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Facebook cambierà davvero nome? Cosa sappiamo

Facciamo il punto sulla possibile operazione di rebranding

La notizia è stata pubblicata in anteprima da The Verge alle 22.14 di martedì 19 ottobre. E vista la sua portata ha immediatamente fatto il giro del mondo. Lo scoop è clamoroso: Facebook cambia nome. E pare possa farlo anche piuttosto rapidamente: non si esclude che l’annuncio verrà dato alla conferenza annuale Connect della società, che si terrà il prossimo 28 ottobre.

A distanza di qualche ora dalla eclatante notizia facciamo il punto sull’ipotetica operazione di rebranding del colosso di Menlo Park. Facebook cambia davvero nome? E se sì, cosa c’è dietro l’epocale scelta di Zuckerberg di mutare il naming della sua più importante piattaforma?

Cerchiamo di raccogliere tutti i dati in nostro possesso e capire cosa c’è di vero sulla suggestiva eventualità di un cambio di nome di Facebook.

Facebook

Facebook cambia nome? La notizia

La notizia è stata data da The Vierge, e per ora non ha ricevuto nessuna smentita né conferma da parte della società di Mark Zuckerberg.

Quello che è evidente è che dietro ogni rebranding c’è un riposizionamento aziendale. Ricordiamo che oggi Facebook è sia il nome della più nota piattaforma social, sia quello del gruppo che comprende anche Messenger, Instagram, Whatsapp e Oculus.

E proprio a un riposizionamento fanno pensare le attenzioni sempre crescenti dedicate per esempio alla produzione di occhiali AR e visori, su cui stanno già lavorando ben 10.000 dipendenti.

Anche le parole pronunciate in estate dallo stesso Ceo dell’azienda sembrano andare nella medesima direzione. Zuckerberg infatti aveva dichiarato: “Passeremo effettivamente dalle persone che ci vedono principalmente come una società di social media a una società del metaverso”.

L’annuncio già in ottobre?

The Verge si spinge oltre, ipotizzando anche la data in cui Facebook annuncerà il cambio di nome. E cioè la conferenza annuale Connect della società, fissata per il 28 ottobre.

Sembra che solo l’app di Facebook continuerà a chiamarsi così, e potrebbe diventare uno dei tanti marchi sotto una nuova società madre, lei sì con un nome e un’identità diversi.

Ma analizziamo ora i principali motivi che starebbero alla base di un clamoroso rebranding del colosso social.

Il metaverso

Facebook cambia nome? Se la risposta sarà positiva, un motivo andrà ricercato proprio nelle dichiarazioni estive di Zuckerberg. L’azienda ormai è molto più che la sola piattaforma ammiraglia. I suoi vertici sono sempre più attratti dall’investire tempo, denaro ed energie nel metaverso. Che, ricordiamolo in breve, è una sorta di realtà virtuale condivisa in cui calarsi utilizzando un avatar. O, come lo ha definito la stessa azienda, “un insieme di spazi virtuali in cui è possibile creare e muoversi con altre persone che non si trovano nello stesso spazio fisico con voi”.

Recentissimo l’annuncio secondo cui anche in Europa, nei prossimi cinque anni, ci sarà l’assunzione di 10.000 figure professionali che lavoreranno proprio al metaverso.

Metaverso che per Zuckerberg “sarà un grande obiettivo e penso che questa sarà una parte importante del prossimo capitolo per il modo in cui Internet si evolverà dopo l’Internet mobile. E penso che sarà anche il prossimo grande capitolo per la nostra azienda, che raddoppia davvero grazie a quest’area”.

Se il metaverso sarà dunque il focus su cui Facebook si concentrerà nel futuro prossimo, sarebbe opportuno accompagnare il cambio di mentalità degli utenti con un rebranding, che faccia dimenticare l’ormai datata centralità della piattaforma social.

Facebook

Il social in crisi?

Facebook da qualche tempo è in difficoltà su più versanti, e il down dei social dello scorso 4 ottobre è stato solo l’ultimo scrollone all’azienda.

Intanto, la società è stata più volte criticata per il suo atteggiamento non sempre trasparente nei confronti della censura alle fake news. Tale ambiguità, lo scorso luglio, è sfociata nell’azione del procuratore distrettuale di Washington DC, che ha messo sotto inchiesta l’azienda, rea di non aver fatto abbastanza per arginare la disinformazione sulla campagna vaccinale contro il Covid.

A ciò si aggiungono le recenti dichiarazioni di Frances Haugen, l’ex dipendente di Facebook che – senza giri di parole – ha detto al Wall Street Journal che il social “preferisce i profitti alla sicurezza”.

Infine, non va dimenticato che lo scorso agosto l’antitrust americana ha denunciato il gruppo per la sua condotta monopolistica.

Se Facebook cambia nome, insomma, è anche per una specie di operazione di pulizia. Per voltare insomma pagina e lasciarsi alle spalle queste recenti macchie.

Facebook: l'inchiesta finale
  • Frenkel, Sheera (Author)

Quando un colosso tecnologico cambia nome: i precedenti

Mentre si attende il 28 ottobre per sapere se il rebranding avverrà o meno, ricordiamo che Facebook non è la prima nota azienda tecnologica a cambiare il nome.

Nel 2015, per esempio, Google si è riorganizzata sotto la holding Alphabet. Per dimostrare di non essere più solo un motore di ricerca ma anche un’azienda operante nei settori della sanità e in quello della guida autonoma. Facebook farà lo stesso?

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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