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Emergenza globale. O meglio, siamo di fronte a una “emergenza di salute pubblica di interesse internazionale”, secondo quanto dichiarato dal PHEIC (Public Health Emergency of International Concern). Stiamo parlando di questo nuovo virus sulla bocca (figurativamente parlando) di tutti: il Coronavirus. In Italia abbondano articoli, inchieste e reportage per cercare informazioni sui sintomi e sui metodi di prevenzione, a tal punto che, nel giro di qualche giorno, sono andate a ruba le mascherine chirurgiche in quasi tutte le farmacie del Paese. Ma cosa sappiamo di questo nuovo virus e fino a quanto possiamo parlare di contagio o di psicosi?

Coronavirus: quello che sappiamo al momento

In realtà il Coronavirus non è il nome della malattia, si tratta di una vasta famiglia di virus. Sono noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi, come la sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS). Quest’ultima è rimasta famosa per la notorietà purtroppo raggiunta tra il 2002 e il 2003, dopo aver causato quasi 400 morti. Sia le origini che il tipo di malattia, sono molto simili, tra l’altro, al Coronavirus che sta colpendo i giorni nostri.corona virus wuhan

Il Coronavirus di cui si parla tanto ultimamente, si chiama 2019-nCoV. Il 31 dicembre 2019 le autorità cinesi informano l’Organizzazione mondiale della Sanità che a Wuhan, nella provincia di Hubei, si è verificata una serie di casi di simil polmonite, la cui causa è però sconosciuta: si tratta di un nuovo ceppo di Coronavirus mai identificato prima nell’uomo.corona virus pipistrelli

L’origine dell’epidemia, partita da Whuan, al momento non si sa ancora da dove si sia originato. Alcuni ricercatori del Wuhan Jinyintan Hospital ipotizzano che il nuovo agente infettivo sarebbe arrivato all’uomo attraverso il pipistrello e il serpente.

I casi di contagio confermati sono, a oggi, circa 17mila e più di 360  morti. Secondo statistiche pubblicate da Cnn, il Coronavirus ha colpito più del triplo del SARS.

Sintomi e prevenzione: con o senza mascherine chirurgiche?

La malattia colpisce soprattutto le vie respiratorie. I sintomi sono gli stessi di tutte le malattie infettive respiratorie, compresa l’influenza stagionale, che in queste settimane sta raggiungendo il picco dei contagi. I sintomi più comuni includono febbre, tosse, difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.

Il virus è apparentemente trasmesso con le microscopiche goccioline di saliva emesse dal paziente con la tosse. Pertanto il virus è possibile che si trasmetta da persona a persona, di solito dopo un contatto stretto con un paziente infetto. Questa modalità di contagio è molto comune ed è condivisa per esempio dall’influenza e dal morbillo.

Non esiste un trattamento specifico per la malattia causata da un nuovo coronavirus. Il trattamento deve essere basato sui sintomi del paziente.

Le raccomandazioni per ridurre l’esposizione e la trasmissione di una serie di malattie respiratorie comprendono lavare spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni alcoliche e starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso.*

* Fonte: Ministero della Salute

L’effetto psicosi delle mascherine chirurgiche (e non solo)

Da quando sono circolate le prime informazioni su questo nuovo Coronavirus, in tutto il mondo si è scatenato il panico. Viaggi, aziende, container, persone, tutto è stato messo in quarantena. Ma nonostante i numerosi articoli sul numero degli infettati e dei morti in crescita, l’informazione non è arrivata nel modo più adeguato.

In Italia il Coronavirus è tra le ricerche Google più registrate negli ultimi giorni. Per capirci, è potenzialmente più cliccato del “calcio” e del…”porno”.coronavirus trend

Benché sia un bene aver distratto l’italiano medio da queste ingenti fonti di click, non è un buon motivo lasciarsi andare a vere e proprie psicosi. In tutto il Paese, moltissimi cittadini hanno smesso di frequentare negozi e ristoranti cinesi, come se il solo fatto di accostarsi a una persona dai tratti somatici asiatici possa trasmettere, per motivi sconosciuti alla scienza, il virus agli altri. In mezzo alla psicosi e al delirio generale, non sono mancati anche alcuni casi riprovevoli, come blitz razzisti di Forza Nuova nella notte a Brescia. 

coronavirus psicosiI casi confermati nel continente europeo sono 22. Due in Italia: si tratta di una coppia di turisti cinesi, in vacanza a Roma. Ma non sono bastati gli interventi mossi dal Ministero della Salute in Italia, i severi controlli negli aeroporti e la Task Force specifica messa in moto ancora dal 22 Gennaio. Tutte manovre che confermano che la situazione nel nostro Paese è del tutto sotto controllo. Non basta. Basta ormai un colpo di tosse per far scattare (inutili) allarmismi.

Tra le più significative dimostrazioni di questa psicosi generale, c’è l’aumento vertiginoso dell’acquisto di mascherine chirurgiche. Le farmacie hanno esaurito i prodotti negli scaffali, le mascherine si trovano ormai solo in ospedale (dove servono davvero).

Se prima venivano richieste dieci mascherine chirurgiche al mese, in questo periodo arrivano fino a cento al giorno. Esaurite in alcune farmacie, aumentate di prezzo in altre. Di fronte alla paura, infatti, non si guarda certo al costo e così prodotti che normalmente costano 10 centesimi, sono oggi venduti anche a 50 centesimi l’ uno, dando il via a speculazioni decisamente fuori proporzione.

Ma queste mascherine servono? Se siete giunti fin qui, è probabile che facciate parte delle migliaia di italiani che l’hanno chiesto a Google, diventato ormai specchio delle nostre priorità, preoccupazioni e curiosità. Facciamo quindi chiarezza.

Le mascherine chirurgiche servono se si hanno sintomi di malattie respiratorie, come tosse o difficoltà a respirare e se si è un operatore sanitario. Ovvero, il motivo per cui nascono le mascherine.  La mascherina non è necessaria, per coloro che stanno bene. Bastano le normali e buone pratiche igieniche che tutti noi dovremmo conoscere.corona virus ministero salute

Addirittura un esperto dell’ Università di Pechino, Wang Yudedan ha esortato a evitare le mascherine dotate di una valvola di sfiato, perché favorirebbero “l’accumulo di virus”.

Beviamo una Corona(virus)

Ma l’Italia non è l’unico Paese su cui le psicosi del Coronavirus sta colpendo più persone del virus in sé. Google ci dice che dall’altra parte dell’Oceano ci sono numerose persone che hanno macchinato qualche tipo di complotto tra il Coronavirus e la birra Corona.

Dal 25 Gennaio si cercava senza sosta la messicana birra Corona. Più precisamente il termine “beer corona virus” ha avuto un’impennata in Australia, Canada, Cambogia, Slovenia, Francia, Germania, Singapore, Nuova Zelanda ed Emirati Arabi Uniti.

beer-coronavirusLe autorità americane hanno dovuto sottolineare più volte che la birra in questione non c’entra affatto con la diffusione del virus. Il nome scelto per il virus si deve alla forma del virus stesso che, osservata al microscopio, è caratterizzato da punte che ricordano proprio delle piccole corone.

Non è mancata l’ironia di meme e foto sui social: un gruppo di birre Heineken protette con mascherina di fronte a una bottiglietta di Corona o la foto da un supermercato dove su un carrello altre birre mettono in quarantena, in un angolo del carrello stesso, la povera bottiglia di Corona.


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Elisa Erriu

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"Lo scrivere" è il suo mestiere. Ma oltre alla coltre delle sue varie esperienze giornalistiche e dei suoi Master, c'è un mondo fatto di fantasy, anime, film, videogame, musica, Ichnusa, My Little Pony e oggettistica del Re Leone (l'originale!). Attenzione: se pronunciate per tre volte il suo nome giapponese, apparirà alle vostre spalle.
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