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Apple porrà fine all’e-mail marketing?

La nuova funzionalità "Mail Privacy Protection" forse fermerà il boom delle newsletter

Apple, durante la WWDC 2021, ha annunciato una novità dedicata alla privacy che alcuni vedono come una possibile minaccia del giornalismo via e-mail. Mail Privacy Protection limiterà infatti la quantità di dati che le persone che inviano e-mail possono raccogliere dati sugli utenti. Ma vediamo di cosa si tratta.

Mail Privacy Protection di Apple sarà la fine delle newsletter e dell’e-mail marketing?

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Durante la Worldwide Developer Conference, Apple ha annunciato Mail Privacy Protection. Ecco come lo descrive l’azienda: “la funzionalità impedisce ai mittenti di utilizzare pixel invisibili per raccogliere informazioni sull’utente. La nuova funzione aiuta gli utenti a impedire ai mittenti di sapere quando aprono un’email e maschera il loro indirizzo IP in modo che non possa essere collegato ad altre attività online o utilizzato per determinare la loro posizione.”

Supponendo che la maggior parte degli utenti di Mail aderisca alla nuova funzionalità, The Verge si è chiesto quanto questi dati siano fondamentali per chi attività basate sulla posta elettronica.

Prima un po’ di background sulla posta elettronica. Molto tempo fa, gli e-mail marketer hanno iniziato a includere pixel invisibili nelle e-mail inviate. Quando si apre una loro e-mail, quei pixel si caricano, avvisando il mittente della lettura del messaggio e potrebbero anche dedurre la posizione dell’utente dall’indirizzo IP. Nel complesso, la percentuale di persone che aprono effettivamente le e-mail è nota come tasso di apertura. È una delle metriche più importanti che i mittenti usano per valutare l’efficacia di ciò che stanno facendo. Dà un’idea di quanto sia coinvolto il pubblico e di come tale coinvolgimento stia cambiando nel tempo.

Allo stesso tempo moltissime persone trovano questa cosa abbastanza inquietante. La startup di e-mail Superhuman ha dovuto addirittura scusarsi nel 2019 dopo che un post virale sul blog ha spiegato come l’azienda ha tracciato quando, dove e con quale frequenza le persone hanno aperto le e-mail inviate tramite il suo servizio.

La maggior parte delle persone non sa che esistono questi pixel “spia”. Ma se lo sapesse e potesse scegliere se autorizzarli o no, sicuramente sceglierebbe la seconda opzione. La maggior parte di questi pixel sono utilizzati per scopi di marketing e per le newsletter. Infatti l’editoria basata sulla posta elettronica è molto in voga e moltissime società come il New York Times stanno investendo pesantemente nelle strategie di newsletter. Quindi non sorprende che alcuni vedano Mail Privacy Protection di Apple come una minaccia.

Basti pensare che il 90,5% di tutte le e-mail aperte sugli smartphone provengono da Mail di Apple su iPhone e iPad. Sui computer, Mail di Apple sui Mac è responsabile del 58,4% delle e-mail aperte. Sembra chiaro che la mossa di Apple influenzerà l’economia della posta elettronica. Magari questa nuova funzionalità spronerà gli editori a trovare altri modi per comprendere il loro pubblico.

Source
The Verge

Sara Grigolin

Amo le serie tv, i libri, la musica e sono malata di tecnologia. Soprattutto se è dotata di led RGB.

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