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La storia di Lella Lombardi, la prima donna capace di conquistare punti in Formula 1

La storia di Lella Lombardi, prima donna a punti nella storia della Formula1

Per un giorno così speciale come l’8 marzo abbiamo scelto di raccontarvi una delle storie più leggendarie ma allo stesso tempo dimenticate del mondo dei motori. Parliamo della favola di Lella Lombardi, la prima donna capace di conquistare dei punti iridati in Formula 1, nel 1975. Una figura d’esempio per tutte le donne ma in generale per tutte le persone che desiderano trasformare i propri desideri in realtà. Vediamo allora la storia di come ha realizzato il suo sogno la prima e finora unica donna a conquistare punti in Formula 1, a pochi giorni dal 29 anniversario della sua morte e una manciata di giorni dopo il suo ottantesimo compleanno.

Chi è Lella Lombardi: carriera giovanile e successi nelle categorie minori

Iniziamo subito da dove è partita Lella Lombardi per arrivare dopo tanti sacrifici in Formula 1. La storia di Maria Grazia Lombardi, detta Lella, inizia il 26 marzo 1941 a Frugarolo, un paesino di neanche 2.000 abitanti vicino ad Alessandria. Nella cittadina piemontese, Lella ha subito dimostrato grande tenacia e voglia di fare, senza il desiderio di una vita tranquilla in un paese di provincia.

Nata da una famiglia del ceto medio proprietaria di una macelleria e produttrice di salumi, la piccola Lombardi ebbe subito la passione per la velocità. Appena presa la patente a 18 anni aiutava la ditta di famiglia guidando il furgone per il trasporto della carne fino alla Riviera Ligure. Il sogno di Lella però era quello di correre. Acquistata una piccola monoposto a rate, debutta nel 1965 a 24 anni nella Formula Monza. La sua carriera quindi iniziò già da “grande”, e continuò con diversi anni di gavetta. Prima la Formula 3, poi la Formula 850, campionato dove, nel 1970, si aggiudicò il titolo italiano battendo tutti i rivali… maschi.

Lella Lombardi casco

Il suo nome cominciò a diventare conosciuto nel mondo delle corse, e quello non era che l’inizio. La piemontese si dedicò totalmente alla sua passione, trasferendosi in Inghilterra nel 1971, a già 30 anni compiuti, per competere nella Formula Ford Mexico. Il suo essere donna e già “avanti” con gli anni la rendevano un oggetto misterioso, quasi malvisto dal mondo delle corse, ma qui tirò fuori la sua tenacia. Alla prima stagione vinse il titolo nella Formula Ford Mexico, e da lì arrivò il grande salto alla Formula F5000 britannica, uno degli ultimi gradini prima della Formula 1. In un campionato in realtà un po’ dimenticato dal grande pubblico e dalle scuderie in cerca di un nuovo talento, Lella Lombardi impressionò tutti per regolarità di guida e costanza di risultati, ottenendo pochissimi ritiri e il quarto posto finale.

L’approdo in Formula 1: Lella Lombardi da “donna bambola” a prima a qualificarsi dopo 20 anni

Per guadagnarsi la Formula 1 però non bastava un risultato in Formula 5000: bisognava provare di potercela fare con i pezzi grossi. Allora per dimostrare le sue capacità nel mondo dei “grandi”, con la sua Lola T330 Chevolet con cui ha corso la Formula 5000 prese parte a due gare di Formula 1 non valide per il Campionato mondiale in Inghilterra, a Brands Hatch e a Silverstone. Sebbene da diversi decenni l’universo delle gare fuori campionato non siano più una realtà, fino agli anni ’70 questo tipo di gare “d’esibizione” era un modo per i piloti per tenersi allenati, per le scuderie di testare componenti nuove senza rischiare ritiri nelle gare iridate e anche per vedere all’opera nuovi talenti.

Lella Lombardi f5000

Ed è proprio in queste gare che Lella si fa notare. Con la sua F5000, decisamente meno competitiva delle vere Formula 1, terminò entrambe le corse, raggiungendo sul tosto circuito di Silverstone un ottimo 13° posto. Queste prestazioni ottenute tra il marzo e l’aprile del 1974 convinsero un team che era pronta per il salto in F1. Una squadra di seconda fascia, il Team Allied Polymer Group, le affidò un’auto per il GP di Gran Bretagna a Brands Hatch, circuito che Lella conosceva bene.

Una volta, la F1 era molto diversa da oggi. In ogni tappa, c’erano Scuderie locali più o meno attrezzate che cercavano gloria nel GP di Casa. Tra queste c’era l’Allied Polymer Group, che per l’occasione affittò una Brabham BT42 dal team ufficiale di Bernie Ecclestone e la diede in mano a Lella Lombardi. Con il numero di gara 208, Lombardi tentò di qualificarsi, ma l’auto presa in affitto era davvero poco performante e in pessime condizioni meccaniche. In quell’era della Formula 1, bisognava segnare un tempo minimo per poter partecipare alla gara della domenica: con il suo 29° tempo, Lella Lombardi non riuscì a qualificarsi.

La stagione 1975: l’approdo in March e l’arrivo degli sponsor

Nel frattempo però la sua voglia di arrivare, la sua guida pulita e la sua tenacia non passarono inosservate. A puntare su di lei però fu un team storico della Formula 1, March. Il team guidato da Max Mosley era rimasto piacevolmente colpito dalle prestazioni della giovane. All’epoca, il futuro Presidente della FIA aveva già tra i suoi ranghi già due piloti di valore come Vittorio Brambilla e Hans-Joachim Stuck, veloci ma anche molto scostanti e “proni” a commettere incidenti. Mosley allora offrì una terza monoposto all’ormai 34 enne Lombardi, pilota costante e affidabile, che così potè correre con il prestigioso team inglese.

Lella Lombardi Marchi Lavazza

Sulla carrozzeria della sua splendida March 751, dotata dell’iconico frontale “a cucchiaio”, comparve poi una cosa impensabile per una donna come lei. Uno sponsor, e mica uno di rincalzo, ma la famosa azienda di caffè Lavazza. L’azienda torinese decise di sponsorizzare la pilota italiana. Fu una cosa incredibile: nessun brand aveva mai voluto accostarsi ad una donna pilota in F1. Lavazza, piemontese come Lombardi, fu la prima a credere nella conterranea pilota, permettendole di correre 12 dei 14 GP stagionali.

Il debutto avvenne al terzo Gran Premio a Kyalami, in Sud Africa. In terra africana, l’esperta pilota italiana, nonostante avesse tra le mani la precedente March 741, riuscì a qualificarsi agilmente per la gara. La sua qualificazione fece il giro del mondo. Fu infatti la prima donna a partecipare ad una gara di Formula 1 quasi 20 anni dopo Maria Teresa de Filippis, che entrò in una gara per l’ultima volta nel 1958. Lella Lombardi riuscì nell’impresa di riportare una donna nel Campionato più importante di tutto il panorama motoristico mondiale. La gara della nostra pilota finì però dopo 27 giri, per un guasto alla distribuzione.

Lella Lombardi e Vittorio Brambilla

Quella gara però mostrò le capacità di Lombardi al team March, che per il resto della stagione ebbe a disposizione la nuova e più performante March 751. Da quella gara però qualcosa cambiò: da “fenomeno mondiale” e “stella nascente”, Lella Lombardi diventò quasi un fastidio per i rivali. Lo smacco di arrivare dietro ad una donna era troppo, soprattutto pensando che si trattava del 1975, un periodo dove le donne erano molto lontane dalla libertà e il rispetto a cui siamo abituati oggi. Basti pensare che il delitto d’onore sarebbe stato ancora legale per altri 6 anni, fino al 1981.

Lella Lombardi ritratto

Il risultato fu un ambiente a dir poco ostile per Lella Lombardi, una situazione arrivata ai limiti del ridicolo durante un’intervista in un weekend di gara. Un giornalista straniero infatti le chiese se “Fosse lo sport adatto a lei”, perchè avesse scelto un “hobby così rischioso” e se fosse “la nuova bambola della Formula 1“. Prese queste provocazioni con un sorriso beffardo, Maria Grazia Lombardi andò dritta per la sua strada, fiera e orgogliosa di essere la prima donna stabilmente qualificata e partecipante ad un’intera stagione di Formula 1.

Il GP di Spagna: il primo punto nell’incredibile GP del Montjuic

Nonostante il clima non fosse proprio di massima integrazione, l’italiana si presentò al suo secondo Gran Premio da pilota ufficiale March con tante speranze. Il circuito era il cittadino del Montjuic, il parco nel centro di Barcellona. La gara in sè fu una delle più drammatiche e controverse della storia della Formula 1.

Sotto gli occhi del futuro Re di Spagna Juan Carlos, il circuito si presentò ai piloti in condizioni di sicurezza critiche. Alcuni guardrail non erano nemmeno montate correttamente, e parecchie curve ponevano in grave pericolo piloti e spettatori. La situazione era talmente grave che dopo le prove del sabato il Campione del Mondo in carica, il brasiliano Emerson Fittipaldi, decise di non correre la domenica. Il fratello Wilson Fittipaldi e l’italiano Arturo Merzario invece decisero di ritirarsi dopo appena un giro.

Lella Lombardi 1975 montjuic

In questo scenario quasi apocalittico, pur di non far saltare la gara tutti i meccanici e persino alcuni piloti passarono il sabato e il mattino della domenica a saldare e montare i guardrail, mancando il controllo di tutte le curve. La FIA però deliberò la gara, che cominciò regolarmente. Se Vittorio Brambilla sulla sua March partiva quinto, Lella Lombardi era in difficoltà. Si sistemò in griglia al 24esimo posto, a oltre 5 secondi dal poleman Niki Lauda.

In pochi giri, però, la gara si trasformò in una sfida di sopravvivenza. Gli incidenti erano numerosi anche a causa del tortuoso circuito che si snodava nel parco del Montjuic. I piloti continuavano a ritirarsi per incidente o per problemi tecnici, tra cui i favoritissimi Lauda, Jody Sheckter, James Hunt e Mario Andretti. Tutti i piloti terminarono la gara dopo poche tornate. Tutti tranne pochi superstiti, tra cui Lella Lombardi, che con una condotta di gara pulita e precisa si trovava al 25esimo giro al sesto posto.

Durante quel giro, la Embassy Hill-Ford di Rolf Stommelen perse l’ala posteriore. Il pilota tedesco da quel momento diventò passeggero della sua monoposto, e si schiantò contro le barriere, che ironicamente erano state montate proprio dai suoi meccanici. La sua Hill in quel momento spiccò il volo, superò il muro che divideva la pista dagli spettatori e investì la folla. Quattro persone persero la vita nell’impatto, mentre Stommelen si salvò, sebbene con gravi lesioni.

Lella Lombardi MontJuic

La gara dopo 2 giri venne interrotta e non venne più ripresa. Per la prima volta nella storia della Formula 1, una gara veniva interrotta prima del 60% dei giri percorsi. In questi casi, la classifica viene “congelata” all’ultimo giro prima della sospensione e vengono assegnati punti dimezzati. Così il vincitore Jochen Mass ottenne 4,5 punti, il secondo classificato Jacky Ickx 3 e così via. In uno scenario così tragico si era però consumata una pagina indelebile dello sport.

Al sesto posto, ultima posizione a punti della classifica, si era classificata proprio Lella Lombardi. Il suo punto venne “ridotto” a 0,5 punti, ma non era importante. Lella Lombardi infatti il 27 aprile 1975 divenne la prima donna capace di segnare punti in Formula 1, partendo dal 24esimo posto e scalando la classifica fino al sesto posto.

Il resto della stagione 1975: l’incredibile settimo posto al Nurburgring

Fu un traguardo incredibile, che però passò all’epoca in secondo piano a causa degli incredibili eventi, in una gara passata alla storia come “la tragedia del Montjuic”. Dopo questo incredibile risultato, il 1975 sfortunatamente non proseguì come sperato. Non si qualificò a Monaco, mentre raccolse quattro ritiri per inaffidabilità durante la stagione. Nel Gran Premio d’Austria sferzato da una pioggia incessante Lella si classificò 17esima, mentre il compagno di squadra Vittorio Brambilla disputò una gara indimenticabile, ottenendo la vittoria sotto il diluvio, la prima e unica vittoria del pilota milanese in Formula 1.

Lella Lombardi 1974

C’è poi stato spazio per un altro exploit, forse ancora più incredibile di quello del Montjuic. Al terz’ultimo appuntamento della stagione il Circus della Formula 1 si recò in Germania, sul famigerato circuito del Nürburgring. Sui 22,8 km dell’Inferno Verde, partita dalla 25esima e ultima posizione Lombardi disputò una gara impeccabile. Tenendo la sua March lontana dai guai meccanici e dagli incidenti, la pilota piemontese ottenne un eccellente settimo posto, rimanendo nel giro del vincitore Carlos Reutemann e fermandosi a meno di 2 minuti e mezzo dal sesto posto (risultato eccellente su una pista da 7 minuti al giro), andando vicinissima al secondo punto iridato della sua carriera.

Sfortunatamente, l’indimenticabile stagione 1975 finì nel modo peggiore, con un incidente nel Gran Premio di casa, a Monza. Dopo questa incredibile stagione, Lombardi non rinnovò il contratto con March. Corse l’ultima gara del Campionato 1975 con la Williams, non riuscendo a partire al GP degli Stati Uniti per un problema all’accensione della sua monoposto. Nel 1976, la piemontese riuscì a competere con il team RAM Racing in tre GP, con un 12esimo posto in Austria come miglior risultato.

Dopo la Formula 1: l’approdo di Lella Lombardi nei campionati Sport e Turismo

Il 1976 è anche stato l’ultima stagione di Lella Lombardi in Formula 1. Nonostante la fine del suo sogno, Lombardi non si lasciò abbattere e continuò a correre in altre categorie. Dopo una vita passata sulle monoposto a ruote scoperte, Lombardi scoprì una seconda giovinezza con auto a ruote coperte.

Lella Lombardi Alpine A441

Prima si cimentò nel Campionato Sport Prototipi, dove già correva saltuariamente nel 1975 e nel 1976. Qui ottenne diversi piazzamenti di rilievo, prima al volante della Renault-Alpine A441 guidata con la francese Marie-Claude Beaumont nel 1975, ottenendo diversi primi posti nella sua classe. Partecipò anche alla 24 Ore di Le Mans del 1976 con la pilota francese Christine Dacremont, al volante di una Lancia Stratos. L’equipaggio tutto al femminile completò la corsa al 20esimo posto assoluto e al secondo posto di classe S+ 2.0.

Lella Lombardi con Arturo Merzario

Tornata saltuariamente nel 1977 e poi con regolarità dal 1979, ottenne in coppia con Giorgio Francia un quarto posto assoluto e primo di classe nella 24 Ore di Daytona, al volante di una Osella-BMW PA6. Guidando sempre una Osella-BMW, ottenne poi la vittoria nella 6 Ore di Pergusa, in coppia con Enrico Grimaldi, ottenendo anche il giro veloce sul circuito siciliano. Alla fine della stagione poi c’è stato spazio per un’altra vittoria alla 6 Ore di Vallelunga, di nuovo in coppia con Giorgio Francia.

Dopo un deludente 1980, Lombardi passa alle vetture Turismo, partecipando al Campionato Europeo Turismo nel 1982 dove ottenne tre vittorie di classe 2500cc su Alfa Romeo Alfetta GTV6 in coppia con Anna Cambiaghi. Dopo una vittoria nel 1983 e ben 4 nel 1984, ancora in coppia con Giorgio Francia, nel 1985 a 44 anni conquista ben 6 vittorie di classe. Sfiora addirittura la vittoria del titolo assoluto, che le sfugge solo per la differenza di cilindrata e di classe con le vetture più potenti.

Il ritiro, il team e la morte di Lella Lombardi, una campionessa poco osannata

Ha ancora spazio nel 1984 per partecipare a due tappe del DTM sul circuito nel Nürburging su Alfa GTV6, finendo 10° e 6°. Dopo poi diversi anni di gare saltuarie, nel 1988 appende definitivamente il casco al chiodo, mettendo fine alla sua incredibile carriera. Una carriera che è d’ispirazione ancora oggi per la forza con cui la piccola pilota alessandrina è riuscita a imporsi in uno sport e in un mondo fortemente comandati da uomini.

Lella Lombardi Alfa Romeo

Dopo il ritiro però la sua missione non era ancora finita. Nel 1988 infatti, poco dopo il ritiro a 47 anni, fondò il suo team, il Lombardi Autosport. La “Tigre di Torino”, così soprannominata dalla stampa italiana, voleva dare seguito alla sua esperienza nel mondo dei motori. Il progetto di una scuderia con cui far correre giovani piloti e, ovviamente, pilote di talento però dura poco. A quasi quattro anni dalla nascita della scuderia, il 3 marzo 1992, Lella Lombardi non riesce a vincere la sua ultima gara contro un male incurabile, che a 51 anni pone fine alla vita di un vero e proprio simbolo del motorsport. Una grande folla si riversò ai funerali nel piccolo paese di Frugarolo, dove ancora adesso riposa la pilota più famosa della storia della Formula 1.

Le altre donne in F1: da Maria Teresa de Filippis a Giovanna Amati a Jamie Chadwick

A 29 anni esatti dalla sua morte e a quasi 46 anni dalla sua incredibile impresa, le gesta di Lella Lombardi continuano ad ispirare decine di donne appassionate di motorsport. Nonostante questo, però, la storia di Lella Lombardi finì, forse deliberatamente, nel dimenticatoio. La sua morte fu presto dimenticata, e dal 1976 nessuna donna riuscì più a partecipare ad una gara di Formula 1.

Lella Lombardi Maria teresa De Filippis

L’unica altra donna in grado di competere nella Classe Regina fu Maria Teresa De Filippis, pilota napoletana che agli albori della Formula 1 tentò la fortuna nel motorsport agli albori della Formula 1. Dotata di un grande talento, la giovane pilota napoletana entrò in Formula 1 nel 1958 da privata, tentando la qualificazione a diversi Gran Premi, tra cui il difficilissimo GP di Monaco. Riuscì a qualificarsi in una sola occasione, al Gran Premio del Belgio del 1958 al volante di una Maserati 250F, la stessa auto del Campione del Mondo Juan Manuel Fangio.

Sul tostissimo circuito di Spa-Francorchamps, De Filippis si qualificò alla gara e ottenne il decimo posto, diventando la prima donna a competere e a concludere un GP di Formula 1. Ingaggiata da Porsche per il 1959, rimase però traumatizzata dalla morte in gara del suo team leader Jean Behra. A causa di quel trauma, Maria Teresa De Filippis decise di ritirarsi dalle corse.

Lella lombardi Giovanna Amati

Ci furono poi altre donne che hanno tentato di qualificarsi, tra cui l’americana Divina Galica e, per ultima, l’italiana Giovanna Amati. Ed è proprio la pilota romana l’ultima donna che ad oggi ha partecipato come pilota titolare ad un weekend di corse nel 1992, ironicamente l’anno in cui è mancata Lella Lombardi. Fu ingaggiata dalla Brabham storica scuderia ormai in profondo declino, e fallì la qualificazione nelle tre gare a cui tentò di partecipare.

Susie Wolff, l’ultima a guidare una monoposto in un weekend di gara

Da quasi 30 anni a questa parte, nessuna donna è più stata ingaggiata come pilota ufficiale. Ci sono state solo fugaci partecipazioni di alcune pilote, a maggior parte delle quali ingaggiate come pilota di riserva. Negli ultimi anni le esperienze di Carmen Jordà, la sfortunata Maria de Villota e più recentemnte della colombiana Tatiana Calderon come terzo pilota non hanno portato al debutto.

Susie Wolff Lella Lombardi

Ad oggi, l’ultima donna a guidare una monoposto di Formula 1 in un Gran Premio è stata Susie Wolff. Nata Stoddart, la moglie del Team Principal Mercedes Toto Wolff è stata terzo pilota per il Team Williams. In queste vesti, la scozzese ha potuto partecipare alla prima sessione di Prove Libere del GP di Gran Bretagna del 2014. La sua partecipazione ha riportato una donna in F1, seppur per una sola sessione, 22 anni dopo l’ultima volta di Giovanna Amati.

Ed ora? La W Series, la Ferrari Driver Academy e il sogno di seguire le orme di Lella Lombardi

Tornando ad oggi, stata annunciata da poco la presenza di Jamie Chadwick per il terzo anno consecutivo come terzo pilota del Team Williams. La pilota inglese classe ’98 è al momento la pilota più quotata e più apprezzata in circolazione. Dopo ottimi risultati nelle categorie minori inglesi, la britannica sta cercando di ottenere i 40 punti necessari per ottenere la Super Licenza, “patente” indispensabile per correre in Formula 1.

Lella Lombardi Jamie Chadwick

Il trampolino di lancio di Jamie Chadwick è stata però la partecipazione alla W Series, il primo campionato motoristico dedicato a sole donne. All’inizio accusato di scarsa inclusività, la W Series ha dato l’opportunità di mostrarsi al mondo a diverse pilote davvero valide, tra cui proprio la vincitrice della prima edizione Jamie Chadwick, la britannica Alice Powell o l’italiana Vicky Piria.

Tutte donne forti e capaci di lottare ad armi pari con gli uomini, che nella W Series hanno trovato una vetrina per dimostrare il proprio talento al mondo e agli sponsor, questi ultimi indispensabili per una carriera nel Motorsport. Negli ultimi anni il lavoro della FIA per la parità di genere sta dando i primi frutti. Dopo l’expoit della W Series, fermata nel 2020 a causa della pandemia, l’anno scorso si è chiuso con una sorpresa. All’interno della rinomata Ferrari Driver Academy, divisione della Scuderia di Maranello, che cresce i piloti del futuro, è entrata la prima donna. Si tratta di Maya Weug, 16enne olandese che segue le orme degli ex piloti FDA Charles Leclerc, Mick Schumacher e Antonio Giovinazzi.

La storia di Lella Lombardi: i sogni non sono mai impossibili

Il mondo ormai è molto diverso dal 1975, ma è incredibile come la storia di Lella Lombardi sia ancora un unicum 45 anni dopo. Negli ultimi anni però, anche grazie all’uscita dal dimenticatoio della storia della pilota piemontese, sempre più ragazze hanno il coraggio di correre e intraprendere il loro sogno nel motorsport.

Noi per primi vediamo la nostra Fjona che tutti i giorni si fa notare sempre di più in un mondo dominato da uomini come quello dell’auto. La storia di Lella Lombardi emoziona sempre più persone e ispira sempre più ragazze a seguire i loro sogni. Perchè la favola della giovane partita dalla provincia e arrivata in Formula 1 è d’ispirazione per chiunque. E siamo sicuri che Lella Lombardi non rimarrà l’unica donna nella storia della Formula 1 per molto.

Di certo, però, Lella Lombardi rimarrà una figura indimenticabile per le donne e per tutti gli appassionati di motori del mondo. Una donna che partita dal basso ha reso possibili cose che nel 1975 erano impossibili, come la possibilità ad una “bambola” di correre tra i migliori piloti del mondo. Il futuro è costruito anche grazie a gesti grandi e indimenticabili come questo, e da figure che rimarranno per sempre nella storia dello sport.

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Giulio Verdiraimo

Ho 22 anni, studio Ingegneria e sono malato di auto. Di ogni tipo, forma, dimensione. Basta che abbia quattro ruote e riesce ad emozionarmi, meglio se analogiche! Al contempo, amo molto la tecnologia, la musica rock e i viaggi, soprattutto culinari!

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