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COLONIA – Il 25 ottobre Call of Duty: Modern Warfare – soft reboot dell’omonimo titolo uscito nel 2007 – sbarcherà su PC, PlayStation 4 e Xbox One. Ad accompagnarlo un gradito ritorno – quello della campagna singleplayer – e qualche interessante novità, incluso il tanto atteso multiplayer cross-platform.

Ma a cosa giocheranno gli amanti degli fps? In realtà le modalità di gioco dovrebbero essere parecchie, inclusa la nuova Gunfight, provata grazie ad NVIDIA in occasione della Gamescom 2019.

Che cos’è la modalità Gunfight?

Call of Duty: Mordern Warfare provato gunfight

Gunfight è una delle novità introdotta da Infinity Ward e prevede lo scontro tra due squadre composte da altrettanti giocatori. Tutto questo all’interno di mappe molto piccole e piuttosto essenziali.

Fin qui nulla di strano ma in realtà le particolarità di Gunfight sono diverse. Prima di tutto avete una vita per ogni round, questo significa che in caso di uccisione non ci sarà respawn. Potrete solo osservare il vostro compagno e sperare riesca a vincere. Due i modi per farlo: distruggere gli avversari o, in caso di parità alla scadere del tempo, catturare la bandiera. Uno scenario che si ripresenterà piuttosto spesso considerando che ogni round dura solo 40 secondi.

Ad alzare il livello di sfida ci pensa anche l’equipaggiamento. La distribuzione infatti è totalmente casuale e cambia ad ogni round, quindi dovrete adattarvi rapidamente ad ogni genere di arma, ma anche ai diversi gadget ed accessori a vostri disposizione. Insomma, la chiave è saper improvvisare bene.

Call of Duty Modern Warfare provato della modalità Gunfight

Call of Duty: Mordern Warfare provato gunfight

Ad essere piuttosto vitale in questo caso è la collaborazione con il proprio compagno. La mancanza di comunicazione infatti vi farà andare incontro ad una sonora sconfitta. Questo naturalmente non significa che dovrete rimanere costantemente attaccati l’uno all’altro. La mappa che abbiamo provato noi, battezzata King e quasi totalmente al buio, incoraggia spesso e volentieri la separazione del team, dando la possibilità ai singoli membri di appostarsi, nascondersi o mimetizzarsi con l’ambiente.

Ovviamente per saperne di più e scoprire quali altre mappe abbia in serbo per noi Infinity Ward dovremmo attendere l’uscita ufficiale del gioco.

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Erika Gherardi

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Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.