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L’incredibile storia dell’Isola delle Rose, un sogno d’altri tempi al centro del nuovo film Netflix

Arriva su Netflix il film L'incredibile storia dell'Isola delle Rose, incentrato su una delle più bizzarre e affascinanti storie del nostro Paese (o quasi)

L’incredibile storia dell’Isola delle Rose ha debuttato su Netflix. Si tratta del nuovo film di Sydney Sibilia (Smetto quando voglio), regista sempre più apprezzato da pubblico e critica. L’opera si propone di raccontare una vicenda estremamente curiosa e accaduta realmente in Italia nel corso degli anni 60, quella di Giorgio Rosa e del suo folle progetto di creare uno Stato indipendente al largo della costa italiana: L’Isola delle Rose. Una storia incredibile conosciuta da pochi e dimenticata da molti, ma che non manca mai di stupire chi la sente per la prima volta. Preparatevi a scoprirne di più con noi, non ve ne pentirete.

L’incredibile storia dell’Isola delle Rose: il nuovo film Netflix

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COURTESY OF NETFLIX © 2020

Iniziamo il nostro racconto sull’Isola delle Rose partendo dal nuovo film di Netflix. Sibilia costruisce il racconto su uno schema classico, diventato ormai lo standard per le biografie cinematografiche. Si parte da poco prima dell’epilogo per poi con un espediente (in questo caso le udienze di Giorgio Rosa al Consiglio d’Europa) ricostruire tutta la vicenda a ritroso, riallinearsi temporalmente e infine procedere verso il finale. Uno schema narrativo che per certi versi è letteralmente classico, tanto da ritrovarsi anche nell’Odissea (citata esplicitamente peraltro nel corso della pellicola).

La trama del film

Ma qual è esattamente questa incredibile storia dell’Isola delle Rose? La vicenda vede come protagonista Giorgio Rosa, ingegnere bolognese che ha l’idea di costruire una piattaforma galleggiante appena oltre il limite delle acque territoriali italiane per creare un proprio Stato indipendente. Il motivo? Slegarsi da ogni regola vigente sul territorio italiano e vivere secondo ideali di libertà. Pensieri che il film ricollega alla generale atmosfera del ’68.

Non si tratta certo di un’impresa facile. Rosa si trova ad affrontare prima i problemi tecnici legati al dover costruire una piattaforma artificiale con un budget necessariamente contenuto. Sfida che l’ingegnere riesce tuttavia a superare grazie alle proprie grandi capacità ingegneristiche e ad un ottimo spirito creativo. Successivamente si passa alla battaglia per il riconoscimento dell’Isola delle Rose come nazione. Uno scontro durissimo con l’Italia, combattuto tra Nazioni Unite e istituzioni europee, che non ferma l’ingegnere, il quale persevera nel suo progetto fino alla fine, anche a fronte di gravi conseguenze personali.

Un’atmosfera alla I Love Radio Rock

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SIMONE FLORENA/NETFLIX © 2020

Sibilia presenta tutta la storia in maniera frizzante e colorata. La vicenda dell’Isola delle Rose è infatti pienamente immersa nella sua epoca: dalle tonalità agli outfit fino alle musiche. Un effetto coinvolgente che rende il film ancora più piacevole da vedere. A qualcuno l’atmosfera può ricordare il piccolo cult di Richard Curtis, I Love Radio Rock, e a ragione. Una scena del film sembra addirittura esplicitare il riferimento.

Il risultato è un film fresco e vivace, che riesce ad avere respiro internazionale, raccontando una storia profondamente italiana e con uno stile tutto nostro. È un altro tassello nel lavoro apprezzabile portato avanti da Grøenlandia, la società indipendente di produzione che insieme a Netflix ha prodotto la pellicola, nello smuovere e fare crescere il nostro cinema nazionale.

Tutta la vicenda si svolge peraltro con un tono leggermente comico, che non solo sa regalare vere e proprie risate agli spettatori, ma che rende la visione godibilissima. A onor del vero, ci sono momenti in cui la penna sfugge un po’ di mano da questo punto di vista. Soprattutto nella caratterizzazione dei membri del Governo Italiano (a partire dal Franco Restivo e il Giovanni Leone di Bentivoglio e Zingaretti, rispettivamente) in cui la parodia è fin troppo calcata e grottesca, tanto da diventare didascalica.

Al di là di ciò, grazie anche a un ottimo cast, L’incredibile storia dell’Isola delle Rose riesce a essere un prodotto notevole, che farà compagnia a tantissimi abbonati di Netflix in queste feste, riportando a galla (solo metaforicamente) una vicenda che non manca di affascinare, regalandole forse il suo maggior momento di notorietà dagli anni ’70 a oggi.

Il cast

Tra gli interpreti del film troviamo:

  • Elio Germano, nel ruolo di Giorgio Rosa
  • Matilda De Angelis, nel ruolo di Gabriella
  • Leonardo Lidi, nel ruolo di Maurizio Orlandini
  • Fabrizio Bentivoglio, nel ruolo di Franco Restivo
  • Luca Zingaretti, nel ruolo di Giovanni Leone
  • François Cluzet, nel ruolo di Jean Baptiste Toma’
  • Tom Wlaschiha, nel ruolo di W. R. Neumann
  • Alberto Astorri, nel ruolo di Pietro Bernardini
  • Violetta Zironi, nel ruolo di Franca
  • Ascanio Balbo, nel ruolo di Carlo
  • Marco Pancrazi, nel ruolo di Bruno Spaggiari
  • Fabrizio Rongione, nel ruolo di monsieur Carlozzi
  • Andrea Pennacchi, nel ruolo di Ulisse Rosa
  • Luca Della Bianca nel ruolo di Francesco Cossiga
  • Federico Pacifici
  • Christian Ginepro

Il trailer ufficiale

La credibile storia dell’Isola delle Rose: i fatti reali

isola delle rose netflix fascinoOra, come il governo britannico sta evidenziando in questi giorni, è bene tenere a mente che non tutti i prodotti di Netflix sono documentari. La storia vera dell’Isola delle Rose è infatti diversa sotto molti punti di vista da quella raccontata da Sibilia nel suo film. Innanzitutto per quanto riguarda le tempistiche.

Le tempistiche di realizzazione

Se il film fa sembrare che tutto sia avvenuto nel corso di una magica estate nel 1968, la verità è che il percorso fu molto più lungo. Nella realtà ci vollero circa 10 anni per sviluppare il progetto della piattaforma in ogni sua parte, con una lavorazione interrottasi più volte e un Giorgio Rosa ormai da tempo non più fresco neo ingegnere.

L’aspetto umano

Estremamente romanzato (e romanticizzato) è tutto l’aspetto umano della vicenda. L’idea di uno Stato indipendente, libero e utopistico, non era necessariamente nei piani iniziali di Rosa. Allo stesso modo, le versioni dei diversi personaggi coinvolti sono state decisamente rielaborate. Tutte modifiche utilissime a livello narrativo, che non negano il valore artistico del film, anzi. Tuttavia è bene evidenziare come la vicenda fu molto diversa nella realtà.

isola delle rose francobolli

C’è da dire che anche il titoletto che abbiamo usato qui sopra ha richiesto una certa forzatura per creare un contrasto puramente scenico. Perché la storia reale dell’Isola delle Rose in fondo non è meno incredibile di quella fittizia.

La Repubblica Esperantista dell’Isola delle Rose

Passo dopo passo, affrontando bufere e difficoltà burocratiche (spesso più ignorandole che superandole), Giorgio Rosa riuscì davvero a costruire la propria piattaforma galleggiante e ad annunciarsi come Presidente di uno Stato indipendente. La Repubblica Esperantista dell’Isola delle Rose arrivò ad avere una lingua ufficiale, una moneta chiamata Mill e addirittura dei francobolli.

55 giorni di celebrità

L’estate del 1968 fu in realtà parte della fase calante del grande progetto. Alla dichiarazione di indipendenza del 1 maggio seguirono rapide rappresaglie da parte del governo italiano. Il 25 giugno, letteralmente il giorno dopo l’annuncio in conferenza stampa del nuovo Stato, l’isola fu sottoposta a un blocco navale ed evacuata, dopo aver goduto di soli 55 giorni di celebrità.

A questo punto si avviò una fase di scontri e discussioni a livello parlamentare, giudiziario e internazionale per definire lo status dell’Isola delle Rose. Qualcuno cercò anche di acquistarla e altri suggerirono che addirittura potenze straniere, soprattutto legate al blocco sovietico, potessero essere interessate a fornire il proprio supporto per poi sfruttarla come avamposto nell’Adriatico.

isola delle rose netflix fascinoInfine si decise di abbattere la struttura ponendo fine al progetto di Giorgio Rosa. Curiosamente furono necessarie due sessioni di demolizione, con l’utilizzo di più di 1.500 kg di esplosivo, e neanche queste furono sufficienti: l’Isola delle Rose affondò quasi due mesi dopo i primi tentativi di distruggerla fisicamente, a causa di una tempesta.

A oggi, le tracce di quella piattaforma sono praticamente scomparse, sebbene ancora si possano ritrovare relitti legati a quel progetto sui fondali intorno alla costa. Non troppo lontane da dove una volta esisteva l’Isola delle Rose oggi ci sono altre due piattaforme, che però non nutrono alcune velleità indipendentistiche. Da una parte perché sono dentro i (nuovi) confini delle acque territoriali italiane, dall’altra perché sono costruite allo scopo di estrazione del gas metano.

L’ineludibile fascino dell’Isola delle Rose

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COURTESY OF NETFLIX © 2020

La vicenda dell’Isola, come dicevamo, è rimasta sotto traccia per decenni, ritornando solo negli ultimi anni come fonte di ispirazione per libri, romanzi e opere differenti, fra cui appunto il film di Sibilia. Il racconto spesso dipinge questo progetto come la battaglia di un Davide contro Golia, di una ricerca di libertà a tutti i costi superando i limiti autoimposti.

Ci sono però dei grossi dubbi su questa immagine romantica del progetto. Anche senza scomodare le teorie complottistiche che volevano l’Unione Sovietica a manovrare il tutto, spesso emerge l’idea che alla base ci fosse il desiderio molto più venale di creare un paradiso fiscale e un’attrazione turistica di grande attrattiva.

Nonostante questo però, non si può mettere in discussione il fascino di questa storia. Perché a prescindere dalle motivazioni che l’hanno fatta nascere, la vicenda dell’Isola delle Rose è quella di un’idea folle, di qualcuno che ha avuto una visione che nessun altro era riuscito a concepire e ha lottato contro gli ostacoli tecnici, burocratici, economici, politici e addirittura metereologici pur di  renderla realtà.

Insomma, che scegliate la versione credibile o incredibile, quella reale o quella fittizia, la storia di questa piccola, pazzesca micronazione non può non toccarvi in qualche modo. È per questo che ogni volta che viene raccontata di nuovo, riesce a lasciare tutti a bocca aperta.

E chissà, magari dopo averla conosciuta e aver visto il film, anche voi la prossima estate proverete a costruire il vostro piccolo Stato indipendente. Un consiglio: per quanto grande ed elaborato, un castello di sabbia non è una buona scelta come residenza reale.

Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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