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Aston Martin DBX St Athan

Aston Martin DBX: apre lo stabilimento fatto apposta per lei


È tempo di grandi cambiamenti per Aston Martin.
La gloriosa Casa inglese, infatti, affianca alla sua celebre fabbrica di Gaydon un nuovissimo stabilimento produttivo a St Athan, in Galles.
Questo è il primo fuori dai confini inglesi per Aston Martin, ed è stato progettato e costruito appositamente per la costruzione della Aston Martin DBX, il primo SUV della storia del marchio.

Saint Athan: non un luogo qualsiasi

La scelta di Saint Athan è avvenuta relativamente in fretta.
Solo 3 anni e mezzo fa, all’inizio del 2016, Aston Martin (all’epoca passata da poco nelle mani dell’attuale presidente, Andy Palmer) ha acquistato il complesso di St Athan.

Per gli appassionati di guerra e di arti militari sarà un nome noto.
Aperto nel 1938, il complesso di St Athan è stato infatti durante la Seconda Guerra Mondiale base aerea della RAF (Royal Air Force).
Dopo l’utilizzo nel periodo bellico (dove ben 14 mila persone lavoravano e vivevano nel complesso) è stato usato come centro di addestramento per gli equipaggi di terra e di volo, e rappresentava il più grande sito per la manutenzione dei velivoli della RAF, tra cui il F-4 Phantom II e l’Hawker Harrier.

Una parte del complesso è stato completamente rivisto e preparato per la produzione industriale.
Nella prima fase, sono state realizzate le aree per l’accoglienza dei clienti e dello staff, la sede amministrativa e direttiva e un ristorante riservato al personale.
Nella seconda fase, invece, il Ministero della Difesa (precedente proprietario degli hangar dove oggi sorge la nuova fabbrica) ha consegnato 3 superhangar ad Aston Martin, che ha provveduto a convertire tutti i locali e ad installare le sue nuove linee di produzione.

A St Athan più di 750 nuovi dipendenti

Vista l’importanza del nuovo sito produttivo gallese, Aston Martin ha iniziato parallelamente alla costruzione della nuova fabbrica una campagna di selezione del personale a Cardiff.

Più di 3000 candidati sono stati coinvolti, di cui ben 600 saranno operativi dalle prime fasi della produzione.
Una volta poi raggiunta la piena capacità produttiva, invece, saranno 750 gli operai specializzati al lavoro a St Athan.
I primi operatori sono stati addestrati sulle linee di Gaydon, più precisamente sulla DB11, iter che seguiranno tutti gli altri.
Su quella linea produttiva infatti un pool di operai con grande esperienza in azienda si operano a formare i nuovi arrivati.

La DBX: la prima Aston “gallese”, modello di importanza vitale

L’importanza di St Athan non è però circoscritta alla sola presenza sul suolo britannico e al gran numero di dipendenti.
Con l’apertura dello stabilimento gallese, infatti, Aston Martin fa un ulteriore passo avanti.
Qui, infatti, la Casa inglese si prepara a costruire il suo primo SUV, la DBX, modello di importanza vitale.

“L’apertura di questa sede scrive una pagina storica nel piano di crescita dell’azienda ed è determinante per il raggiungimento dei nostri ambiziosi obiettivi di posizionamento in tutti i principali settori del mercato come marchio globale di lusso.”  Queste le parole di Andy Palmer, presidente e CEO di Aston Martin Lagonda.
La DBX, infatti, si propone come crack della gamma Aston Martin, come modello che riesca ad ampliare moltissimo le vendite del marchio, un po’ com’è accaduto con la Urus per Lamborghini.

Nonostante sia un’auto che resterà costruita artigianalmente a mano, le aspettative di vendita sono superiori di qualsiasi altro modello nella storia della Casa di David Brown.
Un altro esempio dell’impegno economico sostenuto da Aston Martin è inoltre l’apertura di nuovi showroom in varie città del mondo, tra cui Milano, sintomo degli obiettivi sempre più ambiziosi dell’azienda.

Circa il 90% della produzione, infatti, si stima sarà esportato per la vendita oltre i confini britannici, con una produzione che raggiungerà il suo pieno regime entro il secondo trimestre del 2020.

La Aston Martin DBX: il primo Super-SUV inglese (con molta Germania)

La DBX è stata presentata a novembre, arriverà sul mercato all’inizio del 2020 ed è già prenotabile.
Il nuovo (e primo) SUV della Casa di Gaydon va a inserirsi in un segmento, quello dei SUV di alta gamma, molto ricco di competitor.
Dovrà infatti vedersela con Bentley Bentayga, Lamborghini Urus, Audi RSQ8, Rolls-Royce Cullinan e con l’attesissivo “FUV” di Ferrari, la Purosangue.

Per combattere ad armi pari, la DBX fa uso di un telaio inedito creato appositamente per lei, capace di tenere basso il peso e le proporzioni più sportive dei rivali.
Il motore messo in campo da Aston Martin è il noto 4.0 V8 biturbo by Mercedes-AMG, capace qui di 550 CV e 700 Nm.
Dalla Casa tedesca la DBX prende anche il cambio automatico a 9 rapporti e molti dettagli interni, luogo dove però la tradizione non si perde.
All’interno, infatti, nonostante lo spazio e i portaoggetti, si respira un’aria dichiaratamente Aston Martin, così come sono degne di una Aston le prestazioni.

Aston Martin DBX interni

Complice anche un peso “contenuto” per la categoria (2.2 tonnellate) il “Super-SUV” inglese raggiunge i 291 km/h e copre lo 0-100 in 4.5 secondi.
È in grado inoltre di affrontare il fuoristrada, grazie a due modalità specifiche per l’offroad delle sospensioni pneumatiche.
Anche la praticità non viene trascurata: ci sono infatti 632 litri di spazio nel bagagliaio e 5 posti comodi.

Il futuro di Aston Martin: Stroll e F1 in vista?

Il prezzo? Si parte da 193 500 euro, a cui vanno ovviamente aggiunti tutti i numerosissimi optional disponibili.
Aston Martin con il nuovo DBX e la nuova fabbrica di St Athan dimostra le sue grandi ambizioni di crescita, aiutate dall’impegno sempre crescente di Mercedes.

Le ultime voci, inoltre, parlano di un interessamento del miliardario canadese Lawrence Stroll.
Il padre del pilota di F1 Lance, infatti, vorrebbe rilevare l’azienda e parallelamente farla debuttare il F1, trasformando la scuderia (già di sua proprietà) Racing Point in Aston Martin Racing, con un sostegno importante da parte di Mercedes.

Al momento la questione è stata smentita da Palmer, ma come sappiamo spesso dietro una smentita c’è un fondo di verità.
Saranno solo pettegolezzi o vedremo delle sorprese a breve?
Sicuramente, Aston Martin con il suo DBX scompaginerà gli equilibri del mercato dei Super-SUV con il suo mix di estetica tipicamente Aston e prestazioni di rilievo.
E voi? Cosa ne pensate? Vi piace questo nuovo DBX o gli preferite uno dei suoi rivali, come l’Urus?

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Giulio Verdiraimo

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Ho 22 anni, studio Ingegneria e sono malato di auto. Di ogni tipo, forma, dimensione. Basta che abbia quattro ruote e riesce ad emozionarmi, meglio se analogiche! Al contempo, amo molto la tecnologia, la musica rock e i viaggi, soprattutto culinari!
                   










 
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