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Aston Martin Valkyrie Spider: la Hypercar ibrida perde la testa ma non l’aerodinamica

Aston Martin Valkyrie Spider, la Hypercar ispirata alla F1 perde la testa

Nella prestigiosa cornice della Monterey Car Week, in California, spesso assistiamo al lancio di automobili da sogno che fanno il loro debutto mondiale negli States. Ed è proprio il caso della nuova Aston Martin Valkyrie Spider, la versione scoperta della a dir poco estrema Valkyrie coupé. Dotata dello stesso V12 aspirato con sistema ibrido da 1160 CV e aerodinamica da Formula 1, la versione spider della supersportiva inglese promette di offrire le stesse prestazioni della versione coperta, solo col vento tra i capelli. E di quali prestazioni parliamo? Scopriamolo insieme.

Che cos’è Aston Martin Valkyrie?

Per chi non avesse ancora incontrato questa incredibile automobile è necessario un piccolo passo indietro per conoscere meglio la Aston Martin Valkyrie di partenza. Si tratta della vettura più estrema e potente mai prodotta dalla mitica Casa di Gaydon, che si stacca per un attimo dalla produzione di Gran Turismo e sportive “educate” per abbracciare una nuova filosofia: quella della velocità.

La genesi della Valkyrie deriva direttamente dal mondo della Formula 1, un ambiente nel quale Aston Martin è stata poco più che una comparsa 1959 e nel ’60 e al quale ha fatto ritorno nel 2018 come title sponsor del Team Red Bull. Pur non contribuendo alla realizzazione della monoposto, Aston Martin con questo rientro “soft” ha cominciato ad accarezzare l’idea di entrare a tempo pieno nel mondo dela Formula 1, rientro che si è concretizzato quest’anno con la nascita dell’Aston Martin F1 Team.

L’accordo tra Aston e Red Bull però è fondamentale per la genesi di Valkyrie, che si deve ad un personaggio mitico del mondo della Formula 1, l’ingegner Adrian Newey. Per chi non seguisse assiduamente la F1 (cosa che vi consiglio caldamente di fare), Newey è uno dei progettisti più vincenti della storia di questo sport: è lui l’artefice dei successi di Williams nei primi anni ’90, di McLaren a cavallo tra gli anni ’90 e ’00 e, negli ultimi 15 anni, è il responsabile tecnico di Red Bull. Per questo, quando Red Bull e Aston Martin si sono trovate a lavorare insieme, l’idea di concedere l’opportunità ad Adrian Newey di creare un’automobile da corsa estrema e ispirata alle tecnologie usate in Formula 1 è stata troppo ghiotta per non essere sfruttata. Il nome iniziale del progetto, prima di Valkyrie, era infatti AM-RB 001, Aston Martin-Red Bull.

Come detto, però, Aston Martin e Red Bull hanno chiuso i loro rapporti nel 2020. Non chiuse però il progetto Valkyrie, che è stato portato avanti con determinazione dagli uomini di Gaydon. Con l’acquisizione del brand da parte del miliardario canadese Lawrence Stroll, proprietario del team Racing Point, il progetto Valkyrie ha avuto di nuovo l’appoggio di una squadra di Formula 1, che nel 2021 è diventata proprio l’Aston Martin F1 Team. Il progetto aerodinamico è quindi stato pensato e realizzato da Newey, e poi completato e finalizzato dagli uomini di Aston Martin, fedeli al progetto originale.

I tre punti salienti di Valkyrie: il motore Cosworth, l’aerodinamica e la struttura “da F1”

E di che progetto si tratta? Semplice, di una delle automobili stradali più estreme che siano mai state create. Sono tre i veri punti salienti di quest’auto, al netto del prezzo di oltre 2,8 milioni di euro: il motore, l’aerodinamica e il telaio e le sospensioni, che portano innovazioni mai viste nelle auto stradali. Iniziamo dal motore, che per gli appassionati duri e puri di motori è un sogno a occhi aperti. Al contrario della concettualmente simile Mercedes One, infatti, Aston Martin Valkyrie non usa un motore V6 derivato dalla Formula 1.

Sotto il suo strettissimo cofano, infatti, trova posto un gioiello, un 6.5 litri V12 aspirato realizzato da Cosworth. Un motore che già così fa emozionare, ma che ha tanto da raccontare. Realizzato interamente in alluminio, è incredibilmente leggero e stupefacemente potente: da solo, eroga 1.000 CV, e arriva fino a 11.100 giri. Si, avete letto bene: undicimilacento giri. Qui sotto potete trovare la prova al banco di questo motore, per apprezzarne a pieno il sound: buon ascolto.

Questo V12 non è però solo. Tra il motore e il cambio, un automatico sequenziale a 7 marce realizzato dallo specialista Ricardo, c’è un motore elettrico da 160 CV sviluppato da Rimac. Insieme, i due motori garantiscono 1.160 CV a 10.500 giri, e 900 Nm a 6.000 giri. Le prestazioni non sono state ufficializzate, ma ci si aspetta uno 0-100 km/h inferiore ai 2,5 secondi, e una velocità massima superiore ai 360 km/h. Ma non è solo il motore a rendere Aston Martin Valkyrie incredibile. Il suo vero asso nella manica è infatti l’aerodinamica. Il fulcro dell’intero progetto è stata infatti l’efficienza aerodinamica e la gestione dei flussi. Le linee di Valkyrie infatti non la fanno assomigliare a nessuna Aston Martin, nè a qualsiasi altra auto stradale. Da ogni angolazione, sembra un’auto da corsa con la targa.

Bassa, larghissima, con una carrozzeria in verde inglese che nasconde gran parte delle innovazioni che si trovano sotto i pannelli in fibra di carbonio. Il frontale, bassissimo, nasconde in realtà un vero e proprio alettone anteriore, con i due piloni centrali simili a quelli di una Formula 1. Più indietro, poi, abbiamo un enorme tunnel che dal frontale dell’auto porta alle pance laterali scavate, per sfruttare il fondamentale effetto Venturi che schiaccia l’auto a terra. In questa zona poi si scoprono altri due elementi direttamente ripresi dalla Formula 1. Le sospensioni, ad esempio, sono pushrod su tutti e quattro gli angoli, come una monoposto, e abbiamo sui lati i bargeboard e il fondo piatto proprio come le vetture di Sebastian Vettel e Lance Stroll.

L’abitacolo è piccolo e stretto e con forma a goccia, di estrema funzionalità per i flussi aerodinamici. Dietro poi, il motore è parte portante del telaio, e troviamo un enorme diffusore posteriore. Questo diffusore è di dimensioni doppie rispetto a quello delle auto di Formula 1. Perchè? Al contrario delle monoposto del Mondiale, infatti, qui non ci sono limitazioni regolamentari. E allora, Aston Martin ha potuto realizzare un diffusore davvero gigantesco, il sogno segreto di ogni progettista di un team di F1. Pensate che nel condotto Venturi previsto per l’aria può sdraiarsi comodamente una persona adulta. Questo enorme diffusore insieme agli scarichi che soffiano sulla piccola ma tosta ala posteriore garantiscono una deportanza di fino a 1.800 kg, quasi il doppio del peso dell’auto (circa 1.000 kg).

E Aston Martin Valkyrie Spider? Perde il tetto, ma non il vizio

Dopo avervi raccontato tutte le particolarità della incredibile Valkyrie, cerchiamo di capire cosa aggiunge la nuova Aston Martin Valkyrie Spider a questa ricetta. La sua nascita arriva un po’ a sorpresa, considerando la tipologia super-estrema della coupé. In Aston Martin però volevano rendere ancora più incredibile l’esperienza di guida di Valkyrie, consentendo al conducente di godersi ancora di più il sound del V12 a 11.100 giri.

Dal punto di vista meccanico, le differenze con la Valkyrie tradizionale sono pochissime. La sofisticatissima aerodinamica è pressochè intatta, soprattutto nella parte inferiore dell’auto. Anche il motore e la sua potenza sono invariati, così come gli interni. Questi sono il tripudio della funzione sopra la forma, uno stile non proprio da Aston Martin. Non ci sono infatti materiali pregiati o soluzioni super-tecnologiche, bensì c’è solo tutto quello che serve. Il volante, che ricorda nella forma quello delle monoposto di F1, incorpora tutte le funzioni principali e lo schermo multifunzione con il bella vista il contagiri, con fondoscala a 12.000 giri.

Il volante è a sgancio rapido, e ha le palette riprese proprio da una monoposto di Formula 1. C’è poi solo uno schermo che riproduce le immagini delle telecamere retrovisori, poichè per ragioni aerodinamiche i classici specchi sono sostituiti da piccolissime camere. I sedili poi sono direttamente imbullonati al telaio in fibra di carbonio, e la posizione di guida è la stessa di una Formula 1: piedi in alto, seduta più in basso dei piedi e molto distesa.

Le portiere sono nuove, e il peso di Aston Martin Valkyrie è “marginalmente” più alto della coupé

La differenza maggiore ovviamente è la presenza di un tetto removibile sui due passeggeri. Come è facile immaginare, però, non si tratta di un sistema elettroattuato. Sul tetto infatti trova posto la presa d’aria per il motore, come sulle monoposto, quindi trovare lo spazio per un sistema elettrico e ripiegabile era semplicemente impossibile. Perciò, Aston Martin ha pensato ad un singolo pannello, leggerissimo, in fibra di carbonio, rimovibile e riponibile in un vano dedicato manualmente.

Questa novità però ha costretto Aston Martin a modificare parecchio la parte alta della sua vettura. Aston Martin Valkyrie Spider ha infatti subito diverse piccole modifiche alla carrozzeria per non rovinare i curatissimi flussi che percorrono l’intera carrozzeria. La più grande novità, però, riguarda le portiere. Sulla Valkyrie coupé, infatti, le porte sono ad ali di gabbiano, per permettere un’entrata il più comoda possibile. Per ovvie ragioni, questa scelta non può essere riportata sulla versione scoperta. Come fare allora?

I tecnici hanno allora completamente riprogettato le portiere di Aston Martin Valkyrie, che ora sfoggia delle cerniere frontali e un’apertura a forbice, che mantiene un ingresso più agevole di una classica portiera parallela al terreno. Nonostante questa riprogettazione e gli obbligatori rinforzi al telaio, necessari per recuperare la rigidita strutturale persa con l'”amputazione” del tetto, Aston Martin dichiara che Valkyrie Spider è solo “marginalmente più pesante” della versione Coupé. E visto che il merito dell’aerodinamica così efficace è del fondo e del diffusore, l’efficienza aerodinamica non viene modificata quasi per nulla. Ed anche le prestazioni non cambiano molto: con il tetto chiuso, si potranno superare i 350 km/h, mentre a tetto aperto la velocità massima sarà di “soli” 330 km/h.

Ma quanto costerà? E quando arriverà su strada?

Nonostante la perdita del tetto, quindi, Aston Martin Valkyrie Spider non perde un briciolo del suo carattere. Un carattere forgiato dall’esperienza di uno dei più grandi progettisti mondiali, e dalla voglia di una Casa di dimostrare al mondo di essere viva, forte e sempre più ambiziosa. Aston Martin Valkyrie, sia Spider che Coupé, è la prima automobile in grado di portare tecnologie e soluzioni davvero di Formula 1 in un’auto stradale. Valkyrie promette di essere la prima auto capace di portare il livello di tecnologia e velocità della Classe Regina su strada. E il tutto con un motore che è già una leggenda, e che involontariamente da ragione a Sebastian Vettel: “Bring Back Fu**ing V12s”.

Il prezzo di Aston Martin Valkyrie Spider? Non è stato ancora ufficializzato, ma se la versione Coupé è fissata a 2,8 milioni di euro, pensiamo che non sia troppo difficile per la Spider superare i 3 milioni. Un prezzo inconcepibile, ma che è giustificato (quantomeno in parte) dalla incredibile tecnologia che c’è dietro un progetto del genere. E se la volete… beh, è troppo tardi. Tutti gli 85 esemplari previsti sono già stati venduti. Beh, che dire: speriamo di poterla vedere presto dal vivo, per poter apprezzare tutte le sue incredibili innovazioni. E voi? Cosa ne pensate? Vi piace questa Valkyrie oppure preferite la sua rivale Mercedes-AMG One? Fatecelo sapere nei commenti!

ASTON MARTIN F1 - Berretto Sebastian Vettel, colore: Verde
  • Materiale: 100% cotone
  • Lato paralume: logo V5
  • Parte inferiore dell'ombrellone: bandiera tedesca
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Giulio Verdiraimo

Ho 22 anni, studio Ingegneria e sono malato di auto. Di ogni tipo, forma, dimensione. Basta che abbia quattro ruote e riesce ad emozionarmi, meglio se analogiche! Al contempo, amo molto la tecnologia, la musica rock e i viaggi, soprattutto culinari!

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