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Albania ci Qonto

L'economia albanese tra pregiudizi e transazioni monetarie negate.

Molti la considerano la 21-esima regione d’Italia e se siete stati in Albania, non è difficile capire il perché.
Nel paese delle aquile, poco più grande della Sicilia, tutto parla italiano.
Le insegne ed i nomi dei negozi spesso sono in italiano.
Nei ristoranti si possono gustare pietanze di ogni angolo e regione d’Italia.
Per le vie di Tirana e nei locali della capitale, la musica italiana la fa da padrona.


Sempre più Italiani scelgono la Shqipëria, è questo il vero nome col quale gli albanesi chiamano la loro
Albania.
Se fino ad un decennio fa in Albania si trasferivano soltanto medi imprenditori italiani, oggi la comunità
italiana risulta essere la comunità straniera più numerosa, molti media parlano addirittura di oltre 20 mila presenze.
Piccoli imprenditori, liberi professionisti e dipendenti d’azienda hanno deciso di attraversare l’Adriatico e
cercare fortuna proprio in Albania.
Non solo, tanti sono anche i pensionati che proprio in Albania hanno deciso di trasferirsi per poter vivere
una vita più serena grazie anche ad un costo inferiore della vita.
Molti sono anche gli studenti universitari, che godendo di corsi di studio italiani, hanno la possibilità di
studiare e laurearsi in università le cui lauree sono riconosciute a pieno titolo in Italia.


Un altro settore molto ricercato, soprattutto in questi ultimi anni, è quello turistico.
Sempre più turisti italiani decidono di trascorrere le loro vacanze nel paese delle aquile.
L’Albania è raggiungibile ad un’ora d’aereo e con poche centinaia di euro si può godere di spiagge
stupende, strutture ricettive sopra la media e di gustoso cibo tradizionale.

economia albania
8 agosto 1991 nave Vlora porto di Bari

Insomma, ci sono voluti 30 anni circa, ma finalmente l’Albania ha avuto la sua rivincita.
Le immagini della nave “Vlora” che l’8 agosto del 1991 si palesava davanti alle coste di Bari con il suo carico di
20 mila albanesi sembrano immagini di un lontano passato.
La cronaca nera che per decenni ha segnato nei media mainstream la storia della comunità albanese in
Italia, che ad oggi conta mezzo milione di cittadini, ha lasciato finalmente spazio ad una narrazione più
gradevole e costruttiva.
In questi anni l’Albania ha avviato un processo d’integrazione UE, ricevendo finanziamenti internazionali ed
attirando imprenditori da ogni parte del Mondo.


L’Italia oltre a rappresentare spesso un esempio da prendere, è sempre stata una sorta di sorella maggiore
che ha sempre affiancato l’Albania in questo processo chiamato adesione UE.
Non solo, l’Italia risulta essere anche il primo partner commerciale dell’Albania se consideriamo gli oltre 1,5
miliardi di euro di export da parte del paese balcanico.
Eppure qualche difficoltà e qualche timore pare essere rimasto.
Se la maggior parte degli albanesi capisce perfettamente e parla la lingua italiana, facilitando la vita a
chi decide di trasferirsi in Albania o a chi semplicemente decide di andarci in vacanze, l’approccio con i soldi
invece risulta essere disastroso per chi si ritrova catapultato nel paese delle aquile.


L’Albania non fa parte dell’Unione Europea, ecco perché in Albania non si usa l’euro, ma la moneta locale
che si chiama “lek”.
E se approcciarsi con il lek risulta essere un pochettino complicato, non è minimamente concepibile la
difficoltà nella quale si imbattono i professionisti che operano in Albania e che spesso non possono
effettuare transazioni bancarie.
Spesso questo accade per via della presenza dell’Albania nella lista degli stati ad alto rischio di riciclaggio,
lista stilata dalla GAFI (Gruppo di azione finanziaria internazionale) e dall’Unione europea.
L’Albania risulta essere l’unico paese europeo presente nella sopracitata lista, anche se a dire il vero dal 25
febbraio 2021, grazie al governo di Tirana, l’Albania risulta essere tra gli stati che hanno assunto per iscritto
un impegno politico ad alto livello a rimediare alle carenze individuate e che hanno elaborato un piano
d’azione con i rilevanti organismi internazionali. Insomma, in poche parole una garanzia in più verso il
paese delle aquile.

economia albania
istituto di pagamento online Qonto


Visti i messaggi ricevuti da parte di persone che denunciano l’impossibilità di poter lavorare serenamente utilizzando nel caso concreto i conti correnti Qonto, ho deciso di porre alcune domande all’azienda francese, per capire meglio quel che accade con i loro conti legati all’Albania.

I correntisti di Qonto non possono effettuare o riceve bonifici in euro da aziende con c/c albanese come
è possibile questo?

Dal 17 gennaio 2022 i nostri clienti possono ricevere tramite Qonto bonifici in euro dai conti registrati in
Albania e stiamo inoltre lavorando per consentire ai nostri clienti di effettuare bonifici verso conti albanesi.

Le carte di Qonto hanno bisogno di una pre-autorizzazione di almeno 20 giorni per poter essere
accettate sul territorio albanese, è prevista la rimozione di questa limitazione e in che tempi?

Dal 2 febbraio 2022 Qonto garantisce ai propri clienti la regolare operatività delle proprie carte in Albania,
senza dover effettuare nessuna procedura di sicurezza o pre-allertare il servizio clienti.

Molte altre fintech e istituti di credito tradizionali non hanno alcuna forma di limitazioni, l’azienda Qonto
è a conoscenza che l’Italia rappresenta il principale partner commerciale dell’Albania?

Qonto è consapevole del fatto che l’Italia sia il primo partner commerciale dell’Albania e non sottovaluta
l’importanza di garantire ai propri clienti la possibilità di effettuare agevolmente transazioni che riguardano
questo paese.


Dalle risposte di Qonto possiamo affermare che la direzione intrapresa dall’azienda è quella giusta, come è giusto che
l’Albania non subisca più quella discriminazione che l’ha segnata in questi ultimi 30 anni di storia e possa
continuare così a sognare l’Europa, anche tramite questi piccoli cambiamenti dal significato molto grande.

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