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Pine recensione: l’Open World con qualcosa da raccontare

Abbiamo giocato a Pine, l'adventure Open World realizzato da Twirlbound, ecco cosa ne pensiamo

Nato dalla creatività della neonata Twirlbound, Pine è un adventure open world ambientato in un’isola fantastica piena di vita, di creature bizzarre e tanti elementi da scoprire.

Quando si parla di Open World è difficile non pensare alle innevate distese di The Elder Scrolls o alle misteriose terre di The Witcher. Nonostante le modeste dimensioni della software house, Twirlbound, con l’aiuto di Kongregate, ha deciso di sfatare il mito che un buon Open World necessiti di un gran numero di risorse umane e monetarie. Sarà riuscita nel suo intento? Scopriamolo nella nostra recensione di Pine.

Pine recensione: di cosa parla?

In Pine interpretiamo il ruolo di Hue, un giovane umano la cui tribù ha vissuto per moltissimo tempo in cima ad una scogliera, isolata dal resto del mondo. Quassù, gli umani vivono una vita di stenti con pochissimo spazio per espandersi e poche risorse con cui sopravvivere. I membri della tribù più anziani, inoltre, non vedono di buon occhio il mondo esterno e impediscono a chiunque di esplorare nuove terre. Questo clima non riesce a fermare il temperamento di Aman, fratello di Hue, annoiato dalla vita quotidiana e sempre in cerca di nuove avventure.

La pacifica vita degli umani verrà però stravolta da un disastro naturale che distruggerà il loro villaggio. Per questo motivo, Hue si ritroverà a dover cercare una nuova casa per gli umani nel mondo esterno. Qui scoprirà che esistono altre tribù di creature bizzarre e affascinanti con le quali deve dialogare. Il nostro protagonista dovrà infatti affrontare molti pericoli e tribù ostili e avrà bisogno di tutto l’aiuto necessario per aiutare il suo popolo a trovare un posto nel mondo.

Dovremo scegliere con attenzione i nuovi alleati poiché le altre tribù non apprezzano affatto la presenza degli umani. Nelle prime fasi del gioco, infatti, molte di queste ci attaccheranno a vista nel tentativo di allontanarci dal loro villaggio e dai loro simili. Per migliorare i nostri rapporti con loro dovremo utilizzare la diplomazia, un pizzico di arguzia e nei casi più stremi, la spada e l’arco.

Villaggi e diplomazia

Avere a che fare con le tribù straniere rappresenta infatti l’elemento centrale in Pine. Dai Cariblin, ai Litter fino ai Gobbledew, la conquista dell’amicizia di una razza inizia con il dare loro dei regali. Ogni razza è diversa dalle altre e predilige dei doni piuttosto che altri. Gli oggetti da offrire sono risorse o strumenti che Hue troverà in giro o realizzerà con le sue mani attraverso un sistema di crafting piuttosto basico. Diventando prima neutrale e poi amico con una tribù, avrete accesso a nuove funzioni offerte dal villaggio, nuovi dialoghi e nuove quest.

Ma attenzione! Le relazioni diplomatiche non riguardano solo voi e gli altri, anche i villaggi hanno un parere sulle altre tribù e potrebbero non apprezzare i vostri doni fatti ai loro nemici. Questo rende estremamente complicato e interessante l’elemento diplomatico. A rendere ancora più arduo il gioco è la difficoltà nel trovare le risorse che richiedono molto tempo di ricerca ed esplorazione. Oltre a donarle agli altri abitanti, Hue ha infatti bisogno di mangiare regolarmente e utilizzare determinate risorse per creare un nuovo equipaggiamento più efficiente.

Nelle fasi più avanzate del gioco, la diplomazia raggiunge il suo apice. Una volta stabilite le vostre alleanze e inimicizie, potrete infatti organizzare dei veri e propri attacchi nei confronti dei vostri nemici, che sia avvelenare il leader avversario, interrompere i loro commerci o organizzare delle battaglie per conquistare un villaggio. Tutto dipende da voi e dai vostri interessi, così facendo potrete plasmare il mondo di Pine come più vi piace.

Un mondo vivo

Pine recensione screenshot

Quello che più mi ha colpito di questo videogioco Indie è il suo costante dinamismo. Ogni tribù ha infatti dei raccoglitori, commercianti e soldati che viaggiano in lungo e largo. Non si tratta di semplici NPC che si muovono in maniera random ma ciascuno svolge costantemente la sua funzione. I raccoglitori, per esempio, raccoglieranno effettivamente le risorse sparse per il mondo, magari proprio QUELLA risorsa che stavate cercando da tanto tempo. Gli abitanti delle varie tribù, inoltre, interagiscono tra di loro a seconda della loro diplomazia. Li vedrete combattere tra loro in caso di inimicizia o “annusarsi” cautamente in caso di neutralità.

Un altro elemento dinamico è dato dall’IA dei personaggi. Oltre alle reazione di cui sopra, i nemici e i mostri neutrali che popolano il mondo, possiedono una grande capacità di apprendimento del vostro stile di combattimento. Se utilizzate spesso la fionda o altre armi a lungo raggio, i nemici inizieranno a colpirvi da lontano più spesso, se invece vi difendete di frequente con lo scudo, l’avversario inizierà a lanciarvi degli attacchi speciali che non possono essere parati. L’intelligenza artificiale comincerà in breve tempo ad adattarsi alle vostre abitudini di gioco e rispondere di conseguenza.

Questo rappresenta un grado di sfida notevole e intelligente al combattimento in Pine. Il sistema di lotta è molto complicato e può risultare macchinoso soprattutto all’inizio. Con un po’ di pratica, però, imparerete presto a schivare, rotolare e contrattaccare gli avversarsi. Il ritmo dei combattimenti è molto lento e ci è voluto un po’ per calcolare i giusti tempi per utilizzare un determinato attacco. Ciò rende il gameplay più avvincente in cui non basta menar fendenti costantemente.

Un mondo ricco e colorato

Il vasto mondo di Pine e i vari dungeon/vault, vantano uno stile grafico che ci è piaciuto moltissimo: vibrante, ricco di colori e con un utilizzo di luci e ombre eccellente. Il tutto è ancora più sorprendente se si pensa che lo studio di Twirlbound è composto solamente da 7 persone. Lo stile è chiaramente ispirato a titoli come la serie di Fable o Legend of Zelda: Breath of the wild, ma riesce ad sviluppare un’impronta personale degna di nota così come anche il character design degli abitanti delle varie tribù e delle creature.

Gli elementi che ci ricordano che siamo in presenza di un indie game ovviamente non mancano. Le animazioni risultano spesso e volentieri legnose e poco convincenti. Inoltre, ci siamo trovati spesso e volentieri ad avere a che fare con alcuni bug e glitch fastidiosi che speriamo possano essere eliminati, magari con una futura patch.

Pine recensione, comprarlo oppure no?

Pine è un bellissimo esempio di come un’idea originale possa trovare il suo posto nel mondo dei videogiochi senza avere bisogno di milioni di dollari. Si tratta di un titolo fresco e originale che, sebbene non sia privo di difetti, può dare un notevole contributo agli Open World. 

Pine è ora disponibile su PC tramite Steam e su Nintendo Switch.

Pine

  • Ottimo Concept
  • Il sistema diplomatico è una vera chicca
  • Graficamente piacevole
  • Gameplay interessante...
  • ...sebbene poco sviluppato
  • Quale elemento GDR in più non avrebbe fatto male
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Daniele Cicarelli

Indigente giramondo con la grande passione per i videogiochi, l'Arte e tutte le storie Fantasy e Sci-Fi che parlano di mondi alternativi senza zanzare. Fermo sostenitore dell'innovazione, del progresso tecnologico e della superiorità del Tipo Erba. Dalla parte dei Villains dal 1991.
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