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Tim Cook chiama il Congresso per bloccare le leggi antitrust

Lobbying di alto livello: il CEO di Apple chiama direttamente la speaker della Camera dei Rappresentati

Il CEO di Apple Tim Cook ha chiamato la Speaker della Camera Nancy Pelosi per avvertirla dell’impatto che le leggi antitrust in studio al Congresso degli Stati Uniti potrebbero avere sull’iPhone. E non solo: le cinque proposte di legge che stanno preparando a Washington potrebbero interrompere quello che la Commissione Giustizia della Camera ha definito il “potere monopolistico” di Apple, Amazon, Google e Facebook.

Apple contro le leggi antitrust, si espone Tim Cook

L’attività di lobbying, che vede le aziende e i gruppi di interesse contattare i politici per fare da intermediari degli interessi di categoria, è prevista e regolamentata negli Stati Uniti. Ma capita raramente che il CEO della più grande azienda al mondo chiami la Speaker of the House. La terza carica degli Stati Uniti per importanza dopo Presidente e Vice. Secondo quanto riporta il New York Times, negli ultimi giorni “Dirigenti, lobbysti e più di una dozzina di think tanks e associazioni pagate dalle compagnie tecnologiche hanno inondato gli uffici del Campidoglio. Hanno chiamato e mandato email agli eletti e ai membri del loro staff. E hanno scritto lettere che argomentano le conseguenze terribili per l’industria e per la nazione se le idee diventassero legge”.

Il motivo di questa paura sta nel fatto che l’amministrazione Biden sembra sempre più decisa a combattere i monopoli della Big Tech. Una volontà sottolineata dalla nomina di Lina Khan, accademica e critica di Amazon, per guidare la Commissione Federale per il Commercio.

Apple Car Tim Cook

Le lobby di Big Tech di solito ottengono quello che vogliono

Ma le aziende tech non sono nuove a vincere la battaglia politica con il lobbying. Uber e Lyft hanno fatto cancellare una misura che puniva il loro “vantaggio illecito” nei trasporti privati dopo aver speso una cifra record in California. Una legge per limitare lo strapotere di Google e Apple nei rispetti app store è misteriosamente scomparsa in Arizona dopo che le due compagnie hanno scatenato i propri avvocati. La stessa Apple ha convinto gli eletti in California che la legge sul “Diritto a Riparare” (facendosi aggiustare iPhone anche nei negozi non autorizzati) non era una buona idea.

Il New York Times riporta che però in questo caso Nancy Pelosi non abbia ceduto alle parole di Tim Cook. Ma sappiamo che la diplomazia (e il lobbying) non funzionano mai con una sola telefonata. È probabile che nei prossimi giorni i telefoni dei Rappresentati a Washington e del loro staff non smetta di suonare un secondo. E l’effetto delle chiamate lo potremo conoscere solo quando le proposte di legge saranno presentate per il voto. Vi terremo aggiornati.

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The Verge

Stefano Regazzi

Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.

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