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giochi mmorpg Kingdom Under Fire 2 

C’è ancora posto per i videogiochi multiplayer di massa?
Un'analisi sul mondo dei giochi MMORPG e MMO e l'esempio del recente Kingdom Under Fire 2


Quella dei video giochi di ruolo multiplayer di massa, in breve MMORPG, è una storia molto lunga, fatta di alti e bassi e rappresenta una particolarità nel mondo videoludico. Quest’ultimo segue infatti un’evoluzione logica che va di pari passo con l’innovazione, tecnologica e creativa, che porta in linea generale, a nuovi standard di qualità che plasmano il mercato.

In questa particolare tipologia di videogiochi migliaia di utenti possono giocare contemporaneamente, interagire tra loro e il mondo che li circonda, creando dei personaggi o avatar che si evolvono insieme ad esso. Questo particolare stile è rimasto pressoché invariato negli anni, anche rispetto ai giochi MMO, una variante priva delle caratteristiche dei giochi di ruolo (GDR o RPG, in inglese). Dopo aver conosciuto uno straordinario successo negli anni 2000, il genere oggi sembra aver perso attrattiva da parte del pubblico, abituato ad un’offerta quanto mai ampia e varia.

Cosa è successo dunque ai giochi MMORPG e MMO? C’è ancora posto per loro nello scenario videoludico contemporaneo?

Giochi MMORPG: tra gli immortali…

Se si parla di MMORPG, è impossibile non nominare World of Warcraft (WoW), il videogioco di massa sviluppato da Blizzard Entertainment. Sin dalla sua uscita, infatti, il gioco è diventato un fenomeno internazionale registrando uno straordinario successo che, a distanza di 16 anni, non accenna ad arrestarsi. Questo titolo presenta tutte le caratteristiche tipiche del genere, immerse nel fantastico mondo di Warcraft con tutti i carismatici abitanti e le storie che lo abitano.

Negli anni è stato aggiornato molte, moltissime volte per adattarsi ai gusti degli utenti ma senza stravolgere (o quasi) l’essenza della versione originale. Questo modo di agire ha permesso al gioco di perdurare come nessun altro titolo presente sul mercato. Sebbene l’apice di utenti attivi toccato nel 2010, che contava oltre 10 milioni di giocatori, sia un ricordo lontano, WoW, nel 2019, ha registrato una media di 5 milioni di giocatori, confermandosi il MMORPG più giocato.

In questo esempio, le meccaniche più classiche e tradizionali sono riuscite a mantenere il successo che, come anticipato, non è rimasto fermo al 2004. Sono infatti uscite moltissimi update ed espansioni che rendono Wolrd of Warcraft più grande che mai e sempre in costante evoluzione che non accenna ad arrestarsi. L’ultima espansione infatti, chiamata Shadowlands verrà rilasciata nel corso di quest’anno riservando ancora grandi sorprese.

…e le novità!

Questo esempio, però, non deve ingannarvi: utilizzare le stesse meccaniche in salse leggermente diverse, non è la soluzione. Dal 2005, infatti, il numero di giochi MMORPG che volevano imitare, anche alla lontana, il successo di World of Warcraft è pressoché incalcolabile. Centinaia e centinaia di titoli, più o meno famosi, sono nati e morti a grande velocità. Inutile dire che la maggior parte di essi, oggi, siano spariti dai riflettori. Basti pensare che Perfect World, un MMORPG del 2006, allora uno dei principali concorrenti di Warcraft, oggi conti circa 900 utenti attivi ogni giorno.

Nonostante il trend dei videogiochi multiplayer di massa in calo, ci sono delle novità sul mercato che continuano ad alimentare la voglia di giocare agli appassionati, offrendo dei titoli di qualità eccellente. Un esempio è quello di The Elder Scrolls Online (TESO), l’MMORPG basato sulla fortunatissima saga di The Elder Scrolls che, dal 2014, è riuscito a ritagliarsi un folto pubblico che ammonta a circa 2.5 milioni di utenti attivi. TESO offre delle meccaniche di gioco molto classiche che non si differenziano poi così tanto da quelle di World of Warcraft. La particolarità di questo titolo sta però nel rinnovarsi in continuazione con nuove espansioni, quest, personaggi e aree di gioco a dir poco spettacolari immerse nell’affascinante terra di Tamriel.

Bethesda e Zenimax, gli studios dietro allo sviluppo del gioco, inoltre, sono anche riusciti a muoversi di pari passo con le esigenze del pubblico attuale. L’abbonamento mensile richiesto inizialmente per giocare, sullo stesso modello di WoW, è stato infatti sostituito da un abbonamento facoltativo che permette di sbloccare tutte le aree e novità delle espansioni, in alternativa quest’ultime possono essere acquistate separatamente.  E’ soprattutto nei contenuti aggiuntivi che risiede il suo successo. DLC come Summerset, Elsweyr e Greymoor, il prossimo in arrivo, continuano ad arricchire il già ampio mondo di The Elder Scrolls Online con espansioni ben realizzate e coinvolgenti.

Black Desert Online

Ma non tutti i nuovi giochi MMORPG seguono la tranquilla via della tradizione. Sulla strada dell’innovazione troviamo infatti Black Desert Online, un videogioco multiplayer di massa, sviluppato dalla koreana Pearl Abyss nel 2015. Il gioco si presenta come un mix di generi tra MMORPG, un sandbox e un videogioco di azione caratterizzato da una grafica sensazionale e curata nei minimi dettagli che si avvale del motore grafico “Black Desert“ realizzato appositamente.

Le novità del gameplay, valorizzate dallo stile grafico e da una trama, tutto sommato, originale, hanno da subito catturato l’interesse dei giocatori. La curiosità iniziale è andata tuttavia scemando e sebbene il gioco conti oggi circa 800mila giocatori attivi ogni mese, il successo del gioco non si è rivelato quello sperato.

Black Desert Online
Black Desert Online
Developer: Pearl Abyss
Price: 9,99 €

Giochi MMORPG: l’esempio di Kingdom Under Fire 2

Kingdom Under Fire 2 è un altro coraggioso titolo, nonché uno dei più recenti, ad entrare nello scenario degli MMORPG. Sviluppato da Gameforge, il gioco è stato pubblicato nel novembre del 2019 e presenta un gameplay fresco e divertente che non riesce però a superare le meccaniche ormai datate del genere. Quello per cui va elogiato il titolo è però la sua audacia nel fondere in un unico gioco più generi.

Come anticipato, gli elementi più classici sono onnipresenti e per nulla supportate dal comparto tecnico e grafico che presenta moltissime limitazioni sia in termini di bug che di obsolescenza. Troviamo però alcune meccaniche di gioco originali con skill particolari, schivate, mosse finali e combo concatenabili che gli danno un ritmo energico. Questo è dato anche da alcuni elementi tipici dei videogiochi Musou con orde di nemici da affrontare e annientare sono i nostri colpi. Ma ecco che alla frenetica azione viene presto contrapposta la “calma” della componente strategica del gioco. Abbiamo infatti la possibilità di passare da una visuale frontale ad una dall’alto e gestire truppe ed eserciti da far scontrare in straordinarie battaglie.

A nostra disposizione avremo 120 tipologie di unità diverse, da scegliere con cura, per trarre il meglio dalla battaglia e vincere con il minor numero di perdite. Non basterà infatti selezionare quante più truppe possibili o le più potenti, anche perché gli slot a disposizione sono limitati anche ai livelli più alti, bisognerà quindi far fronte con il proprio ingegno.

Nonostante questa audacia che, da amanti di entrambi i generi, abbiamo apprezzato, Kingdom Under Fire 2 è limitato dai sopra citati problemi tecnici. I bug sono all’ordine del giorno così anche piccoli grandi difetti che non ci saremmo aspettati di vedere in un gioco del 2019. Barriere invisibili, modelli poligonali e una IA (intelligenza artificiale) del nemico bassissima, rovinano l’esperienza di gioco che poteva essere qualcosa di eccezionale.

Resta comunque un buon gioco con tanto da dire e che consigliamo agli appassionati del genere.

Kingdom Under Fire 2
Kingdom Under Fire 2
Developer: Blueside
Price: 9,99 €

Innovazione VS tradizione

Dopo questo viaggio nel tempo e nei mondi virtuali, torniamo a chiederci: c’è ancora posto per i videogiochi multiplayer di massa?

I giochi MMORGP e MMO difficilmente scompariranno dallo scenario videoludico. La vastità del genere rende molto complesso trovare il giusto equilibrio tra innovazione e tradizione. Un titolo troppo classico rischia di annoiare i videogiocatori, perdendo una grande fetta di mercato composta dai più giovani, abituati a ben altre meccaniche. Allo stesso tempo, un videogioco eccessivamente “rivoluzionario” può snaturare le meccaniche di gameplay che amiamo negli MMORPG.

Un mix tra le due correnti di pensiero potrebbe essere la soluzione adatta ma senza il giusto supporto tecnico, una trama coinvolgente e una particolarità che lo separi dal resto delle offerte, difficilmente riuscirà a diventare il nuovo fenomeno internazionale.


Daniele Cicarelli

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Indigente giramondo con la grande passione per i videogiochi, l'Arte e tutte le storie Fantasy e Sci-Fi che parlano di mondi alternativi senza zanzare. Fermo sostenitore dell'innovazione, del progresso tecnologico e della superiorità del Tipo Erba. Dalla parte dei Villains dal 1991.
                   










 
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