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Plantronics BackBeat FIT 6100 recensione: le cuffie over-ear per sportivi

Dopo qualche settimana di prova siamo pronti a raccontarvi tutto ciò che dovete sapere sulle cuffie over-ear per sportivi di Plantronics

La prima cosa che mi ha stupito delle Plantronics BackBeat Fit 6100 è il nome. Sì perché quel “Fit” indica la peculiare vocazione di queste cuffie over-ear: lo sport. Insomma, quello che di primo acchito sembra un headset wireless dedicato all’utilizzo urbano o domestico è in realtà nato per l’attività fisica, sia all’esterno che in palestra.

Ma sono davvero adatte allo scopo? Per scoprirlo le abbiamo provate intensamente per qualche settimana.

Plantronics BackBeat FIT 6100 recensione: flessibili e leggere

Plantronics BackBeat FIT 6100 recensione design

Il design è uno degli elementi che ho più apprezzato delle Plantronics BackBeat FIT 6100. Disponibili in tre varianti, quella camouflage che abbiamo provato noi, oltre a quella nera e grigia, queste cuffie vantano padiglioni in plastica, che possono inclinarsi di 45 gradi, e cuscinetti in memory foam che garantiscono un comfort davvero elevato.

L’archetto invece è estremamente flessibile, presenta un insolito motivo esagonale, che migliora la presa e le rende piuttosto traspirante, e integra un cordoncino che potete allungare o rilasciare per ottenere una vestibilità ultrastabile o più rilassata a seconda delle vostre esigenze. Non manca poi la possibilità di regolare la larghezza dell’headset sfruttando le guide nascoste all’interno dell’archetto. Attenzione però: non ci sono tacche che vi aiutino a regolarle le BackBeat FIT 6100 in modo simmetrico, dovrete quindi affidarvi ai vostri occhi.

Plantronics BackBeat FIT 6100 recensione archetto

A questo aggiungiamo infine la certificazione IPX5, per la resistenza al sudore, all’umidità e ad altri liquidità, e il peso estremamente contenuto: solo 240 grammi.

Tutto questo permette alle BackBeat FIT 6100 non solo di essere davvero molto confortevoli, ma anche di offrire ai più sportivi tra voi la stabilità e il grip di cui avete bisogno. Perderle mentre correte o vi piegate sarà quasi impossibile.

Pulsanti e superfici soft touch

Plantronics BackBeat FIT 6100 recensione tasti

Fino ad ora non vi ho parlato di pulsanti e il motivo è semplice: non ce ne sono. O quasi.

Il padiglione destro ospita un piccolo interruttore che vi permette di accendere le cuffie e di avviare l’appaiamento quando necessario. Poca sopra abbiamo il connettore microUSB – e sì, avrei preferito un Type-C – e infine un unico tasto, che attiva o disattiva la modalità Open Mic. Quest’ultima vi permette di isolarvi o meno dai rumori ambientali, cosa che vi tornerà particolarmente utile durante l’attività sportiva visto che vi aiuta ad essere consapevoli di ciò che accade intorno a voi, che siano le auto che passano mentre state correndo o gli amici della palestra che vi parlano mentre vi allenate.

Tutti gli altri controlli sono stati affidati ad un pannello soft touch integrato nel padiglione destro. Basta quindi un tap per avviare la riproduzione, mettere in pausa o rispondere ad una chiamata. Uno swipe verso l’alto o il basso vi permette invece di alzare o abbassare il volume, mentre quello verso destra o sinistra vi consente di passare al brano successivo o di tornare a quello precedente.

Con un doppio tap infine potete richiamare l’assistente vocale, che sia Cortana su PC, Google Assistant e Alexa su Android o Siri su iPhone.

L’applicazione Backbeat

Ad accompagnare le BackBeat FIT 6100 c’è anche un’applicazione dedicata. Si chiama Backbeat, è disponibile sia su App Store sia su Google Play Store e, naturalmente, non è indispensabile per iniziare ad utilizzare le vostre nuove cuffie.

L’app però include alcune funzionalità piuttosto interessanti, oltre ovviamente al classico aggiornamento software periodico. Prima di tutto abbiamo  l’equalizzatore che vi permette di scegliere una delle 3 modalità predefinite: PLT Signature Balanced, Bright e Bass. La prima è, come suggerisce il nome, quella più bilanciata e adatta a qualsiasi genere, la seconda predilige alti, medi e, soprattutto, le voci, mentre l’ultima è per gli amanti dei bassi. La differenza, ve lo garantisco, è piuttosto palpabile, il che permette di accontentare i gusti di qualsiasi utente.

Il software vi consente inoltre di abilitare la modalità Open Mic anche da remoto, di inviare un segnale sonoro alle cuffie per aiutarvi a ritrovarle e di cambiare la lingua della voce che comunica con voi. No, non è un headset posseduto: semplicemente vi segnala accensione, spegnimento, attivazione della modalità Open Mic e livello della batteria.

Le features offerte dell’app non finiscono qui. Il menù MyTap infatti vi permette di associare al singolo tap o al doppio tap funzionalità diverse rispetto a quelle predefinite. La lista non è infinita ma le opzioni offerte sono tutto sommato interessanti: oltre all’assistente vocale troviamo la possibilità di sapere che ore sono, quella di avviare il timer, di riprodurre una specifica playlist da Spotify o Deezer o di passare da una modalità all’altra dell’equalizzatore.

Potete anche attivare la funzionalità HD Voice, definire il volume di sistema o disabilitare i controlli touch per un periodo di tempo predefinito. Insomma, avete davvero tutto ciò di cui avete bisogno e anche di più.

‎BackBeat
‎BackBeat
Developer: Plantronics B.V.
Price: Free
BackBeat
BackBeat
Developer: Plantronics Inc.
Price: Free

Plantronics BackBeat FIT 6100 recensione: l’utilizzo quotidiano

Plantronics BackBeat FIT 6100 recensione come funzionano

Ho usato le BackBeat FIT 6100 praticamente per tutto, dalle camminate veloci agli esercizi di fitness, dalle ore in ufficio a un po’ di musica mentre facevo le pulizie in casa. Le ho adorate in tutte queste situazioni.

Queste cuffie rimangono saldamente ancorate alla vostra testa qualunque cosa facciate, non pesano anche dopo periodi di utilizzo prolungato e risultano sempre confortevoli, anche dopo aver sudato parecchio.

La qualità del suono, messa alla prova con Spotify, i brani Masters di Tidal e un po’ di Netflix, mi ha davvero convinto. Tra l’altro il profilo bilanciato, selezionabile tramite l’app, si adatta più o meno a tutto così non dovrete impazzire anche di fronte a playlist estremamente variegate. Se invece cercate il giusto boost per il vostro allenamento quotidiano amerete la modalità Bass. Più adatta invece a film e serie TV quella Bright, soprattutto perché rimuove la maggior parte dei bassi per favorire il parlato, cosa che non ho particolarmente gradito durante l’ascolto dei tradizionali brani musicali.

E le chiamate? Voi non avrete grossi problemi a sentire il vostro interlocutore. Al contrario, la vostra voce risulterà meno chiara in luoghi rumorosi e affollati, ma non avrete problemi con le telefonate fatte a casa o in ufficio.

Quanto dura la batteria?

Plantronics dichiara 24 ore di autonomia ed è una stima piuttosto accurata. Se pensate di usare le Backbeat FIT 6100 per 2/3 ore ogni giorno – giusto il tempo di fare qualche esercizio in palestra – potreste coprire un’intera settimana con una sola ricarica. Se invece volete usarle a casa o mentre lavorate non dovreste avere problemi a coprire almeno un paio di giorni prima di doverle ricaricare.

Vi segnalo inoltre la possibilità di utilizzare il cavo microUSB/jack da 3,5 mm per sfruttarle anche senza ricorrere al Bluetooth 5.0, tecnologia che – vi ricordo – vi consente di connetterle anche a due dispositivi diversi contemporaneamente.

Plantronics BackBeat FIT 6100 recensione: comprarle oppure no?

Plantronics BackBeat FIT 6100 recensione pro e contro

Veniamo alla vera e quasi unica nota dolente di questo headset: il costo. Plantronics ha deciso di immetterle sul mercato al prezzo consigliato di 170 euro. Un prezzo abbastanza impegnativo per un paio di cuffie che non hanno la cancellazione del rumore, nessun sensore che metta la riproduzione in pausa automaticamente quando le togliete e nemmeno un connettore USB-C per la ricarica. Assente in confezione anche una busta/confezione/pochette per trasportare un prodotto nato per essere utilizzato in mobilità.

Non lo definirei però un costo fuori mercato o incredibilmente sproporzionato. A giustificare i 170 euro ci pensano la qualità costruttiva, l’esperienza audio decisamente soddisfacente, un’applicazione davvero ben completa e un’autonomia interessantissima. Considerate poi che le cuffie over-ear per sportivi non sono proprio tantissime sul mercato: queste non solo sono una buona alternativa all’ormai dilagante diffusione del true wireless ma sono incredibilmente comode e resistenti. Insomma, a mio avviso vale la pena farci un pensierino.

Plantronics BackBeat FIT 6100

  • Ottima qualità costruttiva
  • Esperienza audio convincente
  • App completa
  • Buona autonomia
  • Manca una pochette per il trasporto
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Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.
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