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Nato il 4 luglio. Un film che celebra la forza e la volontà di un popolo.
"Ho fatto un sogno, Ronnie, l'altra notte.. C'eri tu che parlavi a una grande folla, come il Presidente, proprio come lui e dicevi delle grandi cose!"


Oggi è il 4 luglio: la Giornata dell’Indipendenza degli Stati Uniti, la festa nazionale Americana. Con questo evento il Paese celebra la conquista dell’indipendenza dalla Gran Bretagna, Era il lontano 1776 quando tredici colonie riuscirono ad ottenere la libertà dalla Gran Bretagna, iniziando di fatto la grande storia degli Stati Uniti d’America.

Ma questa data è stettamente legata anche al titolo di un film indimenticabile, un film di denuncia ma anche un inno alla libertà che rappresenta la vera essenza del popolo americano.

Stiamo naturalmente parlando di “Nato il 4 luglio“.

Attenzione, all’interno dell’articolo ci sono spoiler riguardanti la pellicola.

Nato il 4 luglio, tra realtà e orrore

Nato il 4 luglio è un film del 1989 diretto da Oliver Stone con protagonista Tom Cruise. La pellicola si ispira alle vicende realmente accadute dell’ex marine Ron Kovic in Vietnam e del suo ritorno negli Stati Uniti.

Ron Kovic è un giovane americano nato proprio nel giorno dell’Indipendenza Americana nel 1946 da una famiglia cattolica e tradizionalista. All’età di 18 anni ed ispirato dal Presidente Kennedy, Ron decide di arruolarsi nel corpo dei Marines.

Il giovane vuole portare avanti il nome americano e servire la Patria come fecero i suoi antenati nella Guerra di Indipendenza e nelle due Guerre Mondiali. Dopo qualche anno, nel 1967 Kovic diventa sergente e si dirige in Vietnam per una missione.

Non sarà un’esperienza facile. Qui scoprirà la cruda realtà della guerra, che non risparmia né donne né bambini e proverà lo straziante senso del rimorso dopo aver ucciso per sbaglio un suo compagno d’armi durante una battaglia.

Due anni dopo a causa di un incidente, Kovic sarà costretto a passare il resto della sua vita sulla sedia a rotelle. Dopo il suo ritorno in Patria il soldato riceve una Bronze Star Medal ma scopre quanto la sua esperienza non interessi minimamente al suo Paese.

Dovrà fare i conti con la sua situazione fisica che purtroppo non interessa a nessuno ed imparare a vivere di nuovo. Dopo una particolare esperienza in Messico e la conoscenza di Charlie, anche lui reduce dalla guerra, Kovic torna in Patria e prende una decisione.

L’uomo vuole impegnarsi per evitare che altri giovani soffrano a causa della guerra.

Ron affronta il passato e la famiglia del suo compagno d’armi. Con il passare degli anni, grazie ad una sua compagna del liceo, diventa attivo nel movimento contro la guerra. Durante una protesta a Miami, i poliziotti lo aggrediscono brutalmente nonostante il suo handicap.

La commozione cerebrale e le ferite però non fermano la sua forza di volontà. Quattro anni dopo, dopo dure lotte ed ostacoli, Ron pubblicherà la sua autobiografia grazie alla quale potrà finalmente parlare al suo Paese.

Un cambio di prospettiva

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La pellicola si è rivelata una vera e propria sorpresa. A primo impatto mi era sembrato il classico film di guerra violento ma andando avanti mi sono resa conto che c’era qualcosa di più dietro. Ammetto di essere stata costretta da mio padre a guardarlo, personalmente non adoro tantissimo Tom Cruise come attore e quindi l’ho iniziato storcendo il naso.

La storia narrata si ispira a fatti realmente accaduti e vista la mia curiosità sono andata ad informarmi di più sull’argomento. Il protagonista fa parte di quella che, all’epoca, era conosciuta come la “generazione dei sognatori”.

È stato interessante e anche difficile vedere come la pellicola riesce a mostrare al pubblico questa dura esperienza vissuta dai sognatori, che si svegliano dall’incubo della guerra e si rendono conto di aver perduto il paese in cui credevano di essere cresciuti.

Il film ci mostra la determinazione di Ron, di come il ragazzo voglia prendere in mano questa opportunità per servire il suo Paese e portargli rispetto. Vediamo anche come la sua idea di guerra cambia nel corso del tempo. Vediamo come, da giovane con forti ideali, diventerà poi un uomo che denuncia questo fenomeno.

La guerra, all’inizio, gli sembrava un’esperienza eccitante ed unica.

Purtroppo poi si rende conto che non è così e che si tratta di un evento doloroso che non risparmia nessuno. Inoltre dopo essere rimpatriato, Ron comprende che a nessuno importa della sua esperienza in guerra, un’esperienza che fino a qualche anno prima era considerata il massimo.

In seguito, dopo altre vicende spiacevoli, l’uomo intraprenderà un percorso di crescita interiore davvero interessante che lo porterà ad essere uno dei grandi esempi di lotta contro la guerra. Sinceramente non mi aspettavo questo improvviso cambio di prospettiva ma ammetto di averlo apprezzato.

Cosa significa il 4 luglio per gli Americani?

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Molte volte, erroneamente, la guerra viene idolatrata e vista come un evento in cui ci si guadagna un posto nella società. Ron è l’esempio di quanto questo non sia vero, almeno nella società americana di quel tempo.

Sono tante le pellicole che ci parlano dei reduci di guerra e che cercano di analizzare nel profondo quanto queste esperienze siano state traumatiche per i giovani. Nato il 4 luglio però fa qualcosa che non è presente nelle altre pellicole: ti entra dentro. Racconta una storia in modo sincero, senza censure e mostrando quanto la determinazione di un singolo uomo possa fare la differenza.

Una metafora per raccontare come con forza e volontà si possa realizzare il più grande dei sogni: il raggiungimento della libertà. A qualunque prezzo.

Nato Il Quattro Luglio (Collana Oscar)
  • UNIVERSAL
  • Elettronica
  • Cruise,Barry (Actor)

 


Veronica Ronnie Lorenzini

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Videogiochi, serie tv ad ogni ora del giorno, film e una tazza di thé caldo: ripetere, se necessario.
                   










 
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