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SsangYong in difficoltà: la Casa coreana vara un nuovo piano industriale

La Casa coreana sta incontrando non pochi problemi economici, dovuti anche al disimpegno del Gruppo Mahindra, azionista di maggioranza

La Corea del Sud sta vivendo un periodo fatto di grandi risultati industriali.
Molte sue aziende diventate potenti multinazionali dagli enormi volumi di vendita, come Hyundai, Samsung o LG.
La Corea del Sud però è la patria di una Casa automobilistica che negli anni ha saputo ritagliarsi una nicchia di mercato piuttosto grande ed affezionata: SsangYong.

La piccola Casa costruttrice coreana si è ritagliata il suo spazio come costruttore di automobili e fuoristrada di sostanza, pratiche e con un ottimo rapporto qualità-prezzo, come Rexton, Tivoli o Korando.
La Casa “dei due dragoni” (questo il significato del suo nome) sembrava anche aver trovato pace e stabilità finanziaria dopo l’acquisizione da parte del Gruppo automobilistico Mahindra.
Il colosso indiano, però, in queste ultime complicatissime settimane sembra essersi tirato indietro a sorpresa.
Una decisione che ha sorpreso la Casa coreana, costretta a rivedere i suoi piani industriali per i prossimi mesi.

Drastica riduzione dei fondi Mahindra destinati per SsangYong

SsangYong ha infatti comunicato in queste ore, non senza dispiacere, come sia venuto a mancare il supporto economico della multinazionale indiana.
Mahindra dal 2010 possiede oltre il 75% delle azioni della Casa coreana.
Poco meno di due anni fa, inoltre, ufficializzava un piano di rilancio industriale. Un piano incentrato sulla produzione di nuovi modelli molto più moderni e tecnologici, compreso il lancio di modelli elettrici.
Proprio l’anno scorso infatti abbiamo visto il debutto di nuova SsangYong Korando, un SUV totalmente nuovo e dotato anche di una versione elettrica.

Ssangyong Korando

Dovevano anche arrivare nuovi modelli, motorizzazioni inedite e tecnologie sviluppate in casa.
Qualcosa quest’anno è però cambiato.
La situazione sanitaria ed economica mondiale è infatti stata totalmente stravolta dalla pandemia di CoVid-19, e le Case automobilistiche non sono rimaste ahimè intoccate.
Tra chiusure delle fabbriche, riconversione delle linee produttive per la produzione di ventilatori e respiratori, c’è chi ha rivisto le proprie priorità di investimento.
Tra queste aziende c’è Mahindra&Mahindra (questo il nome ufficiale del Gruppo indiano), che ha deciso di sospendere i fondi destinati al rilancio di SsangYong.

Mahindra

Il colosso indiano ha quindi negato nel giro di pochi giorni negato gli attesi ingenti finanziamenti, confermando “solo” 40 miliardi di won coreani (circa 30 milioni di euro). Non pochi, certo, ma diversi dai 500 miliardi di won (circa 380 milioni di euro) necessari per un piano di stabilità a lungo termine attesi in Corea.

“Costretti a ripensare il nostro attività e business diversamente”

Questa decisione ha quindi spinto SsangYong a trovare in fretta la liquidità necessaria per non soffrire eccessivamente della situazione, e per portare avanti la progettazione di nuovi modelli.
“Siamo stati costretti, in poche settimane, a ripensare attività e business in chiave diversa. Dobbiamo prepararci ad un nuovo mondo, interpretare i nuovi bisogni dei clienti e organizzare la presenza sul mercato di conseguenza”, ha dichiarato il Direttore generale di SsangYong Italia, Mario Verna.

Ssangyong Tivoli

Verna ha anche riportato che in SsangYong stanno già lavorando su questi temi e allo stesso tempo, sbloccando tutte le risorse disponibili per rispondere in modo tempestivo alla sofferenza di liquidità”.
In ogni caso sono confermati i debutti italiani dei tre modelli attesi per i prossimi 12 mesi, ovvero Korando, il restyling di Tivoli e il pick-up Rexton Sports XL, senza dimenticare Korando Full Electric, la prima EV di SsangYong.

Per trovare la liquidità necessaria, la Casa coreana cercherà nuovi investimenti dagli azionisti (tra cui la reticente Mahindra), e metterà in liquidità strutture e progetti non essenziali.
Tra questi, c’è anche l’importante centro logistico di Busan, posto nella città portuale coreana e centro della logistica mondiale della Casa.

Paura anche per Pininfarina?

Di certo questa notizia è per certi versi sorprendente, vista la fiducia con cui Mahindra si rivolgeva a SsangYong neanche 6 mesi fa.
Sorge quindi spontaneo domandarsi se per Mahindra sia ancora importante mantenere il controllo sulla Casa coreana.
Questo repentino cambio di rotta non è preoccupante solo per SsangYong, ma anche per Pininfarina.

Pininfarina Battista

Da circa 5 anni, infatti, la leggendaria azienda italiana è di proprietà di Mahindra che vuole fare di lei la “chiave per il mercato delle auto di lusso”.
L’ingresso di Pininfarina nell’asset di Mahindra, poi, potrebbe dare una marcia in più alle auto indiane, mai ricordate per i loro design.
È infine imminente l’uscita della prima auto originale prodotta in serie da Pininfarina, l’Hypercar elettrica da 1600 CV Battista, sviluppata in collaborazione con la croata Rimac.
Per il suo lancio Mahindra ha iniettato nelle casse della Casa italiana ingenti somme per l’ingegnerizzazione e la produzione della Super-EV.

Per ora la posizione di Pininfarina è ancora stabile. Nonostante la chiusura in perdita del 2019, gode ancora dei finanziamenti e della fiducia di Mahindra. La situazione però rimarrà invariata nei prossimi mesi?
Non mancheremo di farvi sapere eventuali sviluppi nel futuro di Mahindra, SsangYong e Pininfarina.

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Giulio Verdiraimo

Ho 22 anni, studio Ingegneria e sono malato di auto. Di ogni tipo, forma, dimensione. Basta che abbia quattro ruote e riesce ad emozionarmi, meglio se analogiche! Al contempo, amo molto la tecnologia, la musica rock e i viaggi, soprattutto culinari!

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