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11 febbraio, Giornata internazionale delle donne e ragazze nella scienza

L'edizione 2021 avrà come tema principale Women Scientists at the forefront of the fight against COVID-19

Il 22 dicembre 2015, l’assemblea generale delle Nazioni Unite ha istituito la Giornata internazionale delle donne e ragazze nella scienza, per riconoscere e tutelare l’importanza delle donne per lo sviluppo scientifico. La pandemia attualmente in corso ha chiaramente dimostrato il valore delle ricercatrici di tutto il mondo in tutte le fasi della lotta al COVID-19: dal riconoscimento del virus alle tecniche per testare le persone, fino ad arrivare allo sviluppo dei vaccini, la grande arma a disposizione dell’umanità contro questa minaccia globale. Allo stesso tempo, la pandemia ha anche avuto un impatto negativo sulle scienziate, ampliando il gap di genere già presente e arrestando molte carriere, soprattutto nelle fasi iniziali.

Proprio per questo motivo, l’edizione 2021 della giornata mondiale delle donne e ragazze nella scienza avrà come tema principale Women Scientists at the forefront of the fight against COVID-19, e riunirà diverse esperte dei settori legati alla pandemia, sparse in ogni angolo del globo. Con la collaborazione dell’UNESCO, l’evento si terrà interamente online, dove ci sarà anche una traduzione simultanea in inglese e francese.

Giornata internazionale delle donne e ragazze nella scienza

donne e ragazze nella scienza
foto di Christina

Sempre nella giornata dell’11 febbraio 2021, presso il quartier generale delle Nazioni Unite si terrà anche la sesta assemblea della giornata internazionale delle donne e ragazze nella scienza, che verterà sui progressi a proposito nell’agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e avrà come titolo Beyond the Borders: Equality in Science for Society.

Nel corso degli ultimi 15 anni, la comunità globale ha fatto molti progressi nel coinvolgimento e nel sostegno alle donne in ambito scientifico. Nonostante ciò, i risultati sono ancora sconfortanti. Meno del 30% delle persone coinvolte nella ricerca scientifica sono donne. In ambito scolastico, solo il 30% delle donne sceglie come campo dell’istruzione avanzata una materia facente parte del cosiddetto STEM (Scienza, tecnologia, ingegneria e matematica). In alcuni settori, le quote di donne iscritte sono ancora sconfortanti: per ingegneria, manifattura e costruzione, le iscritte raggiungono solamente l’8%; per quanto riguarda scienze naturali, matematica e statistica non si supera il 5%; nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione le donne si fermano addirittura al 3%.

Questa disparità di genere si riflette sul panorama dell’intrattenimento. Secondo la ricerca del Geena Davis Institute Gender Bias Without Borders, sono donne solo il 12% dei personaggi rappresentati sul piccolo e sul grande schermo come lavoratori dell’area STEM.

Il gender gap nelle scuole e nelle università

donne e ragazze nella scienza
foto di Satheesh Sankaran

Anche per quanto riguarda l’Italia, i dati sulla disparità di genere nell’istruzione scientifica sono inequivocabili. Secondo un rapporto di Save The Children, le bambine in matematica ottengono risultati mediamente inferiori di 4,5 punti a quelli dei compagni maschi. Gap che sale a 6,1 punti nel secondo anno delle superiori, e che si eleva addirittura a 9,8 punti all’ultimo anno. Anche limitandosi alle studentesse con alto rendimento in ambito scientifico, solo 1 su 8 di loro si aspetta di lavorare come ingegnere o comunque in una professione scientifica, chiaro sintomo della scarsa fiducia sul successo in questo settore. Nell’area STEM, le giovani donne sono il 41% dei dottori di ricerca e il 43% fra i ricercatori accademici, ma solo il 20% dei professori ordinari. Fra i rettori italiani, la percentuale di donne è un imbarazzante 7%.

A livello europeo, l’Italia si posiziona sopra la media per quanto riguarda la percentuale di ragazze che scelgono corsi STEM sul totale delle iscritte (17% vs 16%) e, secondo i dati di Almalaurea le donne si laureano con voti più alti; le donne tra i laureati STEM sono più brave degli uomini, pur essendo in numero minore, caratterizzate da un voto medio di laurea più alto (103,7 rispetto al 101,9 degli uomini). Ma, nonostante performance accademiche migliori, le donne sono penalizzate nel mondo del lavoro: il differenziale retributivo tende ad essere pari a +16,7% per gli uomini rispetto alle donne.

Donne e ragazze nella scienza, le iniziative per la parità di genere

donne e ragazze nella scienza
foto di ThisisEngineering RAEng

Questi dati sono inaccettabili e mostrano qual è la reale disparità, quali sono le difficoltà di accesso e la mancanza di opportunità concrete soprattutto in posizionali verticistiche e apicali; una giornata come l’11 febbraio, che aiuta a sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni circa i ruoli e le possibilità concrete che le donne e ragazze nella scienza possono svolgere e intraprendere, è ancora assolutamente necessaria per ideare e sviluppare sistemi economici all’avanguardia, improntati alla parità di genere in tutti gli ambiti, che siano essi accademici, sociali, economici o professionali.

La giornata internazionale delle donne e ragazze nella scienza viene celebrata anche in Italia attraversi diversi eventi, come ad esempio le iniziative dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn): i Laboratori Nazionali di Frascati organizzano il webinar “International Day of Women and Girls in Science, Get up, Speak up! Donne e uomini insieme per superare gli stereotipi”, al fine di incoraggiare le carriere STEM; l’Osservatorio Astronomico di Cagliari propone una masterclass, Women in Science, organizzata da Infn e Università di Cagliari; i Laboratori Nazionali di Frascati prevedono un incontro con sette ricercatrici che parleranno del loro lavoro.

L’Osservatorio Astronomico di Palermo organizza una roundtable in cui ricercatrici e ricercatori spiegano quali sono stati e saranno i progetti sulla parità di genere nel mondo della scienza. Mentre l’Osservatorio Astronomico di Padova, con l’International Astronomical Union e il CUG dell’INAF, inaugura la Laura Bassi Series, ovvero una serie di seminari per divulgare il lavoro di giovani astronome italiane e straniere; inoltre, i canali social dell’Istituto nazionale di fisica nucleare aderiranno alla campagna #WomenInScience a cui parteciperà anche il CERN.

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