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Heidi: la bellezza della semplicità

Un degli anime più noti degli anni '80 (e non solo) ci porta a riscoprire l'importanza delle cose semplici

C’è un anime che ha attraversato gli anni ’80, divenendo nel tempo un vero e proprio classico, ancora oggi riproposto in TV e amato dalle nuove generazioni: Heidi. D’altronde, dietro la celebre storia di questa bambina c’è il maestro Hayao Miyazaki che, solo qualche anno dopo l’uscita dell’anime Heidi, avrebbe fondato lo Studio Ghibli.

Se il tocco di Miyazaki è determinante ai fini dell’animazione, l’origine della storia nell’omonimo romanzo per ragazzi scritto nel 1880 dall’autrice svizzera Johanna Spyri fa dell’anime una sorta di precursore del filone del World Masterpiece Theater. Nel corso della nostra rubrica abbiamo, infatti, incontrato più storie appartenenti a questo gruppo e, come loro, anche Heidi ne propone le tre caratteristiche principali: è tratto da un libro che nasce in Occidente, racconta la vita quotidiana di un protagonista ed è prodotto dalla Nippon Animation.

Heidi: la storia dell’anime

Un’orfana e suo nonno

La storia di Heidi è probabilmente una delle più note e per questo ricordate tra gli anime degli anni ’80. Impossibile, d’altronde, dimenticare l’incipit in cui ci vergono presentate le verdi e lussureggianti Alpi svizzere. È qui che Heidi, orfana di 5 anni, si troverà a vivere con suo nonno. Dopo la morte dei suoi genitori è la zia Dete a prendersi cura di lei, questo fino a quando la donna trova lavoro a Francoforte. Portare con lei Heidi e occuparsene una volta lì le sarebbe impossibile, è per questo che decide di portarla dal nonno, un uomo burbero che vive isolato in una casetta di montagna, occupandosi dei suoi animali. L’uomo non è entusiasta di occuparsi della bambina, abituato com’è a vivere da solo, ma Heidi, con il suo entusiasmo e la sua allegria contagiosa, riuscirà poco a poco a scavare sotto quella scorza ruvida.

heidi nonno

Un idillio interrotto

La piccola Heidi riesce subito ad ambientarsi nella nuova vita insieme al nonno. Le montagne la fanno innamorare e qui si fa subito un amico, Peter, un pastorello che ogni giorno porta al pascolo le capre degli abitanti del villaggio, comprese quelle del nonno. Tra i due nasce una bella amicizia che darà vita a numerose avventure raccontate nel corso dei primi episodi dell’anime. Anche il nonno, inizialmente restio, vive la convivenza con Heidi come una ventata di freschezza; è per questo che il ritorno di zia Dete scombussola l’equilibrio finalmente creatosi, suscitando tristezza e qualche preoccupazione. La donna, infatti, si è convinta che lasciare una bambina lì, in montagna, con un uomo burbero e anziano, non è giusto. Ha quindi trovato per la piccola protagonista un’altra sistemazione.

Heidi e Clara

È a questo punto che si apre per l’anime di Heidi un altro capitolo, di grande importanza per la crescita della bambina: il trasferimento a Francoforte. La zia le ha infatti trovato una sistemazione presso la famiglia Sesemann. Qui incontra Clara, una ragazzina di 12 anni costretta su una sedia a rotelle da una malattia. Tra le due nasce prima una forte simpatia, che diventa poi, puntata dopo puntata, una grande amicizia. La bellezza di questo nuovo sentimento viene però vissuta a tratti da Heidi che non riesce ad adattarsi alla frenesia della nuova città e inizia, invece, a vivere una profonda malinconia per la mancanza dei suoi amati monti e del nonno. Quando questo malessere diventa anche fisico, il dottore consiglia al signor Sesemann, padre di Clara, di far tornare la bambina da suo nonno.

heidi clara

Il finale

Tornata dal nonno, Heidi ritrova la sua consueta allegria; tuttavia ripensa a Clara, alle avventure vissute insieme, nonostante la severità della governante: la signora Rottenmeier. Dopo qualche insistenza, riesce allora a convincere la nonna e il padre di Clara a portare la ragazzina in montagna per una breve vacanza. La 12enne è subito rinvigorita da questa nuova esperienza: i monti, l’amicizia con Heidi, la conoscenza di Peter e le passeggiate insieme le donano una nuova vitalità, nonostante non manchino piccoli incidenti.

Questo salutare periodo regala nuova forza a Clara che, quasi per miracolo, riesce anche ad abbandonare la sedia a rotelle e a camminare. Quando la vacanza dei Sesemann giunge al termine, Heidi decide di rimanere sui monti a vivere con il nonno, Clara, invece, torna a Francoforte con la sua famiglia, con la promessa di tornare da lei l’estate successiva.

Heidi: curiosità e considerazioni sull’anime

Heidi, simbolo di purezza e semplicità

Perché Heidi piace ai bambini ma, allo stesso tempo, scalda il cuore anche ai più grandi? Probabilmente sono molteplici le motivazioni, eppure forse quella più evidente è che Heidi è una semplice bambina. Il suo entusiasmo per le piccole cose, per i nuovi panorami, per le amicizie è quello genuino e vero dei bambini. Se i più piccoli si immedesimano in lei e agognano di correre a piedi nudi per i vasti prati verdi, gli adulti la guardano con quella dolce malinconia di chi ricorda i tempi andati. La semplicità, mai banale di Heidi, è palese quando, nonostante gli agi di Francoforte, agogna di tornare ai suoi monti, nonostante le condizioni di lavoro, sacrificio e non proprio agiatezza da vivere col nonno. Heidi è mossa soltanto dall’amore, un personaggio puro, senza alcuna macchia o lato oscuro, a differenza degli altri.

Montagna o città, libertà o ‘prigionia’

È proprio il binomio monti-città ad aprire un altro interessante punto di riflessione su Heidi. Va infatti sottolineato come il paragone tra i monti in cui vive la protagonista con suo nonno e la caotica Francoforte diventi nell’anime quello tra la libertà e una sorta di prigionia. Lo diventa evidente quando Heidi, trasferitasi a Francoforte presso la casa dell’amica Clara, ambisce a tornare dal nonno, sulle Alpi.

Nonostante l’agiatezza della famiglia di Clara, il non dover lavorare e sottostare ad alcuni dettami necessari per la sopravvivenza in montagna, l’essere invece servita e curata al bisogno e senza difficoltà non basti ad Heidi per dimenticare e non desiderare i suoi monti. Così la casa di Clara diventa una ‘gabbia dorata’ che fa quasi ammalare di tristezza Heidi. Ciò che lei vuole è, d’altronde, solo la libertà di essere se stessa su quei lussureggianti prati verdi.

heidi francoforte

L’importanza della quotidianità

Vivere la storia di Heidi significa immergersi in un mondo dove l’importanza sta nelle piccole cose. Ecco perché l’anime dà un rilievo diverso alla quotidianità, ai gesti semplici di ogni giorno, rispetto a quanto fa il libro dai cui è tratto. Il pascolo delle pecore, la semplice produzione di pane e formaggio da parte del nonno di Heidi, la routine della bambina sui monti vengono esposte con una certa rilevanza nel corso dei vari episodi, quasi come se la volontà del narratore sia quella di sottolineare come la quotidianità possa avere un impatto importante sullo spettatore. Non servono colpi di scena: basta la verità di gesti semplici; d’altronde è proprio questo uno degli aspetti che ha fatto sì che l’anime di Heidi avesse un successo tale da essere riproposto negli anni fino ai giorni nostri.

Una storia di successo

Giunta in Italia per la prima nel 1978, la serie anime Heidi si impone per tutti gli anni ’80 ma il successo che ne deriva la porterà ad essere replicata anche successivamente e fino ai giorni nostri. Heidi è, infatti, uno dei cartoni animati più celebri degli anni ’80, al punto tale da produrre nel corso dei decenni remake e rivisitazioni, l’ultima realizzata nel 2015 in computer grafica 3D da Studio 100 e trasmessa su Rai Yoyo.

La sigla

La sigla di Heidi è cantata da Elisabetta Viviani, con testo di Franco Migliacci, su musica originale di Christian Bruhn.

I personaggi principali

Heidi Meier – Protagonista dell’anime, è una bambina orfana che vive fino ai 5 anni con la zia Dete per poi essere lasciata a suo nonno. La storia dell’anime si conclude quando lei ne ha 10.
Nonno di Heidi – È un ex soldato, oggi contadino. È vedovo ed è il padre di Tobias, che è il defunto papà di Heidi. Vide da solo in montagna con le sue capre e il cane Nebbia fino all’arrivo della piccola nipote. È solitario e burbero ed è conosciuto in paese, dove si reca raramente, come il Vecchio dell’Alpe.
Zia Dete – Zia di Heidi, è la sorella minore della defunta madre della protagonista, Adelaide, e ha solo 26 anni quando inizia la storia dell’anime.
Peter Bendorf – Migliore amico di Heidi, è un ragazzino di 9 anni che fa il pastorello, generoso e altruista ma anche fumantino.
Clara Sesemann – Orfana di madre, vive a Francoforte e diventa la migliore amica di Heidi. Vive dalla nascita su una sedia a rotelle poiché affetta da poliomielite e di conseguenza paralizzata.
Signor Sesemann – Padre di Clara affettuoso e premuroso, nonostante la sua poca presenza a causa del lavoro da commerciante.
Signora Sesemann – Nonna di Clara e donna dall’animo buono e comprensivo. Sarà lei la spalla della piccola Heidi durante la sua permanenza a Francoforte.
Signorina Rottenmeier – È l’istitutrice di Clara Sesemann, donna molto severa e apprensiva nei confronti di Clara. Rende difficile la permanenza di Heidi a Francoforte.
Nebbia – Il cane del nonno di Heidi, un San Bernardo pigro e svogliato.
Fiocco di Neve – La simpatica capretta che accompagna Heidi in tutte le sue avventure sui monti.

Heidi
  • Spyri, Johanna (Autore)

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Autore

  • Anna Montesano

    Scrittrice da quando ne ho memoria, dai diari al web. Viaggiatrice incallita e malata di serie tv, appassionata di tv e cinema. Nella vita un solo motto: "Perché rimandare a domani quando puoi vederlo oggi?"

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