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Recensione ASUS ZenScreen Go: tra smart working e mobilità

Il monitor portatile di ASUS è perfetto per chi viaggia molto ma è adatto anche a coloro che lavorano da casa. Vi spieghiamo perché

ASUS ZenScreen Go recensione

Quando parliamo di monitor difficilmente pensiamo a qualcosa di portatile. Di solito associamo il termine ad un oggetto che troneggia in pianta stabile sulla nostra scrivania, con dimensioni che vanno da 18 modesti pollici a grandi formati, magari ultra-wide per sfruttare ancora meglio lo spazio. 

Negli ultimi anni però è esplosa una nuova categoria: quella dei monitor portatili. Si tratta di display sottili che vantano lo stesso spessore di un ultrabook e che vi permettono di espandere l’area di lavoro semplicemente collegando un cavo. A questa nuova tipologia di prodotti appartiene anche ASUS ZenScreen Go. Disponibile sul mercato a 359 euro, questo monitor portatile ci ha fatto compagnia per qualche settimana e ora siamo pronti a raccontarvene pregi e difetti. 

Design minimale e utilizzo in verticale

ASUS ZenScreen Go recensione
ASUS ZenScreen Go può essere utilizzato anche in verticale

Per un dispositivo di questo genere la portabilità è la chiave. È quindi fondamentale contenere dimensioni e peso per permettere a chiunque di trasportare il monitor senza appesantire la schiena e senza dover ricorrere ad uno zaino più grande del normale. ASUS è ben consapevole di queste necessità, motivo per cui il suo ZenScreen Go vanta uno spessore di 8 mm e un peso di 850 grammi. Non avrete quindi difficoltà a portarlo con voi sul lavoro, in un viaggio o persino in vacanza.

Ad essere apprezzabile è anche la scelta di ridurre al minimo le cornici, lasciando spazio al display da 15,6″. Solo il profilo inferiore risulta più corposo degli altri ma la scelta è pienamente giustificata: è qui che troviamo il tasto di accensione, a destra, e due pulsanti dedicati alla regolazione del prodotto, posizionati invece sulla sinistra.

Un elemento mi ha incuriosito fin da subito, anche perché all’inizio ho faticato molto a coglierne il senso. In basso a destra trovate un foro che in realtà vuole essere una sorta di stand per la penna, accessorio che troverete all’interno della confezione.
Non è nulla di hi-tech. La penna è una normale biro ad inchiostro e il foro… beh, è solo un foro.
Vi basteranno però pochi giorni per iniziare a coglierne la comodità. Due sono gli usi che abbiamo individuato durante la nostra prova: da un lato avete un posto dove posizionare la penna, sapendo sempre dove trovarne una quando ne avete bisogno, dall’altro può rivelarsi perfetto per tutti coloro che hanno un laptop dotato di stilo. In questo caso potrete sfruttarlo come stand invece di gettare il piccolo accessorio nello zaino o lasciarlo sulla scrivania, rischiando così di perderlo.

Completiamo la panoramica del prodotto con il connettore USB-C, situato sul lato sinistro. Non ci sarebbe dispiaciuto averne due, uno per lato, ma poco male: il cavo in dotazione è abbastanza lungo da raggiungere la porta del PC indipendentemente dal fatto che il monitor portatile sia a destra o a sinistra.

Qualcuno di voi ora starà pensando “Ma io non ho un ingresso Type-C sul laptop!”. Potete tranquillizzarvi. All’interno della confezione infatti trovate un adattatore USB-C/USB-A che vi permette di collegare ZenScreen Go a qualsiasi genere di notebook.

La scatola ci riserva poi un’ultima vitale sorpresa. Sto parlando della custodia pieghevole, che non solo protegge dai graffi il monitor ma si comporta come un vero e proprio stand, utile per posizionare il monitor sia in orizzontale che in verticale. 

E se la dimenticate a casa? Niente panico. In realtà potete usare la penna per sopperire a questa mancanza. Basta infilarla nel foro (dal retro verso la parte frontale) per tenere in posizione ZenScreen Go. Soluzione che abbiamo trovato particolarmente ingegnosa.

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  • Rileva automaticamente il suo orientamento e cambia il monitor tra le modalità orizzontale e verticale

Parliamo del display

Messa da parte l’estetica, cerchiamo di capire invece cosa offre questo schermo portatile.

Il display, un IPS da 15,6″ con risoluzione Full HD, offre una luminosità soddisfacente e un ottimo contrasto. La resa del colore invece è discreta, cosa che non comprometterà l’utilizzo quotidiano, soprattutto se intendete usarlo per le tipiche attività da ufficio. Chiaro che se nella vita fate i fotografi avrete bisogno di uno strumento più preciso. 

A disposizione avete una marea di opzioni che vi aiutano ad adattarlo alle vostre esigenze. Usando i pulsanti di sinistra potete accedere al menù OSD (On-Screen Display) che vi consente di scegliere la modalità tra standard, sRGB, scenario, teatro, gioco, notturna, lettura, Mod Cam Oscura e Eco Mode. In alternativa potete modificare singolarmente luminosità, contrasto, saturazione, colore, nitidezza e persino la tonalità della pelle.

ASUS ZenScreen Go recensione menù OSD
Il menù OSD di ASUS ZenScreen Go

Il nostro consiglio è quello di regolare le impostazioni per avvicinarvi allo schermo del vostro laptop: vi aiuterà ad avere una visione unica e uniforme, così non vivrete una piccola dissonanza ogni volta che spostate lo sguardo da uno schermo all’altro.

I tasti vi sembrano scomodi? Non c’è problema. Potete scaricare l’ASUS DisplayWidget, un programmino che vi permette di settare il monitor usando il vostro computer invece dei pulsanti presenti sul prodotto.

L’autonomia di ASUS ZenScreen Go

ASUS ZenScreen Go è dotato di una sua batteria da 7.800 mAh e questa è un’ottima notizia per due differenti ragioni.

Prima di tutto il dispositivo non dipenderà né da una fonte di alimentazione esterna né dal vostro laptop. Non andrà quindi a scaricare il PC a meno che non siate voi a volerlo. Una volta acceso infatti ZenScreen Go vi chiederà quale fonte di alimentazione usare, lasciandovi liberi di adottare la soluzione più adatta alla specifica situazione.

ASUS ZenScreen Go recensione
ASUS ZenScreen Go collegato ad uno smartphone

La seconda buona notizia è che il suo essere indipendente gli permette di funzionare anche con gli smartphone compatibili, quelli dotati di connettore USB-C che supporta il flusso video. Noi, ad esempio, abbiamo collegato un Samsung Galaxy Note 10 e usato DeX senza nessun problema.

Ma l’autonomia? Decisamente interessante. Con una carica avete circa 4 ore di utilizzo, che aumenteranno se deciderete di usare il vostro computer come fonte di alimentazione.

ASUS ZenScreen Go recensione: a chi è adatto?

Abbiamo usato ZenScreen Go per diverso tempo e i suoi vantaggi sono evidenti: amplifica l’area di lavoro, trasforma lo smartphone in un PC, offre un’autonomia particolarmente interessante e vanta un doppio orientamento. 

Ma a chi è adatto un dispositivo così? Prima di tutto a coloro che viaggiano molto, che lavorano in mobilità, che sono spesso su treni ed aerei, che passano da un hotel all’altro e che sono abituati allo smart working. Insomma, è perfetto per chi non ha una postazione di lavoro fissa ma non vuole rinunciare ad avere un po’ di spazio in più. È perfetto anche per coloro che si trovano a fare presentazioni in giro per la città o addirittura per l’Italia. Una volta collegato al portatile o allo smartphone potrete infatti usarlo per mostrare un Power Point senza troppe difficoltà e senza aver bisogno di proiettori ingombranti e superfici verticali bianche. 

ASUS ZenScreen Go si trova perfettamente a suo agio anche a casa. Se il telelavoro è entrato a far parte della vostra vita, questo prodotto è sicuramente un’aggiunta interessante. Per altro, con i suoi 359 euro di listino, costa più o meno come un monitor tradizionale dandovi in più la possibilità di spostarlo da una parte all’altra della casa o di utilizzarlo anche fuori dalla vostra abitazione, che sia l’appartamento al mare o il vostro giardino.

Concludendo, se smart working e mobilità sono le vostre priorità, dovreste davvero dargli una chance.

ASUS ZenScreen Go MB16AP

Pro Pros Icon
Contro Cons Icon
  • Resa cromatica migliorabile

Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.

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