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Videogiochi

SEGA vende la divisione arcade occidentale: una nuova pagina nella storia della compagnia?

La compagnia giapponese vuole snellire la sua filiera produttiva per essere più veloce ad intercettare i trend del mercato

Si apre un nuovo capitolo della storia di SEGA. L’azienda giapponese leader nella produzione e pubblicazione di videogiochi ha annunciato la vendita del ramo Arcade Amusement International. Gli acquirenti fanno parte di una società di management interna all’azienda al timone di Paul Williams, manager di SEGA da più di vent’anni.

SEGA e la storia degli Arcade

la SEGA Amusements international è la divisione della società che si è sempre occupata della vendita e della distribuzione dei giochi arcade della compagnia in occidente, in particolare in alcune zone d’Europa e nel Nord America.

Come è facile immaginare, i risultati di questa ala della compagnie erano in negativo da tempo ormai e la pandemia di Covid-19 sembra averle dato la stoccata definitiva. D’altronde era già evidente che il mercato degli arcade nel mondo occidentale non rappresentasse più un investimento valido.

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Come ha spiegato Paul Williams, la nuova società manterrà il nome di SEGA Amusements international, ma non solo. Grazie ad un accordo con la casa madre, l’azienda potrà continuare a distribuire i titoli sviluppati da SEGA fuori dal Giappone. Oltre a questo, continuerà a offrire ricambi, assistenza e supporto tecnico per tutti i giochi Sega precedentemente venduti sul mercato insieme a un’ampia gamma di prodotti.

Sono molto contento di come si è concluso questo accordo – spiega Williams – Continueremo a lavorare a stretto contatto con i nostri amici e colleghi di Sega Japan per sviluppare giochi divertenti per il mercato occidentale, insieme allo sviluppo di titoli con il nostro team interno di ricerca e sviluppo guidato da Patrick Michael. Questi prodotti in combinazione con i giochi dei nostri fornitori di terze parti ci consentiranno di rimanere ai vertici dello sviluppo, della produzione e della distribuzione di videogiochi”.

SEGA, la ristrutturazione interna

E’ dall’inizio di aprile che il colosso nipponico sta attuando dei processi di ristrutturazione, in modo tale da snellire il proprio organico. L’azienda infatti sta cercando di rendere più agili i processi decisionali interni, ed essere quindi in grado di rispondere più velocemente ai cambiamenti del mercato.

Un modo per intercettare i nuovi trend del mercato, quindi. Un cambio di paradigma di cui SEGA sembra avere particolarmente bisogno, viste anche le vendite sotto le aspettative di molti titoli lanciati sul mercato recentemente.

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Dal primo aprile, comunque, Toshiro Nagoshi ha abbandonato il suo ruolo di CEO, ed è subentrato Haruki Satomi, mentre il direttivo ha subito una notevole rivoluzione interna. Nelle ultime settimane si è fatta largo l’ipotesi che questo cambio di rotta posso in qualche modo facilitare l’acquisizione dell’azienda da parte di Microsoft, ma è piuttosto improbabile che ciò accada.

La compagnia infatti è ancora di proprietà di SEGA Sammy Group.

SEGA, la storia di un colosso dell’industria

SEGA è una compagnia la cui fondazione può essere fatta risalire al 1951, quasi 70 anni fa, e inizialmente si occupava di arte. Il suo fondatore David Rosen, infatti, voleva esportare opere d’arte giapponesi sul mercato americano ed è solo alla fine degli anni 50 che l’azienda cambia nome in Standard Games e comincia ad occuparsi di giochi elettronici a moneta: i classici cabinati arcade.

E’ solo nel 1965 che l’azienda comincia a produrre i suoi videogiochi proprietari, a seguito di una fusione con un’altra compagnia produttrice di Judebox. La neonata “Secure Games”, presto abbreviata in SEGA, era pronta per iniziare la sua avventura nel mondo degli arcade e delle console.

Proprio tra gli anni 60 e 80 SEGA inizia a produrre videogiochi per le console disponibili ai tempi, ovvero l’Atari 2600 e il Colecovision, mentre cominciava a sfornare i suoi primi successi, come Turbo, che veniva venduto insieme al volante dedicato.

Ma il primo grande risultato SEGA lo raggiunse con la produzione del SEGA Mega Drive, nel 1989. Si trattava di una console a 16 bit, che aveva dalla sua un grande supporto da parte delle software house di terze parti, prima fra tutte Activision. Un fattore che le ha permesso di dominare il mercato per diversi anni.

Sega Storia

SEGA però non riuscì a replicare il successo di Mega Drive con la sua console successiva, il Game Gear, uscito nel 1990. Sebbene questa console fosse tecnicamente più avanzata rispetto alle concorrenti, lo scarso supporto ne decretò il prematuro fallimento.

A quel punto l’azienda capii quello che le sue concorrenti avevano e che a lei mancava: una mascotte. Fu così che nacque Sonic The Hedgehog, l’iconico porcospino blu che diede inizio ad una delle saghe più emblematiche nella storia dei videogiochi.

Nonostante il SEGA Mega Drive abbia dominato il mercato fino ad novanta inoltrati, nel 93 l’interesse verso la console a 16 bit cominciava a scemare e fu l’arrivo della prima Playstation, nel 95, a dare la batosta finale. La nuova console Sony vendette talmente tanto da accaparrarsi il 20% del mercato americano dopo i primi giorni dal suo lancio, diventando in brevissimo tempo il punto di riferimento del gaming.

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L’ultima avventura in ambito console di SEGA fu con il Dreamcast, la prima console a supportare un servizio online a pagamento per i suoi videogiochi. Anche in questo caso, nonostante le prestazioni fossero superiori sia a quelle di Playstation che a quelle di Nintendo 64, in Giappone fu un fallimento totale.

Al contrario, in occidente Dreamcast ottenne una discreta fetta di mercato, grazie anche a titoli del calibro di Virtual Fighter 3, Sonic Adventure e Shenmue. Nonostante ciò, da quel momento in poi SEGA non ha più prodotto console, preferendo invece lo sviluppo di videogiochi originali, come per l’appunto Sonic, di cui dei nuovi capitoli sembrano essere attualmente in sviluppo.

Non ci resta che aspettare di scoprire cosa ci aspetta in questa nuova pagina della storia di SEGA.

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