rifornimento, costringendo quindi a spendere del tempo aspettando la fine della ricarica. Questi sono aspetti noti e che si mettono in conto una volta scelta la mobilità elettrica, ma che valgono il gioco solo se accompagnati da un risparmio economico. Chi tra voi vorrebbe spendere di più per avere meno vantaggi, più perdite di tempo e meno autonomia e libertà di movimento? 

Canoni mensili e limitazioni

Anche optando per gli abbonamenti la situazione non migliora. Contando infatti i canoni mensili di tutte le società attive sulla città di Milano, indispensabili per poter ricaricare quando serve e dove serve, un guidatore di auto elettriche deve mettere in conto un centinaio di euro al mese solo per i canoni mensili, che spesso non bastano neppure, come nel caso di Enel X.

Questa infatti impone un limite mensile di 70 kW per la sua tariffa Flat Small da 25 euro, che salgono a 45 euro per la Flat Large da 145 kW. Numeri ormai anacronistici con auto da 60, 70 o persino 100 kWh di capacità delle batterie. Dopo due ricariche si è di nuovo costretti alla tariffa a consumo che a seconda della potenza della colonnina può variare tra i 40 e i 79 centesimi al kWh. E tanti saluti alla convenienza economica.

Il parco circolante di auto elettriche? Lo 0,12% del totale

E tutto questo succede quando il numero di macchine elettriche circolanti è di poco più di 50 mila vetture, pari allo 0,12% dell’intero parco circolante italiano. Una percentuale davvero bassissima, ma che già si vede recapitare rincari così importanti. Potrebbero esserci anche le motivazioni più sincere e valide di questo mondo, ma finora è mancata la trasparenza.

Rincari enormi su un parco auto ancora minuscolo

L’etica dietro questa scelta è la principale preoccupazione riguardo a questa vicenda. Tantissimi automobilisti, 33.000 per la precisione, sono stati convinti in questo 2020 ad abbracciare la mobilità elettrica. Il triplo rispetto all’anno scorso. Persone sicuramente spinte da un desiderio concreto di dare il proprio contributo alla cura dell’ambiente e dell’intero pianeta, ma persuase anche dagli incentivi statali e dai costi di gestione ridotti rispetto ad un’auto termica.

Costi e tagli sul listino che hanno convinto diverse persone a sorvolare e a convivere con i limiti delle auto elettriche, come scarsa autonomia e costo d’acquisto impegnativo. Tutto in nome di sostenibilità, rispetto per l’ambiente e risparmio. Una promessa quest’ultima che, pochi mesi dopo i proclami di Ministri e Presidenti di Regione, si scioglie come neve al sole. Ci troviamo di fronte al crollo di uno dei pilastri su cui poggia il futuro della mobilità elettrica.

ricarica auto elettrica zoe

Il futuro della mobilità elettrica

Come incentivare l’ingresso in una nuova era della mobilità se, dopo pochi mesi dalle promesse e dai proclami i prezzi si moltiplicano a dismisura dopo un solo anno positivo? Cosa succederà quando le auto elettriche al posto che essere 50.000 come in questo 2020 saranno 500.000, o 5 milioni? I costi saliranno all’infinito? Senza dimenticare la tassazione, che dopo anni di apparente “disinteresse” dalla corrente elettrica dovrà trovare una nuova casa vista la prevista fuga da benzina e diesel, il cui prezzo è per metà dovuto alle accise.

La situazione migliorerà o l’auto diventerà un bene per pochissimi?

Questo rincaro così importante della tariffa flat A2A getta ombre davvero inquietanti sul futuro della mobilità, non solo quella elettrica. Per anni, le dichiarazioni di Governi, Case ed Enti internazionali parlavano di un mondo del futuro in cui la benzina sarebbe diventata bene per pochi, per pochissimi. In cui tutti avrebbero dovuto migrare sulla mobilità elettrica, più pulita, più sostenibile, più economica.

Più passa il tempo però e più questa visione sembra utopistica: in pochi anni siamo passati da ricariche da pochi euro a veri e propri “rifornimenti”, con le tariffe di “agevolazione” che crescono in maniera indiscriminata. Va posto un limite a questi costi e a questi rincari, altrimenti si rischia di rovinare tutto il lavoro fatto, nonchè di negare a tantissime persone la possibilità di spostarsi autonomamente.

Il futuro della mobilità elettrica necessita di regolamentazioni

C’è bisogno immediato di una regolamentazione su costi, modalità e diffusione della rete di infrastrutture per la ricarica delle auto elettriche. Spesso nei nostri articoli abbiamo parlato dell’infrastruttura come dell’anello mancante di questa catena, senza il quale tutta la mobilità elettrica non potrà mai proporsi come vera alternativa. Questo però non può portare ad un far west fatto di rincari e rialzi di prezzo. C’è bisogno di regole, di paletti da non superare. Sollevando questo vaso di Pandora, speriamo di portare all’attenzione questo problema che in futuro sarà sempre più di attualità prima che sia troppo tardi.

Questi aumenti indiscriminati sono una minaccia enorme per la cosiddetta transizione alla mobilità elettrica.

Voi acquistereste un’automobile elettrica per spendere di più che con il vostro vecchio diesel? Alla faccia dell’ecostenibilità.

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Giulio Verdiraimo

Ho 22 anni, studio Ingegneria e sono malato di auto. Di ogni tipo, forma, dimensione. Basta che abbia quattro ruote e riesce ad emozionarmi, meglio se analogiche! Al contempo, amo molto la tecnologia, la musica rock e i viaggi, soprattutto culinari!

Un commento

  1. Diciamo che non è così cattiva come si dice qui.. 30€ mese per ricariche ILLIMITATE a parere mio non è nulla contando che stanno ampliando notevolmente la rete di ricarica… Enel ed altri hanno tariffe a consumo più alte.

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