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Spazio all’ospite: con Francesco Ronchi, fondatore e Vice Presidente di SYX

Fjona Cakalli ha intervistato Francesco Ronchi, fondatore e Vice Presidente di SYX e CEO di GirlsTech

Sul nostro canale Twitch, dopo la pausa invernale, torna l’appuntamento settimanale di #SpazioAllOspite. Questa settimana Fjona Cakalli ha intervistato Francesco Ronchi, fondatore e Vice Presidente di SYX e CEO di GirlsTech, l’iniziativa che combatte le differenze di genere per favorire la totale inclusività nel mondo della tecnologia e della scienza. Nato a Torino il 18 dicembre 1975, Francesco Ronchi cresce in Barriera di Milano, si iscrive poi alla facoltà di Informatica e diventa consulente IT per varie piccole e medie imprese torinesi.

Nel 2011 fonda Synesthesia, lavorando con importanti brand nazionali ed internazionali nello sviluppo di soluzioni software. Nel 2014 porta a Torino il Droidcon, conferenza internazionale sullo sviluppo Android, in seguito lancia FuturMakers, scuola di tecnologia per bambini e ragazzi e co-fonda SYX, associazione culturale no-profit. In questo contesto nasce GirlsTech, evento dedicato all’inclusione del mondo della tecnologia. 

Durante l’intervista, Francesco Ronchi ci ha parlato di GirlsTech, dei corsi gratuiti per bambine e ragazze dedicate alle materie STEM e supportate da Media World, e dell’azienda di cui Fondatore e Vice Presidente, che si pone l’obiettivo di favorire la divulgazione tecnico-scientifica. “Abbiamo iniziato da qualche anno ad organizzare corsi di formazione nell’ambito dello STEM per bambini e ragazzi” afferma Francesco Ronchi; “A un certo punto ci siamo resi conto che purtroppo venivano iscritti solo maschi, e ci siamo chiesti perché. Ci siamo detti che dovevamo fare qualcosa per invertire questa tendenza. Abbiamo quindi pensato inizialmente a un evento di sensibilizzazione verso la gender equality in questo mondo”.

Spazio all’ospite: con Francesco Ronchi, fondatore e Vice Presidente di SYX

“Abbiamo portato testimonianze positive, raccontando chi ha superato problemi di discriminazione. Contemporaneamente, abbiamo organizzato con FuturMakers dei corsi gratuiti per bambine e ragazze. Quest’anno c’è stata l’opportunità di fare crescere molto questa iniziativa. Grazie a Media World, l’abbiamo trasformato da evento di un giorno a diversi cicli di corsi online che dureranno 4 mesi. Sono corsi che spaziano molto nelle tematiche, si passa dalla creazione di un logo all’uso di strumenti Google per la scrittura o il calcolo, o anche creare app e siti web”.

“Gli attriti non nascono tra bambini e ragazzi”, spiega il fondatore e Vice Presidente di SYX. “Per loro non c’è nessuna differenza, si divertono e imparano, anche perché nei corsi ci sono molto gioco e molta creatività. C’è però il pregiudizio che certe materie siano più adatte ai maschi che alle femmine. Noi abbiamo cercato di contrastare questa tendenza, regalando questo corso alle ragazze. In questo modo le bambine possono scoprire un mondo che nel loro futuro potrebbe anche diventare un mestiere. Certe competenze inoltre ormai fanno parte del bagaglio culturale di ciascuno di noi, ed è importante preparare ragazzi al mondo del futuro”.

“Oggi ci sono persone che entrano nel mondo del lavoro per fare un mestiere che 10 anni fa non esisteva”, continua Francesco Ronchi; “È quindi importante imparare ad adattarsi e a essere flessibili, ma anche avere degli strumenti che si possono utilizzare nella vita professionale per aprirsi delle porte. Oggi per esempio non sapere l’inglese chiude molte porte. Probabilmente in futuro avverrà la stessa cosa per le capacità informatiche di base. Per fortuna, anche a livello ministeriale, i programmi stanno cambiando e sono stati introdotti questi corsi, sempre con i tempi tipici del nostro Paese e con gli spazi che possono dedicare le scuole. C’è bisogno di qualcosa di più. A scuola vengono dati rudimenti di base, ma per chi vuole andare un po’ oltre i nostri corsi sono l’ideale”.

GirlsTech, evento dedicato all’inclusione del mondo della tecnologia

Per insegnare qualcosa di così complicato a dei bambini, ci spiega Francesco Ronchi, bisogna andare per gradi. “C’è per esempio un linguaggio di programmazione che si chiama Scratch, che si compone con una specie di tesserine di puzzle. Le tesserine rappresentano funzioni o comandi, e componendole si possono creare semplici programmi, come animare un personaggio sullo schermo. Il linguaggio di programmazione LOGO aveva un principio simile. Questi linguaggi sono l’introduzione per arrivare poi a scrivere il codice. I bambini sono delle spugne, sono pazzeschi. Sono molto più bravi a imparare rispetto a un adulto, come possiamo notare anche nell’utilizzo dei tablet. Quando abbiamo imparato a fare i corsi di Python, che si usa in ambito professionale, avevamo paura che fosse troppo difficile, invece è stato uno dei nostri corsi di maggiore successo”.

“Le ragazze potrebbero avere dei blocchi emotivi verso questi argomenti, ma è il riflesso di un condizionamento dall’esterno. Si sentono spesso dire che certi temi non sono adatti alle bambine e si convincono che sia così. A quell’età siamo una spugna a imparare, ma purtroppo anche a incamerare pensieri negativi, che possono indurre una bambina a pensare di essere incapace a fare certe cose. A volte ci costruiamo delle gabbie sulla base di quello che ci hanno detto, ma spesso non è veramente così. Questi corsi esistono anche per educare i genitori: GirlsTech in quanto iniziativa è un po’ questo. Anche se spesso sono gli stessi genitori a essere convinti che questi pregiudizi vadano sfatati. Noi vogliamo aprire delle porte, anche della mente, per dare una possibilità in più alle ragazze”.

La mentalità generale, che crede che il percorso tech sia un’esclusiva maschile, si può cambiare: “Ci sono moltissime donne che hanno contribuito al mondo della tecnologia, per esempio Ada Lovelace, che è stata la prima programmatrice della storia. Ha avuto delle intuizioni incredibile per la sua epoca, come utilizzare i computer per fare musica o disegnare. Questi sono esempi che aiutano a capire che non è vero che sono cose da maschi”.

SYX, un’associazione culturale che fa divulgazione tecnico-scientifica

Francesco Ronchi

Francesco Ronchi, durante l’intervista, ci ha parlato di SYX, un’associazione culturale che nasce da un gruppo di persone, fra cui alcuni imprenditori, con l’idea di fare un’attività di divulgazione tecnico-scientifica. “Oltre ai corsi per i ragazzi, l’anno scorso siamo stati protagonisti di un’iniziativa chiamata Tutti connessi. Quando ci siamo trovati ad affrontare la pandemia, ci siamo resi conto che la didattica a distanza stava creando una grossa disparità fra le famiglie più fragili e le altre. Questa cosa stava diventando, e lo è tuttora, un grosso problema. Abbiamo quindi deciso di fare qualcosa. Io ho contattato alcuni amici, fra cui quelli di Informatici senza frontiere e di Tecnè, e abbiamo creato questo progetto, con cui abbiamo raccolto donazioni di computer, smartphone e tablet ancora in buone condizioni, soprattutto da aziende.

“Siamo arrivati ad avere 50 volontari su questo progetto, attraverso il quale abbiamo preso questi dispositivi, li abbiamo rigenerati, igienizzati e regalati alle scuole o a chi ne aveva bisogno. A oggi abbiamo movimentato più di 300 computer. In questo momento lo facciamo su Torino, che è la nostra città, ma abbiamo trovato altre associazioni su Genova e su Roma”.

“Il supporto delle grandi aziende è importante per queste iniziative”, afferma Francesco Ronchi, “È importante, perché anche nelle aziende vanno scardinate certe dinamiche negative, come per esempio la disparità salariale. Oggi c’è una richiesta altissima di personale specializzato, soprattutto in ambito tecnologico. Oggi non ci sono abbastanza persone che escono dalle scuole per soddisfare questa necessità. Se ci fossero più donne, sarebbe un vantaggio anche a livello quantitativo. In più le donne hanno un approccio alla risoluzione dei problemi diverso da quello degli uomini, che è un vantaggio ulteriore. A volte il problem solving femminile risolve problemi che un uomo non vede, o viceversa. Le aziende ne hanno bisogno, e c’è una tendenza da parte loro a partecipare e a rendere queste iniziative sostenibili. Questi sono mestieri che non si improvvisano, e che richiedono anni di preparazione, ragion per cui è importante iniziare presto”.

Francesco Ronchi, fondatore e Vice Presidente di SYX

“Synesthesia è un’azienda che ho fondato 10 anni fa e si occupa di digitale a 360 gradi, continua Francesco Ronchi; “Nasce come una società di sviluppo app, ma facciamo anche siti web, comunicazione e tante altre cose. Nell’ambito della formazione e degli eventi, nel 2014 abbiamo avuto l’idea di portare in Italia una manifestazione che abbiamo chiamato Droidcon, che sta per conferenza sugli sviluppatori Android. Una conferenza internazionale, nata in Germania nel 2009, e arrivata poi in Italia. Al tempo eravamo una quindicina di persone e abbiamo organizzato dal nulla questa conferenza, portando 300 partecipanti da tutta Italia e persone da tutto il mondo come speaker, anche da Google, Facebook e altre aziende della Silicon Valley. Proprio da lì è nata l’area di Synesthesia che si occupa di eventi e formazione. Ci siamo poi dedicati anche ad Apple”.

“Noi siamo un po’ pazzi, e per fare l’imprenditore ci vuole un pizzico di follia, ma anche di incoscienza. Io non lo faccio per soldi, ma perché voglio fare cose che mi diano soddisfazione e che restituiscano qualcosa. Io mi ispiro a Olivetti, che era decenni avanti. Lui aveva l’impronta della fabbrica come luogo di cultura. L’imprenditoria ovviamente deve essere sostenibile, ma deve avere anche un ruolo sociale, senza pensare esclusivamente ad accumulare soldi. Le aziende che hanno più successo in questo momento sono quelle che hanno più attenzione al sociale e all’ambiente. Questo perché gli utenti cominciano a fare caso a questo e soprattutto le nuove generazioni cambiano brand alla velocità della luce, legandosi però a chi dimostra di avere valori veri”.

Girls Tech investe sul futuro

Francesco Ronchi ha infine ha spiegato se e come i social influiscano sulla scelta di entrare nell’ambito tech. “Purtroppo i social hanno un grosso problema, in particolare Facebook. Vivono della nostra attenzione, che ci costringe a passare più tempo possibile sui social. Questa cosa è un disastro, perché la gente perde una quantità di tempo spaventosa e perché si sono create aberrazioni assurde. L’influenza di queste piattaforme ha creato dei mostri, pensiamo agli scandali di Cambridge Analytica, che hanno influenzato elezioni e referendum. Ma anche in questo senso stanno cambiando le cose. La cosiddetta attention economy non può durare, e alcune aziende si stanno rendendo conto di essere andati un po’ oltre, quindi o cambiano o rischiano di essere travolte da scandali e dai cambiamenti che verranno”.

“Il mondo è andato avanti su tante cose, e quando la pandemia sarà finita ci troveremo in un posto diverso da quello che abbiamo lasciato. Sicuramente è il momento di pensare a cosa sarà il mondo che verrà. Penso per esempio al clima, che potrebbe procurarci danni ben peggiori di quelli della pandemia. Il problema dell’umanità è che difficilmente facciamo le formiche, è più facile che facciamo le cicale”.

“Da anni ci dicevano che avrebbe potuto arrivare una pandemia, ma la politica se ne è fregata, togliendo addirittura fondi alla salute e a programmi specifici. La politica purtroppo non guarda mai avanti nel tempo, ma si limita alla propria legislatura. Nessuno vuole fare investimenti per qualcosa che succederà fra 20 anni. Invece Girls Tech investe adesso per persone che raccoglieranno questi frutti magari fra 15 anni. Secondo me bisogna ritornare a guardare lontano, a fare cose oggi pensando a quello che avverrà fra 10 anni”.

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