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Bugatti passerà sotto il controllo di Porsche, per un futuro elettrico insieme a Rimac

Per mesi si è parlato di un possibile clamoroso matrimonio tra Bugatti, punta di diamante del Gruppo Volkswagen, e la piccola Casa croata Rimac, grande specialista di hypercar elettriche. La telenovela si chiude con un epilogo meno eclatante ma comunque molto interessante. Il futuro per Bugatti è Porsche: la Casa di Zuffenhausen controllerà le operazioni del marchio francese, con Rimac però che rimane in primo piano per il processo di elettrificazione della Casa francese. Scopriamo allora tutti i possibili scenari di un sempre più possibile storico passaggio di Bugatti a Porsche.

La storia di Bugatti, la leggendaria Casa senza pace

Il passaggio di Bugatti a Porsche sarebbe solo l’ultimo capitolo della storia incredibile di un marchio che nonforse si avvia a trovare pace dopo 112 anni di vita. Fondata nel 1909 a Molsheim dall’emigrato italiano Ettore Bugatti, artista e progettista, che in Alsazia, all’epoca territorio tedesco, trovò terreno fertile per creare una delle Case più prolifiche della storia dell’automobile.

Dopo i primi anni prima della Grande Guerra molto difficili, nel primo Dopoguerra la Casa, diventata francese per il passaggio dell’Alsazia ai transalpini, comincia a convincere, su strada e in pista.

Bugatti e Porsche Type 35

La svolta arriva nel 1924, con il debutto di Bugatti Type 35, una vettura da corsa dotata di un 2.0 8 cilindri in linea da 100 CV. Con la Type 35, Bugatti comincia a vincere, tanto: nel 1925 arriva una Targa Florio, ma è dal 1926 che Bugatti si fa conoscere al mondo.

Tra il 1926 e il 1929, Bugatti comincia ad inanellare successi a tutti i più importanti Gran Premi del mondo, come la Targa Florio, il Gran Premio d’Italia a Monza e il Gran Premio di Monaco, con al volante piloti leggendari come Albert Divo e Louis Chiron.

Bugatti e Porsche Atlantic

Nel frattempo, la Casa di Molsheim crea delle vetture stradali indimenticabili, come la Royale, l’auto più costosa del mondo, come la Type 57S Atlantic del 1936, vero e proprio canto del cigno della prima vita della Casa francese, che chiuse i battenti a metà anni ’50, 10 anni dopo la morte del fondatore Ettore.

La Bugatti di Campogalliano: tra EB110 e la Fabbrica Blu

Per oltre 30 anni non si è più visto né sentito il marchio Bugatti tra le grandi Case del mondo, fino a quando nel 1987 un altro istrionico imprenditore italiano, Romano Artioli, acquistò i diritti del marchio Bugatti. Dopo qualche trattativa per ricominciare le operazioni in Francia, la nuova Bugatti si stabilì a Campogalliano, vicino Modena, nella celebre Fabbrica Blu costruita proprio a lato dell’Autostrada del Brennero.

Bugatti EB110

Qui, nel 1991 nacque la Bugatti EB110, una delle Supercar più incredibili e rivoluzionarie dell’epoca. Il nome rende omaggio al fondatore, Ettore Bugatti, che nel 1991 avrebbe compiuto proprio 110 anni. La vettura con cui è tornata in vita la Bugatti Automobili era un vero e proprio capolavoro, su cui hanno lavorato i migliori ingegneri, designer e specialisti italiani dell’epoca. Il suo V12 da 5,3 litri era sovralimentato da 4 turbocompressori e capace di oltre 550 CV, scaricati a terra da una trazione integrale permanente molto innovativa per l’epoca.

Bugatti e Porsche Campogalliano

L’estetica poi era davvero estrema, e nei 4 soli anni di produzione conquistò tantissimi appassionati, tra cui il leggendario 7 volte Campione del Mondo di Formula 1 Michael Schumacher. Nel 1995, con l’inedita berlina EB112 in rampa di lancio, Bugatti venne dichiarata fallita, e con lei le speranze della squadra tutta italiana dietro a questo incredibile progetto.

L’arrivo di Volkswagen e il debutto del W16

Quando però sembrava destinata ad un altro oblio, nel 1998 arrivò la mano tesa del Gruppo Volkswagen. Il CEO dell’epoca, Ferdinand Piech, voleva rendere Bugatti la punta di diamante del Gruppo, capace di battere tutti i record di velocità. Dopo aver ristabilito la sede a Molsheim negli storici stabilimenti Bugatti, nel 2005 nacque la EB 16.4 Veyron. Dotata di 4 turbo come la precedente EB110, il suo 8 litri W16 è capace di 1001 CV, e di una velocità massima di 407 km/h, risultando l’auto più veloce del mondo.

Bugatti e Porsche Veyron e CHiron

Un motore il W16 che ancora oggi è montato sulle attuali Bugatti, e che non è altro che un vero e proprio capolavoro di ingegneria. Per riuscire a erogare senza problemi 1001 CV, il W16 è dotato di 10 radiatori, e le gomme sono state sviluppate da Michelin specificatamente per questo modello. Alla velocità massima, questo motore ingurgita 1 litro di benzina ogni 800 metri, mantenendo intatta affidabilità e potenza. Dopo di lei sono arrivate la Veyron Grand Sport e l’attuale Chiron, nonchè le versioni speciali Divo e Centodieci. Dopo oltre 20 anni di controllo Volkswagen, però, la storia sembra poter cambiare un’altra volta.

Bugatti e Porsche insieme, la conferma del CEO del Gruppo VW Diess

Da anni ormai si parla di uno scorporo di Bugatti dal Gruppo Volkswagen, a causa degli altissimi costi di ricerca, sviluppo e mantenimento di un prodotto così estremo e lussuoso, con tecnologie così eccellenti da essere inutilizzabili sul altre vetture del gruppo. Spesso inoltre Bugatti ha dichiarato di aver “chiuso con i record di velocità”, cercando quindi un nuovo ricollocamento nel mondo dell’auto. Negli ultimi mesi si è parlato sempre più insistentemente di un futuro di Bugatti fuori dalla galassia Volkswagen, con la specialista in vetture elettriche Rimac la candidata numero uno per accogliere il marchio Bugatti.

Bugatti e Porsche Diess

Alla fine, dopo mesi di speculazioni, è direttamente il CEO del Gruppo Volkswagen, Herbert Diess, a parlare del futuro di Bugatti durante la Conferenza Stampa del Volkswagen Power Day, evento durante il quale si discutono i risultati finanziari dell’intero Gruppo. Queste le sue parole, riportate per prime dai colleghi di Car And Driver.

“Porsche sta preparando una partnership insieme a Rimac, azienda di cui Porsche possiede diverse quote. Nulla però è stato ancora finalizzato. Quello che stiamo cercando di fare è dare la responsabilità di Bugatti a Porsche. A quel punto, Porsche con tutta probabilità metterà in piedi una joint-venture con Rimac per la produzione di nuove vetture”

Herbert Diess, CEO Volkswagen AG

Il futuro di Bugatti con Porsche: addio al W16 e collaborazione con Rimac

Il futuro di Bugatti quindi si allontana dal suo attuale presente, fondato su automobili nate per infrangere i record di velocità e dotate di potenti motori a benzina. Sotto il controllo di Porsche e in collaborazione con la croata Rimac, molto probabilmente dovremo dire addio all’enorme motore W16.

Motore Bugatti W16

Un motore senza il quale Bugatti non avrebbe mai ottenuto i risultati incredibili che è stata in grado di raggiungere con Veyron e Chiron, ma che ormai per la moderna industra automobilistica è sempre più simile ad un dinosauro. Seppur si parli di un vero e proprio capolavoro ingegneristico, questo W16 è al momento il propulsotre con i maggiori livelli di consumo e di emissioni di CO2 all’interno del Gruppo. Un futuro con altri modelli dotati di questo W16 non è quindi più sostenibile.

Rimac C_Two

Già l’anno scorso l’ex Presidente Bugatti, Stephan Winkelmann, profetizzava che piuttosto che un processo di ibridazione, il futuro di Bugatti avrebbe giovato di più di “una veloce transizione all’elettrico. Per questo una joint-venture con i capitali di Porsche e le tecnologie elettriche di Rimac sembra essere lo scenario migliore, nonchè il più plausibile. In questo modo, Bugatti rimarrebbe in casa, ma gioverebbe della tecnologia già apprezzata della giovane Casa croata. In effetti, gli oltre 1900 CV Rimac C_Two potrebbero far rimpiangere molto meno i 1600 CV del W16 attuale…

Quando sarà ufficializzato il matrimonio tra Bugatti e Porsche?

Dalle parole di Diess sembra essere tutto pronto per l’ufficializzazione del matrimonio tra Bugatti e Porsche. Quando effettivamente questa unione verrà ufficializzata però rimane ancora un mistero. Di certo, se il CEO del Gruppo Volkswagen ha deciso di parlarne così apertamente, le trattative sono molto vicine alla conclusione. Questa unione poi potrebbe portare anche alla nascita di altri modelli, senza l’attuale concentrazione su un solo modello e sulle sue eventuali variazioni.

Potremmo quindi vedere nei prossimi anni la tanto attesa berlina di lusso Bugatti, magari realizzata sulla piattaforma PPE per sole auto elettriche sviluppata da Porsche e Audi. Quello che è certo è che presto Bugatti cambierà totalmente rotta da quella a cui siamo abituati. Una nuova vita senza il leggendario W16, ma che continuerà a portare avanti una delle storie più incredibili e impervie della storia dell’auto.

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Source
Car And Driver

Giulio Verdiraimo

Ho 22 anni, studio Ingegneria e sono malato di auto. Di ogni tipo, forma, dimensione. Basta che abbia quattro ruote e riesce ad emozionarmi, meglio se analogiche! Al contempo, amo molto la tecnologia, la musica rock e i viaggi, soprattutto culinari!

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