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I Mitchell contro le macchine: il rapporto tra l’uomo e la tecnologia

Parliamo de I Mitchell contro le macchine, nuovo film d'animazione su Netflix

Venerdì ha debuttato su Netflix I Mitchell contro le macchine, film d’animazione dedicato a tutta la famiglia. È un’opera decisamente pop, che mescola tanti trend dell’animazione moderna, presentandosi in maniera fresca e attenta. Al di là dei meriti tecnici però c’è un aspetto che vale la pena di sottolineare in particolare. I Mitchell contro le macchine affronta infatti il rapporto tra uomo e tecnologia in maniera puntuale, senza scadere in facili banalità.

I Mitchell contro le macchine, cosa bisogna sapere di questo film?

Prima di approfondire questo aspetto però è bene porre le basi, anche per chi non ha ancora visto il film (sebbene consigliamo vivamente di recuperarlo al più presto). I Mitchell contro le macchine si riassume molto bene nel proprio titolo. Al centro di questa avventura troviamo infatti una famiglia, appunto i Mitchell, che si ritrova ad affrontare un esercito di automi, che ha conquistato il mondo.

Tutto nasce quando un guru della tecnologia, un alter ego di uno dei tanti CEO tech del nostro mondo, lancia la nuova versione dell’assistente vocale più diffuso sul pianeta. Tuttavia, come nella più classica tradizione della fantascienza, qualcosa va storto e le macchine si ribellano al proprio creatore. Bastano poche ore e l’umanità è interamente resa schiava dei robot, o quasi. C’è infatti una bizzarra famiglia che riesce a sfuggire alla cattura e toccherà a loro assumersi la responsabilità di salvare il mondo…

I Mitchell contro le macchine è figlio di due nomi che stanno influenzando profondamente il mondo dell’animazione moderno, ovvero Phil Lord e Chris Miller. Un duo che ha realizzato alcuni dei prodotti più freschi sotto ogni punti di vista di questo settore recentemente, tra Piovono polpette, The LEGO Movie e, in gran parte, Spider-Man – Un nuovo universo. Sebbene non abbiano diretto ma solo prodotto questa pellicola, la loro influenza si sente ed è un valore aggiunto.

Il risultato finale è un prodotto assolutamente innovativo dal punto di vista stilistico, mescolando tanti approcci all’animazione, con un ritmo altissimo e tantissimi colori. Un grande distacco da un panorama che sembra spesso girare su binari simili, sostenuto da una storia che pur restando orientata ai più piccoli, è perfettamente in grado di fare divertire (e, tocca ammetterlo, commuovere) gli adulti. Il tutto toccando temi profondi come la famiglia, l’accettazione di sé e come si diceva in apertura il rapporto complesso con la tecnologia.

Complesso è la parola da tenere a mente

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©2021 SPAI. All Rights Reserved.

Lo sviluppo tecnologico dell’umanità ha avuto un’impennata eccezionale negli ultimi anni. Giorno dopo giorno abbiamo creato nuovi strumenti e aperto nuove porte che poco tempo fa sembravano limitate solo alla fantascienza. Queste trasformazioni sono state talmente repentine che molti di noi hanno piena memoria del mondo prima e dopo, una situazione raramente accaduta nella storia.

Questo ha reso la tematica dell’evoluzione distorta della tecnologia capace di toccare corde potenti del pubblico. La paura di una deriva negativa è un’esperienza assolutamente comune (a livelli differenti) degli individui nella società occidentale e quindi questi racconti riescono a catturarne l’attenzione. Spesso però, come accade quando un argomento guadagna estrema popolarità, si tende a estremizzare e banalizzare.

I casi virtuosi ci sono. Ci sono opere che hanno affrontato il rapporto uomo-tecnologia con attenzione e qualità eccelsa, a partire dalla celebratissima serie TV Black Mirror. Quest’ultima effettua un’analisi concreta della nostra relazione con gli strumenti digitali, evidenziandone storture e possibili pericoli.

Troppo spesso però quando se ne parla si dimentica la complessità di questo rapporto e tutto il dibattito si appiattisce su posizioni estreme. Anzi, a voler essere pienamente onesti, per una serie di ragioni sistemiche il punto di vista avanzato è spesso uno solo. Quando si racconta la tecnologia, il messaggio tende a essere una variazione della retorica “Questi giovani d’oggi sempre con il naso sugli smartphone/social network/computer, ai miei tempi era diverso“. Un punto di vista che ignora tutti gli eccezionali lati positivi della rivoluzione digitale che stiamo attraversando.

I Mitchell contro le macchine non fa questo errore

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©2021 SPAI. All Rights Reserved.

Non è assolutamente questo l’approccio intrapreso dal nuovo film Sony Pictures Animation, che potete trovare su Netflix. Sebbene il titolo I Mitchell contro le macchine possa fare pensare a una dicotomia semplicistica, che pone da una parte la famiglia e dall’altra la tecnologia, la riflessione va oltre. Anzi, il tema viene sviluppato proprio in un’ottica di superamento di questo contrasto.

Katie, protagonista del film, è in qualche modo la rappresentante di quei giovani che per consuetudine sono positivamente predisposti nel confronti del progresso. C’è una critica nelle sue posizioni, nel suo legame da un certo punto di vista ossessivo con gli schermi (che peraltro condivide con altri membri della famiglia). Allo stesso modo, si sottolineano i rischi derivanti dall’atteggiamento irresponsabile delle tech-company, tema che sta diventando sempre più di stringente attualità.

Tuttavia non si scade in una totale demonizzazione della tecnologia. È attraverso i social network che Katie riesce a trovare il modo di esprimersi, di trovare il suo mondo, di incontrare nuovi amici con cui condividere le proprie passioni. L’evoluzione del personaggio non sta nel rinunciare a questi strumenti, ma a non renderli esclusivi: devono diventare un modo per arricchire il proprio mondo, non sostituirlo.

E così, il padre Rick non diventa un eroe completamente positivo per il suo incarnare i valori più tradizionali. È un ruolo importante, che non viene negato, ma proprio il suo rifiuto per la tecnologia risulta un ostacolo per salvare il mondo. Ancora più importante forse, è un ostacolo per il rapporto con la propria figlia, rovinato non dai ‘malvagi’ strumenti digitali ma proprio dalla sua indisponibilità ad accettarli.

I Mitchell contro le macchine è uno sregolato invito all’equilibrio

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©2021 SPAI. All Rights Reserved.

Ci sono tanti motivi per vedere questa pellicola. Si tratta di una visione coinvolgente, che vi farà sorridere, emozionare e restare a bocca aperta per alcune trovate particolarmente brillanti. Il suo stile di comicità, proprio come quello dell’animazione, è eccezionalmente variabile, passando dalle gag più slapstick ad alcuni richiami più raffinati. Un esempio positivo di quello che dovrebbe essere il cinema d’intrattenimento, andando oltre le formule tradizionali a volte stantie.

Sopra tutto questo, si pone la riflessione sulla tecnologia, assolutamente semplice ma non semplicistica e sempre più rara. Questa sera, sedetevi su divano, con i vostri figli se ne avete, e scendete in campo insieme ai Mitchell nella loro lotta contro le macchine. Non ve ne pentirete.

I Mitchell contro le macchine è disponibile su Netflix.

Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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