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Megaton Rainfall: a caccia di alieni con PlayStation VR

La formula usata da Pentadimensional Games per il suo Megaton Rainfall è molto semplice: si sfrutta il sogno di librarsi nell'aria tipico di ogni essere umano, si aggiungono dei superpoteri e poi si condisce il tutto con un po' di alieni cattivi. Attenzione però, questo titolo sbarcato qualche mese fa su PlayStation VR, non è banale come sembra.

Attacco alieno

I primi minuti in compagnia di Megaton Rainfall vi disorienteranno un po'. Di colpo vi troverete nello spazio, alle prese con una misteriosa entità che si rivolge a voi come se foste suo figlio. Sarà proprio questo "dio" senza volto e senza nome a spiegarvi in primis come volare e, in secondo luogo, ad illustrarvi come lanciare sfere di energie usando le vostre mani. Naturalmente questo è solo l'inizio. Con l'avanzare della narrazione acquisirete nuovi poteri che vi aiuteranno a svolgere la vostra missione: difendere gli umani dall'invasione aliena.

Sfortunatamente però l'attacco non sarà localizzato in unico punto. Questo vi costringerà a muovervi rapidamente da una zona all'altra nel tentativo di salvare più vite possibili perché, alla fine, l'obiettivo finale è proprio questo. Megaton Rainfall infatti non vi chiede solo di abbattere dischi volanti e giganteschi ragni robotici, ma anche di tenere sempre sotto controllo il numero delle vittime. Questo significa che non potete sparare all'impazzata sperando di colpire gli alieni, ma dovrete calcolare con precisione i vostri attacchi.

Il gameplay, strutturato ad ondate, non offre molto più di quanto appena spiegato. Il gioco però stupisce soprattutto per il risultato ottenuto da Alfonso del Cerro, lo sviluppatore spagnolo che ha dato vita al gioco praticamente in totale autonomia. Il talento iberico ha impiegato cinque anni per realizzare Megaton Rainfall, investendo gran parte del tempo nella stesura di algoritmi procedurali che gli hanno permesso di ricostruire l'intero pianeta e di introdurre nel gioco esplosioni e crolli sorprendentemente realistici.

Con e senza visore

Nulla vi vieta di giocare a Megaton Rainfall in modo tradizionale, ma il titolo dà il meglio di sè se associato ad un visore per la realtà virtuale. Senza l'ausilio di PlayStation VR ho infatti trovato il gioco di Pentadimensional Games poco vario e non particolarmente difficile. Le realtà virtuale invece rende Megaton Rainfall un po' più complesso e garantisce quel grado di immersività che vi consente di sentirvi dei veri supereroi, senza accusare troppo la ripetitività dettata dalla struttura del titolo.

La realtà virtuale vi permette di apprezzare anche l'ambiente di gioco, la profondità di campo, la trimensionalità delle esplosioni e il realismo delle nubi di fumo e detriti che accompagnano il crollo dei palazzi. Tutti elementi che vengono parzialmente persi usando una TV tradizionale.

Vi segnalo infine una serie di accorgimenti che consentono a Megaton Rainfall di non mettere troppo in subbuglio il vostro stomaco, come la riduzione del campo visivo e il blocco della rotazione a scatti. Attenzione però, questo non significa che non dovrete mai coincedervi una pausa, soprattutto se siete neofiti della realtà virtuale.

Un'esperienza alternativa

Megaton Rainfall non è certamente un capolavoro imperdibile o un must-buy da non farsi sfuggire. Consideratelo piuttosto un'esperienza alternativa, un mezzo che vi permette di far avverare il vostro sogno di fare il supereroe, un gioco che vi aiuta a godervi PlayStation VR.

Tenete però presente un elemento fondamentale: nonostante l'inserimento di opzioni che aiutino a gestire il temuto motion sickness, Megaton Rainfall rimane, a mio avviso, un gioco dedicato a chi ha già sperimentato più e più volte la realtà virtuale. Una volta indossato il visore infatti i combattimenti si fanno più difficili e persino frustranti.

Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.

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