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Digital Consumer Trends 2020: come il lockdown ha influenzato i consumi
L'indagine analizza gli effetti del lockdown su abitudini e consumi delle persone


Il “Digital Consumer Trends 2020”, studio condotto tra maggio e giugno di quest’anno da Deloitte su un campione di oltre 35 mila persone in 22 paesi, punta ad analizzare in che modo la pandemia ha cambiato le abitudini delle persone ed i consumi durante il lockdown.  L’indagine prende in considerazione diversi aspetti che caratterizzano il comportamento delle persone durante l’emergenza.

Gli effetti del lockdown su consumi e abitudini

Durante il primo lockdown, i consumatori hanno impiegato buona parte del loro tempo in attività digitali e 8 su 10 sono intenzionati a continuare ad effettuarle anche quando sarà finito il distanziamento, con un evidente effetto sui consumi tradizionali.

Più di un terzo delle persone ha utilizzato servizi di streaming con maggiore frequenza per guardare film e serie TV. Due terzi di questi utenti continueranno a farlo anche dopo il lockdown. Da notare, inoltre, che si registra un incremento di 10 punti percentuali della gestione dei servizi di assistenza sanitaria da smartphone. Questo tema interessa, in Italia ed in Europa, circa un quarto degli intervistati.

Da segnalare anche un certo livello di “misinformation” sui temi digitali. Ad esempio, un intervistato su tre crede ci siano rischi per la salute per quanto riguarda il 5G. Tale percezione è particolarmente elevata nella fascia d’età 45-54 anni (34%). Intanto, due rispondenti su cinque sono favorevoli alla condivisione di informazioni generate da smartphone per contenere la pandemia.

Il parere di Deloitte

Andrea Laurenza, Head of Deloitte Digital North & South Europe e TMT Industry Leader, Deloitte Central Mediterranean, dichiara: “L’emergenza sanitaria sta modificando radicalmente i bisogni e i comportamenti dei consumatori e, di conseguenza, anche le strategie e i processi aziendali. I vincoli posti dal distanziamento e dalla pandemia hanno infatti accelerato un cambiamento già in corso. Siamo stati tutti obbligati a entrare nel mondo digitale, anche le persone più senior, e queste abitudini saranno durature”

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Davide Raia