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Facebook: stanze audio al via in tutto il mondo

Partenza per il servizio Live Audio Room dopo la fase di sperimentazione

Facebook ha lanciato le stanze audio dopo una fase di test avviata negli Stati Uniti.

Il servizio sarà disponibile in tutto il mondo ed è destinato a diventare il più temibile avversario di Clubhouse. Cioè dell’app che con un’intuizione rivoluzionaria ha fatto tanto parlare di sé nei mesi scorsi, e la cui fama sembra oggi già affievolita.

Il servizio di stanze audio di Facebook si chiamerà Live Audio Room, e per ora la possono utilizzare solo i creator. E più in generale i personaggi pubblici che abbiano un profilo verificato sulla piattaforma di Mark Zuckerberg.

Scopriamo cosa sono e come funzionano le stanze audio di Facebook. E vediamo più da vicino il mondo delle applicazioni che, in un’epoca sempre più congestionata di contenuti, si basano sul solo audio.

Le stanze audio di Facebook

L’annuncio era già stato dato, e da noi ripreso in un articolo, lo scorso marzo.

Quando era trapelato che l’azienda di Menlo Park stava lavorando a una sorta di progetto clone di Clubhouse, app esplosa alla fine del 2020.

Erano allora state pubblicate le immagini di alcuni screenshot provvisori, nella grafica del tutto simili proprio a Clubhouse, ma le notizie in possesso della stampa erano ancora frammentarie.

Ora Live Audio Room è diventato realtà, e anche sul sito Facebook in lingua italiana dedicato all’assistenza alle aziende è già stata creata una pagina ad hoc.

Facebook stanze audio

Zuckerberg su Clubhouse

L’annuncio dello scorso marzo è stata un’indiretta risposta alla presenza di Zuckerberg nell’app audio che allora stava spopolando. Il Ceo di Facebook era apparso il 5 febbraio nel programma Good Time Show, con il nickname Zuck23.

Come era accaduto pochi giorni prima con Elon Musk, anche la comparsata di Mark Zuckerberg aveva mandato in tilt l’applicativo. E tutto il mondo si era domandato il motivo della sua ospitata. Oltre che delle sue parole d’amore verso le app di solo audio: “Non devi prepararti. Non devi avere un bell’aspetto prima di dedicarti a un podcast, a Clubhouse o a qualunque cosa tu stia facendo. Puoi camminare più facilmente. Puoi partecipare senza dover guardare lo schermo e seguirlo in background mentre stai facendo altro”.

Live Audio Room: si parte

La risposta definitiva è arrivata in questi giorni: l’amministratore delegato del gruppo Facebook non è stato ospite di Clubhouse in veste di fan dell’app, né per divertirsi o appagare l’ego. Ma per saggiare una forma di comunicazione a cui anche lui stava lavorando. E che da oggi, con le stanze audio di Facebook, si è concretizzata.

Come funzionano le stanze audio di Facebook

Live Audio Room, questo il nome ufficiale del servizio di stanze audio di Facebook, funzionerà in modo simile a Clubhouse.

Chi crea una stanza audio dà inizio a conversazioni con un certo numero di persone interessate all’argomento. Ciascun invitato può avere il ruolo di ascoltatore o di oratore. Sul sito ufficiale leggiamo che “vi è un limite di 50 oratori (incluso l’organizzatore) alla volta per ogni stanza audio in diretta. Non sono previsti limiti rispetto al numero di ascoltatori che possono partecipare a una stanza audio in diretta.”

Le stanze audio di Facebook, tra le altre funzionalità, permettono di organizzare raccolte fondi da destinare destinate a organizzazioni no profit.

Live Audio Room si potrà visualizzare in primo piano nel feed delle notizie di Facebook, e volendo si possono ricevere avvisi quando una stanza audio dal vivo viene pubblicata.

Per ora il servizio Live Audio Room è attivo solo su iOS ed è riservato ai personaggi pubblici, mentre l’azienda ha annunciato che la versione per Android è attualmente in fase di test.

O più precisamente, sempre a leggere quanto scritto nella pagina del sito Facebook dedicato all’assistenza alle aziende, “al momento, le stanze audio in diretta sono disponibili solo per gli organizzatori su iOS. Gli ascoltatori possono accedere alle stanze audio in diretta sia da iOS sia da Android.”

CLUBHOUSE Potere alla voce
  • Bertani, Marco (Author)

Le app di audio dopo Clubhouse

Clubhouse, come dicevamo, nasce da una geniale idea in controtendenza.

Mentre tutti gli sviluppatori si impegnavano a offrire applicativi con servizi sempre nuovi e avveniristici, Clubhouse ha fatto un coraggioso passo indietro. E ha ideato un servizio in cui si offre solo l’essenziale: la comunicazione via audio. Ecco la prima mossa vincente: dopo tanti luoghi virtuali dedicati all’apparenza, finalmente uno in cui domina la sostanza, la volontà di confrontarsi su determinati argomenti.

Secondo elemento di vantaggio, ma che forse nel tempo si è rivelato un limite, quello di essere un servizio di nicchia. Nato nell’aprile del 2020, Clubhouse è esploso alla fine dell’anno. Ma funzionava solo su inviti, e limitatamente agli utenti iOS.

Per cui, dopo il boom dei mesi della pandemia, l’interesse intorno a Clubhouse è iniziato a diminuire. Anche, se non soprattutto, per un ulteriore fattore: l’idea di un’app di solo audio, troppo ghiotta, è stata adottata da altri social. Tra cui Telegram, o Twitter con Spaces.

E adesso è la volta delle stanze audio di Facebook. Riuscirà Clubhouse a sopravvivere a tutti questi assalti?

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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