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EOS R5 e EOS R6: svelate le due nuove mirrorless di Canon
Prestazioni, risoluzione, 8K e tanto altro a bordo delle nuove Canon con innesto RF


Da diversi mesi sapevamo dell’arrivo di EOS R5, Canon ne aveva già annunciato lo sviluppo e anche svelate diverse caratteristiche. Soprattutto quelle legate all’8K. Quello che non sapevamo era che insieme ad EOS R5 sarebbe arrivata anche una sorella minore, la EOS R6. Così, attraverso l’ormai solita conferenza streaming ecco che Canon lancia la bomba e arricchisce il proprio parco mirrorless full-frame con due modelli con target ben definiti. Ma non solo, infatti, le tue fotocamere non solo le uniche novità di giornata, perché Canon ha presentato anche quattro nuovi obiettivi, due moltiplicatori di focale e anche una stampante fotografica

EOS R5: la mirrorless professionale secondo Canon

Dopo il primo approccio al segmento delle mirrorless full-frame con Canon EOS R e le seguenti versione Rp e Ra, oggi debutta quella che per Canon è la mirrorless da equiparare alla serie EOS 5D. Sto parlando di EOS R5, numero dunque non scelto a caso, che dopo mesi di attesa è finalmente pronta a mostrarsi a tutti. I tre capisaldi intorno a cui è stato costruito sistema EOS R li ritroviamo ovviamente anche su EOS R5. Sto parlando dell’ampia baionetta RF da 54mm di diametro, del corto tiraggio e dell’evoluto sistema di comunicazione corpo macchina/obiettivo. eos r5

Se la base è dunque la stessa della primogenita della serie, su EOS R5 troviamo tante novità, a partire dal sensore da 45 milioni di pixel. È la prima mirrorless di Canon ha raggiungere tale risoluzione e potrà contare su una sensibilità che si espande da 100 a 51.200 ISO. A fianco del sensore troviamo un processore già molto apprezzato, il DIGIC X che sfrutta la tecnologia Deep Learn e che abbiamo visto su EOS 1-D X Mark III. E questo non è altro che un ulteriore segnale del posizionamento di questa mirrorless. 

E la conferma la troviamo con il sistema autofocus Dual Pixel CMOS AF nella sua seconda versione. Velocità e affidabilità portate ad un livello più alto: appena 0,05 secondi per agganciare il soggetto. Il sistema AF conta 1053 posizioni rilevabili in automatico e 5940 in manuale,  sistema di rilevamento del soggetto migliorato con l’aggiunta oltre al riconoscimento occhi e viso anche quello degli occhi animali. Se queste funzioni di tracking sono attive, l’AF coprirà il 100% della superficie del sensore, altrimenti il 100% in verticale e il 90% orizzontale. 

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Un altro punto di forza che caratterizza la nuova EOS R5 è il sistema di stabilizzazione, che, grazie alla tecnologia combinata, permette alla stabilizzazione ottica sugli obiettivi e quella sul sensore di lavorare insieme. Questa combinazione permette di stabilizzare tutte le lunghezze focali con un’efficienza migliorata anche su quelle più lunghe. In questo lavoro entra in gioco una delle caratteristiche fondamentali del sistema EOS R: sto parlando dei pin che collegano corpo macchina ad obiettivo. La comunicazione è addirittura 40 volte più veloce di ciò che accade in una EOS 5D Mark IV permettendo di ottenere risultati migliori su tecnologie come quella della stabilizzazione. Nel complesso, infatti, si possono guadagnare fino ad 8 stop, anche con ottiche non stabilizzate nativamente. 

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Altra caratteristica a bordo di EOS R5 che la pone in prima linea è la velocità di scatto. I 45MP del sensore sono tanti da elaborare ma comunque si raggiungono raffiche da 20 fotogrammi al secondo. Unico limite i 180 scatti se utilizziamo il formato RAW. 

Leggi anche: Canon presenta quattro nuovi obiettivi RF

EOS R5: video 8K a bordo

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In questi mesi che hanno preceduto il lancio di EOS R5 si è parlato molto soprattutto perché Canon aveva già fatto sapere che per la prima volta avremmo visto l’8K RAW a 12 bit su una mirrorless. Ovviamente si parla di registrazione interna e ovviamente lo scopo principale di avere la possibilità di registrare in 8K è quello di poter in qualche modo innalzare il livello del 4K. Cosa vuole dire, vuol dire avere una fotocamera di piccole dimensioni in grado di realizzare contenuti cinematografici, in grado di sfruttare il sistema di stabilizzazione e del tracking AF continuo. Vuol dire anche poter sfruttare una registrazione 8K per scegliere 4 diversi fotogrammi in 4K e quindi offrire ampi margini di post-produzione. Ma non solo, anche estrapolare singoli frame da 35MP di risoluzione, quindi perfettamente adatti anche ad una stampa fotografica. Questo è ciò che offre l’8K in camera oggi. Ma per scendere più nei dettagli queste sono le possibilità di registrazione di Canon EOS R5:

  • RAW 8K in registrazione interna fino a 29,97 fps (senza crop)
  • Registrazione video interna da 8 K fino a 29,97 fps (senza crop) in Canon Log 4:2:2 a10 bit (H.265) o PQ HDR 4:2:2 a 10 bit (H.265)
  • 4K fino a 119,88 fps (senza crop) interno in Canon Log 4:2:2 a 10bit (H.265) o PQ HDR 4:2:2 a 10 bit (H.265)
  • Registrazione esterna tramite HDMI 4K 59,94 fps 4:2:2 a 10 bit con Canon Log o PQHDR 4:2:2 a 10 bit

Le novità dal punto di vista ergonomico

Essere considerata una fotocamera professionale non vuol dire solo avere determinate caratteristiche, ma anche rispondere alle esigenze di un fotografo dal punto di vista della funzionalità e dell’ergonomia.  E quindi ecco che appare un comodo joystick multi direzionale in aggiunta alla modalità Touc&Drag AF che sfrutta il display orientabile da 3,2 pollici come superficie su cui selezionare il punto di fuoco. A proposito del display, si tratta di un touchscreen da 2,1 milioni di punti e che grazie alla tecnologia Dual Pixel RAW permette al fotografo di correggere il contrasto dello sfondo e cambiare l’illuminazione nei ritratti con dei semplici tocchi sullo schermo.
Il corpo, inoltre, è resistente agli agenti atmosferici e costruito in gran parte in lega di magnesio. 

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Sono due gli slot per schede di memoria che troviamo su EOS R5, uno per schede SD ad alta velocità ed uno per le più prestanti CFExpress (non compatibile con schede XQD). Il motivo di questa scelta è dettato ancora una volta dalla natura professionale e quindi dall’esigenza di fornire un sistema di registrazione in grado di sfruttare a pieno le potenzialità della fotocamera e soprattutto di non diventare poi il più classico collo di bottiglia. 

Leggi anche: Canon presenta imagePROGRAF PRO-300, stampante fotografica A3+

Un passo avanti è stato fatto anche dal punto di vista del mirino elettronico, dotato di un pannello con una risoluzione da 5,76 milioni di punti e in grado di aggiornarsi a 120 fotogrammi al secondo. 

Anche la batteria è stata rivista rispetto ai modelli precedenti: il formato è lo stesso (quindi massima compatibilità) ma ne è stata migliorata l’autonomia. La nuova batteria LP-E6NH permette un guadagno del 14% rispetto alla vecchia LP-E6N e può essere ricaricata internamente alla fotocamera. 

Quelle qui sopra sono alcune immagini realizzate con la nuova mirrorless targata Canon per mano degli ambassador che hanno avuto la possibilità di provarla in anteprima. Per tutti noi, invece, la nuova Canon EOS R5 arriverà sul mercato il 30 luglio ad un prezzo consigliato al pubblico di €4709

EOS R6: non chiamatela sorella minore

Canon non si è limitata ad un solo nuovo modello per la propria serie R, infatti, oggi è stata svelata anche la più piccola EOS R6. Sono moltissime le caratteristiche che ritroviamo anche su EOS R6 e che già abbiamo visto su EOS R5. La prima grande differenza, però, la troviamo proprio nel cuore di questa fotocamera, vale a dire il sensore:  EOS R6 è caratterizzata da un sensore da 20,1 milioni di pixel

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Se EOS R5 può essere messa sullo stesso livello della serie 5 tradizionale, con EOS R6 possiamo dire che siamo davanti alla combinazione della qualità d’immagine della serie 6D e alla velocità della serie 7D. Per questo motivo, seppur apparentemente un modello di categoria più bassa siamo  in realtà davanti ad un prodotto che combina due cavalli vincenti della famiglia reflex EOS. Adatta a chi cerca velocità, compattezza e non ha necessità di altissima risoluzione. 

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Il sensore a bordo di EOS R6, comunque, è una garanzia perché è lo stesso che abbiamo visto su EOS 1 D-X Mark III, ma con un differenza: su questa mirrorless infatti il sensore è dotato di un classico filtro passa-basso. EOS R6, inoltre, può contare su un’ampia gamma ISO, che va da 100 a 102,400. Come EOS R5 esprime il suo spirito sportivo con una sequenza da 20 fps, ma, avendo meno dati da elaborare, può raggiungere raffiche da 240 file RAW senza interruzioni e fino a più di 1000 JPEG. In entrambi i casi con AF continuo attivato. 

A proposito di autofocus, anche su EOS R6 troviamo la seconda versione del Dual Pixel CMOS AF, che con questo modello raggiunge prestazioni in scarsa luce mai visti fino ad ora su una fotocamera EOS. La nuova mirrorless R6, infatti, è in grado di agganciare un soggetto e mettere a fuoco fino a -6,5 EV. Per darvi un riferimento EOS R5 si ferma a -6EV. 

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Da un punto di vista video non troviamo  l’8K, ma un 4K UHD fino a 59,94 fps, raggiunti attraverso un sovracampionamento da 5,1K. Con EOS R6 è possibile realizzare filmati in slow motion con supporto AF in Full HD a 119,88 fps. Internamente è possibile registrare in H.264 a 8 bit o YCbCr 4:2:2 10 bit H.265 e con Canon Log.  

Anche su questo modello c’è un display orientabile con tecnologia touch, che lavora con tempo di aggiornamento pari a 120 fps e offre una risoluzione da 1,62 milioni di punti. 
Come nella sorella EOS R5 troviamo due slot per schede di memoria, ma questa volta entrambi sono dedicati a schede SD UHS II. 

Per acquistare la nuova Canon EOS R6 dovremo attendere un poco di più, perché non arrivare negli scaffali dei negozi prima della fine di agosto 2020. Il prezzo suggerito al pubblico è di €2829 nella versione solo corpo, mentre di €3149 scegliendo anche l’ottica kit RF 24-105mm f/4,7 IS STM. 

EOS R5 e EOS R6: connettività intelligenti

Entrambe le nuove mirrorless Canon sono dotate dei più moderni sistemi di connettività, come Bluetooth e Wi-Fi per permettere la connessione ad uno smartphone o ad una rete per l’invio in tempo reale e ad alta velocità dei file. È anche possibile controllare in remoto le fotocamere tramite l’app Camera Connect o il software EOS Utility. Per aiutare i fotografi sul campo le nuove EOS R5 e EOS R6 supportano il trasferimento automatico alla piattaforma cloud image.canon, che permette anche l’integrazione con sistemi come Google Photos o Adobe Creative Cloud. 

Per approfondire ulteriormente su Canon EOS R5 e R6 visitate il sito canon.it. 

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Luca Forti

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Fotografo dal 2002 e scrivo di fotografia dal 2004: insomma, amo la fotografia e tutto ciò che le ruota intorno. Da due anni sono stato adottato da Milano e da sempre sono appassionato di tecnologia, di praticamente tutti gli sport, amo viaggiare, mangiare bene e non toglietemi il mio gin tonic!
                   










 
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