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Fairy Tail recensione

La recensione di Fairy Tail. Un videogioco per soli fan
Gust Studios attinge direttamente dalla storia principale ma lascia troppi sottintesi


Fairy Tail recensione

Le ore passate con Fairy Tail ci hanno fatto sentire a casa, coccolati da quella magica e adrenalinica atmosfera che il manga di Hiro Mashima ci aveva già regalato. Il videogioco, sviluppato da Gust Studios e pubblicato da Koei Tecmo, è una sorta di piacevole variante dell’anime, un modo per vivere in prima persona le avventure dei suoi protagonisti. Ritroviamo così Natsu, Lucy, Elsa, Gray e tutti i maghi che popolano le pagine di uno degli shonen più famosi al mondo. Quello che però è, a tutti gli effetti, il suo più grande punto di forza diventa una barriera che sembra quasi vietare l’ingresso ai neofiti. Vi spieghiamo perché in questa recensione.

Negli episodi precedenti…

Fairy Tail è una gilda di maghi, una delle più famose di Fiore, un regno immaginario situato nell’altrettanto fantasioso continente di Ishgar. A farne parte sono combattenti di ogni età e tipologia ma quattro spiccano in modo particolare: Natsu Dragonil, allevato dal potente drago del fuoco Igneel, Lucy Heartphilia, una maga degli spiriti stellari, Elsa Scarlet, guerriera specializzata nel Cambio-Stock, e Gray Fullbuster, che padroneggia la creazione del ghiaccio. 

Fairy Tail recensione storia
Natsu Dragonil

Il manga, così come l’omonima serie animata, racconta le avventure nei nostri eroi e di tutti i maghi di Fairy Tail. Ci sono missioni esilaranti, scontri importanti ed epiche battaglie. Ad un certo punto però l’esperienza maturata porterà i nostri protagonisti a sostenere l’esame per diventare maghi di Classe S, la più elevata. Una volta giunti su Tenrou, isola sacra per i membri di Fairy Tail e luogo del test, cambia tutto. La gilda oscura Grimoire Heart è infatti sbarcata nel medesimo luogo per cercare Zeref, lo stregone oscuro più potente di tutti i tempi. 

Lo scontro tra le due gilde richiama l’attenzione del drago Acnologia ma non tutto è perduto: Mavis Vermillion, primo master di Fairy Tail, protegge i membri della gilda che riusciranno così a salvarsi. Non tutto però va come previsto: il gruppo di eroi finisce in una dimensione parallela dove rimarrà per ben 7 anni. 

Questo è un brevissimo riassunto di quanto narrato nel fumetto nipponico originale e probabilmente vi aiuterà a capire qualcosa di ciò che viene raccontato nel videogioco di Gust Studios, ma allo stesso tempo evidenzia uno dei limiti più importanti del titolo: viene dato (quasi) tutto per scontato.
È evidente che se siete già fan della serie questo non sarà un problema. Come abbiamo detto in apertura, tutto è molto familiare per chi conosce già la storia e i suoi personaggi. Tutti gli altri invece rimarranno spaesati, privi di una qualche base che racconti perché Natsu è chiamato Dragon Slayer, chi sono quegli strani individui che combattono al fianco di Lucy, che rapporto intercorre tra il mago del fuoco e quello del ghiaccio e chi è il tizio con i capelli blu che fa arrossire Elsa. È evidente che tutto questo non preclude la giocabilità del titolo ma, a nostro avviso, lo rende un po’ meno godibile e completo per chi non ha famigliarità con la saga.

Il Fairy Tail di Gust Studios

Fairy Tail recensione storiaTorniamo ora alla storia principale. O meglio, alla trama del videogioco. 

Natsu e compagni sono tornati dopo 7 anni di assenza. Un lasso di tempo lunghissimo che si fa sentire fin da subito. Fairy Tail non è più la gilda più potente di Fiore, è sommersa dai debiti e costretta a vivere in una casa diroccata fuori città. I maghi rimasti riescono a malapena a sopravvivere, svolgendo incarichi basilari forniti da quei pochi cittadini che ancora contano su di loro.

La situazione è davvero grave ma la gilda ora può di nuovo affidarsi ai suoi membri più forti, disposti a tutto per riguadagnare fama perduta. Fairy Tail decide quindi di partecipare al Gran Palio della Magia, un torneo che dovrebbe identificare la gilda più forte di Fiore.

A noi spetterà il compito di aiutarli, sconfiggendo nemici, esplorando territori e affrontando nuove sfide. Tutto questo rimanendo fedeli ala storia originale, o quasi. Gust Studios si è presa qualche “licenza poetica”, modificando alcune scene che quindi risulteranno diverse da quanto visto sul piccolo schermo. È evidente che modifiche e semplificazioni sono indispensabili nell’adattare un manga tanto complesso ad un gioco che, nelle sue meccaniche, risulta piuttosto semplice.

L’unico vero dispiacere riguarda i personaggi secondari. Molti di loro contribuiscono alla narrazione di Hiro Mashima in maniera incisiva, mentre qui vengono messi totalmente da parte. Anche in questo caso la scelta è dettata dalla necessità di rendere il videogioco fluido e facilmente fruibile, qualche appassionato però potrebbe non apprezzare la decisione dello studio di sviluppo.

Fairy Tail recensione: a spasso per il Regno di Fiore

Fairy Tail recensione missioni secondarieLe missioni della storia principale non sono le uniche attività che sarete chiamati a svolgere durante le diverse ore di gioco offerte da Fairy Tail. Proprio come nel manga, avrete a disposizione una bacheca con le richieste dei comuni cittadini. Dovrete quindi affrontare una serie di missioni che vi permetteranno di accumulare fondi, di scalare la classifica delle gilde e di accumulare gettoni che vi permettono di aumentare il grado dei singoli personaggi, che va da 1 a 10. Non si tratta solo di avere più stelline sul vostro “curriculum” di maghi: salendo di grado sbloccherete nuove abilità da usare in battaglia. 

I vostri doveri però non terminano qui. Il gioco vi chiede anche di prendervi cura del quartier generale, contribuendo al miglioramento di strutture come il laboratorio, lo shop e la già citata bacheca delle missioni secondarie. Tutto questo non solo aumenterà il rank della gilda ma vi aiuterà ad acquistare pozioni migliori e a fabbricare le Lacrima.  
Quest’ultime sono simili a gemme e consentono di migliorare determinate statistiche. Potrete sia trovarle sparse per la mappa sia crearle in laboratorio usando i componenti trovati durante le missioni, dopodiché dovrete equipaggiarle usando i 5 slot di ogni singolo membro del vostro team. Sappiate che non siete obbligati a farlo manualmente: il gioco può suggerirvi quali Lacrima usare così da facilitarvi il lavoro. 

L’idea ci è sembrata piuttosto interessante ma, a conti fatti, manca un po’ di incisività. La loro presenza (o assenza) non influisce quasi mai sull’esito dello scontro, tanto che non sempre vi ricorderete di aggiornare il vostro “arsenale”. 

Deludenti anche le missioni secondarie. Inizialmente vi farete prendere dall’entusiasmo, ne farete parecchie e salirete di livello rapidamente, poi comincerete a coglierne la ripetitività e allora le farete un po’ contro voglia, consapevoli del fatto che servono a rendere più forti i vostri personaggi e ad accumulare risorse. Ma niente di più. Un vero peccato: con la giusta varietà potevano essere un vero cavallo di battaglia.

I combattimenti sono alla portata di tutti

Fairy Tail recensione combattimentiAl centro di tutto ci sono gli scontri con gli avversari ma no, non aspettatevi qualcosa alla Jump Force. Gust Studios ha abbracciato il sistema a turni, con i nemici che vengono posizionati su una griglia 3×3 e che possono appartenere a due categorie: maghi e mostri. 

Non ci sono grosse differenze in termini di gameplay. In entrambi i casi dovrete fronteggiare sia attacchi magici che fisici con un po’ d’astuzia. Sappiate che il gioco vi aiuterà molto, indicandovi subito quali mosse risultano più efficaci e quali invece non sortiranno alcun effetto. Dovete solo dosare gli MP, i punti magia. Alcune abilità infatti possono arrivare a consumare quasi 100 MP, lasciandovi poi a secco e obbligandovi ad usare solo calci e pugni, quindi fate qualche conto prima di scegliere come scagliarvi contro gli avversari. 

Dovrete inoltre considerare il raggio d’azione dell’attacco scelto (che può coinvolgere una o più caselle) e attacchi speciali come la Magic Chain, ossia una sequela di mosse che colpiscono tutti gli avversari presenti causando migliaia di punti danno. La Magic Chain può inoltre terminare con la Extreme Magic e le Unison Raid. Nel primo caso scendono in campo Makarov Dreyar, master della gilda, o Kana Alberona, unico membro ad usare la Fairy Glitter, una delle tre grandi magie di Fairy Tail; nel secondo invece due personaggi uniscono le forze in una mossa spettacolare ed estremamente potente. Tutto questo si basa sui quick time event quindi allenate i riflessi per premere i tasti giusti al momento opportuno!

Fairy Tail recensione magic chain
Extreme Magic al termine di una Magic Chain

Arriviamo infine ad un’altra caratteristica del gioco: il Risveglio. Si tratta di una modalità che consente al mago che la usa di assumere una nuova forma, di ottenere nuovi punti salute (HP) e magia (MP) e di sfruttare una serie di attacchi speciali per un breve lasso di tempo. In più vi offre la possibilità di schivare l’avversario, cosa particolarmente utile contro i boss più agguerriti e soprattutto a difficoltà più elevata.

Tecnicamente migliorabile

Fairy Tail recensione grafica Le prime ore in compagnia di questo titolo ci hanno galvanizzato: i personaggi che controlli, quelli che incontri, le abilità che usi risultano così famigliari da farti dimenticare tutto il resto. All’inizio sei solo tu con gli eroi che hai seguito per mesi o, addirittura, anni.

Ad un certo punto però inizi a notare i dettagli e a renderti conto che il gioco è fedele all’originale ma tecnicamente non è curato come ti aspettavi.

L’ultima fatica di Gust Studios manca di pulizia, con i modelli dei personaggi che non sempre risultano all’altezza e che avrebbero giovato di qualche ora in più di lavoro. Anche le mappe soffrono del medesimo problema: il level design non è ispiratissimo e gli ambienti non sono particolarmente dettagliati. I nemici poi, fatta eccezione per quelli con un ruolo effettivo nella storia, sono tutti uguali: copie del medesimo mostro o furfante che vengono replicate più volte nelle mappe di gioco.

Niente da dire invece sul fronte audio. Da un lato la colonna sonora viene direttamente dall’anime, dall’altra invece abbiamo solo il doppiaggio giapponese con sottotitoli in inglese. Non aspettatevi quindi di trovare indicazioni in italiano.

Fairy Tail recensione: acquistarlo oppure no?

Fairy Tail è un gioco dedicato a coloro che conoscono e amano il manga di Hiro Mashima. È confezionato esattamente con questo scopo e non ha nessun’altra pretesa se non quella di fare breccia nel cuore dei fan di Natsu e compagni. A loro può offrire decine di ore di gioco, la possibilità di impersonare i maghi più famosi del Regno di Fiore e di lanciarsi in entusiasmanti combattimenti magici. Se è quello che cercate non ve ne pentirete.

Al contrario se volete un gioco di ruolo nipponico tecnicamente eccelso e non avete mai visto l’anime o letto lo shonen, passate ad altro. Il mercato può offrirvi qualcosa di più abbordabile dal punto di vista narrativo e più stimolante sul fronte grafico.

Fairy Tail

Pro Pros Icon
  • Una storia famigliare
  • Combattimenti divertenti
  • Ottima longevità
Contro Cons Icon
  • Tecnicamente migliorabile
  • Missioni secondarie troppo simili tra loro

Erika Gherardi

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Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.
                   










 
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